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Codice Appalti: terzo decreto correttivo e proroga dei termini

DECRETO LEGISLATIVO: Ulteriori disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, a norma dell'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62. ESAME PRELIMINARE

Consiglio dei Ministri n.8 del 27/06/2008


Il Consiglio, su proposta del Presidente del Consiglio, Berlusconi, ha approvato il seguente provvedimento:

•- un decreto-legge che dispone la proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative al fine di consentire la definitiva attuazione degli adempimenti connessi. Tra le proroghe, vi è quella che stabilisce fino al 31 dicembre 2008 i termini per il divieto di ricorrere agli arbitrati;

è la Finanziaria 2008 che ha introdotto il divieto per le stazioni appaltanti di inserire clausole compromissorie in tutti i loro contratti di lavori, forniture e servizi, e di sottoscrivere compromessi relativi agli stessi contratti. Il divieto imposto dalla Finanziaria 2008 sarebbe entrato in vigore il 1° gennaio 2008. Poi, il DL n. 248 del 31 dicembre 2007, concernente "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria" ha fatto slittare al 1° luglio 2008 l‘entrata in vigore del divieto. Ora, con il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 27/06/08, il termine è slittato al 31 dicembre 2008.

Inoltre, su proposta del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, il Consiglio dei Ministri ha approvato:

•- uno schema di disegno di legge per l'adempimento degli obblighi che derivano dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea (legge comunitaria per il 2008), che come ogni anno elenca le direttive a cui dare recepimento e fissa i criteri generali della delega legislativa da parte dei Ministri competenti per materia, compresa la consueta clausola di cedevolezza tesa a garantire il rapporto fra l'obbligo ad adempiere e la competenza delle Regioni nelle materie concorrenti; il disegno di legge contiene altresì una delega al Governo ad accorpare in codici di settore e testi unici le norme emanate in adempimento di obblighi comunitari. Il disegno di legge verrà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per il parere;

•- uno schema di decreto legislativo che modifica ed integra il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture proseguendone la graduale revisione, consentita da apposita delega del Parlamento, in un'ottica generale che tiene conto delle basilari esigenze di apertura al mercato e promozione effettiva di condizioni sostanziali di leale e corretta concorrenza fra operatori economici; sul provvedimento verranno acquisiti i pareri prescritti (co-proponente il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti);

Il Governo introduce le modifiche necessarie a dare risposta alla procedura di infrazione e specifica nel terzo decreto correttivo disposizioni di adeguamento comunitario e disposizioni di coordinamento.


D. Lgs 81 Testo Unico Sicurezza


Le principali novità del Testo Unico

Le disposizioni contenute nel decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008 costituiscono attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo (come recita l'art.1 comma 1 del dlgs.81/08).

Le principali novità

PER I DATORI DI LAVORO:
  1. La valutazione dei rischi allarga il campo: il datore di lavoro, per metterla a punto, dovrà considerare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. In particolare, dovrà tener conto dello stress da lavoro e dei rischi legati alle differenze di genere, all’età e alla provenienza da altri Paesi (articolo 28)
  2. Il Testo Unico introduce nuove modalità per svolgere la valutazione dei rischi, che variano in base al numero dei lavoratori. Le aziende che occupano fino a 50 dipendenti e che non presentano particolari profili di rischio potranno seguire una procedura standardizzata, che deve essere stabilita da un decreto interministeriale. Nell’attesa:
    1. per le aziende fino a 10 dipendenti, è sufficiente l’autocertificazione
    2. le aziende fino a 50 dipendenti si applicano le regole ordinarie (articolo 29)
  3. Tutte le sanzioni sono inasprite. Rischiano la sospensione dell’attività le imprese che commettono gravi e reiterate violazioni delle norme sulla sicurezza (articoli 14 e 55)
  4. Sono nulli i contratti di appalto, subappalto e somministrazione che non indichino espressamente i costi relativi alla sicurezza (articolo 26)
PER I LAVORATORI:
  1. Le norme sulla sicurezza si applicano a tutti i lavoratori, anche autonomi e parasubordinati che, a prescindere dal tipo di contratto e dalla retribuzione, svolgono la propria prestazione all’interno dell’impresa. Sono esclusi i lavoratori domestici e familiari ( articoli 2 e 3)
  2. Devono esporre la tessera di riconoscimento solo i lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto e i lavoratori autonomi che prestano la propria attività in azienda. Se viola questo obbligo, il lavoratore è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro (articolo 20)
  3. Il lavoratore deve partecipare ai programmi di formazione organizzati dal datore di lavoro, altrimenti rischia la sanzione penale dell’arresto fino a un mese dell’ammenda da 200 a 600 euro (articolo 20)
  4. Viene introdotta la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza anche a livello territoriale e di sito produttivo (articolo 47).

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Le novità introdotte dal Testo Unico negli Appalti

Un'attenzione particolare merita l'argomento Appalti e, quindi, le novità introdotte dal Testo Unico a riguardo.
La tutela della sicurezza è compito di tutte le imprese: committenti, appaltatori e subappaltatori.

A tal fine è introdotto un documento. Il DUVRI (di seguito viene riportato il testo del comma 3 dell’art.26 che lo menziona), che valuta anche i rischi da interferenze delle singole attività. I costi della sicurezza vanno indicati separatamente nei contratti.

L’articolo 26 del TESTO UNICO, costituito da 8 commi, introduce importanti modifiche nell’ambito dei contratti d’appalto:
comma 1 In caso di affidamento di lavori ad un’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, il datore di lavoro è tenuto a verificarne l’idoneità tecnico professionale, attraverso il sistema di qualificazione delle imprese che sarà definito con un decreto da emanarsi entro un anno. Fino ad allora la verifica andrà eseguita attraverso l’acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio e dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell'articolo 47 del Dpr 445/2000.

comma 2
I datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori devono cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro e devono coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori;
comma 3 Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove cio' non e' possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento e' allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell'attivita' delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.

comma 4 L’imprenditore committente risponde in solido con l'appaltatore e con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall'appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato dall’Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL). Tali disposizioni non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.

comma 5 Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale.

comma 6 Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Il costo del lavoro è determinato periodicamente dal Ministro del lavoro, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva.

comma 7 Per quanto non diversamente disposto dal Codice dei contratti (d.lgs. n. 163/2006 come da ultimo modificate dall'articolo 8, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 123) trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizioni del decreto legislativo n. 81/2008 (“Testo Unico”);

comma 8 Nello svolgimento di attività in appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro.


Diversificazioni, nuove infrastrutture ed efficienza energetica sono le tre direttrici sulle quali il Governo intende intervenire a livello energetico.



Lo ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, in un video messaggio inviato all'assemblea annuale dell'Unione petrolifera.Occorre diversificare - ha detto il Ministro - le aree di approvvigionamento di fonti di energia sviluppando nuove opzioni tecnologiche tra cui fonti rinnovabili, carbone pulito ed energia nucleare.Intendiamo promuovere, come seconda direttrice - ha aggiunto il ministro - la costruzione di infrastrutture ed accelerare l'ammodernamento del sistema energetico nazionale promuovendo la realizzazione di gassificatori e sistemi di stoccaggio per il gas naturale e potenziando le reti di trasporto e di interconnessione con gli altri Paesi.Come terza direttrice - ha concluso Scajola - vogliamo rafforzare i programmi e gli strumenti per l'aumento dell'efficienza negli usi finali dell'energia.Con il Consiglio dei ministri di oggi si avvierà il percorso per varare, entro il 30 giugno 2009, una Strategia energetica nazionale, che sarà sottoposta a pubblica consultazione e dibattito attraverso una Conferenza nazionale sull'energia e l'ambiente. Parte integrante di questa Strategia è il ritorno alla produzione di energia nucleare.(fonte governo.it)


Il DUVRI è stato introdotto dalla Legge 123/2007 ed il Dlgs 81/08 (cd Testo Unico) abrogando quest’ultima, lo riprende all’art.26 comma 3: Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione 3.



Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze.
Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera.
Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data.



Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Per quanto riguarda la cantieristica, è il TITOLO IV del Dlgs 81/08 che disciplina i cantieri temporanei o mobili. In particolare all’art. 96 viene specificato che l’accettazione del PSC da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici e la redazione del POS costituiscono adempimento alle disposizioni dell’art 26 comma 3 (che specifica la necessità della redazione del DUVRI).


Di seguito l’art.96 comma 2: Articolo 96 -



Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti 2. L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 e la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 18, comma 1, lettera z), e all’articolo 26, commi 1, lettera b), e 3.


Per la prima volta il medico competente è definito come soggetto che collabora con il datore di lavoro e con il Servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, e che può essere coinvolto anche nella programmazione delle attività di formazione ed informazione dei lavoratori, per la parte di sua competenza.
I suoi obblighi sono riportati all’articolo 25 del Dlgs 81/08:"Articolo 25 - Obblighi del medico competente

Il medico competente:

a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di “promozione della salute”, secondo i principi della responsabilità sociale;
b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati;
c) istituisce, anche tramite l’accesso alle cartelle sanitarie e di rischio, di cui alla lettera f), aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il medico competente concorda con il datore di lavoro il luogo di custodia;
d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196, e con salvaguardia del segreto professionale;
e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, la documentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le informazioni riguardo la necessità di conservazione;
f) invia all’ISPESL, esclusivamente per via telematica, le cartelle sanitarie e di rischio nei casi previsti dal presente decreto legislativo, alla cessazione del rapporto di lavoro, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Il lavoratore interessato può chiedere copia delle predette cartelle all’ISPESL anche attraverso il proprio medico di medicina generale;
g) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attività che comporta l’esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria;
i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all’articolo 35, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori;
l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi; la indicazione di una periodicità diversa dall’annuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi;
m) partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria;
n) comunica, mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti di cui all’articolo 38 al Ministero della salute entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto."
Quindi, le funzioni del medico competente sono:
* fornire la sua consulenza nella valutazione dei rischi (art 25 comma 1 lettera a)* programmare e gestire la sorveglianza sanitaria nei casi previsti dall’articolo 41* collaborare alla scelta dei dispositivi di protezione individuali (DPI), alle attività di informazione e formazione e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro.


L’obbligo del datore di lavoro di comunicare all’INAIL o all’IPSEMA, a fini statistici e informativi, le informazioni relative agli infortuni che implichino un’assenza dal lavoro superiore al giorno non è al momento operativo. Il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali ha diffuso una circolare:MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - Lettera circolare 21 maggio 2008, n. 6587


Articolo 18, comma 1, lettera r), decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - Obbligo di comunicazione dei dati relativi agli infortuni sul lavoro - Prime indicazioni operative In relazione alla recente entrata in vigore del D.Lgs. di cui all’oggetto, pubblicato in data 30 aprile 2008 nel S.O., alla Gazzetta Ufficiale n. 101, sono pervenute diverse sollecitazioni in ordine alla corretta interpretazione da fornire relativamente all'obbligo, posto a carico del datore di lavoro dall'art. 18, comma 1, lettera r), del citato provvedimento, di "comunicare all'INAIL, o all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, a fini statistici ed informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni". Al riguardo, va innanzitutto evidenziato come la disposizione in parola vada inquadrata avendo riguardo alla costituzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (cd. SINP) di cui all'art. 8 del D.Lgs. n. 81/2008, le cui regole di funzionamento verranno definite tramite un decreto interministeriale da adottarsi entro 180 giorni dalla entrata in vigore del medesimo decreto legislativo nonché alle statuizioni dell'art. 53 del medesimo "testo unico" di salute e sicurezza sul lavoro che introducono il principio generale per cui "tutta la documentazione rilevante in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro può essere tenuta su un unico supporto cartaceo o informatico" (art. 53, comma 5, prima alinea, D.Lgs. n. 81/2008) e puntualizzano nella prospettiva di una complessiva rivisitazione delle modalità di tenuta della medesima documentazione che le "modalità per l'eventuale documentazione o per la tenuta semplificata della documentazione" in parola verranno individuate tramite "successivo decreto", da adottarsi nel termine di dodici mesi dalla entrata in vigore del cd. "testo unico" di salute e sicurezza sul lavoro. In tale contesto complessivo di riferimento, è ragionevole ritenere che la comunicazione delle informazioni relative agli infortuni che implichino una assenza dal lavoro superiore al giorno, non a caso espressamente qualificata dalla norma come adempimento "a fini statistici ed informativi" sia obbligo destinato ad operare unicamente una volta che verranno definite e rese pubbliche le regole di funzionamento del sistema da utilizzare per le comunicazioni medesime vale a dire fino alla adozione dei provvedimenti appena citati. Tale conclusione si impone, altresì, anche in relazione alla circostanza che trattasi di un obbligo del tutto nuovo rispetto al previgente quadro giuridico, assistito da sanzione amministrativa pecuniaria (da 1.000 a 3.000 euro, ex art. 55, comma 4, lettera l, del D.Lgs. 81/2008). Nulla è immutato rispetto agli obblighi previsti dall'art. 53 del D.P.R. n. 1124/1965 (il quale prevede, in particolare, che l’infortunio va denunciato entro due giorni da quello in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell'evento o, nel caso che l’infortunio si verifichi durante la navigazione, il giorno del primo approdo dopo l’infortunio) e all'obbligo di annotazione dell'evento nel registro infortuni.


Il Testo Unico introduce nuove modalità per svolgere la valutazione dei rischi, che variano in base al numero dei lavoratori. Le aziende che occupano fino a 50 dipendenti e che non presentano particolari profili di rischio potranno seguire una procedura standardizzata, che deve essere stabilita da un decreto interministeriale. Nell’attesa, per le aziende fino a 10 dipendenti, è sufficiente l’autocertificazione che dovrà contenere: la dichiarazione di aver effettuato la valutazione di tutti i rischi, la scelta delle attrezzature di lavoro, le eventuali sostanze e preparati chimici impiegati, nonché la sistemazione dei luoghi di lavoro.

POS: Piano Operativo di Sicurezza

CANTIERI SYSTEM nasce come strumento software per la valutazione dei rischi nei cantieri edili. Concepito ai sensi del nuovo Testo Unico si pone come valido strumento per la redazione dei Piani di sicurezza e coordinamento ai sensi dell’Allegato XV del D. Lgs. 81/08.

Imprese Edili, Consulenti Sicurezza, Progettisti e Direttori dei lavori, possono trovare in CANTIERI SYSTEM un supporto informatico per la redazione della documentazione prevista dalla normativa vigente, assicurandosi un adeguamento alle nuove disposizioni previste dal Teso Unico nello svolgimento della propria attività;

Funzionalità principali:

  • Anagrafica Imprese, Committenti, Tecnici (comune per tutti i lavori);

Redazione del POS:

  • Gestione Schede : Associazione automatica delle Fasi Lavorative con Attrezzature, Sostanze e Opere Provvisionali ;
  • Archivio Schede: Le schede di sicurezza in dotazione al modulo POS sono raggruppate e consultabili per settori (Cantieri Stradali, Fabbricati per Civile Abitazione, Opere Idrauliche …)
  • Archivio descrizioni per la definizione dell’Organizzazione del cantiere;
  • Valutazione dell’esposizione al rumore: per fase lavorativa;

Redazione del PSC e/o PSS:

  • Archivi di base: Rischi, DPI (con collegamento automatico dei rischi ai relativi dispositivi correlati)
  • Archivio Schede: Le schede di sicurezza in dotazione al modulo PSC e PSS sono raggruppate e consultabili per categorie (Allestimento Cantiere, Opere Provvisionali, Protezione Scavi, Viabilità, Macchine, Impianti ….)
  • Inserimento di più imprese che lavorano in uno stesso cantiere;
  • Definizione di più zone di Cantiere;
  • Diagramma di Gantt: Redazione del diagramma di Gantt inserendo le Fasi lavorative del cantiere e la relativa tempistica di realizzazione, la scelta delle fasi lavorative corrisponde alla scelta di una scheda di sicurezza che andrà a costituire il documento finale. Il diagramma di Gantt è sia temporale che spaziale.
  • Studio delle Interferenze: Nello stesso diagramma viene generato lo studio delle interferenze, per fasi lavorative di una stessa impresa, più imprese, per una stessa zona di cantiere o per più zone;
  • Valutazione dei rischi aggiuntivi: Le interferenze generate dal Gantt vengono analizzate e associate a rischi aggiuntivi da poter caricare dagli archivi di base con i relativi DPI correlati;
  • Schede aggiuntive: il modulo PSC e PSS è dotato di un archivio di schede necessarie alla definizione del documento per uno specifico cantiere (Apprestamenti, Attrezzature, Infrastrutture, Mezzi di Protezione Collettiva);
  • Solo per il PSC il calcolo automatico dei Costi della sicurezza: i DPI, gli apprestamenti e le attrezzature previsti vengono in automatico trasferiti alla sezione dei Costi della Sicurezza speciale, dove inserendo le quantità ed i prezzi unitari è possibile effettuare la stima dei costi della sicurezza.

Stampe :

Le stampe vengono generate direttamente in formato MS-WORD: POS, PSC, PSS, con la possibilità di personalizzarle e modificarle. In dotazione al software anche l’archivio della modulistica per la generazione dei documenti da emettere e/o tenere in cantiere ai sensi del nuovo Testo Unico. (Notifica preliminare,Nomina del Medico Competente, Verbale di formazione e informazione,ecc…)

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L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha approvato la segnalazione AS453 inviata al Governo e al Parlamento l'11 giugno nella quale vengono esaminati i settori economici più importanti per il Paese ed evidenziati gli aspetti limitativi della concorrenza nei diversi mercati

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Finalmente è disponibile la nuova versione della UNI 9432:2008 "Acustica - Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell'ambiente di lavoro" che contribuisce all'applicazione del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro". Tale decreto recita infatti che "... I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati alle caratteristiche del rumore da misurare, alla durata dell'esposizione e ai fattori ambientali secondo le indicazioni delle norme tecniche" (art. 190 comma 3).

La nuova UNI 9432:2008 risponde a quanto richiesto dalla legge, in particolare per quanto attiene i seguenti punti:

  • il campionamento: "I metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell'esposizione del lavoratore" (art. 193, comma 3);
  • la valutazione dell'incertezza: "... il datore di lavoro tiene conto dell'incertezza delle misure determinate secondo la prassi metrologica" (art. 190, comma 4);
  • la valutazione dell'efficacia dei DPI: "verifica l'efficacia dei dispositivi di protezione individuale dell'udito" (art. 193, comma 1d).

Fin dall'inizio si poteva ipotizzare che l'argomento, approfondito da un gruppo congiunto delle commissioni UNI Acustica e Sicurezza, avrebbe fatto emergere alcune difficoltà, non ultima l'aggiornamento alla legislazione vigente dovuto all'emanazione del nuovo testo legislativo che sostituisce - per fortuna non sostanzialmente ma solamente formalmente - il precedente.
Le novità introdotte dalla nuova versione della norma riguardano le tematiche seguenti:

  1. la strumentazione. Il livello di picco non ponderato è stato sostituito dal livello di picco ponderato C. L'uso dei registratori magnetici è stato eliminato. La taratura degli strumenti è stata spostata da annuale a biennale. È stato confermato il requisito della classe 1 per fonometri e calibratori;
  2. i metodi di misura, che ampliano l'intervallo di accettabilità per la distanza fra il microfono e l'orecchio del soggetto esposto e introducono una esplicita preferenza per l'esecuzione della misura in assenza del lavoratore;
  3. l'esposizione a rumore di gruppi acusticamente omogenei: questo argomento è stato notevolmente ampliato rispetto alla versione precedente;
  4. la valutazione dell'esposizione tiene conto dell'attenuazione fornita dai protettori auricolari, coerentemente con la UNI EN 458:2005 "Protettori dell'udito - Raccomandazioni per la selezione, l'uso, la cura e la manutenzione - Documento guida";
  5. è stata inserita l'incertezza nel processo di valutazione del rischio rumore, argomento ancora molto discusso e controverso che riemergerà con l'applicazione della norma stessa.

Con la pubblicazione della nuova versione della UNI 9432:2008, i lavori ora proseguono per la messa a punto di altri due analoghi documenti normativi: una norma per la determinazione del livello di esposizione personale alle vibrazioni nell'ambiente di lavoro trasmesse al sistema mano/braccio o al corpo intero (in itinere) e una norma specifica per i lavoratori dei centri di contatto (call center), al momento come proposta che dovrà essere formalizzata e sviluppata.

(da UNI)

DIECI vittime in un giorno. Tutti operai. Tutti morti sul lavoro.


E' questo il tragico bilancio dell'ultima giornata delle morti bianche in Italia. Sei sono caduti in Sicilia, altri quattro a Modena, Imperia, Alessandria e nel nuorese. Dieci vittime che vanno ad allungare la lista nera dei 360 decessi dall'inizio dell'anno. Nel 2007 erano stati 1.300, decine di migliaia i feriti. Paolo Carcassi, segretario confederale della Uil: "Non ci accontentiamo del leggero calo delle morti bianche registrato dal 2006. Nell'Europa a 25 le vittime del lavoro sono circa quattromila ogni anno. In questo scenario il dato italiano è davvero troppo pesante".

La morte di sei operai a Mineo, nel catanese, è una delle tragedie del lavoro più gravi degli ultimi anni. Solo l'incendio alla Thyssen Krupp di Torino, il 6 dicembre 2007, ha avuto un bilancio più pesante: sette morti. La dinamica dell'incidente di oggi riporta alla mente i fatti di tre mesi fa a Molfetta. Era il 3 marzo quando cinque persone furono uccise dalle esalazioni durante i lavori di pulitura della cisterna di un camion. Ma l'elenco degli incidenti è lungo.

Ecco la lista dei più gravi incidenti sui luoghi di lavoro avvenuti negli ultimi due anni:

8 gennaio 2007 - Due operai muoiono a Pegognaga (Mantova) dopo una caduta nell'imbuto di un silo di una azienda agricola, durante operazioni di pulizia.

12 marzo 2007 - Due operai romeni muoiono travolti dalla ghisa fusa nella Fonderia Anselmi, a Camposampiero (Padova).

16 marzo 2007 - Padre e figlio muoiono a Cogollo di Tregnago (Verona), uccisi dalle esalazioni provenienti dalla cisterna in cui si erano calati per eseguire lavori di manutenzione.

23 aprile 2007 - Una fabbrica di fuochi d'artificio esplode a Gragnano (Napoli); muoiono il titolare e due nipoti che lavoravano con lui.

11 maggio 2007 - Due morti, e 32 feriti, per un'esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio a Piane di Montegiorgio (Fermo).

24 maggio 2007 - A Correggio, due muratori sono uccisi dal crollo del muro di un vecchio fienile da ristrutturare.

18 giugno 2007 - Il crollo di un cornicione di un albergo in ristrutturazione a Ischia travolge un'impalcatura: muoiono due operai rumeni.

6 dicembre 2007 - Incendio alla Thyssen Krupp a Torino: sette operai, fra i 26 e i 54 anni, muoiono nel giro di 24 giorni. E' il più grave incidente degli ultimi anni.

18 gennaio 2008 - Due operai addetti ai lavori di pulizia della stiva di una nave a Porto Marghera (Venezia) muoiono asfissiati dalle esalazioni di gas.

6 febbraio 2008 - Quattro persone, tutte appartenenti alla stessa famiglia, muoiono nell'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio nel comune di Orvieto.

3 marzo 2008 - Cinque persone muoiono a Molfetta (Bari) per le esalazioni liberatesi durante la pulitura della cisterna di un camion. Nella cisterna muoiono tre dipendenti e il titolare dell'azienda 'Truck center', calatisi successivamente nella cisterna nel tentativo di salvare i colleghi, mentre un altro lavoratore muore in ospedale il giorno seguente.

16 aprile 2008 - A Cornate d'Adda, due operai dipendenti dell'azienda Masterplast muoiono per l'esplosione di un macchinario per la lavorazione della plastica; le vittime sono un italiano ed un cittadino del Burkina Faso. Un terzo operaio resta ferito.

22 aprile 2008 - Il titolare di un'azienda di trasporti e un suo parente muoiono folgorati in un incidente a Schiavonia d'Este (Padova), mentre lavorano alla pulizia della cisterna di una betoniera.

Fonte Repubblica.it

SICUREZZA SU LAVORO: piano straordinario illustrato da Sacconi

Le direttrici del piano illustrato dal ministro Sacconi alle parti sociali: rapidità di interventi, risorse e molto più ispettori, più prevenzione e più formazione.

È prevista anche la creazione di un tavolo tra le parti sociali, con la supervisione tecnica del ministero, per "una lettura condivisa del d.lgs. 81/08 (cosiddetto Testo Unico sulla sicurezza) ed eventuali correttivi alla legge delega".

Inoltre, come da "Comunicato stampa 13 giugno 2008 Infortuni sul lavoro: Corsia preferenziale a processi. Emendamento Alfano al DL sicurezza",

il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, presenterà un emendamento al decreto sicurezza, che prevede tra l'altro una corsia preferenziale nella trattazione dei processi relativi ai reati in violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro.


Caratteristiche Generali


Per ogni lavoro è possibile selezionare una figura specifica dall’Anagrafica generale


Status navigator POS
(Ubicazione Cantiere, Committente, Figure di Cantiere, Contesto Ambientale, Organizzazione del Cantiere, Imprese, Fasi Lavorative, Attrezzature, Opere Provvisionali, Sostanze, Esito della valutazione del Rumore).

Organizzazione Cantiere
Caricamento automatico dati da un archivio di testo

Archivi di base - Gestione Schede
Negli Archivi di base è possibile modificare o inserire le relazioni tra Fasi Lavorative e gli altri elementi (Attrezzature, Attrezzature, Sostanze e Opere Provvisionali) infatti una volta scelta la fase lavorativa vengono automaticamente inseriti nel POS anche le schede degli altri elementi correlati a quella fase in Gestione Schede..

Status navigator PSC/PSS
(Ubicazione Cantiere, Committente, Figure di Cantiere, Contesto Ambientale, Organizzazione del Cantiere, Imprese, Zone di Cantiere, Diagramma di Gantt, Fasi Lavorative, Apprestamenti, Attrezzature, Infrastrutture, Protezione Collettiva, (solo per PSC Costi Sicurezza).

Diagramma di Gantt
Una volta definite le zone di cantiere e inserite le imprese, è possibile facilmente redigere il diagramma di Gantt come Cronoprogramma delle lavorazioni di uno specifico cantiere. Il diagramma è sia temporale che spaziale e nello stesso grafico è possibile determinare in automatico le interferenze tra fasi lavorative per una stessa impresa o tra fasi lavorative di imprese diverse

Studio delle Interferenze
Le interferenze determinate nel Diagramma di gantt vengono automaticamente visualizzate in Fasi Lavorative per valutarle e quindi inserire i rischi aggiuntivi per ognuna di esse. I rischi vengono selezionati dagli Archivi di base e per ogni rischio inserito vengono caricati i relativi DPI necessari.

Schede
Gli apprestamenti, le attrezzature, le infrastrutture ed i mezzi di Protezione Collettiva sono raggruppati per settore e consultabili per ciascuno di essi

Costi della Sicurezza (solo PSC)
Gli elementi inseriti nel PSC vengono in automatico trasferiti alla sezione di valutazione dei costi.




La Corte dei Conti boccia il Regolamento attuativo del Codice Appalti

La Corte dei Conti il 26 maggio scorso ha negato la registrazione del regolamento di attuazione del Codice dei contratti e lo ha rinviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con una serie di rilievi (non ancora resi noti).

Questi riguarderebbero il mancato coordinamento con il Codice su alcuni aspetti relativi alle concessioni, ai pagamenti dei collaudatori e alla procedura ristretta. La Corte dei Conti contesterebbe, inoltre, numerose previsioni che non si limitano ad attuare il Codice, ma che introducono nuove norme. Un altro problema sarebbe quello del coordinamento con la normativa sulla sicurezza sul lavoro, nel frattempo aggiornata dal nuovo Testo Unico (Dlgs n. 81/08).

La necessità di nuove correzioni determinerà un ulteriore allungamento dei tempi, considerando anche che il Regolamento entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per accelerare i tempi il Ministero potrebbe trasferire le disposizioni "problematiche" dal Regolamento al terzo decreto correttivo, in via di approvazione; ma la delega per modificare il Codice scade il 30 giugno prossimo.

L'emendamento del Governo, presentato nei giorni scorsi per posticipare al 30 giugno 2009 la data entro cui modificare il Codice degli Appalti ed adeguarlo, così, alle richieste della Commissione Europea, è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza della Camera (non si può modificare una legge delega con una conversione in legge di un decreto legge).




Attrezzature – Definizioni Tit. III, Capo I – Art. 69

a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina,apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro;
b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasioperazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio;
c) zona pericolosa: qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per lasalute o la sicurezza dello stesso;
d) lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa;
e) operatore: il lavoratore incaricato dell'uso di una attrezzatura di lavoro.

Attrezzature – Requisiti Tit. III, Capo I – Art. 70

1. Le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifichedisposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto (es. Dir.Macchine). (Sanzioni Penali)
2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all'emanazione di norme legislative eregolamentari di recepimento delle direttivecomunitarie di prodotto, devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all'allegato V.(Sanzioni Penali) (Sanzioni Amministrative)

Luoghi di lavoro Titolo II – Artt. 64-66

64. Obblighi del DDL: sostanzialmente invariati (Sanzioni Penali)

2 Locali sotterranei: sostituito “protezione dall’umidità” con “microclima” (Sanzioni Penali)
3 Lavori in ambienti sospetti di inquinamento: sostanzialmente invariato (Sanzioni Penali)

Titolo II – Art. 67

1 La costruzione e la realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonchè gli ampliamenti e le ristrutturazioni di quelli esistenti, devono essere eseguiti nel rispetto della normativa di settore ed essere notificati all'organo di vigilanza competente per territorio. (Sanzioni Amministrative)

2. La notifica di cui al comma 1 deve indicare gli aspetti considerati nella valutazione e relativi: (Sanzioni Amministrative)
a) alla descrizione dell'oggetto delle lavorazioni e delle principali modalità di esecuzione delle stesse;
b) alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti. L'organo di vigilanza territorialmente competente può chiedere ulteriori dati e prescrivere modificazioni in relazione ai dati notificati (eliminato ilriferimento ai 30 giorni per silenzio-assenso).

2 La notifica di cui al presente articolo si applica ai luoghi di lavoro ove è prevista la presenza di più di tre lavoratori.
3 La notifica di cui al presente articolo e' valida ai fini delle eliminazioni e delle semplificazioni di cui all'articolo 53, comma 5 (tenuta della documentazione).

2. Presenza nei luoghi di lavoro di agenti nocivi

Punto

Argomento

Novità significative rispetto a DPR 547/55 e DPR 303/56

2.1

Difesa dalle sostanze nocive

Punto 2.1.1: errore nel riferimento al RD sui gas tossici (corretto è 147/1927, non 157/1927)

Punto 2.1.6.1: errore nel riferimento ad un "articolo precedente" che non c'è

2.2

Difesa contro le polveri

3, 4, 5, 6

3

Vasche, canalizzazioni, tubazioni, serbatoi, recipienti, silos

Tolti riferimenti dimensionali per aperture d'accesso a serbatoi e simili e sostituiti con "dimensioni tali da poter consentire l'agevole recupero di un lavoratore privo di sensi"

4

Misure contro l'incendio e l'esplosione

5

Primo soccorso

Punto 5.5.1.2: errore nel riferimento ai “rischi considerati alla lettera a)” , che è da intendersi “i rischi considerati al punto 5.5.1.1"

Parziale sovrapposizione con DM 388/03, che resta in vigore

6

Disposizioni relative alle aziende agricole

Punto 6.6.1: errore nel riferimento “al punto 6.4” , da sostituire con “al punto 5.4”


1. Ambienti di lavoro

Punto

Argomento

Novità significative rispetto a DPR 547/55 e DPR 303/56

1.1

Stabilità e solidità


1.2

Altezza, cubatura e superficie


1.3

Pavimenti, muri soffitti, finestre ecc.


1.4

Vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi


1.5

Vie e uscite di emergenza


1.6

Porte e portoni


1.7

Scale

Punto 1.7.3: per le impalcature, le passerelle, i ripiani, le rampe di accesso, i balconi ed i posti di lavoro o di passaggio sopraelevati portata da 1,5 a 2 m altezza del piano di caricamento sopra la quale occorre parapetto

1.8

Posti di lavoro e di passaggio e luoghi di lavoro esterni


1.9

Microclima

Punto 1.9.1.1: aerazione preferenzialmente naturale e, quando ciò non sia possibile, con impianti di aerazione

Punto 1.9.1.4: gli impianti di condizionamento e ventilazione devono essere soggetti periodicamente a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione

1.10

Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro


1.11

Locali di riposo e refezione


1.12

Spogliatoi e armadi per il vestiario


1.13

Servizi igienico assistenziali


1.14

Dormitori

Punto 1.14.4.2.2. Costruzioni per dormitori devono essere sollevate dal terreno, oppure basate sopra terreno bene asciutto e sistemato in guisa da non permettere né la penetrazione dell'acqua nelle costruzioni, né il ristagno di essa in una zona del raggio di almeno 10 metri (in precedenza era 30 metri) attorno

Luoghi di lavoro – Definizioni Titolo II – Art. 62

a) i luoghi destinati a ospitare (era “contenere”) posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda o dell'unità produttiva, nonchè ogni altro luogo di pertinenza (era “nell’area”) dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro;

b) i campi, i boschi e altri terreni facenti parte di un'azienda agricola o forestale (erano esclusi). I requisiti di sicurezza e di salute relativi a campi, boschi e altri terreni facenti parte di una azienda agricola o forestale, devono esserespecificati nel punto 7 dell'allegato IV, che però manca.

Luoghi di lavoro – Requisiti Titolo II – Art. 63

I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell'allegato IV. (Sanzioni Penali)

L’all. IV riprende disposizioni già contenute nel DPR 547/55 e nel DPR 303/56, superando l’all. II del DLgs 626/94, di contenuto limitato .

Parti del DLgs 81/08

Normativa di riferimento abrogata

DPR 547/55

DPR 164/56

DPR 303/56 (salvo art.64)

DLgs 277/91

DLgs 626/94

DLgs 493/96

DLgs 494/96

DLgs 187/05

art. 36bis, commi 1 e 2 DL 223/06, convertitocon L 248/06

L 123/07, artt. 2, 3, 5,6, 7

Sicurezza

Costruzioni

Igiene del Lavoro (art. 64 riguarda i poteri degli ispettori)

Rumore, Piombo, Amianto

Legge quadro precedente

Segnaletica

Cantieri

Vibrazioni

Misure urgenti percontrasto lavoro neroe infortuni in cantieri

Legge delega

Titolo I - PRINCIPI COMUNI

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Titolo II - LUOGHI DI LAVORO

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Titolo III - Capo I - Uso delle attrezzature di lavoro

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Titolo III - Capo II - Uso dei dispositivi di protezione individuale

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Titolo III - Capo III - Impianti e apparecchiature elettriche

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Titolo IV - Capo I - Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili

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Titolo IV - Capo II - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota

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Titolo V - SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

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Titolo VI - MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI

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Titolo VII - ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI

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Titolo VIII - Capi I e II - Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro

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Titolo VIII - Capi I e III - Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni

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Titolo VIII - Capi I e IV - Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici

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Titolo VIII - Capi I e V - Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali

Titolo IX - Capo I -Protezione da agenti chimici

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Titolo IX - Capo II - Protezione da agenti cancerogeni e mutageni

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Titolo IX - Capo III - Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto

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Titolo X - ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI

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Titolo XI - PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE

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Titolo XII - DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE

Titolo XIII - NORME TRANSITORIE E FINALI