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FM SYSTEM è il compositore rapido per la redazione del Fascicolo di Manutenzione, ai sensi dell’art. 4 del D. Lgs. n. 494 del 14 agosto 1996 e del D. Lgs. 528/99.

DESCRIZIONE SOFTWARE

FM SYSTEM permette di adempiere al

D. Lgs. 494/96, tale decreto oltre a predisporre il Piano di Sicurezza e Coordinamento, stabilisce all’art. 4, comma 1, lettera b che il coordinatore per la progettazione, designato dal committente, nella fase di allestimento dell’opera edilizia, è tenuto a redigere un fascicolo in cui andranno registrate le caratteristiche dell’opera e gli elementi utili in materia di sicurezza e di igiene da prendere in considerazione all’atto di eventuali lavori successivi alla realizzazione dell’opera.

FM SYSTEM consente:

  • l’archiviazione di tutti i lavori con i relativi documenti composti
  • di operare in modalità Wizard, per la veloce autocomposizione dei piani di manutenzione
  • di utilizzare un set di oltre 200 schede tecniche (lavori di revisione e manutenzione, equipaggiamenti e prescrizioni generali) già a corredo del programma, da arricchire e personalizzare
  • di utilizzare file XML prodotti con il softwarePS3 SYSTEM(versione 1.0.1). Se quindi l’utente è in possesso di questo programma potrà esportare i lavori, completi di tutti i dati riguardanti l’anagrafica del cantiere e le figure responsabili in FM SYSTEM per la redazione dei fascicoli di manutenzione
  • una completa interoperabilità con MS-Word: il template di stampa ed il documento finale possono essere facilmente ed agevolmente personalizzati e adattati in ogni momento alle esigenze dell’utente, che potrà inserire immagini, grafici, tabelle e tutto ciò che riterrà opportuno.

CARATTERISTICHE TECNICHE

FM SYSTEM si avvale della tecnologia XML, in questo modo diventa molto semplice e rapido lavorare e condividere i propri lavori con altri utenti.

Tra le caratteristiche principali del programma, si evidenziano:
  • agevole trasportabilità dei lavori, perché si opera con file di dimensioni ridotte
  • semplicità nell’effettuare il Back-up dei dati
  • facilità di pubblicazione sul web dei propri lavori per la condivisione del Know-how

Inoltre, grazie a specifiche funzionalità del programma si ha:

  • la possibilità di tenere aperti contemporaneamente più lavori e di effettuare interscambio di informazioni (copia/incolla/taglia dati)
  • una completa e chiara visione del lavoro tramite un menù laterale (Status Navigator) che consente un veloce inserimento dei dati
Per un veloce apprendimento di tutte le funzionalità di FM SYSTEM, l’utente avrà a disposizione tutor multimediali ed il manuale d’uso in formato pdf.


Software per la redazione dei Capitolati Speciali di Appalto (Lavori Edili), opere a misura e a corpo. Aggiornato al D. Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 “Codice dei Contratti Pubblici”, Capitola System è il compositore rapido per la redazione dei Capitolati Speciali d’Appalto. E’ possibile redigere Capitolati Speciali per diversi settori di lavorazioni:

  • Edilizia
  • Strutture
  • Impianti
  • Consolidamenti
  • Opere a Verde
  • Opere Stradali

Per ogni fase lavorativa, il software propone un archivio di schede tecniche per: le specifiche della singola lavorazione, la qualità del materiale, le norme e le misurazioni, le prove e le verifiche.

Caratteristiche principali:

  • l’archiviazione dei lavori con i relativi documenti composti
  • modalità Wizard, per la composizion veloce di un Capitolato Speciale dall’inserimento dei dati generali e dalla scelta delle schede tecniche
  • disponibilità di un archivio di schede tecniche (Fasi Lavorative, Qualità dei materiale, Norme e misurazioni, Prove e verifiche) già a corredo del programma, da arricchire e personalizzare
  • integrazione con il software CONTAB SYSTEM: una volta redatto il computo metrico con Contab System è possibile associare in maniera immediata le schede di capitolato per Capitolo e Sottocapitolo di computo.
  • Stampe in formato .rtf per garantire una completa interoperabilità con i diversi editor di testo: MS-Word, Open Office, ecc.. per consentire una facile personalizzazione del documento finale.

CAPITOLA SYSTEM si avvale della tecnologia XML, che è sinonimo di garanzia per uan semplice e rapida condivisione dei propri lavori.
Tra le caratteristiche principali del programma, si evidenziano:

  • semplicità nell’effettuare il Back-up dei dati
  • la possibilità di tenere aperti contemporaneamente più lavori e di effettuare interscambio di informazioni (copia/incolla/taglia dati)
  • una completa e chiara visione del lavoro grazie al menù laterale (Status Navigator) che consente un veloce inserimento dei dati
Per un veloce apprendimento delle funzionalità di CAPITOLA SYSTEM, l’utente avrà a disposizione tutor multimediali ed il manuale d’uso in formato pdf.

Scuola Sicura - il progetto

Il Progetto "Scuola Sicura" è un programma didattico realizzato dal Ministero dell'Interno in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e con il Dipartimento della Protezione Civile, al fine di inserire nella scuola dell'obbligo l'insegnamento della protezione civile.
Avviato in via sperimentale nel 1992, anche in ottemperanza alle disposizioni del Decreto del Ministro dell'Interno del 26 agosto 1992, recante "Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica", è stato gradualmente esteso tra il 1993 ed il 1998 a tutte le province italiane, attraverso un piano operativo di sperimentazione che ha interessato oltre un milione di studenti.
L'iniziativa sta comunque proseguendo su tutto il territorio, con l'intento di raggiungere il maggior numero possibile di istituti scolastici.
Il Progetto tende a favorire l'inserimento nella scuola dell'obbligo di un programma globale di educazione incentrato sui rischi naturali, dell'ambiente domestico e scolastico, che coinvolga anche l'aspetto comportamentale ed avvicini i ragazzi alle realtà della protezione civile.
Lo scopo dell'iniziativa, infatti, non è solo quello di dare utili informazioni sulle norme di sicurezza da adottare in emergenza, ma anche di formare ed educare il giovane a comportamenti che siano improntati alla solidarietà, collaborazione ed autocontrollo.
A livello centrale è stato costituito il Comitato Organizzatore Nazionale del Progetto "Scuola Sicura", di cui fanno parte rappresentanti del Ministero dell'Interno, del Ministero della Pubblica Istruzione, del Dipartimento della Protezione Civile, del Ministero dell'Ambiente, del Corpo Forestale dello Stato, della Croce Rossa Italiana, dell'A.G.E.S.C.I., dell'A.N.P.A.S., della Siemens e della Telecom.
A livello locale il Progetto è coordinato dalle Prefetture, attraverso un Comitato Organizzatore Provinciale, cui partecipano oltre al Provveditorato agli studi e al locale Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, anche rappresentanti di enti locali, enti pubblici e privati, aziende di servizi, organizzazioni di volontariato.
Il Comitato Provinciale elabora, sulla base delle linee di indirizzo fissate dal Comitato Nazionale, un percorso didattico interdisciplinare, adeguandolo alle esigenze locali.
Sono previsti diversi modelli di intervento:
un corso di formazione agli insegnanti referenti di protezione civile;
incontri diretti dei rappresentanti degli enti ed istituzioni presenti nel Comitato con le scolaresche;
visite guidate a strutture locali di protezione civile;
redazione di un piano di evacuazione da parte delle scuole partecipanti al Progetto;
esercitazioni di evacuazione dell'edificio scolastico.
Per consolidare l'attività svolta ed uscire dalla fase di sperimentazione il 3 dicembre 1997 è stato firmato dal Ministro dell'Interno con delega al coordinamento della protezione civile e dal Ministro della Pubblica Istruzione un Protocollo d'intesa per l'inserimento delle tematiche di protezione civile nelle attività scolastiche.
Per dare attuazione agli impegni assunti con il Protocollo sono state istituite due Commissioni di studio:
la Commissione di studio per l'inserimento della protezione civile nelle materie di insegnamento della scuola dell'obbligo;
la Commissione di studio per le scuole medie di secondo grado.
A seguito del Protocollo, per favorire l'introduzione a regime della protezione civile nelle attività di insegnamento della scuola dell'obbligo, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato, con circolare n° 356 del 10 agosto 1998, una apposita Direttiva di orientamento alle istituzioni scolastiche, suggerendo la possibilità di una lettura degli attuali programmi didattici in una chiave che consenta di collegare alle singole materie di insegnamento, in maniera trasversale, le tematiche della sicurezza e della prevenzione.




La sicurezza delle persone disabili


Allegati



FACTS - Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro
Lettera circolare n° 4 del 1 marzo 2002
Allegato alla circolare n° 4 del 1 marzo 2002
Lettera circolare P880 del 18 agosto 2006
Indicazioni per la gestione dell' emergenza






Per “sicurezza delle persone disabili” ci si riferisce ad un campo molto ampio della sicurezza che riguarda non solo coloro che mostrano in modo più o meno evidente difficoltà motorie o sensoriali, ma anche le persone anziane, i bambini, le persone che soffrono di patologie molto diverse tra loro, come l'asma, i problemi cardiaci ecc. Per questo motivo, una dizione più corretta della materia è quella di “sicurezza ampliata”. Questo tema è stato preso in considerazione dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile da diversi anni.
Nel febbraio del 2001 è stato creato un gruppo di lavoro incaricato di esaminare i problemi e proporre le iniziative possibili. Tale gruppo, integrato con i rappresentanti della Consulta delle associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie, ha elaborato il documento su valutazione del rischio, individuazione delle misure e pianificazione delle emergenze. Questo documento è stato pubblicato con la circolare n. 4 del marzo 2002 . Successivamente, il Gruppo di lavoro ha elaborato una guida per aiutare i responsabili della sicurezza ed i datori di lavoro a migliorare i piani di emergenza e la formazione degli addetti. L'ultimo documento emanato in ordine di tempo è la lettera circolare 8 agosto del 2006, con le schede di valutazione degli ambienti di lavoro.
Tutta questa attività si basa su presupposti giuridici e normativi. Infatti, la Costituzione italiana ed i trattati fondanti l'Unione Europea prevedono, rispettivamente, l'uguaglianza dei cittadini e la non discriminazione. Il D.P.R. n. 503 del 1996, poi, ha individuato il pericolo che incombe su una persona a causa della sua disabilità come una barriera architettonica, che deve quindi essere rimossa. Dal punto di vista più tecnico, la Direttiva 89/106/CEE (sui prodotti da costruzione), nel Documento interpretativo del requisito essenziale n. 2 - Sicurezza in caso di incendio - dichiara che, quando si tratta della sicurezza delle persone, si deve partire dall'analisi dei problemi di chi affronta difficolta' percettive o di movimento. Anche il D.Lgs n. 626 del 1994 prevede esplicitamente che il datore di lavoro valuti la sicurezza delle persone disabili presenti nel luogo di lavoro. I documenti citati (scaricabili in formato pdf da questa pagina) servono proprio a facilitare il compito dei datori di lavoro, dei responsabili della sicurezza e dei tecnici chiamati a compiere le rispettive valutazioni.Proprio in armonia con l'impostazione del decreto legislativo 626 del 1994, le guide prevedono che, nella valutazione, si tenga conto dell'ambiente in cui si opera e si cerchi di capire quali siano le caratteristiche che lo rendono pericoloso per una persona disabile. Il passo successivo, la scelta delle misure che compensano le carenze di sicurezza, è impostato in modo da individuare quali provvedimenti possano garantire la sicurezza richiesta con il minore impegno di risorse. La sicurezza, infatti, non può essere considerata un alibi per non assumere una persona con disabilità e, d'altra parte, in molti casi anche le misure gestionali sono del tutto in grado di compensare le carenze evidenziate dalla valutazione.Nell'elaborazione della pianificazione dell'emergenza, al datore di lavoro si chiede di includere nel piano generale i punti che riguardano la sicurezza della persona disabile, evitando di predisporre pianificazioni separate.
In conclusione, la filosofia di fondo del lavoro svolto può essere riassunta in due considerazioni:
alle persone con disabilità deve essere garantito un livello di sicurezza uguale (né maggiore, né minore) di quello di cui godono gli altri attraverso misure edili, impiantistiche e gestionali;
un ambiente sicuro per una persona disabile è certamente sicuro anche per una che non è disabile.

E' in linea il nuovo portale Infotelshop per l'acquisto online dei software del ConsorzioInfotel.

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Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la installazione di motori a combustione interna accoppiati a macchina generatrice elettrica o a macchina operatrice a servizio di attivita' civili, industriali, agricole, artigianali, commerciali e di servizi.

Linee guida Montaggio,Smontaggio, Trasformazione Ponteggi

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Idoneità delle opere provvisionali (Rif. art. 7 D.P.R. 164/1956 )

Allestimento delle opere provvisionali
Devono essere obbligatoriamente:
• allestite con buon materiale ed a regola d’arte;
• proporzionate ed idonee allo scopo;
• conservate in efficienza per l’intera durata del lavoro;
Reimpiego di elementi di ponteggio
Qualunque sia il tipo si deve provvedere: • alla loro revisione;
• all’eliminazione di quelli non più ritenuti idonei.

Indicazioni generali
Autorizzazione alla costruzione ed all’impiego di ponteggi metallici (Art. 30 D.P.R. 164/1956): • la costruzione e l’impiego di ponteggi le cui strutture portanti sono costituite totalmente o parzialmente da elementi metallici sono disciplinate dalle norme di cui al Capo V del D.P.R. 164/1956;
• per ciascun tipo di ponteggio metallico il fabbricante deve chiedere al Ministero del lavoro e della previdenza sociale l’autorizzazione all’impiego, corredando la domanda di una relazione nella quale devono essere allegate le documentazioni tecniche necessarie;
• chiunque intende impiegare ponteggi metallici deve farsi rilasciare dal fabbricante copia conforme dell’autorizzazione ministeriale, delle istruzioni e degli schemi di cui devono essere corredati (libretto del ponteggio).
Autorizzazione all'impiego di ponteggi metallici fissi fino a mt, 20 di altezza
Procedure (a carico del costruttore del ponteggio)
1. La ditta interessata deve presentare al Ministero del lavoro e della previdenza sociale apposita istanza preventiva corredata di
• relazione tecnica contenente (art. 31 D.P.R. 164/1956):
- descrizione degli elementi costituenti il ponteggio,
- caratteristiche di resistenza dei materiali,
- indicazioni delle prove di carico cui sono stati sottoposti i vari elementi,
- calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego,
- istruzioni per le prove di carico del ponteggio,
- istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio,
- schemi tipo di ponteggio con indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico,
altezza dei ponteggi e larghezza degli impalcati, per i quali non sussiste l’obbligo del calcolo per ogni singola applicazione;

• elaborati grafici con indicati (artt. 32 e 33 D.P.R. 164/1956):
- schema costruttivo generale degli elementi portanti, impalcati dei piani di lavoro, dei relativi accessori e protezioni,
- schema costruttivo dei collegamenti,
- schema costruttivo e di impiego degli ancoraggi,
- schemi di montaggio.

Impiego di ponteggi fissi con altezza superiore a mt. 20
• Per l’impiego di ponteggi metallici fissi di altezza superiore a mt. 20 e per le altre opere provvisionali, costituite da elementi metallici, o di notevole importanza e complessità in rapporto alle dimensioni e ai sovraccarichi, deve essere redatto un progetto specifico.
• L’altezza del ponteggio è misurata a partire dal piano di appoggio delle basette fino all’estradosso del piano di lavoro più alto del ponteggio.
• Nella redazione del progetto e nei calcoli di verifica deve essere prevista l’utilizzazione di elementi costruttivi per i quali è già stata rilasciata l’autorizzazione ministeriale per ponteggi fino a mt. 20 di altezza.
• Nella costruzione dei ponteggi devono essere utilizzati solo componenti per i quali è già stata rilasciata l’autorizzazione ministeriale.
• Non è prevista alcuna procedura di autorizzazione del progetto, ma vi è l’obbligo di tenere in cantiere copia dello stesso e dell’autorizzazione ministeriale degli elementi costruttivi adottati, da esibire su richiesta agli ispettori degli enti di controllo competenti.
Progetto
1. Deve essere redatto a firma di tecnico competente abilitato ed iscritto all’Albo professionale, ed in esso devono essere contenuti:

• quanto necessario per definire il ponteggio nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e dell’esecuzione;
• calcolo di verifica eseguito secondo le istruzioni approvate nell’autorizzazione ministeriale relativa alla tipologia di ponteggio adottata per altezza fino a mt. 20, ovvero (art. 31 D;P;R; 164/1956):
- descrizione degli elementi costituenti il ponteggio,
- caratteristiche di resistenza dei materiali,
- indicazioni delle prove di carico cui sono stati sottoposti i vari elementi,
- calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego,
- istruzioni per le prove di carico del ponteggio,
- istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio,
- schemi tipo di ponteggio con indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico,
altezza dei ponteggi e larghezza degli impalcati, per i quali non sussiste l’obbligo del calcolo per ogni singola applicazione;

• elaborati grafici con indicati (art. 32 e 33 D.P.R. 164/1956):
- schema costruttivo generale degli elementi portanti, impalcati dei piani di lavoro, dei relativi accessori e protezioni,
- schema costruttivo dei collegamenti,
- schema costruttivo e di impiego degli ancoraggi,
- schemi di montaggio.

Modifiche successive
Modifiche non sostanziali - Disegno (Art. 33 D.P.R. 164/1956):
Le eventuali modifiche del ponteggio, che devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell’ambito dello schema-tipo che ha giustificato l’esenzione dall’obbligo del calcolo e non modificare in modo sostanziale lo schema tipologico e strutturale dell’insieme.
Modifiche sostanziali - Progetto specifico (art. 32 del D.P.R. 164/1956)
Qualora le modifiche apportate siano sostanziali e diano luogo ad un diverso sistema e tipologia di progetto si dovrà provvedere nel modo indicato in precedenza come nel caso di ponteggi con altezza superiore a mt. 20.

Verifiche
Progetto (Art. 32 D.P.R. 164/1956):
Copia dell’autorizzazione ministeriale di cui all’art. 30 del D.P.R. 164/1956 e copia del progetto e dei disegni esecutivi devono essere tenute in cantiere.
Componenti principali dei ponteggi metallici
I libretti di istruzione per l’installazione, l’impiego e lo smontaggio dei ponteggi metallici prefabbricati, che sono rilasciati dal fabbricante all’utente, devono contenere tutti i dati necessari:
• fotocopia dell’autorizzazione Ministeriale con indicazione della data del rilascio e del numero di protocollo;
• descrizione dei singoli elementi componenti il complesso del ponteggio e che sono stati oggetto di autorizzazione;
• indicazione precisa del marchio del fabbricante che deve essere impresso su ogni singolo componente utilizzato e facente parte del sistema costruttivo autorizzato (si precisa che non possono essere utilizzati elementi privi del marchio del fabbricante);
• schemi delle diverse tipologie di impiego del sistema "ponteggio", che illustrano le varie possibilità di composizione degli elementi strutturali;
• schemi dei calcoli di verifica, in relazione alle diverse possibilità di impiego;
• istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio, descrizioni dettagliate delle varie fasi, evidenziando i rischi ed indicando chiaramente le operazioni pericolose e quelle vietate;
• indicazioni relative: - agli obblighi e doveri delle persone interessate (dirigenti, preposti, lavoratori), - alle principali norme di prevenzione infortuni e igiene del lavoro, - ai mezzi personali di protezione.
PONTEGGI TUBOLARI
I ponteggi tubolari sono costituiti da un insieme di elementi lineari (in genere tubolari metallici) collegati fra loro con giunti, appoggiati al suolo e ancorati agli edifici o manufatti interessati dai lavori.
Principali elementi costruttivi:
• tubolari metallici;
• giunti di collegamento;
• basette di appoggio al piede delle stilate;
• elementi di ancoraggio alle strutture interessate dai lavori.
• eventuali impalcati metallici dei piani di lavoro (gli impalcati in legno non devono riportare alcun contrassegno del fabbricante, basta che lo spessore sia verificato, in genere >= cm. 4÷5, e che le loro condizioni di conservazione siano buone).
Lo schema tipo di montaggio prevede che il ponteggio sia costituito da stilate verticali e correnti orizzontali, posate a campiture regolari (con luci che si aggirano intorno a mt. 1,80), collegati fra loro e opportunamente controventati, che sorreggono i piani di lavoro, la cui larghezza è in genere variabile fra mt. 1,00÷1,50. Se sono richieste luci maggiori sono forniti gli schemi di montaggio specifici per ogni singola applicazione). Alla base le stilate sono collegate al terreno con piedini o basette; in relazione alla resistenza del terreno ed al carico del ponteggio può essere necessario che la basette siano appoggiate ad elementi ripartitori (in genere tavole in legno). Per quanto riguarda gli ancoraggi alle strutture di fabbrica interessate dai lavori, questi devono essere previsti in numero non minore di uno ogni 22 metri quadrati di sviluppo della superficie verticale di ponteggio.
Si ricorda solo che i piani di lavoro devono:
• essere realizzati a regola d’arte, rispettando tutte le norme e cautele richieste dalla norme di sicurezza;
• essere dotati di parapetti continui verso il vuoto posti ad altezza >= mt. 1,00 dal piano di calpestio, estesi anche lungo le testate:
- se la distanza fra la tavola fermapiede inferiore e il corrente del parapetto è < cm. 60, il parapetto intermedio può essere omesso; • essere provvisti di tavole fermapiede continue di altezza >= cm. 20, estese anche lungo le testate;
• le scale di collegamento dei piani di lavoro devono essere ben fissate in modo da evitare scivolamenti o ribaltamenti.

PONTEGGI A TELAI PREFABBRICATI
I ponteggi a telai prefabbricati sono costituiti da telai metallici (in genere costruiti con profili tubolari) collegati fra loro con giunti, appoggiati al suolo e ancorati agli edifici o manufatti interessati dai lavori. rispetto a quelli tubolari il sistema costruttivo risulta più complesso e articolato.
Principali elementi costruttivi:
• telai metallici;
• correnti e diagonali;
• mensole prefabbricate;
• elementi terminali;
• travi prefabbricate (in genere denominate "carraie") per luci di dimensioni maggiori, rispetto al modulo base, e relativi traversi di collegamento;
• spinotti o giunti di collegamento;
• basette di appoggio al piede delle stilate;
• elementi di ancoraggio alle strutture interessate dai lavori.
• eventuali impalcati metallici dei piani di lavoro (gli impalcati in legno non devono riportare alcun contrassegno del fabbricante, basta che lo spessore sia verificato, in genere >= cm. 4÷5, e che le loro condizioni di conservazione siano buone).
Lo schema tipo di montaggio prevede che il ponteggio sia costituito aggregando i telai, secondo un sistema modulare, per sorreggere i piani di lavoro, la cui larghezza è in genere variabile fra mt. 1,00÷1,50. Alla base le stilate sono collegate al terreno con piedini o basette; in relazione alla resistenza del terreno ed al carico del ponteggio può essere necessario che la basette siano appoggiate ad elementi ripartitori (in genere tavole in legno). Per quanto riguarda gli ancoraggi alle strutture di fabbrica interessate dai lavori, questi devono essere previsti in numero non minore di uno ogni 22 metri quadrati di sviluppo della superficie verticale di ponteggio.
Anche in questo caso si ricorda solo che i piani di lavoro devono:
• essere realizzati a regola d’arte, rispettando tutte le norme e cautele richieste dalla norme di sicurezza;
• essere dotati di parapetti continui verso il vuoto posti ad altezza >= mt. 1,00 dal piano di calpestio, estesi anche lungo le testate:
- se la distanza fra la tavola fermapiede inferiore e il corrente del parapetto è < cm. 60, il parapetto intermedio può essere omesso; • essere provvisti di tavole fermapiede continue di altezza >= cm. 20, estese anche lungo le testate;
• le scale di collegamento dei piani di lavoro devono essere ben fissate in modo da evitare scivolamenti o ribaltamenti.







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D.P.R. 7 Gennaio 1956 n.164
Coordinato con il D.M. 2 Settembre 1968 e con il D.M. 6 Ottobre 1988, n.451

CAPO IV
PONTEGGI E IMPALCATURE IN LEGNAME

Art.16 Ponteggi ed opere provvisionali
Nei lavori che sono eseguiti ad un'altezza superiore ai m 2, devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature e ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose.

Art.17 Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali
Il montaggio e lo smontaggio delle opere provvisionali devono essere eseguiti sotto la diretta sorveglianza di un preposto ai lavori.

Art.18 Deposito di materiali sulle impalcature
1. Sopra i ponti di servizio e sulle impalcature in genere è vietato qualsiasi deposito, eccettuato quello temporaneo dei materiali ed attrezzi necessari ai lavori.

2. Il peso dei materiali e delle persone deve essere sempre inferiore a quello che è consentito dal grado di resistenza del ponteggio; lo spazio occupato dai materiali deve consentire i movimenti e le manovre necessarie per l'andamento del lavoro.

Art.19 Collegamenti delle impalcature
L'accoppiamento degli elementi che costituiscono i montanti dei ponteggi deve essere eseguito mediante fasciatura con piattina di acciaio dolce fissata con chiodi oppure a mezzo di traversini di legno (ganasce); sono consentite legature fatte con funi di fibra tessile.

Art.20 Disposizione dei montanti
1. I montanti devono essere costituiti con elementi accoppiati, i cui punti di sovrapposizione devono risultare sfalsati di almeno m 1; devono altresì essere verticali o leggermente inclinati verso la costruzione.

2. Per impalcature fino a m 8 di altezza sono ammessi montanti singoli in un sol pezzo; per impalcature di altezza superiore, soltanto per gli ultimi m 7 i montanti possono essere ad elementi singoli.

3. Il piede dei montanti deve essere solidamente assicurato alla base di appoggio o di infissione in modo che sia impedito ogni cedimento in senso verticale ed orizzontale.

4. L'altezza dei montanti deve superare di almeno m 1,20 l'ultimo impalcato o il piano di gronda.

5. La distanza tra due montanti consecutivi non deve essere superiore a m 3,60; può essere consentita una maggiore distanza quando ciò sia richiesto da evidenti motivi di esercizio del cantiere, purché, in tal caso, la sicurezza del ponteggio risulti da un progetto redatto da un ingegnere o architetto, corredato dai relativi calcoli di stabilità.

6. Il ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione almeno in corrispondenza ad ogni due piani di ponteggio e ad ogni due montanti, con disposizione di ancoraggio a rombo.

Art.21 Correnti
1. I correnti devono essere disposti a distanze verticali consecutive non superiori a m 2.

2. Essi devono poggiare su gattelli in legno inchiodati ai montanti ed essere solidamente assicurati ai montanti stessi con fasciatura di piattina di acciaio dolce (reggetta) o chiodi forgiati. Il collegamento può essere ottenuto anche con gattelli in ferro e con almeno doppio giro di catena metallica (agganciaponti); sono consentite legature con funi di fibra tessile.

3. Le estremità dei correnti consecutivi di uno stesso impalcato devono essere sovrapposte e le sovrapposizioni devono avvenire in corrispondenza dei montanti.

Art.22 Traversi
1. I traversi di sostegno dell'intavolato devono essere montati perpendicolarmente al fronte della costruzione.

2. Quando l'impalcatura è fatta con una sola fila di montanti, un estremo dei traversi deve poggiare sulla muratura per non meno di cm 15 e l'altro deve essere assicurato al corrente.

3. La distanza fra due traversi consecutivi non deve essere superiore a m 1,20.

Art.23 Intavolati
1. Le tavole costituenti il piano di calpestio di ponti, passerelle, andatoie ed impalcati di servizio devono avere le fibre con andamento parallelo all'asse, spessore adeguato al carico da sopportare ed in ogni caso non minore di cm 4, e larghezza non minore di cm 20. Le tavole stesse non devono avere nodi passanti che riducano più del dieci per cento la sezione di resistenza.

2. Le tavole non devono presentare parti a sbalzo e devono poggiare sempre su quattro traversi; le loro estremità devono essere sovrapposte, in corrispondenza sempre di un traverso, per non meno di cm 40.

3. Le tavole devono essere assicurate contro gli spostamenti e ben accostate tra loro e all'opera in costruzione; è tuttavia consentito un distacco dalla muratura non superiore a cm 20 soltanto per la esecuzione di lavori in finitura.

4. Le tavole esterne devono essere a contatto dei montanti.

Art.24 Parapetti
1. Gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano posti ad un'altezza maggiore di m 2, devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto costituito da uno o più correnti paralleli all'intavolato, il cui margine superiore sia posto a non meno di m 1 dal piano di calpestio, e di tavola fermapiede alta non meno di cm 20, messa di costa e aderente al tavolato.

2. Correnti e tavola fermapiede non devono lasciare una luce, in senso verticale, maggiore di cm 60.

3. Sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati dalla parte interna dei montanti.

Art.25 Ponti a sbalzo
1. Nei casi in cui particolari esigenze non permettono l'impiego di ponti normali, possono essere consentiti ponti a sbalzo purché la loro costruzione risponda a rigorosi criteri tecnici e ne garantisca la solidità e la stabilità.

2. In ogni caso per il ponte a sbalzo devono essere osservate le seguenti norme:

2.1) l'intavolato deve essere composto con tavole a stretto contatto, senza interstizi che lascino passare materiali minuti, e il parapetto del ponte deve essere pieno; quest'ultimo può essere limitato al solo ponte inferiore nel caso di più ponti sovrapposti;

2.2) l'intavolato non deve avere larghezza utile maggiore di m 1,20;

2.3) i traversi di sostegno dell'impalcato devono essere solidamente ancorati all'interno a parte stabile dell'edificio, ricorrendo eventualmente all'impiego di saettoni; non è consentito l'uso di contrappesi come ancoraggio dei traversi, salvo che non sia possibile provvedere altrimenti;

2.4) i traversi devono poggiare su strutture e materiali resistenti;

2.5) le parti interne dei traversi devono essere collegate rigidamente fra di loro con due robusti correnti, di cui uno applicato contro il lato interno del muro o dei pilastri e l'altro alle estremità dei traversi in modo da impedire qualsiasi spostamento.

Art.26. Mensole metalliche
Nei ponteggi a sbalzo possono essere usati sistemi di mensole metalliche, purché gli elementi fissi portanti siano applicati alla costruzione con bulloni passanti trattenuti dalla parte interna da dadi e controdadi su piastra o da chiavella oppure con altri dispositivi che offrano piena garanzia di resistenza.

Art.27 Sottoponti
1. Gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non superiore a m 2,50.

2. La costruzione del sottoponte può essere omessa per i ponti sospesi, per i ponti a sbalzo e quando vengano eseguiti lavori di manutenzione e di riparazione di durata non superiore a cinque giorni.
(In base all'art.2 del D.M. 6 Ottobre 1988, n.451, al presente primo comma è ammessa deroga a condizione che il piano di calpestio sia costituito da elementi metallici, ovvero che la distanza tra i traversi metallici su cui poggiano gli impalcati in legname non sia superiore a cm 60 ed in ogni caso l'appoggio degli impalcati in legno avvenga almeno su tre traversi metallici.)

Art.28 Impalcature nelle costruzioni in conglomerato cementizio
1. Nella esecuzione di opere a struttura in conglomerato cementizio, quando non si provveda alla costruzione da terra di una normale impalcatura con montanti, prima di iniziare la erezione delle casseformi per il getto dei pilastri perimetrali, deve essere sistemato, in corrispondenza al piano raggiunto, un regolare ponte di sicurezza a sbalzo, avente larghezza utile di almeno m 1,20.

2. Le armature di sostegno del cassero per il getto della successiva soletta o della trave perimetrale, non devono essere lasciate sporgere dal filo del fabbricato più di cm 40 per l'affrancamento della sponda esterna del cassero medesimo.

3. Come sotto ponte può servire l'impalcato o ponte a sbalzo costruito in corrispondenza al piano sottostante.

4. In corrispondenza ai luoghi di transito o stazionamento deve essere sistemato, all'altezza del solaio di copertura del piano terreno, un impalcato di sicurezza (mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dall'alto.

5. Tale protezione può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio, qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con la segregazione dell'area sottostante.

Art.29 Andatoie e passerelle
1. Le andatoie devono avere larghezza non minore di m 0,60, quando siano destinate soltanto al passaggio di lavoratori, e di m 1,20, se destinate al trasporto di materiali.

2. La loro pendenza non deve essere maggiore del 50 per cento.

3. Le andatoie lunghe devono essere interrotte da pianerottoli di riposo ad opportuni intervalli; sulle tavole delle andatoie devono essere fissati listelli trasversali a distanza non maggiore del passo di un uomo carico.

4. Le andatoie e le passerelle devono essere munite, verso il vuoto, di normali parapetti e tavole fermapiede.








NORMATIVA SUI PONTEGGI FISSI


D.P.R. 7 Gennaio 1956 n.164

D.P.R. 27 Aprile 1955 n.547

DECRETO MINISTERIALE 2 SETTEMBRE 1968

CIRCOLARE MINISTERO DEL LAVORO 22 NOVEMBRE 1985, N. 149

D Lgs 81 2008

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Contenuti minimi del Piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.)

L'art. 36-quater del D.Lgs. n. 626/94, così come introdotto dal D.Lgs. n. 235/03, prevede, tra l'altro che "Il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio, in funzione della complessità del ponteggio scelto. Tale piano può assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed è messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati".

Al fine di consentire ai datori di lavoro di poter redigere un documento coerente con i principi ispiratori del D.Lgs. n. 626/94 e del D.Lgs. n. 494/96 – basati su elementi che siano concretamente finalizzati all'innalzamento del livello di sicurezza durante l'esecuzione di lavori temporanei in quota con l'impiego di ponteggi –, questo Ministero, su conforme parere del Coordinamento Tecnico delle Regioni e P.A., ritiene opportuno fornire alcune indicazioni, riportate in allegato, a cui fare riferimento per la redazione del PiMUS previsto dal citato art. 36-quater del D.Lgs. n. 626/94.

In tale allegato, in ossequio al dettato di legge, le indicazioni sono finalizzate, prioritariamente, ad approfondire:

• descrizione delle regole da applicare durante le operazioni di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio che si sostanziano in indicazioni generali, ovvero "piano di applicazione generalizzata" (vedi capitolo 6 dell'autorizzazione ministeriale ex art. 30 del DPR n. 164/56);
• descrizione delle regole da applicare durante le operazioni di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio che si sostanziano in indicazioni puntuali, ovvero "istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio";
• descrizione delle regole da applicare durante l'uso del ponteggio.

CONTENUTI MINIMI DEL Pi.M.U.S.
1. Dati identificativi del luogo di lavoro;
2. Identificazione del datore di lavoro che procederà alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio;
3. Identificazione della squadra di lavoratori, compreso il preposto, addetti alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio;
4. Identificazione del ponteggio;
5. Disegno esecutivo del ponteggio;
6. Progetto del ponteggio, quando previsto;
7. Indicazioni generali per le operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio ("piano di applicazione generalizzata"
• planimetria delle zone destinate allo stoccaggio e al montaggio del ponteggio, evidenziando, inoltre: delimitazione, viabilità, segnaletica, ecc.,
• modalità di verifica e controllo del piano di appoggio del ponteggio (portata della superficie, omogeneità, ripartizione del carico, elementi di appoggio, ecc.),
• modalità di tracciamento del ponteggio, impostazione della prima campata, controllo della verticalità, livello/bolla del primo impalcato, distanza tra ponteggio (filo impalcato di servizio) e opera servita, ecc.,
• descrizione dei DPI utilizzati nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio e loro modalità di uso, con esplicito riferimento all'eventuale sistema di arresto caduta utilizzato ed ai relativi punti di ancoraggio,
• descrizione delle attrezzature adoperate nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio e loro modalità di installazione ed uso,
• misure di sicurezza da adottare in presenza, nelle vicinanze del ponteggio, di linee elettriche aeree nude in tensione, di cui all'art. 11 del DPR n. 164/56,
• tipo e modalità di realizzazione degli ancoraggi,
• misure di sicurezza da adottare in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche (neve, vento, ghiaccio, pioggia) pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio e dei lavoratori,
• misure di sicurezza da adottare contro la caduta di materiali e oggetti;
8. Illustrazione delle modalità di montaggio, trasformazione e smontaggio, riportando le necessarie sequenze "passo dopo passo", nonché descrizione delle regole puntuali/specifiche da applicare durante le suddette operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio ("istruzioni e progetti particolareggiati"), con l'ausilio di elaborati esplicativi contenenti le corrette istruzioni, privilegiando gli elaborati grafici costituiti da schemi, disegni e foto;
9. Descrizione delle regole da applicare durante l'uso del ponteggio;
10. Indicazioni delle verifiche da effettuare sul ponteggio prima del montaggio e durante l'uso (vedasi ad es.la circolare del MLPS n. 46/2000).

Manuale per l'uso degli estintori portatili e carrellati d'incendio


Il manuale, elaborato dalla Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica-Area VI del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, rappresenta un valido strumento per la formazione degli addetti al servizio di prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro.

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PIMUSNET è il software che compone e stampa in pochi minuti il Piano di Uso, Montaggio e Smontaggio dei ponteggi (PiMUS)

DESCRIZIONE SOFTWARE

PIMUSNET permette di adempiere al D. Lgs. 235/03; tale decreto stabilisce l'obbligatorietà del piano di montaggio, uso e smontaggio di ponteggi, che pertanto deve essere redatto dall'Impresa Edile, quando l’esecuzione dei lavori prevede l’impiego di ponteggi.
PIMUSNET consente:

  • l’archiviazione di tutti i lavori con i relativi documenti composti
  • la gestione della squadra tipo con l’inserimento del preposto e dei lavoratori (dati anagrafici e attestato di avvenuta formazione)
  • stampa nel PiMUS di schede di verifica per gli elementi del ponteggio (verifiche prima del montaggio e durante l’uso) per ponteggi metallici a telai prefabbricati, a montanti e traversi prefabbricati e ponteggi metallici a tubi e a giunti
  • una completa interoperabilità con MS-Word: il template di stampa ed il documento finale possono essere facilmente ed agevolmente personalizzati e adattati in ogni momento alle esigenze dell’utente, che potrà inserire immagini, grafici, tabelle e tutto ciò che riterrà opportuno.

CARATTERISTICHE TECNICHE

PIMUSNET si avvale della tecnologia XML, in questo modo diventa molto semplice e rapido lavorare e condividere i propri lavori con altri utenti.
Tra le caratteristiche principali del programma, si evidenziano:

  • agevole trasportabilità dei lavori, perché si opera con file di dimensioni ridotte
  • semplicità nell’effettuare il Back-up dei dati
  • facilità di pubblicazione sul web dei propri lavori per la condivisione del Know-how

Inoltre, grazie a specifiche funzionalità del programma si ha:

  • la possibilità di tenere aperti contemporaneamente più lavori e di effettuare interscambio di informazioni (copia/incolla/taglia dati)
  • una completa e chiara visione del lavoro tramite un menù laterale (Status Navigator) che consente un veloce inserimento dei dati

Per un veloce apprendimento di tutte le funzionalità di PIMUSNET, l’utente avrà a disposizione tutor multimediali ed il manuale d’uso in formato pdf.

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626Web è un’applicazione WEB che insieme al software 626 LavoroSystem, permette all’utente di effettuare una valutazione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.
L’utente che utilizzerà 626WEB potrà identificare i luoghi di lavoro (reparti, ambienti, postazioni di lavoro), identificare i pericoli e le fonti potenziali di rischio, collegare le macchine/attrezzature/sostanze/impianti con la possibilità di allegare la scheda tecnica fornita dal fabbricante/fornitore. Tutti i dati così inseriti saranno trasformati in file XML che aperto con il software 626LavoroSystem permetterà la stampa del DVR e del Programma di Miglioramento.
626WEB si pone come una valida alternativa alle applicazioni tradizionali client/server, con indubbi vantaggi:

    • facilità di distribuzione e aggiornamento: la pubblicazione sul server dell’applicativo coincide automaticamente con la sua distribuzione e gli aggiornamenti sono resi disponibili a tutti gli utenti
    • accesso multipiattaforma, in quanto l’accesso a 626WEB è indipendente dall’hardware e dal sistema operativo utilizzato dagli utenti
    • riduzione del costo di gestione, l’uso di internet riduce notevolmente i costi di connettività e di gestione dei client
    • scalabilità, 626WEB può facilmente essere personalizzabile in base alle esigenze dell’utente senza particolari problemi

    Richiedi l'accesso online

    Nella pagina Figure Aziendali, s’inseriranno le figure aziendali: il nominativo dell’RSPP (Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione), del Medico Competente, Responsabile Emergenze, ecc. Inoltre sarà possibile creare le squadre aziendali, inserendo gli addetti al Pronto Soccorso, alle emergenze, al Servizio di Prevenzione e Protezione.
    Inserimento completo dei dipendenti: dati anagrafici, recapiti, dati contrattuali. Continuando con il Wizard sarà poi possibile associare i dipendenti alle fasi lavorative ed ai reparti.
    Dopo aver inserito l’anagrafica aziendale e dei dipendenti, 626WEB permette di gestire la valutazione dei rischi per unità produttive. Per ogni unità produttiva s’inseriranno i luoghi di lavoro (reparti e postazioni) e le fasi lavorative. Ogni fase lavorativa inserita sarà poi dettagliata, associando ad essa le macchine, le attrezzature, le sostanze utilizzate e gli impianti




PIMUSNET è il software che compone e stampa in pochi minuti il Piano di Montaggio, Smontaggio e Trasformazione dei ponteggi ai sensi del D. Lgs. 81 2008
 
Il PIMUS riporta la procedura ed il personale addetto al montaggio/smontaggio ed eventuale trasformazione del ponteggio, inoltre sono dettagliati i parametri di impiego e le schede di manutenzione/verifica da eseguire in fase di utilizzo. Il documento composto sarà in formato rtf quindi compatibile con qualsiasi editor di testo, risulterà così personalizzabile ed adattabile in ogni momento alle esigenze dell' utente, che potrà inserire immagini, grafici, tabelle e tutto ciò che riterrà opportuno.
 
Nella versione 2.0 di PIMUSNET si evidenziano le seguenti novità:
  • Nuova struttura e interfaccia grafica
  • Archivi di base, completi di Ancoraggi, Attrezzature e DPI. Per ogni elemento è riportata la descrizione e le modalità di montaggio e/o utilizzo
  • Schede riportanti gli schemi di montaggio/smontaggio con e senza DPI anticaduta per:
    • Ponteggi a tubi e giunti
    • Ponteggi a telai prefabbricati
    • Ponteggi a montanti e traversi prefabbricati
  • Schede di verifica degli elementi del ponteggio, Allegato XIX D. Lgs. 81/08
  • Gestione formazione dei preposti e degli addetti al montaggio/smontaggio
  • Elenco delle attività per le quali si farà uso del ponteggio
  • Gestione delle modalità di utilizzo del ponteggi da parte di propri dipendenti o terzi (controlli periodici e/o straordinari del ponteggio, indicazioni generali per l' uso in sicurezza, divieti specifici di modifica e manomissioni del ponteggio, ecc.)
  • Schema della dichiarazione di avvenuta consegna del PiMUS
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