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La figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è stata confermata e «potenziata» con il D.Lgs. n. 81/2008. L'art. 37 conferma che l'RLS ha diritto ad una formazione particolare.

La formazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è un diritto di quest'ultimo e questo è previsto chiaramente dal decreto.
La norma non pone in carico al RLS alcun obbligo e tantomeno alcuna sanzione è prevista per quest'ultima figura

E' evidente che un RLS che rinunci alla propria formazione, intesa pur sempre come diritto, non sembrerebbe commettere alcun illecito che debba necessariamente prevedere la decadenza della persona eletta o designata dal proprio incarico. Infatti, dovrebbe trattarsi di un diritto/dovere per il RLS quello di sottoporsi alla formazione prevista nei suoi confronti, ovvero dovrebbe trattarsi di un diritto inalienabile, non disponibile, aspetto questo che tuttavia la norma non lascia intendere, non avendo previsto espressamente nè la decadenza dall'incarico, nè tantomeno una sanzione.
Essendo il RLS unicamente destinatario di diritti, dovrebbe analogamente rinunciare all'incarico anche il RLS che non attuasse quanto previsto dalle sue attribuzioni, ad esempio la promozione dell'elaborazione, individuazione e attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori, di cui all'art. 50, comma 1, lettera h) del D.Lgs. n. 81/2008.

Di fatto, la revoca o rinuncia dell'incarico è una decisione che spetta unicamente ai lavoratori o allo stesso RLS e che non può essere imposta da soggetti terzi in assenza di specifiche indicazioni normative, anche perchè si tratta di tre aspetti o momenti differenti:

1) nomina o designazione del RLS;
2) formazione del RLS;
3) svolgimento dell'incarico.

Il fatto che un RLS non sia stato formato (non necessariamente perchè abbia rinunciato ala formazione), non impedisce allo stesso di svolgere il suo compito in attesa della formazione e non per questo eventuali osservazioni che egli dovesse fare nel pieno diritto delle attribuzioni ad esso conferiti dalla legge avrebbero meno valore solo perchè non è stato formato.

Circolare n. 34 del 15 dicembre 2008

Procedura DURC - Chiarimenti

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali pubblica la Circolare n. 34 del 15 dicembre 2008, d'intesa con INPS e INAIL al fine di fornire ulteriori chiarimenti legati sia alle procedure amministrative per la concessione dei benefici di carattere contributivo, sia gli adempimenti che sono posti a carico dei datori di lavoro.

La circolare contiene le ultime istruzioni per rendere pienamente operativi i vincoli alla fruizione di incentivi introdotti dalla Finanziaria 2007.

La legge n. 296/2006 ha subordinato l'accesso ai benefici normativi e contributivi previsti in materia di lavoro e di legislazione sociale al possesso del Documento unico di regolarità contributiva (DURC), fermo restando il rispetto degli altri obblighi di legge ed degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Le imprese dovranno presentare una sola autocertificazione alla direzione del lavoro e una volta soltanto valida per tutti gli enti previdenziali quali INPS ed INAIL. Tale autocertificazione servirà ad attestare di non avere a carico procedimenti per violazioni alle norme sulla sicurezza sul lavoro, condizione necessaria per fruire delle agevolazioni contributive in base alle nuove regole sul DURC.


SICUREZZA LAVORO: viene posticipata al 30 giugno 2009 la valutazione sui rischi aziendali e le relative sanzioni. Inoltre, sarà prorogato al 16 maggio 2009 il termine di applicazione della norma relativa alla comunicazione degli infortuni sul lavoro di durata superiore a un giorno. Alla stessa data slitta il termine della disposizione relativa alla sorveglianza sanitaria in fase preassuntiva e la norma che impone nell'ambito degli appalti la redazione del 'Documento unico di valutazione dei rischi da interferenza nelle lavorazioni da parte delle aziende che abbiano già un concorso di appalto'

Con il milleproroghe approvato dal Consiglio dei ministri slitta di altri sei mesi l'entrata in vigore della class action. L'azione collettiva risarcitoria per i consumatori sarebbe dovuta diventare operativa dal 1° gennaio 2009, ma il termine viene prorogato al 30 giugno 2009. L'entrata in vigore precedentemente bloccata per un anno, secondo quanto si legge nel testo del decreto, viene congelata adesso per 18 mesi. Il ministro Roberto Maroni al termine del Cdm ha anche annunciato che il 5 gennaio sarà sciolto il comune di Pescara in seguito all'arresto del sindaco. Il Consiglio dei ministri ha approvato, dunque, un poker di decreti legge. Sì al tradizionale milleproroghe di fine anno, per passare poi attraverso la proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali, fino alle misure urgenti in materia di semplificazione normativa (leggi taglia-leggi) e alle disposizioni finanziarie urgenti per consentire efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa.

Proroga mirata per la sicurezza. Sulla sicurezza lavoro il Cdm ha varato una proroga mirata. A gennaio 2009 entra in vigore l'obbligo di integrare la valutazione dei rischi aziendali alla luce di norme più puntuali fissate dal testo Unico sulla sicurezza lavoro, ma le imprese avranno 6 mesi di tempo per identificare i pericoli per i dipendenti collegati allo stress lavoro-correlato. Slitta sempre a giugno l'obbligo di assicurare data certa al documento sulla valutazione dei rischi e alle conseguenti sanzioni.

Riapre le porte il 5 per mille. Il decreto milleproroghe riapre agli enti del terzo settore esclusi dalla ripartizione dei fondi del 2006 e del 2007 per aver commesso errori formali nelle domande di iscrizione agli elenchi. Ora ci sarà tempo fino al 2 febbraio 2009 per integrare le istanze. Questa proroga, però, non si applica alle associazioni sportive dilettantistiche riconosiute dal Coni e alle fondazioni nazionali di carattere culturale.

Sì al decreto taglia-leggi. Via libera al decreto taglia-leggi del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. Vanno così in pensione 29.095 norme antecedenti al 1948. Eliminate una serie di leggi superate o svuotate dalla legislazione sopravvenuta nel corso degli anni. Contemporaneamente viene avviata la realizzazione di normattiva, l'archivio on line gratuito, operativo entro il 2009, con i testi delle leggi vigenti che sarà operativo da giugno e vengono recuperate circa 30 leggi sulle 3.300 che erano state cassate con il precedente taglialeggi.

Election day il 6-7 giugno. Via libera all'election day. Il Consiglio dei ministri ha deciso di accorpare le elezioni amministrative e quelle europee. Il ministro Maroni ha annunciato che si voterà il pomeriggio di sabato 6 giugno e per tutta la giornata di domanica 7 giugno. Le elezioni amministrative coinvolgono 4.000 comuni e 63 province.
Immigrazione: prorogato al 31 dicembre 2009 lo stato di emergenza nazionale Il consiglio dei ministri ha prorogato l'ordinanza di protezione civile per lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale relativo all'immigrazione, fino a fine dicembre 2009. Il ministro maroni ha spiegato che «era un provvedimento che il governo aveva già esteso a tutto il territorio nazionale a luglio e che scadeva a fine dicembre 2008. Lo abbiamo prorogato a tutto il 2009 per permettere interventi a favore dei cittadini italiani, soprattutto di quelli che chiedono asilo, per sistemarli nelle strutture del territorio italiano». Maroni ha tenuto a sottolineare, anche alla luce delle polemiche che accompagnarono la norma a luglio, che si tratta di un provvedimento di routine.

Entro il 31 marzo 2009 il Dpcm sul recupero della riduzione di 3 punti di Ires e Irap. Fra i differimenti di numerosi termini in materia fiscale contenuti nel milleproroghe è previsto che entro il 31 marzo 2009 dovrà essere emanato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che fissa i termini entro i quali versare la parte di acconto Ires e Irap non corrisposta in seguito alla riduzione di tre punti percentuali prevista dal dl anticrisi.

Progate, con novità, le missioni all'estero. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge con gli stanziamenti per le missioni all'estero: per i primi 6 mesi del 2009 sono stati stanzia 675 milioni con un aumento del 30% rispetto al 2008. Oltre alle attuali missioni, tutte confermate, ne sono state introdotte due nuove: 114 uomini contro la pirateria e 245 uomini nel Darfur per il trasporto truppe interafricane delegate dall'Onu.

fonte sole 24 ore

Quali sono le differenze il Documento Valutazione Rischi ai sensi della 626 e quello ai sensi del D.Lgs. 81/08?

La valutazione dei rischi allarga il campo: il datore di lavoro, per metterla a punto, dovrà considerare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. In particolare, dovrà tener conto dello stress da lavoro e dei rischi legati alle differenze di genere, all'età e alla provenienza da altri Paesi (articolo 28)Il Testo Unico introduce nuove modalità per svolgere la valutazione dei rischi, che variano in base al numero dei lavoratori. Le aziende che occupano fino a 50 dipendenti e che non presentano particolari profili di rischio potranno seguire una procedura standardizzata, che deve essere stabilita da un decreto interministeriale. Nell'attesa:per le aziende fino a 10 dipendenti, è sufficiente l'autocertificazione; per le aziende fino a 50 dipendenti si applicano le regole ordinarie (articolo 29)

L'art. 28 del D. Lgs. 81/2008 prevede che, a conclusione della valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, venga redatto, a cura del datore di lavoro, un documento che deve avere data certa e contenere:

a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;

b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a);

c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;

e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;

f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

Rispetto a quanto previsto dal D.lgs 626/94, vengono aggiunti nuovi punti (dal punto d) al punto f) ) che rappresentano la necessità di evidenziare nel documento come si intende realizzare quanto previsto dal Programma delle misure.

un'azienda che ha già il dvr ai sensi della 626 deve rifarlo entro il 31 dicembre?

La risposta è si se il DVR non è stato elaborato secondo quanto stabilito dall'art. 28 comma 2 lettere a), b), c), d), e) e f) al TITOLO I del D. Lgs. 81/08, nonché secondo quanto stabilito dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi dei Titoli successivi.

Inoltre, si ricorda, che tra le novità principali del D.Lgs. 81/08, c'è la prescrizione che il documento finale, redatto a conclusione dell'operazione di valutazione, abbia data certa. ( per maggiori informazioni sulla data certa prevista dal Testo Unico, si rimanda alla news del 23 novembre http://www.consorzioinfotel.it/portaleconsulenti/news.php?item.234.2 )

Per cui, le imprese che, prima dell'entrata in vigore del TESTO UNICO SICUREZZA, abbiano elaborato i documenti di valutazione ai sensi del Dlgs 626/94, anche se non è cambiato alcunché ed il DVR elaborato risulti conforme all'art. 28 del D.Lgs. 81/08, dovranno provvedere affinché il documento abbia una "data certa".

Le sanzioni

Per il datore di lavoro omettere la valutazione dei rischi e l'adozione del documento di valutazione dei rischi o adottarlo in assenza degli elementi prescritti dal decreto, vi è la sanzione dell'arresto da 4 a o 8 mesi o l'ammenda da 5000 a 15000 euro. La sanzione suddetta può diventare Arresto da 6 mesi a 1 anno e 6 mesi se il fatto è commesso nelle aziende industriali, nelle centrali termoelettriche, in impianti ed installazioni di cui all'art.31, comma 6, lettere a), b), d), f)

continua su http://www.consorzioinfotel.it/portaleconsulenti/news.php

anche per inosservanza di norme prevenzionistiche in materia di lavoro


La Gazzetta Ufficiale N. 173 del 25 Luglio 2008 pubblica la LEGGE 24 luglio 2008, n. 125 di "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica".

La legge è entrata in vigore dal 26 luglio 2008 (il giorno dopo la pubblicazione sulla G.U.) e modifica gli articoli 589 e 590 c.p., aumentando le pene previste per le aggravanti (anche di inosservanza di norme prevenzionistiche in materia di lavoro) in caso di omicidio colposo ed introducendo nuove aggravanti in caso di lesioni colpose.

Ecco i testi degli Articoli 589 e 590 del codice penale, come risultanti a seguito delle modifiche operate dalla Legge 125/2008:
"Art. 589. Omicidio colposo.
Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni.
Si applica la pena della reclusione da tre a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da:
soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;
soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope."

"Art. 590. Lesioni personali colpose.
Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a euro 309.
Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123 a euro 619, se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da euro 309 a euro 1.239.

Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena per le lesioni gravi è della reclusione da tre mesi a un anno o della multa da euro 500 a euro 2.000 e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni.
Nei casi di violazione delle norme sulla circolazione stradale, se il fatto è commesso da soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero da soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, la pena per le lesioni gravi è della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni.
Nel caso di lesioni di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo; ma la pena della reclusione non può superare gli anni cinque. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi previsti nel primo e secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale."

È stato poi aggiunto l'art. 590-bis (Computo delle circostanze): "Quando ricorre la circostanza di cui all'articolo 589, terzo comma, ovvero quella di cui all'articolo 590, terzo comma, ultimo periodo, le concorrenti circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni si operano sulla quantità di pena determinata ai sensi delle predette circostanze aggravanti".

(RMP)

Proroga al 1°gennaio 2009 per l'adeguamento del documento di valutazione dei rischi alle nuove norme contenute nel testo unico.


La G.U. n. 180 del 2 agosto 2008, pubblica la Legge 129/2008, che prevede la proroga al 1°gennaio 2009 per l'adeguamento del documento di valutazione dei rischi alle nuove norme contenute nel testo unico. Fino a tale data restano in vigore le disposizioni sulla valutazione dei rischi contenute nel D.Lgs. 626/94 e norme collegate.

All'articolo 306, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, avente ad oggetto la decorrenza degli obblighi in materia di valutazione dei rischi, le parole: "decorsi novanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana" sono state sostituite dall'espressione "a decorrere dal 1º gennaio 2009".
Mediante tale proroga il legislatore ha ulteriormente ritardato l'entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di valutazione dei rischi, con l’effetto di prolungare fino al 1° gennaio 2009 la vigenza dell’articolo 4 (commi 1, 2 e 3) del D.Lgs. 626/94, nonché la vigenza della relativa disposizione sanzionatoria contenuta nell’articolo 89 (comma 1) del medesimo decreto, di seguito riportati:

Art. 4. “1. Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell'attività dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, valuta tutti i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro.
All'esito della valutazione di cui al comma 1, il datore di lavoro elabora un documento contenente: a) una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l'individuazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei dispositivi di protezione individuale, conseguente alla valutazione di cui alla lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.
3. Il documento è custodito presso l'azienda ovvero l'unità produttiva.”
Art. 89. “Il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 1.549,00 euro a 4.131 euro per la violazione degli articoli 4, commi 2 […]”.

A partire dal 1° gennaio 2009 il documento di valutazione dei rischi aziendale dovrà invece essere redatto secondo i nuovi contenuti e le modalità (e, inutile dirlo, con i riferimenti normativi) di cui agli articoli 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008 e di cui ai titoli specifici aventi ad oggetto la valutazione dei rischi all’interno del testo unico. A decorrere da tale data verranno inoltre applicate al datore di lavoro le nuove sanzioni previste dall’articolo 55 del D.Lgs. 81/2008 in caso di omessa o carente/inadeguata valutazione dei rischi, nonché le disposizioni sanzionatorie contenute nei titoli specifici (v. articolo 298 D.Lgs. 81/2008: “Principio di specialità. Quando uno stesso fatto è punito da una disposizione prevista dal titolo I e da una o più disposizioni previste negli altri titoli, si applica la disposizione speciale.”).


AG

Legge 81/2008. Requisiti per la nomina del Responsabile o Addetto dei Servizi di Prevenzione e Protezione

Novità normative

Il nuovo Testo unico non prevede più l’obbligo di comunicazione del nominativo del RSPP agli Organi di controllo (Asl e Ispettorato del lavoro). Tale comunicazione costituiva di fatto un riferimento certo, probante l'assunzione di incarico. Si ritiene che venendo meno l’obbligo di tale comunicazione, possa essere utile un atto interno (ad esempio un verbale del consiglio di amministrazione ove presente), anche come elemento integrante l’eventuale modello organizzativo adottato dall'azienda, e con adeguata pubblicità dello stesso (es. l'affissione in bacheca). Si evidenzia che comunque il nominativo del RSPP va indicato espressamente ex art. 28 c. 2 lett. e) nel documento o autocertificazione dei rischi.

Caratteristiche per la Nomina RSPP o ASPP

E' possibile nominare ex novo RSPP e ASPP in possesso dei due requisiti:
  1. titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore;
  2. attestato di frequenza con verifica dell’apprendimento dei corsi di formazione previsti dalla Conferenza Stato-Regioni (Moduli A, B e C).

Tabella 1: RSPP

Durata dell'incarico in atto
Titolo di studio Esonero Formazione di base Aggiornamento quinquennale
RSPP con esperienza superiore a 3 anni nominato prima del 14/2/03 e con attività ininterrotta nel semestre 14/2/03 – 14/8/03 Qualsiasi Esonerato dal modulo A e dal Modulo B relativo al proprio settore di attività (macrosettori ATECO)

Modulo C
Il quinquennio decorre dal 14/02/07. Entro il 14/02/08 deve essere assolto almeno il 20% del proprio debito formativo di aggiornamento (vedi tabella 3)
RSPP con esperienza superiore a 6 mesi e inferiore a 3 anni nominato prima del 14/2/03 e con attività ininterrotta nel semestre 14/2/03 – 14/8/03 Qualsiasi Esonerato dal modulo A
Modulo B
Modulo C
Al termine del modulo B inizia a decorrere il quinquennio entro cui assolvere il proprio debito formativo di aggiornamento (vedi tabella 3)
RSPP con esperienza inferiore a 6 mesi nominato dopo il 14/2/03 e che ha frequentato corsi di formazione con contenuti indicati dall’art. 3 del D.M. 16/1/97 Diploma scuola secondaria superiore
Esonerato dal modulo A Modulo B
Modulo C
Al termine del modulo B inizia a decorrere il quinquennio entro cui assolvere il proprio debito formativo di aggiornamento (vedi tabella 3)


Tabella 2: ASPP

Durata dell'incarico in atto
Titolo di studio Esonero Formazione di base Aggiornamento quinquennale
ASPP con esperienza superiore a 3 anni nominato prima del 14/2/03 e con attività ininterrotta nel semestre 14/2/03 – 14/8/03
Qualsiasi
Esonerato dal modulo A e dal modulo B relativo al proprio settore di attività (macrosettori ATECO)

Il quinquennio decorre dal 14/02/07. Entro il 14/02/08 deve essere assolto almeno il 20% del proprio debito formativo di aggiornamento (vedi tabella 3)
ASPP con esperienza superiore a 6 mesi e inferiore a 3 anni nominato prima del 14/2/03 e con attività ininterrotta nel semestre 14/2/03 – 14/8/03
Qualsiasi Esonerato dal modulo A
modulo B
Al termine del modulo B inizia a decorrere il quinquennio entro cui assolvere il proprio debito formativo di aggiornamento (vedi tabella 3)
ASPP con esperienza inferiore a 6 mesi nominato dopo il 14/2/03 e che ha frequentato corsi di formazione con contenuti indicati dall’art. 3 del D.M. 16/1/97
Diploma scuola secondaria superiore
Esonerato dal modulo A
Modulo B
Al termine del modulo B inizia a decorrere il quinquennio entro cui assolvere il proprio debito formativo di aggiornamento (vedi tabella 3)


Tabella 3: Aggiornamento quinquennale

Attivi in imprese che rientrano in uno o più tra i macrosettori ATECO 1, 2, 6, 8, 9 Attivi in imprese che rientrano in uno o più tra i macrosettori ATECO 3, 4, 5, 7 Attivi in almeno una impresa che rientra nei macrosettori ATECO 1, 2, 6, 8, 9 e al contempo in almeno una impresa che rientra nei macrosettori ATECO 3, 4, 5, 7
RSPP 40 ore (20% = 8 ore) 60 ore (20% = 12 ore) 100 ore (20% = 20 ore)
ASPP 28 ore (20% = 5,6 ore) 28 ore (20% = 5,6 ore) 28 ore (20% = 5,6 ore)

Il 5 dicembre 2008 il Ministero del Lavoro ha diffuso il "Vademecum sul Libro Unico del Lavoro", un documento che raccoglie un insieme di quesiti tecnici con le relative soluzioni.In data 9 dicembre INAIL ha inoltre diffuso una nota contenente indicazioni di dettaglio sulla vidimazione, la numerazione unitaria e la stampa laser.Nel rimandare alla consultazione dei due documenti si segnala, in particolare, che il Libro Unico deve essere vidimato esclusivamente dall'INAIL, anche per i datori di lavoro che in passato provvedevano presso altri Enti.

Si ricordano inoltre le prossime scadenze:
12 dicembre 2008 avvio della procedura informatica per la richiesta della gestione della "numerazione unitaria". Per utilizzare la procedura è necessaria la registrazione al portale internet dell'INAIL.
16 gennaio 2009 termine ultimo - per i soggetti già in possesso della autorizzazione alla "numerazione unitaria" - per la comunicazione telematica all'INAIL dell'elenco dei datori di lavoro assistiti.Nelle istruzioni INAIL per questa scadenza viene indicato il termine del 31 dicembre, che deve intendersi riferito sul piano operativo "fino alla fine del periodo di paga".
16 febbraio 2009 entrata in vigore del Libro Unico.

(fonte INAIL.it)

E' stata pubblicata la Guida al confronto tra la nuova Direttiva Macchine (2006/42/CE) e la Direttiva 98/37/CE.

Il 29 dicembre del 2009 entra in vigore in tutta Europa la nuova direttiva macchine 2006/42/CE in sostituzione della direttiva 98/37/CE. I cambiamenti sono molteplici e non tutti evidenti. E' in preparazione presso la Commissione Europea una guida per chiarirne il contenuto.
L'ISPESL nella sezione Documentazione > Linee guida > Tecniche ha pubblicato la Guida al confronto tra le due direttive.

Il confronto fra i testi è stato condotto evidenziando tutte le differenze che possono dare adito a diverse interpretazioni e fornendo commenti esplicativi.

(fonte ISPESL.it)

Come noto, entro il 31 gennaio 2009, le aziende che hanno effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia, possono presentare istanza di riduzione del tasso medio di tariffa (oscillazione del tasso medio per prevenzione dopo i primi due anni di attività, art. 24 delle Modalità di Applicazione delle Tariffe).L' INAIL, d'intesa con la Contarp Centrale, ha provveduto ad aggiornare e modificare il contenuto del modello OT/24 anche in connessione con l'evoluzione della normativa in materia di prevenzione.

Le modifiche introdotte, in particolare, sono riconducibili all'emanazione del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza).Il nuovo modello, pertanto, sostituisce quello precedentemente in vigore e, insieme alla guida alla compilazione aggiornata .

Con l'occasione, si ricorda che, sulla base di quanto disposto con Decreto del 24 ottobre 2007[1], emanato in attuazione dell'articolo 1 commi 1175 e 1176 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Finanziaria 2007), la concessione del suddetto beneficio è subordinata, tra l'altro, all'accertamento dei requisiti di regolarità contributiva del datore di lavoro richiedente, secondo le modalità previste dal decreto in argomento.

Con riferimento, infine, al possesso da parte dei datori di lavoro degli ulteriori requisiti quali "l'applicazione integrale degli accordi e dei contratti collettivi nazionali e regionali, territoriali o aziendali, nonché degli altri obblighi di legge" ed ancora "l'inesistenza di provvedimenti, amministrativi o giurisdizionali, definitivi in ordine alla commissione delle violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro", si fa presente che, in attesa della circolare ministeriale sull'argomento, di prossima emanazione, al momento i datori di lavoro dovranno ancora utilizzare l'apposito modello di autocertificazione, approvato con la circolare INAIL n. 7/2008[2].Si fa riserva di ulteriori comunicazioni sul contenuto delle indicazioni impartite in materia dal Ministero del Lavoro.

Le aziende che hanno effettuato interventi per migliorare la sicurezza e l'igiene dell'ambiente di lavoro possono presentare all'INAIL, entro il 31 gennaio di ogni anno, l'istanza di riduzione del tasso di tariffa medio.Con nota del 13 novembre 2008 l'INAIL ha diffuso il nuovo modello OT24, da utilizzare per l'inoltro delle domande.

d lgs 81 FAQ

Pubblicato da Lilino Albanese | 19:12 | | 0 commenti »

Il decreto legislativo 81/08, che interviene sulla materia della salute e sicurezza sul lavoro riordinando numerose disposizioni che sono state emanate nell’arco degli ultimi sessant’anni in un unico testo normativo, introduce anche una serie di novità, tra le quali si segnalano: l’estensione delle norme sulla sicurezza a tutti i settori di attività, pubblici e privati, a tutte le tipologie di rischio e a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi; la rivisitazione delle attività di vigilanza; il finanziamento delle attività promozionali della cultura e delle azioni di prevenzione; la revisione del sistema delle sanzioni; il rafforzamento delle funzioni dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.


Il Titolo I del decreto legislativo che attua l’articolo 1 della Legge 123/07, riguarda il campo di applicazione, il sistema istituzionale, la gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro, la valutazione dei rischi, il servizio di prevenzione e protezione, la formazione, la sorveglianza sanitaria, la gestione delle emergenze, la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, la documentazione tecnico amministrativa e le statistiche degli infortuni e delle malattie professionali.


Il Titolo II e III disciplinano: luoghi di lavoro; attrezzature di lavoro e DPI; impianti e apparecchiature elettriche.


Il Titolo IV è dedicato ai cantieri temporanei o mobili. Il Capo I stabilisce gli obblighi e le responsabilità del committente o del responsabile dei lavori, del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, gli obblighi dei lavoratori autonomi, le misure generali di tutela, gli obblighi dei datori di lavoro, i requisiti professionali del coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori, le modalità per la redazione del piano di sicurezza e di coordinamento.


Il Capo II detta le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota, compresi i lavori relativi a scavi e fondazioni e ai lavori svolti con l’impiego di ponteggi e impalcature; sono poi disciplinate le attività connesse alle costruzioni edilizie e alle demolizioni.

I titoli successivi disciplinano: segnaletica di sicurezza;
movimentazione manuale dei carichi; videoterminali; agenti fisici (rumore,
ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, microclima e atmosfere iperbariche); sostanze pericolose (agenti chimici, agenti cancerogeni e mutageni, amianto); agenti biologici; atmosfere esplosive.


Con l’approvazione del decreto sono stati abrogati, fra gli altri, i decreti 626/94 e 494/1996, l’articolo 36 bis, commi 1 e 2 del decreto 223/2006 e gli articoli 2, 3, 5, 6 e 7 della Legge 123/07.


Il decreto legislativo 81/2008, per la sua intrinseca rilevanza e per un molteplicità di ulteriori motivi, è oggetto di un vivace dibattito non ancora esaurito a mesi dalla sua pubblicazione.



APPLICAZIONE GENERALE DEL DECRETO 81/08 – TITOLO I (ARTT. 1-61)
1) Da quando il D.Lgs. 81/08 è pienamente in vigore?

l DLgs 81/2008 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 30/4/2008 (Supplemento Ordinario n. 101) ed è entrato in vigore il 15/5/2008. Alcuni obblighi però non sono ancora entrati in vigore per espressa previsione dell’art.306 del Decreto.


In particolare: le disposizioni in tema di valutazione dei rischi (definite dagli articoli 17, comma 1, lettera a, e 28), nonché dalle altre disposizioni previste nei titoli specifici, diventano efficaci a decorrere dal 1° gennaio 2009 (in questo senso ha operato la Legge 2/8/2008 n. 129 che ha modificato l’ art. 306 del DLgs 81/2008).


Va comunque precisato che fino a tale data continuano a trovare applicazione le disposizioni previgenti e in particolare l’art. 4 del D.L.vo 626/94. Relativamente ai campi elettromagnetici, con la formulazione adottata dal legislatore all’articolo 306 del Testo Unico e stante l’emanazione della direttiva 2008/46/CE, l’entrata in vigore delle disposizioni di cui al titolo VIII, capo IV ha subito uno slittamento temporale di 4 anni ed è prevista per il 30/04/2012. Per il Capo V del Titolo VIII del Testo Unico (radiazioni ottiche artificiali) l’entrata in vigore è invece prevista per il 26/04/2010.


Si sottolinea comunque il principio affermato in generale all’art.28 del Testo Unico e ribadito relativamente agli agenti fisici all’art.181 che impegna il datore di lavoro alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza inclusi quelli derivanti da esposizioni a campi elettromagnetici e alle radiazioni ottiche artificiali, in relazione ai quali esiste quindi l’obbligo (sanzionabile) alla valutazione e all’identificazione delle misure preventive e protettive (comprese la informazione/ formazione e la sorveglianza sanitaria) per minimizzare il rischio. In pratica, e per quanto riguarda i compiti di vigilanza, fino alle date del 30/04/2012 e 26/04/ 2010 non saranno richiedibili e sanzionabili le inottemperanze agli obblighi specificamente previsti rispettivamente dal Capo IV e dal Capo V del Titolo VIII del DLgs 81/2008, ma resteranno validi, richiedibili e sanzionabili i principi generali affermati nel Titolo I e nel Capo I del Titolo VIII. In questo contesto, si raccomanda comunque, sin da ora, di riferirsi alle indicazioni desumibili dal Capo IV e dal Capo V del Titolo VIII del TU anche tenuto conto del richiamo alle norme di buona tecnica e alle buone prassi di cui all’art.181.

2) Prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08, ho elaborato alcuni Documenti di Valutazione dei Rischi 626 presso alcune Aziende, comprensivi della Valutazione del Rischio Chimico, Vibro e Rumore. Dato che i limiti di esposizione, valori d’azione, ecc... del D.Lgs. 81/08 sono i medesimi
del D.Lgs. 187 e 195 sarebbe fattibile fare una dichiarazione che i contenuti dei «vecchi documenti» sono conformi al nuovo D.Lgs. 81/08?


L’art. 28 del Dlgs 81/2008 specifica quale deve essere l’oggetto della valutazione dei rischi e in particolare il comma 2 stabilisce cosa deve contenere il documento di valutazione dei rischi. Qualora il documento elaborato prima dell’entrata in vigore del DLgs sia già conforme all’art. 28 e completo con tutti i dai richiesti è evidente che non occorre modificare tale documento ma è sufficiente che lo stesso abbia «data certa».


Per quanto attiene ai rischi specifici va specificato che non sempre i limiti di esposizione sono uguali a quelli della vecchia normativa. Ad esempio, per le vibrazioni sono stati introdotti limiti relativi alle brevi esposizioni, per quanto attiene al rischio chimico non si parla più di «rischio moderato» ma di rischio «basso e irrilevante per la salute dei lavoratori». Si consiglia quindi di rivedere il documento alla luce delle nuove disposizioni del DLgs 81/2008.

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Macroaree e coordinamento degli interventi: questa è la ricetta proposta da Carlo Nicolini, presidente del Comitato Paritetico Territoriale di Roma e Provincia

Riorganizzare il sistema dei controlli. In un recente seminario Lei ha detto che i piccoli cantieri restano tagliati fuori. Come pensate di intervenire?
Un'attività di controllo coordinata e programmata tra Cpt, Asl e Dpl del Ministero del Lavoro e la suddivisione del territorio di Roma in sei, massimo otto, macro aree permetterebbe di "battere" le zone per avviare un controllo efficace anche nei piccoli cantieri, dove riscontriamo il maggior numero di infortuni, più o meno gravi. Si tratta, spesso, di cantieri che sono fuori dal circuito della legalità e che non adottano le buone prassi, che noi andiamo ad insegnare nei cantieri.

Avete già individuato le aree?
Sì, sono quelle dove operano le Asl: è indispensabile creare una cabina di regia per evitare che i pochi ispettori, non coordinati, si vadano a sovrapporre in cantieri che di solito,ad eccezione di qualche sporadico episodio, sono in regola. Laddove questa cabina di regia si rendesse conto di essere di fronte ad un'impresa virtuosa, i controlli successivi potrebbero essere affidati anche ad uno solo di questi Enti, consentendo così agli altri di concentrarsi su cantieri e imprese ritenuti a maggior rischio.

Nei piccoli cantieri c'è molto lavoro nero?
Sì, purtroppo. Quando si parla di edilizia, però, bisogna tener presente che si è venuto a creare un doppio binario. Noi dobbiamo cercare di intercettare e tagliare l'alimentazione di quello che si nutre col lavoro nero perché dove questo è presente certamente non c'è sicurezza. Se il cantiere è gestito da un'impresa "corretta", cioè appartenente al circuito delle aziende iscritte alla cassa edile, con gli operai in regola, che svolgono formazione d'ingresso e continua, non troveremo lavoro nero.

A proposito di formazione e sicurezza sul lavoro, qual è la vostra strategia?
Il Ctp già investe in sicurezza oltre 4 mln di euro l'anno, e stiamo valutando altri progetti. Con l'INAIL del Lazio abbiamo di recente finanziato il progetto "Nonsolonorma". La Regione Lazio, da sei anni, dedica un capitolo di bilancio alla sicurezza, che ci permette di attivare gratuitamente tutti i servizi di formazione e informazione. Si è trattato solo quest'anno di 40mila ore di formazione, sia in aula che nei cantieri. Inoltre, il servizio di sorveglianza sanitaria svolge più di 9000 visite l'anno. Vorremmo riuscire a far dialogare i medici competenti con i medici di base, per attivare un efficace programma di prevenzione. Ancora, da incontri su temi specifici che organizziamo per far dialogare gli ispettori delle Asl con gli addetti ai lavori - operai, tecnici, titolari d'impresa e così via -, è nata la collana "i quaderni della sicurezza" che distribuiamo nei cantieri, insieme alle nostre guide. Puntiamo a realizzare una banca dati che metta a disposizione l'intera storia formativa e sanitaria dei lavoratori. Speriamo, nel corso del prossimo anno, di riuscire a realizzarla.

(rogi/roma)

Nel medio periodo il trend è decrescente, con una flessione dell'11% . In aumento, invece, gli incidenti in itinere e quelli che coinvolgono gli stranieri
Sono105 le morti sul lavoro denunciate in Piemonte nel 2007 e circa 73mila gli infortuni. I dati del Rapporto regionale 2007 sono stati illustrati questa mattina dal direttore dell'INAIL Piemonte Pietro Spadafora. Nel dettaglio sono 73.108 le denunce di incidenti registrate, 934 casi in meno rispetto all'anno precedente, pari a una flessione dell'1,26%. Il dato si inserisce in una tendenza di medio periodo che fra il 2002 e il 2007 ha visto calare il numero degli infortuni di quasi l'11%. In termini relativi, nel 2007 in Piemonte si sono verificati 26,08 infortuni ogni 1.000 addetti, contro una media nazionale di 30,79. La quasi totalità dei casi (il 90%) ha riguardato il settore industria e servizi; il 7% l'agricoltura, mentre il 14% gli incidenti stradali (con un incremento del 5,4% rispetto al 2006), di cui la maggior parte avvenuti in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro e viceversa.

"Il Pil in Piemonte nel 2007 ha presentato un andamento positivo (+1,4%), sostanzialmente allineato alla dinamica nazionale, la produzione manifatturiera ha proseguito l'espansione iniziata già nel 2005", ha spiegato il direttore regionale vicario dell'INAIL Piemonte, Onofrio Di Gennaro, illustrando il rapporto. "L'andamento occupazionale ha continuato a manifestare una crescita nella media annua, anche se in rallentamento rispetto agli anni scorsi".

La comparazione dei dati di Italia e Piemonte fra 2003 e il 2007 ha evidenziato, sia in agricoltura che nel settore industria e servizi, una sensibile diminuzione nel numero degli infortuni complessivamente denunciati (cioè anche quelli inferiori ai 4 giorni). Disaggregando questo dato fra i vari settori in Piemonte, nei servizi pubblici (20%) e nei settori della gomma (2%), si registra nel 2007 (dal 2003) un incremento in percentuale, mentre nel settore delle costruzioni il trend nel 2007 è in diminuzione (-22%). Importante considerare anche l'incidenza del rischio su strada. Gli incidenti stradali incidono infatti, circa il 15% sul totale.

Il Piemonte è, inoltre, la sesta regione per il numero di imprenditori stranieri, che rappresentano quasi il 5% del totale. "Il numero di lavoratori stranieri in Piemonte supera le 200mila unità (una percentuale del 12,50% di quelli assicurati all'INAIL) e il numero dei casi di infortunio che riguardano queste persone è in aumento", ha commentato Di Gennaro. "Il 15% del totale di incidenti denunciati è, infatti, relativo agli stranieri, stessa percentuale rispetto ai casi mortali".

(Red.soc/Piemonte)


Fincantieri: accordo tra INAIL e Ispesl per la sicurezza dei lavoratori


La convenzione prevede l'applicazione, in tutti gli stabilimenti del Gruppo, di un nuovo sistema di procedure e potrà essere esteso anche ad altre aziende del comparto navalmeccanico.
Importante accordo operativo tra INAIL e Ispels per la sicurezza dei lavoratori del Gruppo Fincantieri. L'intesa è stata firmata ieri - alla presenza del sottosegretario del ministero del Lavoro, Pasquale Viespoli - da Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, Antonio Moccaldi, presidente di Ispels (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) e da Marco Fabio Sartori, presidente dell'INAIL. Si tratta della prima intesa di questo tipo promossa insieme agli enti deputati ai controlli e siglato da un'azienda in Italia, con il coinvolgimento pieno e attivo di tutti lavoratori del Gruppo, diretti e indiretti.


Con questo accordo Fincantieri - in collaborazione con il dicastero del Lavoro, Ispesl, INAIL e sindacati - si impegna anche ad ottimizzare la gestione degli appalti e la sicurezza dei lavoratori dell'indotto. Per le sue dimensioni operative, infatti, Fincantieri, rappresenta una sorta di "micro-distretto industriale", all'interno del quale l'azienda-madre ha il compito di incubare e coordinare il lavoro di numerose piccole e medie imprese che concorrono alla realizzazione del prodotto finale.


Fincantieri favorirà, così, il libero accesso di INAIL e Ispesl ai siti produttivi e fornirà loro i dati di tutte le ditte che collaborano alle attività produttive dell'azienda, nonché gli indici e gli episodi di infortuni sul lavoro. La firma della convenzione - che comporterà un incremento e un'uniformità degli standard di sicurezza - potrà determinare un alleggerimento del premio assicurativo dell'azienda nei confronti dell'INAIL. L'eventuale risparmio che si verrebbe a ottenere sarà utilizzato dall'azienda in parte per favorire un sistema premiante nei confronti dei lavoratori che maggiormente si distingueranno nel rispettare e nel far rispettare le normative di sicurezza.


L'Istituto ha siglato con Legacoop, Agc, Unci e Confcooperative un accordo finalizzato alla sperimentazione di strategie a favore della prevenzione degli infortuni



Una "task-force" col mondo delle cooperative per diffondere nelle imprese una più solida cultura della sicurezza. E' questo il contenuto dell'accordo di collaborazione che l'INAIL ha stretto con Legacoop, Agci e Unci e che ieri è stato firmato anche con Confcooperative. Obiettivi dell'intesa la valutazione e la sperimentazione di strategie e soluzioni pratiche che favoriscano, da una parte, una maggiore responsabilità nei confronti della prevenzione e, dall'altra, premino le azioni messe in campo concretamente dalle aziende per contenere l'andamento infortunistico.

Mediante questa sinergia si procederà, così, all'individuazione dei settori di intervento sulla base dei quali definire degli specifici piani di attività in grado incidere sui livelli di sicurezza dell'ambiente di lavoro, sulla base dei parametri dei bisogni emergenti dal territorio e delle strutture produttive in esso operanti.


Per quanto riguarda l'INAIL, ancora, nella fase preliminare all'avvio dei tavoli, l'Istituto - grazie ai dati forniti da Unioncamere - provvederà a "fotografare" lo stato attuale della situazione mediante un'indagine sull'andamento infortunistico nelle cooperative italiane. Se sono circa 49mila le imprese coinvolte dalle quattro sigle interessate dalla partnership, a beneficiare dei risultati raggiunti sarà la totalità delle 100mila imprese italiane operative nel comparto.

Libro unico del lavoro - Vidimazione

In materia di adempimenti nella gestione dei rapporti di lavoro - come già comunicato nelle precedenti note inoltrate a codeste Strutture dalla scrivente Direzione

E' stata prevista l'abrogazione di tutte le disposizioni che prevedevano l'istituzione e la tenuta dei libri paga e matricola e la conseguente sostituzione di detti libri con il Libro unico del lavoro, nonché la modifica del relativo regime sanzionatorio

LIBRO UNICO DEL LAVORO - NOZIONE E FINALITA'

Il Libro unico del lavoro nasce da una esigenza di semplificazione in materia di tenuta dei documenti di lavoro. A tale fine sono stati soppressi i libri paga e matricola ed è stato istituito detto Libro unico costruito sulla base di due elementi: le presenze del lavoratore e lo sviluppo del trattamento retributivo. Il Libro unico del lavoro equivale, infatti, al cedolino paga tenuto con i sistemi attualmente previsti ed individuati al paragrafo seguente, integrato, sugli stessi sistemi, con il dettaglio delle presenze del lavoratore. Esso assolve alla duplice funzione di documentare ad ogni lavoratore lo stato del proprio rapporto di lavoro ed agli organi di vigilanza lo stato occupazionale dell'impresa. Per quanto concerne l'ambito di applicazione del Libro unico del lavoro, si fa integrale rinvio alla circolare n. 20/2008 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali - paragrafo "Libro unico del lavoro: soggetti obbligati"5. In particolare, a differenza dei libri paga e matricola, non sono più iscritti nel Libro unico del lavoro i soggetti di cui all'art. 4, numeri 6) e 7) del DPR n. 1124/19656. Anche per quanto concerne gli obblighi di registrazione si fa integrale rinvio al paragrafo della circolare ministeriale n. 20/2008 "Obblighi di registrazione: contenuti"7. A tale riguardo, si sottolinea l'importante novità riguardante i limiti temporali delle registrazioni obbligatorie sul Libro unico del lavoro8, che debbono avvenire entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento (non più giornalmente come precedentemente previsto per il preesistente libro paga9), termine entro il quale il datore di lavoro o il professionista stampa il cedolino paga10. Di rilievo è anche l'obbligo di registrazione sul Libro unico del lavoro dei lavoratori in somministrazione, sia da parte dell'utilizzatore che dell'agenzia per il lavoro che li assume, per finalità antielusive. Con particolare riferimento ai datori di lavoro agricoli che avevano optato per il registro di impresa semplificato (allegato B del DM 29.9.1995), assumendo lavoratori per un numero di giornate non superiore a 270 in ragione d'anno, la circolare ministeriale n. 20/2008 esonera gli stessi dal documentare la registrazione delle presenze sul Libro unico del lavoro.

LIBRO UNICO DEL LAVORO - ENTRATA IN VIGORE

Il Libro unico del lavoro entra in vigore il 18 agosto 2008, data di pubblicazione del Decreto Ministeriale 9 luglio 200811, previsto dalla normativa sopra citata12. A decorrere da tale data (18 agosto 2008) il libro matricola è immediatamente abrogato. Per il libro paga vige un periodo transitorio13. Regime transitorio14 In via transitoria, a decorrere dal 18 agosto 2008 e fino al periodo di paga relativo al mese di dicembre 2008 e quindi fino al 16 gennaio 2009, i datori di lavoro possono adempiere agli obblighi di istituzione e tenuta del Libro unico del lavoro attraverso la corretta e regolare tenuta del libro paga nelle due sezioni paga e presenze, secondo le disposizioni attuali. A decorrere dal 18 agosto 2008, le Sedi territoriali dell'Istituto non debbono più vidimare il libro matricola, in quanto abrogato. Pertanto, durante il periodo transitorio, le Sedi dell'Istituto provvedono, per tutte le aziende che ne facciano richiesta (comprese quelle di nuova istituzione), alla vidimazione del libro paga secondo le modalità di seguito specificate al paragrafo "LIBRO UNICO DEL LAVORO - MODALITA' DI TENUTA".

LIBRO UNICO DEL LAVORO - LUOGO DI TENUTA E CONSERVAZIONE

A differenza di quanto stabilito per i libri paga e matricola15, il luogo di tenuta e conservazione del Libro unico del lavoro può essere, alternativamente: la sede legale dell'impresa lo studio del consulente del lavoro o di altro professionista abilitato16 i servizi e i centri di assistenza delle associazioni di categoria delle imprese artigiane e delle altre piccole imprese, anche in forma cooperativa17. In caso di gruppi di impresa18, rientrano tra i soggetti ai quali possono essere affidati gli adempimenti in materia di lavoro19 anche le società capogruppo che, pertanto, possono tenere e conservare il Libro unico del lavoro. I soggetti sopra elencati hanno l'obbligo di conservare il Libro unico del lavoro per la durata di cinque anni dalla data dell'ultima registrazione20. Il termine di conservazione per la durata di cinque anni dalla data dell'ultima registrazione è esteso anche ai preesistenti libri di paga e di matricola21.

LIBRO UNICO DEL LAVORO - MODALITA' DI TENUTA

Il datore di lavoro obbligato all'istituzione del Libro unico del lavoro deve istituire e tenere un unico libro, anche in presenza di più posizioni assicurative e previdenziali in ambito aziendale o di più sedi di lavoro, sebbene stabili ed organizzate. Rispetto al sistema previgente, il Libro unico del lavoro non può essere tenuto in forma manuale. Gli unici sistemi di tenuta previsti sono i seguenti22: elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo (vidimazione da parte dell'INAIL o, in alternativa, da parte dei soggetti autorizzati dall'INAIL) stampa laser (autorizzazione preventiva da parte dell'INAIL alla stampa e generazione della numerazione automatica) su supporti magnetici o ad elaborazione automatica dei dati. A tale riguardo, il decreto ministeriale di attuazione del Libro unico23 individua l'INAIL come unico ente preposto ad effettuare la vidimazione, anche nel caso quindi dei datori di lavoro che provvedevano alla vidimazione presso altri Istituti (es. i datori di lavoro agricoli presso l'Inps). Sull'argomento, allo stato, si fa rinvio alla nota del 4.9.200824. Comunque, in linea generale, riguardo alla tenuta del Libro unico del lavoro ed indipendentemente dal sistema di tenuta adottato, è obbligatorio: attribuire, in fase di stampa, una numerazione sequenziale a ciascun foglio che compone il Libro unico del lavoro conservare eventuali fogli deteriorati o annullati istituire un documento unitario. Il Libro unico del lavoro dovrà essere, quindi, unitario, quanto a vidimazione, numerazione, registrazioni, tenuta e conservazione. Come indicato nella citata circolare ministeriale n. 20/2008, è ritenuta, comunque corretta, all'interno del Libro unico del lavoro regolarmente istituito, l'eventuale elaborazione separata del calendario delle presenze, mantenendo una numerazione sequenziale.

1. Elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo

1.1 Elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo con preventiva numerazione dei fogli mobili e vidimazione a cura delle Sedi INAIL.

In tale caso, il Libro unico del lavoro, prima di essere messo in uso, deve essere numerato in ogni pagina e vidimato presso una qualsiasi Sede dell'Istituto dai funzionari a ciò incaricati. A decorrere dal 16 gennaio 2009 (termine di scadenza del regime transitorio), la vidimazione del Libro unico del lavoro va registrata in procedura Gestione Rapporto assicurativo (GRA) esclusivamente con riferimento al "Codice Cliente" e non più alla Posizione Assicurativa Territoriale (PAT), secondo le istruzioni tecniche che verranno impartite con successiva nota.

1.2 Elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo con numerazione e vidimazione effettuata, dai soggetti autorizzati dall'Inail, in sede di stampa del modulo continuo. In tale caso gli Utenti (datori di lavoro, consulenti del lavoro, professionisti e gli altri soggetti abilitati25) debbono presentare all'INAIL una richiesta di autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa tipografica del tracciato dei moduli da utilizzare. La richiesta di autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa tipografica dei moduli può essere presentata presso una qualsiasi Sede dell'Istituto, anche se, per motivi pratici, è preferibile interessare la Sede INAIL più vicina alla tipografia incaricata ad eseguire le previste operazioni che consistono nell'apposizione del numero d'ordine e del logo dell'Istituto in fase di stampa tipografica del tracciato dei moduli da utilizzare. La Sede interessata dovrà prendere contatti con la tipografia designata dall'Utente, presenziare alla stampa dei moduli ed eseguire sia la vidimazione sull'ultimo foglio del blocco che la registrazione in procedura GRA A decorrere dal 16 gennaio 2009 (termine di scadenza del regime transitorio), la vidimazione del Libro unico del lavoro va registrata in procedura Gestione Rapporto assicurativo (GRA) esclusivamente con riferimento al "Codice Cliente" e non più alla Posizione Assicurativa Territoriale (PAT), secondo le istruzioni tecniche che verranno impartite con successiva nota

2. Stampa laser Per questo sistema di tenuta del libro unico del lavoro, è prevista una iniziale richiesta di autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa. In particolare, gli Utenti debbono presentare ad una qualsiasi Sede Inail una iniziale richiesta di autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa laser del Libro unico del lavoro.

Come detto nel paragrafo LIBRO UNICO DEL LAVORO - MODALITA' DI TENUTA, il Libro unico del lavoro è costituito da un documento unitario, quanto a vidimazione, numerazione, registrazioni, tenuta e conservazione. Pertanto, l'autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa laser del Libro unico del lavoro riguarda il Libro nel suo complesso, anche in caso di eventuale elaborazione separata del calendario delle presenze. Tutti i soggetti autorizzati alla vidimazione in fase di stampa laser sono tenuti al rispetto delle seguenti condizioni: la stampa del tracciato deve essere conforme al fac-simile autorizzato il programma di elaborazione deve prevedere la data e l'ora di stampa di ogni foglio su ogni foglio devono, inoltre, essere riportati il numero progressivo della pagina, il numero di autorizzazione attribuito, la data di autorizzazione e il codice della Sede INAIL che ha rilasciato l'autorizzazione. Rispetto ai previgenti adempimenti viene meno l'obbligo di produrre il prospetto riepilogativo mensile delle retribuzioni, nonché l'obbligo di inoltrare alla Sede INAIL, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, detto prospetto riepilogativo. In coerenza con il nuovo disposto normativo, si allegano il modello di richiesta di autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa laser del Libro unico del lavoro26, nonché il modello utile ai fini della notifica del provvedimento di autorizzazione27, che sostituiscono la modulistica attualmente in uso28. A decorrere dal 16 gennaio 2009 (termine di scadenza del regime transitorio), l'autorizzazione alla vidimazione del Libro unico del lavoro va registrata in procedura Gestione Rapporto assicurativo (GRA) esclusivamente con riferimento al "Codice Cliente" e non più alla Posizione Assicurativa Territoriale (PAT), secondo le istruzioni tecniche che verranno impartite con successiva nota.

3. Supporti magnetici e sistemi di elaborazione automatica dei dati

Il Libro unico del lavoro può essere tenuto con modalità informatiche e precisamente: su supporti magnetici, a condizione che ogni singola scrittura costituisca documento informatico e sia collegata alle registrazioni in precedenza effettuate. Il documento informatico deve avere la forma di documento statico non modificabile e deve essere emesso, al fine di garantirne l'attestazione della data, l'autenticità e l'integrità, con l'apposizione del riferimento temporale e della firma digitale con sistemi di elaborazione automatica dei dati che garantiscano la consultabilità dei dati in ogni momento, l'inalterabilità e l'integrità dei dati, nonché la sequenzialità cronologica delle operazioni eseguite, nel rispetto delle regole tecniche stabilite dal Codice dell'Amministrazione digitale.

In merito alle caratteristiche tecniche di detti sistemi, si fa rinvio a quanto indicato nella circolare n. 20/2008 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali - paragrafo "Obbligo di istituzione e tenuta". Queste modalità informatiche di tenuta del Libro unico del lavoro sono sottratte all'obbligo di vidimazione e di autorizzazione da parte dell'INAIL. Unico adempimento per i soggetti che si avvalgono di questa modalità di tenuta è l'inoltro di un'apposita comunicazione scritta, anche a mezzo fax o e-mail, alla Direzione provinciale del lavoro competente per territorio, prima della messa in uso, con l'indicazione dettagliata delle caratteristiche tecniche del sistema adottato.

LIBRO UNICO DEL LAVORO - NUMERAZIONE UNICA

I seguenti soggetti: i consulenti del lavoro e gli atri professionisti abilitati i servizi e i centri di assistenza delle associazioni di categoria delle imprese artigiane e delle altre piccole imprese, anche in forma cooperativa nei gruppi di impresa, le società capogruppo delegate dalle società controllate e collegate all'esecuzione degli adempimenti di cui all'art. 1 della Legge n. 12/1979 possono essere autorizzati ad adottare un sistema di numerazione unica del Libro unico del lavoro per i datori di lavoro assistiti. Riguardo alla modalità di tenuta del Libro unico del lavoro con la numerazione unica, vengono aboliti già in sede di decreto legge e non più riproposti in alcun modo dal decreto ministeriale di attuazione del Libro unico del lavoro gli obblighi, per i soggetti sopra elencati, tenutari di un libro unico per più datori di lavoro, relativi alla comunicazione mensile al cliente ed annuale all'Inail dei numeri utilizzati, di cui non dovrà essere tenuta alcuna registrazione interna. Per questo sistema di tenuta del Libro unico del lavoro, è previsto un invio, per via telematica, all'INAIL: della richiesta di autorizzazione ad adottare un sistema di numerazione unitaria per i datori di lavoro assistiti dei quali dovrà essere inviato anche un elenco corredato del codice fiscale dei medesimi di ogni variazione intervenuta (acquisizione/cessazione dall'incarico di un datore di lavoro) entro 30 giorni dall'evento. A tale proposito, atteso che per la numerazione unica non è allo stato prevista una gestione informatizzata da parte dell'Istituto, si fa riserva di successive istruzioni tecniche, anche in merito alle comunicazioni che dovranno inoltrare entro la fine del periodo transitorio i soggetti già autorizzati alla numerazione unitaria, appena sarà predisposta la procedura telematica. Infine, in riferimento al Libro unico del lavoro, a supporto dell'operatività delle Sedi e dei funzionari di vigilanza dell'Istituto è stata già inviata con nota dell'8.9.2008 della scrivente Direzione la tabella delle nuove sanzioni amministrative formali .

IL DIRETTORE CENTRALE f.to (dr. Fernando Giannoni) Allegato 1 Allegato 2 Allegato 3

Note:

1- Nota della Direzione Centrale Rischi del 4.7.2008 "DL n. 112/2008 recante ‘Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria'". Nota della Direzione Centrale Rischi del 25.8.2008 "Libro unico del lavoro".

2- DL n. 112/2008 convertito con modificazioni nella Legge n. 133/2008, art. 39, comma 10, ha abrogato le disposizioni che prevedono l'istituzione e la tenuta dei preesistenti libri obbligatori. In particolare, per quanto riguarda l'Inail, sono abrogati: gli articoli 20, 21, 25 e 26 del Testo Unico approvato con DPR n. 1124 del 30 giugno 1965 che imponevano l'istituzione dei libri matricola e paga delle aziende soggette all'assicurazione Inail l'articolo 42 della legge 30 aprile 1969, n. 153, che stabiliva gli obblighi di conservazione dei libri di matricola e paga il DM 30 ottobre 2002 "Modalità applicative per la tenuta dei libri paga e matricola" l'articolo 1, comma 1178, della Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Finanziaria per il 2007), che sanzionava la mancata istituzione e l'omessa esibizione dei libri di matricola e paga.

3- DL n. 112/2008 convertito con modificazioni nella Legge n. 133/2008, art. 39, commi 1, 2, 3, 4 e 5.

4- DL n. 112/2008 convertito con modificazioni nella Legge n. 133/2008, art. 39, commi 6 e 7, art. 40 comma 1.

5- Circolare n. 20/2008 del 21 agosto 2008 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali "Libro unico del lavoro e attività ispettiva - articoli 39 e 40 del decreto legge n. 112 del 2008: prime istruzioni operative al personale ispettivo". La circolare si trova allegata anche alla nota della Direzione Centrale Rischi del 25.8.2008 "Libro unico del lavoro".

6- Detti soggetti sono tenuti alla denuncia nominativa all'Inail di cui all'art. 23 del DPR n. 1124/1965, come modificato dal DL n. 112/2008 convertito con modificazioni nella Legge n. 133/2008, art. 39, comma 8. 7- Circolare n. 20/2008 del 21 agosto 2008 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali "Libro unico del lavoro e attività ispettiva - articoli 39 e 40 del decreto legge n. 112 del 2008: prime istruzioni operative al personale ispettivo". La circolare si trova allegata anche alla nota della Direzione Centrale Rischi del 25.8.2008 "Libro unico del lavoro".

8- DL n. 112/2008 convertito con modificazioni nella Legge n. 133/2008, art. 39, comma 3.

9- DPR n. 1124/1965, art. 25 (ABROGATO).

10- Circolare n. 20/2008 del 21 agosto 2008 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, paragrafo "Obblighi di registrazione: limiti temporali".

11- Decreto 9 luglio 2008 del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali "Modalità di tenuta e conservazione del libro unico del lavoro e disciplina del relativo regime transitorio". Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 2008. Allegato n. 1.

12- DL n. 112/2008 convertito con modificazioni nella Legge n. 133/2008, art. 39, comma 4.

13- DL n. 112/2008 convertito, con modificazioni, nella Legge n. 133/2008, art. 39, comma 4.

14- DM 9 luglio 2008, art. 7. V. nota Direzione Centrale Rischi del 2 settembre 2008 "Libro Unico del Lavoro".

15- DPR n. 1124/1965, art. 21 (ABROGATO) "Il libro di paga e quello di matricola debbono essere presentati nel luogo dove si esegue il lavoro, agli incaricati dell'Istituto assicuratore; a tal fine i libri non possono essere rimossi, neanche temporaneamente, dal luogo di lavoro"

16- Legge n. 12/1979, art. 5, comma 1.

17- Legge n. 12/1979, art. 5, comma 4.

18- D.Lgs. n. 276/2003, art. 31.

19- Legge n. 12/1979, art. 1.

20- DM 9 luglio 2008, art. 6, comma 1.

21- DM 9 luglio 2008, art. 6, comma 2.

22- DM 9 luglio 2008, art. 1.

23- DM 9 luglio 2008, art. 1.

24- Nota della Direzione Centrale Rischi del 4.9.2008 "Libro unico del lavoro - Datori di lavoro agricoli".

25- Legge n. 12 dell'11 gennaio 1979, art. 1.

26- Modello di richiesta autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa laser Allegato n. 2.

27- Modelli utili ai fini della notifica del provvedimento di autorizzazione Allegato n. 3.

28- La precedente modulistica era allegata alla nota di istruzioni della Direzione Centrale Rischi del 7 marzo 2005 "Autorizzazioni alla vidimazione in fase di stampa laser dei fogli paga".

29- D.Lgs. n. 82/2005, art. 71.

30- Legge n. 12/1979, art. 1, comma 1.

31- Legge n. 12/1979, art. 1, comma 4.

32- D.Lgs. n. 276/2003, art. 31.

33- Il DL n. 112/2008 convertito, con modificazioni, nella Legge n. 133/2008, all'art. 39, comma 10, lettera K, prevede l'abrogazione del DM 30.10.2002 "Modalità applicative per la tenuta dei libri paga e matricola", il quale stabiliva, all'art. 4, una serie di adempimenti a carico dei soggetti titolari di autorizzazioni alla vidimazione con la "numerazione unica" dei fogli mobili sostitutivi dei libri paga e matricola.

34- Decreto 9 luglio 2008 del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali "Modalità di tenuta e conservazione del libro unico del lavoro e disciplina del relativo regime transitorio".

35- DM 9 luglio 2008, art. 2. Circolare ministeriale n. 20/2008, paragrafo "Numerazione unitaria".

36- Nota della Direzione Centrale Rischi dell'8.9.2008 "DL 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133: novità in materia di lavoro" - Allegato A.

fonte inail

Documento Valutazione Rischi

Pubblicato da Lilino Albanese | 21:13 | 0 commenti »

Novembre 28th, 2008 at 21:46 edit È stato pubblicato sull supplemento ordinario n. 108 alla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, il Testo Unico in materia di tutela

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Uno studente è morto e almeno una ventina sono rimasti feriti, alcuni in condizioni gravi (per uno si teme addirittura una paralisi permanente) per il crollo di un controsoffitto al liceo «Darwin» di Rivoli, grosso centro in provincia di Torino. La vittima è Vito Scafidi, di 17 anni, che frequentava la quarta G.

I FERITI - Ha invece riportato fratture alla colonna vertebrale con lesioni al midollo Andrea M., 17 anni, il più grave dei tre feriti che sono ricoverati nell'ospedale Cto di Torino. Proprio lui rischierebbe la paralisi. Il giovane è stato sottoposto ad un intervento chirurgico durato sei ore che i medici hanno definito «tecnicamente riuscito», ma serviranno diversi giorni per sapere se potrà tornare a camminare. Non è esclusa, per lui, una nuova operazione. Il giovane è ora in coma farmacologico. Nel centro grandi traumi è ricoverata anche Cinzia P. che ha invece subito un trauma cranico con commozione cerebrale. La terza ragazza ferita ricoverata al Cto, Federica A., che ha riportato frattura di piccola entità e un trauma cranico, è nel reparto piccoli traumi. Sul fronte degli altri feriti, un ragazzo è alle Molinette (ha riportato fratture lombari), altri sei sono ricoverati all'ospedale di Rivoli e sette a quello di Orbassano.

fonte corrieri.it

LA “DATA CERTA” PREVISTA DAL D.LGS 81/08

ALCUNE INDICAZIONI PER GARANTIRE LA “DATA CERTA” IN RIFERIMENTO ALLA DELEGA DI FUNZIONI (Art. 16, lett. a) E AL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI, (Art. 28, comma 2) COSÌ COME RICHIESTA DAL D.LGS 81/08.

In riferimento all’art. 16 e all’art. 28 del Dlgs. 81/2008 come garantire la “data certa”, nel caso di delega di funzioni in materia di sicurezza da parte del datore di lavoro e del DVR, è certamente un aspetto di non poco conto che richiederebbe un preciso chiarimento interpretativo da parte del Ministero competente. Per ora possiamo solo passare in rassegna ciò che la giurisprudenza ci ha sin qui evidenziato optando per le diverse ipotesi.

“Art. 16 " – Delega di funzioni
1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, è ammessa con i seguenti limiti e condizioni:

a) che essa risulti da atto scritto recante data certa; (…..) Art. 28 - Oggetto della valutazione dei rischi
1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (...).
2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere DATA CERTA [...]”

Nell’anno 2000 il Garante per la protezione dei dati personali con il Provvedimento del 5/12/2000 - Misure minime di sicurezza fornì alcuni chiarimenti sulla data certa dell'atto previsto dall'art. 1 della L. 325/2000
In proposito, per quanto di competenza, il Garante osservava che tale requisito si collega con la comune disciplina civilistica in materia di prove documentali e, in particolare, con quanto previsto dagli artt. 2702 - 2704 del codice civile, i quali recano un'elencazione non esaustiva degli strumenti per attribuire data certa ai documenti, consentendo di provare tale data anche in riferimento a ogni "fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione del documento" (vedi art. 2704, terzo comma, cod. civ.) (Data della scrittura privata nei confronti dei terzi)
La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l'hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione del documento.
La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova.
Per l'accertamento della data nelle quietanze il giudice, tenuto conto delle circostanze, può ammettere qualsiasi mezzo di prova.

La legge n. 325/2000 presuppone quindi che il documento in questione sia collegabile ad un fatto oggettivo attribuibile al soggetto che lo invoca, ma sottratto alla sua esclusiva sfera di disponibilità.
In questa prospettiva, senza pretesa di indicare in modo esauriente tutti i possibili strumenti idonei ad assegnare al documento una data certa, il Garante richiama l'attenzione dei titolari del trattamento sulle seguenti possibilità che appaiono utilmente utilizzabili:

a) ricorso alla c.d. "autoprestazione" presso uffici postali prevista dall'art. 8 del d.lg. 22 luglio 1999, n. 261, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull'involucro che lo contiene;
b) in particolare per le amministrazioni pubbliche, adozione di un atto deliberativo di cui sia certa la data in base alla disciplina della formazione, numerazione e pubblicazione dell'atto;
c) apposizione della c.d. marca temporale sui documenti informatici (art. 15, comma 2, legge 15 marzo 1997, n. 59; d.P.R. 10 novembre 1997, n. 513; artt. 52 ss. d.P.C.M. 8 febbraio 1999);
d) apposizione di autentica, deposito del documento o vidimazione di un verbale, in conformità alla legge notarile; formazione di un atto pubblico;
e) registrazione o produzione del documento a norma di legge presso un ufficio pubblico.

Il Decreto Legislativo 22 luglio 1999, n. 261 - "Attuazione della direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 1999 all’art. 8 (Autoprestazione) prevede:

1. E' consentita, senza autorizzazione, la prestazione di servizi postali da parte della persona fisica o giuridica che e' all'origine della corrispondenza (autoprestazione) oppure da parte di un terzo che agisce esclusivamente in nome e nell'interesse dell'autoproduttore.
Il sistema della MARCA TEMPORALE basa la propria modalità di certificazione della marca temporale su un procedimento informatico regolamentato dalla legge italiana, che permette di datare in modo certo ed opponibile a terzi un oggetto digitale (file). La Data Certa è un servizio di certificazione temporale apposto, per es. tramite il servizio INFOCAMERE della Camera di Commercio che permette di datare in modo certo ed opponibile a terzi qualunque tipo di documento.
Tra i profili probatori del documento informatico assume un'importanza fondamentale l'attribuzione della cosiddetta 'data certa' e cioè la prova della formazione del documento in un certo arco temporale o, comunque, della sua esistenza anteriormente ad un dato evento (art. 2704 codice civile).

Nel tradizionale sistema di documentazione cartacea, l'attribuzione della data certa (efficace nei confronti dei terzi e non solo tra le parti) deriva principalmente dal riscontro di un'attestazione fatta da un soggetto terzo ed imparziale depositario di pubbliche funzioni. (autentica comunale)
La marca temporale (digital time stamp) attesta infatti l'esistenza di un documento informatico (o meglio di un file informatico) ad una determinata data ed ora ('validazione temporale').
L'apposizione di una marca temporale produce l'effetto giuridico di attribuire 'ad uno o più documenti informatici una data ed un orario opponibili ai terzi' (art. 8 comma 1, e art 22, comma
1, lettera g, d.p.r. n. 445/2000) e, dunque, non solo efficaci tra le parti. La veridicità ed esattezza di una marca temporale, come per i certificati delle chiavi pubbliche si presume fino a prova contraria.

Riferimenti Normativi
D.P.C.M. 13 gennaio 2004 - Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici.
Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (S. O. alla G. U. n. 42 del 20 febbraio 2001) integrato con le modifiche apportate dal D.Lgs. 23 gennaio 2002, n. 10 e dal DPR 7 aprile 2003, n.137- (G.U. n. 138 del 17.6.2003).

La Posta Elettronica Certificata infine è il servizio di posta elettronica che fornisce al mittente la prova legale dell'invio e della consegna di documenti informatici.
La posta elettronica certificata (PEC) è la trasmissione telematica di comunicazioni con ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna e avviene ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. La trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata mediante la posta elettronica certificata, equivale, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta e ha valore legale. La data e l'ora di trasmissione e di ricezione di undocumento informatico trasmesso mediante posta elettronica certificata sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e alle relative regole tecniche.
Nei casi di invio o ricezione di messaggi verso caselle di posta elettronica tradizionale, il sistema non può eseguire tutti i passi previsti dal circuito della posta certificata e non esplica tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente. Per tale ragione la trasmissione dei messaggi non ha gli stessi effetti legali di validità e opponibilità.

Riferimenti normativi:
1. Codice dell'Amministrazione Digitale [DLgs 82/2005] in vigore dal 1° gennaio 2006, nuove forme di dialogo tra cittadini, imprese e PPAA.
2. Pubblicazione del DPR n. 68, Regolamento con disposizioni per l'utilizzo della Posta Elettronica Certificata verso regole tecniche
3. Regole Tecniche con decreto del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie del 2 novembre 2005.

Chip sicurezza

Pubblicato da Lilino Albanese | 17:50 | , , | 0 commenti »


Un chip per la sicurezza dei lavoratori: un'iniziativa dell'INAIL Piemonte
Chip sicurezza

Il dispositivo contiene la storia clinica dei dipendenti e in caso di avvelenamento è in grado di rilevare a quali sostanze il soggetto è stato esposto. Lo strumento è previsto dal protocollo d’intesa firmato dall’INAIL regionale con i sindacati e l’Unione industriali

Un chip pilot con i dati personali e sanitari dei lavoratori per agevolare il lavoro di medici e operatori di Pronto Soccorso in caso di infortunio, e in grado anche di individuare tutte le sostanze tossiche che espongono al rischio i dipendenti. E' questa una delle novità previste dal protocollo d'intesa siglato nei giorni scorsi da INAIL Regione Piemonte, Unione Industriali, Cgil, Cisl e Uil di Torino, finalizzato a incrementare sul territorio provinciale la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il nuovo chip è un dispositivo con diverse utilità."Può indicare, per esempio, se un lavoratore è sprovvisto dei mezzi di dotazione individuale (casco, occhiali), che sono a loro volta provvisti di un chip", spiega il direttore regionale dell'INAIL Pietro Spadafora. In questo caso un allarme segnalerà che il lavoratore non è equipaggiato. Un'altra importante funzione è costituita dalla cartella sanitaria di rischio, che indicherà a quali pericoli il dipendente è stato esposto in altre aziende, e può essere quindi utile a fini epidemiologici e assicurativi. "Inoltre", conclude il direttore regionale, "è utile quando è necessario un intervento in ospedale. In caso di avvelenamento o di intossicazione chimica il medico o l'operatore del Pronto Soccorso potranno individuare subito le sostanze a cui il lavoratore è stato esposto e intervenire tempestivamente con la terapia più adatta".

"Questo dispositivo è sicuramente uno strumento all' avanguardia", conclude Spadafora, "anche se si tratta soltanto di mettere in pratica quello che già la legge prevede" , essendo la cartella sanitaria del rischio già presente nel Testo Unico 81/2008. Il nuovo chip per la sicurezza verrà sperimentato in due aziende chimiche: la Avigliana della Azimut in cui lavorano oltre 1.200 addetti alla fabbricazione di barche e il nuovo stabilimento di Pinerolo della Colcos che produce accessori per il settore auto.

Tra le iniziative di formazione e informazione previste dal protocollo d'intesa rientra anche la promozione di campagne comuni di comunicazione, la realizzazione di iniziative di studio e ricerca e la valorizzazione delle "buone pratiche". E ancora: azioni comuni in materia formativa, la realizzazione di un'anagrafe provinciale dei lavoratori per la sicurezza, e la sperimentazione di soluzioni tecnologiche per il contenimento del fenomeno infortunistico.

(Red.soc/ Piemonte)

Nell’ambito del condominio nel caso in cui si dovessero effettuare manutenzioni straordinarie e messa a norma degli impianti elettrici esistenti, il committente è l’amministratore ovvero colui che deve pianificare l’esecuzione dei lavori in condizione di sicurezza e deve individuare le varie fasi degli interventi da eseguirsi, stimarne la durata,verificandone quantità e qualità. L’amministratore in numerosi casi ha l’obbligo di comunicare agli enti preposti al controllo e alla vigilanza tutta una serie di informazioni riguardanti il cantiere e la sua globale attività.

In particolare, l’art.3 comma nono, afferma che nei confronti di quei lavoratori (compresi i portieri) che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati, sono necessarie le seguenti cautele:

· ai portieri devono essere forniti i necessari dispositivi individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate;

· qualora ai portieri del condominio siano forniti dal datore di lavoro o per tramite di terzi attrezzature proprie, le stesse devono essere conformi all’uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale.


L’art.55 comma quarto punisce con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 800 a 3.000 euro il datore di lavoro, anche amministratore del condominio,che ometta di fornire informazioni:

· sui rischi per la salute e sicurezza connessi alle attività dell’impresa generale;

· sulle procedure che riguardano il primo soccorso, l’evacuazione dai luoghi di lavoro;

· sui nominativi del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione e protezione e del medico competente.

Obblighi del condominio per la manutenzione degli ascensori, e' previsto dall'art. 26 del "Testo Unico della Sicurezza".

"in relazione al D Lgs 81/08, tali attività di manutenzione e riparazione degli ascensori, infatti, si svolgono sempre sul luogo di lavoro del committente sia esso pubblico (ospedali, scuole, etc.) che privato (uffici, condomini, alberghi, etc.). L'articolo 26 del D Lgs n.81/08 interviene su questo aspetto prevedendo che il datore di lavoro verifichi l'idoneità tecnico-professionale delle imprese alle quali sono affidati i lavori di manutenzione e fornisca alle imprese appaltatrici ed ai lavoratori autonomi informazioni sui rischi esistenti e sulle misure di prevenzione adottate.

Tale adempimento, in caso di luoghi privati, riguarda gli amministratori di condominio nella loro qualità di soggetti committenti in quanto vi è la possibilità che in un condominio possa esservi la contemporaneità di presenza di più imprese (manutenzione ascensori, portierato, imprese di pulizia, altre aziende addette alla manutenzione, etc.).

L'amministratore di condominio è pertanto tenuto ad elaborare e consegnare alle imprese interessate il Documento Unico di Valutazione dei Rischi (DUVRI) che non va però redatto in caso di contratti di appalto nei cantieri edili (anche se vi si installano ascensori nuovi).

In pratica, l'impresa di manutenzione ascensori dovrà ricevere dal committente, in questo caso l'amministratore di condominio, il DUVRI relativo al luogo ove deve svolgere l'intervento nel quale devono essere segnalate le attività di altre imprese presenti nel sito.