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Aggiornamento Versione 2.6

Sono state implementate le seguenti funzionalità:

Aggiunte nuove stampe :

Nomina Preposto

Nomina Responsabile emergenze

Nomina Addetti Servizio Prevenzione e Protezione

Nomina Addetti Emergenze ed Evacuazione

Nomina Addetti Primo Soccorso

Nomina Addetti Antincendio

Elezione RLS Aziendale

Nuova Funzionalità Elenco Risorse:

per ogni Unità produttiva sarà possibile elencare le risorse presenti (macchine, attrezzature, sostanze, impianti) con la possibilità di riportarne tutti i dettagli (fornitore, fabbricante, matricola, ecc.)

Nuova Stampa: Elenco Risorse

Nuova Funzionalità: Gestione di più dirigenti

Nuova Funzionalità: Gestione di più preposti

Personalizzazione stampa DVR, sarà possibile scegliere di stampare :

Il documento completo (senza paragrafo piano di miglioramento)

Il DVR senza Relazione Introduttiva

La valutazione dei rischi per Unità produttiva

Stampa Segnaletica aziendale con immagini

Stampa scheda tecnica DPI negli Archivi di base

Migliorata formattazione DVR e Piano di Miglioramento, tutte le pagine saranno stampate in verticale

Risolto bug funzionale sui filtri del Programma di Miglioramento

Migliorata Stampa del Piano di Miglioramento (eliminate tabelle vuote)

Documento per il sopralluogo aziendale

Aggiornati tutor multimediali e manuale d’uso

Esportazione anagrafica aziendale e dipendenti in SicurTool versione 1.5

Scarica Demo

Conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria approvato dalla Camera dei deputati con il nuovo titolo "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria "

Il decreto-legge 112 sullo sviluppo economico (disegno di legge n.949) è ora all' esame della Commissione di Bilancio.

Il Governo nell'emendamento alla manovra (Dl 112/2008) ha eliminato l'obbligo di allegare il certificato energetico per la compravendita o l'affitto degli immobili esistenti.

Non essendo più previsto un momento di controllo ed essendo cancellata la sanzione della nullità del contratto di vendita in assenza del certificato, i proprietari di immobili non avranno più alcun interesse alla certificazione.Si tratta di un duro colpo per i professionisti, dato che il mercato della certificazione energetica si restringe notevolmente: l'obbligo è ancora in vita per alcuni degli interventi di riqualificazione energetica ammessi alla detrazione del 55% e per tutti i nuovi immobili con permesso di costruire rilasciato dopo l'ottobre 2005.

Il parere del Consiglio di Stato (sezione consultiva atti amministrativi, parere n.2357/2008) sul terzo decreto correttivo sugli appalti è sostanzialmente positivo, tranne per quel che riguarda il Project Financing.

Infatti, l'abolizione della prelazione al promotore, per i giudici comporta l'inutilità di mantenere tale istituto che " finisce con l'essere un inutile duplicato dell'istituto della concessione" e,quindi, il Consiglio di Stato suggerisce al Governo di "prendere seriamente in considerazione la possibilità di sopprimerlo".


POS & DVR
SPECIALE IMPRESE EDILI
VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LE IMPRESE EDILI
Aggiornato al D.Lgs 81/2008
( Testo Unico in materia di Sicurezza sul Lavoro)


POS & DVR nasce come strumento software per la valutazione dei rischi nelle attività svolte dalle imprese edili. Concepito ai sensi del nuovo Testo Unico.

Le Imprese Edili, , possono trovare in POS & DVR un supporto informatico per la redazione della documentazione prevista dalla normativa vigente, assicurandosi un adeguamento alle nuove disposizioni previste dal Testo Unico nello svolgimento della propria attività;

Funzionalità principali:

  • Anagrafica Imprese, Committenti, Tecnici (comune per tutti i lavori);

Redazione del POS:

  • Gestione Schede : Associazione automatica delle Fasi Lavorative con Attrezzature, Sostanze e Opere Provvisionali ;
  • Archivio Schede: Le schede di sicurezza in dotazione nel POS e sono raggruppate e consultabili per settori (Cantieri Stradali, Fabbricati per Civile Abitazione, Opere Idrauliche …)
  • Archivio descrizioni per la definizione dell’Organizzazione del cantiere;
  • Valutazione dell’esposizione al Rumore per attrezzatura;
  • Archivio schede sicurezza per le attività svolte dall' imprese edili ( Lavori d' ufficio, gestione depositi , ...... )
  • Redazione e Stampa del DVR

Stampe :

Le stampe vengono generate direttamente in formato MS-WORD: con la possibilità di personalizzarle e modificarle. In dotazione al software anche l’archivio della modulistica per la generazione dei documenti da emettere e/o tenere in cantiere ai sensi del nuovo Testo Unico. (Nomina del Medico Competente, Verbale di formazione e informazione,ecc…)

SCOPRI DI PIU'


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DVR SYSTEM V. 1.5


Scarica Demo

Software di composizione rapida per la redazione del (DVR) documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs 81/08 , comprensivo di schede di sicurezza.


DVR SYSTEM è il compositore rapido per la redazione del DVR, Documento di Valutazione dei Rischi, ai sensi del D. Lgs 81 2008 Testo Unico Sicurezza.


DESCRIZIONE SOFTWARE


DVR SYSTEM permette di redigere in pochi minuti un Documento di Valutazione dei Rischi utilizzando schede tecniche (in formato MS Word) in cui è riportata la classificazione dei rischi, le misure di prevenzione da adottare ed i DPI obbligatori, per le fasi lavorative, le attrezzature, le sostanze, le opere provvisionali.


DVR SYSTEM consente:


l’archiviazione di tutti i lavori con i relativi documenti composti
di operare in modalità Wizard, per la veloce autocomposizione di un DVR dall’inserimento dei dati generali dell’azienda alla scelta delle schede tecniche
di utilizzare un set di schede tecniche (Fasi Lavorative, Attrezzature, Sostanze, Opere Provvisionali) già a corredo del programma, da arricchire e personalizzare
una completa interoperabilità con MS-Word: il template di stampa ed il documento finale possono essere facilmente ed agevolmente personalizzati e adattati in ogni momento alle esigenze dell’utente, che potrà inserire immagini, grafici, tabelle e tutto ciò che riterrà opportuno.


CARATTERISTICHE TECNICHE


DVR SYSTEM si avvale della tecnologia XML, in questo modo diventa molto semplice e rapido lavorare e condividere i propri lavori con altri utenti.Tra le caratteristiche principali del programma, si evidenziano:
agevole trasportabilità dei lavori, perché si opera con file di dimensioni ridotte
semplicità nell’effettuare il Back-up dei dati
facilità di pubblicazione sul web dei propri lavori per la condivisione del Know-how.


Inoltre, grazie a specifiche funzionalità del programma si ha:


la possibilità di tenere aperti contemporaneamente più lavori e di effettuare interscambio di informazioni (copia/incolla/taglia dati)
una completa e chiara visione del lavoro tramite un menù laterale (Status Navigator) che consente un veloce inserimento dei dati
Per un veloce apprendimento di tutte le funzionalità di DVR SYSTEM, l’utente avrà a disposizione tutor multimediali ed il manuale d’uso in formato pdf.


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 6 maggio 2008

Approvazione del «Modello unico digitale per l'edilizia». (GU n. 164 del 15-7-2008 )

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.164 il dpcm 6 maggio 2208 che prevede l'istituzione del Modello Unico per l'edilizia.

Attraverso una Commissione appositamente istituita (specificata all'art.2), entro la fine del 2008 le Regioni, i Comuni e l'Agenzia del territorio definiranno un modello digitale per la presentazione allo Sportello unico delle istanze in materia di edilizia (denunce di inizio attività, domande di permesso di costruire), comprese le informazioni utili all'aggiornamento degli atti catastali e le caratteristiche tecniche dell'infrastruttura per l'erogazione dei servizi.

All'articolo 4 viene specificata l'efficacia:


Efficacia 1. Il modello unifico digitale per l'edilizia e le caratteristiche tecniche dell'infrastruttura per l'erogazione dei servizi sono approvati con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanarsi entro il 31 gennaio 2009, sentita la conferenza Stato-città ed autonomie locali, che ne stabilisce i termini per la progressiva e graduale adozione.


Il Software per la gestione di problematiche specifiche nell'ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro: Rumore, Vibrazione, MMC, Lavoratrici Madri.

  • Movimentazione Manuale dei Carichi: utilizzando il metodo Niosh, viene calcolato, per ogni azione di sollevamento, il PLR (Peso Limite Raccomandato) ed il relativo Indice di sollevamento;
  • Esposizione al Rumore, ai sensi del D.Lgs. 81/08 TITOLO VIII Capo II (Calcolo Lex,8h, quotidiano e settimanale);
  • Esposizione alle Vibrazioni meccaniche trasmesse a sistema mano-braccio e sistema corpo intero come da D.Lgs. 81/08 TITOLO VIII Capo III;
  • Lavoratrici Madri: in adempimento al D. Lgs. n.151/2001 è possibile indicare le attività vietate (All. A e B) ed effettuare la valutazione del rischio in termini qualitativi e quantitativi (All. C);
  • Possibilità di personalizzazione su diversi tipi di database;
  • Tutor multimediale e guida in linea per un semplice apprendimento delle funzionalità del software.
Scarica Demo Gratis


Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: comunicazioni all'INAIL




Il D. Lgs. n. 81/2008 (art. 18, comma 1, lettera aa), impone di comunicare annualmente all'INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

I datori di lavoro non devono ancora effettuare alcun adempimento in quanto sono in corso di definizione le modalità e i termini di comunicazione.

Non appena possibile saranno rese note tutte le indicazioni utili, per le quali si assicura fin da ora la massima semplificazione operativa.

Il valore del mercato degli appalti pubblici è pari a 76 miliardi di euro, circa il 5,1% del PIL. Il dato è contenuto nella relazione annuale 2007 dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, presentata il 9 luglio al Parlamento. È un valore che si riferisce ai soli appalti di importo superiore a 150.000 euro, che nel 2007 sono 35.502, mentre quelli di importo inferiore, secondo una stima, sono circa 41.128 per un valore complessivo di 2,7 miliardi di euro. Il mercato degli appalti pubblici registra però alcune problematicità.

- Da parte delle stazioni appaltanti: progettazione carente, erronea formulazione dei requisiti di partecipazione alle gare, mancanza di trasparenza sulla pubblicità dei bandi (che frenano la concorrenza, fanno lievitare i costi di realizzazione dell'opera e allungano i tempi di esecuzione).

- Da parte delle imprese: l'elevato numero delle società a responsabilità limitata (che pone dubbi sulla capacità di questo tipo di imprese di soddisfare le esigenze delle stazioni appaltanti sotto il profilo della solidità patrimoniale e di una gestione aziendale che investa sulla modernizzazione). - Da parte dello Stato: le continue correzioni al Codice dei lavori pubblici ed il continuo ricorso a discipline derogatorie. Occorre dunque individuare un punto di equilibrio tra esigenze di snellezza e necessità di un adeguato controllo sui meccanismi di spesa pubblica, e, per quanto riguarda il problema del contenzioso tra imprese ed amministrazioni, garantire agli investitori e al mercato un sistema snello e tempestivo di rimedi proporzionati.

(fonte governo.it)


Pubblicità Progresso sulla sicurezza


Campagna di Comunicazione Pubblicità Progresso sulla sicurezza sul lavoro con il patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Riparte dagli strumenti di protezione la seconda parte della Campagna di Comunicazione della Fondazione Pubblicità Progresso sulla sicurezza sul lavoro. Tre i nuovi soggetti a forte impatto visivo: un casco giallo con una cicatrice suturata, guanti forati e scarponi bruciacchiati, con l'headline ".

Scarica Spot Campagna Sicurezza Lavoro


Presentato il rapporto sull'andamento infortunistico nel 2007




15 luglio 2008. Oggi a Roma il ministro Sacconi ha commentato i dati. Diminuiscono i casi mortali. In flessione anche l'andamento generale relativo agli infortuni. In controtendenza gli incidenti ai lavoratori stranieri, che hanno registrato un incremento dell'8%
Scende il numero degli incidenti sul lavoro nel 2007. Lo rivela il rapporto annuale INAIL 2007 presentato oggi dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Al 30 aprile 2008 (data di rilevazione ufficiale), il bilancio infortunistico dell'INAIL si presenta, infatti, statisticamente più favorevole rispetto a quello dell'anno precedente, sia per l'andamento generale del fenomeno, sia soprattutto in relazione alle morti bianche. Sono 912.615 le denunce di infortuni registrate: circa 15.500 casi in meno rispetto al 2006, con una flessione dell'1,7% (superiore, dunque, al -1,3% che si era registrato nell'anno precedente). Il calo risulta più significativo alla luce del fatto che nel 2007 il numero degli occupati (fonte ISTAT) è cresciuto dell'1%; in termini relativi, il miglioramento reale è, dunque, del 2,7%.

Per quanto riguarda i casi mortali la diminuzione è pari al -12,8%. Le morti bianche denunciate sono state 1.170, 171 in meno rispetto ai 1.341 dell'anno precedente. Il dato è, però, ancora provvisorio. Sulla base delle stime previsionali effettuate e dell'andamento delle denunce pervenute negli ultimi mesi, infatti, il numero definitivo degli infortuni mortali dovrebbe attestarsi intorno ai 1.210 casi. La flessione del fenomeno si registra in maniera rilevante sia in Agricoltura (-21%) che nell'Industria e Servizi (-12%). C'è da rilevare, invece, un aumento di 2 casi (da 12 a 14) per i Dipendenti Statali. Oltre la metà delle morti bianche (52,1%) sono avvenute sulla strada: tra queste c'è distinguere quelle occorse nell'esercizio di un'attività lavorativa e quelle "in itinere", cioè nel tragitto casa-lavoro. In particolare gli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro, fanno registrare una diminuzione del 18,1% rispetto all'anno precedente e del 30,1% nel periodo 2001-2007; mentre quelli in itinere sono aumentati dell'8% rispetto al 2006 (da 274 a 296 casi).


Maglia nera al Nord industrializzato. Oltre il 60% degli infortuni è concentrato nel Nord industrializzato: nel Nord-Est, in particolare, sono stati denunciati nel 2007 quasi 299mila casi, un terzo del totale nazionale. In generale, comunque, l'analisi territoriale evidenzia come la riduzione degli infortuni ha riguardato praticamente tutte le regioni italiane, ad esclusione della Sicilia (+4,1%), del Lazio, della Calabria e della Provincia autonoma di Bolzano (dove, peraltro, si realizzano incrementi inferiori al mezzo punto percentuale). Per ripartizione geografica si distingue il Sud con un calo del 3,3%, seguito dal Nord-Est (-2,2%) e dal Nord Ovest (-1,6%). Più contenuto il calo al Centro (-1,1%), mentre in controtendenza l'andamento delle Isole (+2,4%), derivante esclusivamente dal sostenuto incremento della Sicilia.

Aumentano gli infortuni dei lavoratori stranieri. Per quanto riguarda i lavoratori stranieri il dato infortunistico è in controtendenza rispetto all'andamento generale del fenomeno. Si registra, infatti, un incremento degli infortuni sul lavoro dell'8,7% rispetto all'anno precedente (oltre 140mila denunce contro le 129mila del 2006). In particolare l'aumento è stato considerevole tra i migranti dei Paesi U.E. (quasi il 150% in più), dovuto all'ingresso dal 1 gennaio 2007 di Romania e Bulgaria nella Comunità Europea. Una quota consistente degli infortuni si concentra in attività di tipo industriale. Al primo posto il settore Costruzioni, che registra oltre 20mila denunce l'anno, pari al 14,5% del complesso di tutti gli infortuni afferenti agli stranieri. In questo settore è elevato anche il numero delle morti (sebbene in flessione nel triennio) con 39 casi nel 2007, quasi 1 decesso su 4 dell'Industria e Servizi. Per quanto riguarda i paesi d origine Marocco, Romania e Albania sono i Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno, col 40% delle denunce e il 47% dei casi mortali. In particolare la Romania con quasi 18mila casi si pone al secondo posto (dopo il Marocco) nella graduatoria delle denunce e al primo di quella relativa ai casi mortali, con 41 morti bianche nel 2007.

Il 57% degli infortuni concentrato in sole 18mila aziende. Nel 2006 le aziende che non hanno subito alcun infortunio nel corso dell'anno sono la stragrande maggioranza: ben il 92,4% del totale (quasi 3,5 milioni di aziende su un totale di oltre 3,7 milioni); quelle che denunciano almeno un infortunio all'anno sono appena al 7,6% del totale (280 mila aziende circa). La lettura del fenomeno, in termini di numero di eventi infortunistici, mette in evidenza, quale aspetto più significativo, come degli 836mila infortuni denunciati nel 2006 dalle aziende dell'Industria e Servizi, più della metà, 477mila infortuni (pari al 57% del totale) si concentrano in sole 18mila aziende. Già operando una prima distinzione fra aziende artigiane e aziende industriali, si riscontra che le aziende che non subiscono alcun infortunio nell'anno sono percentualmente superiori fra le artigiane (93,0%) rispetto a quelle industriali (91,9%); e questo vale anche per il caso di un solo infortunio denunciato (5,8% per le artigiane e 5,1% per le industriali). Le percentuali si capovolgono già a partire da 2 infortuni denunciati, dove la quota di aziende industriali diventa superiore a quella delle artigiane (1,3% contro 0,9%). La forbice, tra le due tipologie di azienda, tende a crescere sensibilmente fino al massimo che si riscontra nella classe "5 infortuni e oltre" che risulta enormemente più elevato nelle aziende industriali (0,82%) rispetto a quelle artigiane (0,03%).

Nell'U.E l'Italia al di sotto di Spagna Francia e Germania. Sulla base dei tassi di incidenza relativi agli infortuni in complesso forniti da Eurostat, viene confermata, anche nel 2005 (ultimo anno reso disponibile) la favorevole posizione dell'Italia rispetto alla media europea. Il nostro Paese presenta, infatti, un indice pari a 2.900 infortuni per 100.000 occupati, al di sotto sia del valore riscontrato per Euro-Area (3.545), sia per quello della U.E. dei 15 (3.098); la graduatoria risultante dalle statistiche armonizzate, colloca l'Italia ben al di sotto quindi di Paesi assimilabili al nostro come Spagna, Francia e Germania. Per i casi mortali l'Italia, invece, con un indice nazionale di 2,6 decessi per 100.000 occupati, si colloca, sempre per il 2005, al di sopra del dato rilevato per i 15 Stati membri (2,3), ma praticamente in linea con quello registrato nell'Euro-Area (2,5), che comprende Paesi più omogenei al nostro sia dal punto di vista dei sistemi assicurativi, sia di quello della omogeneità e completezza dei dati.


Nuovo decreto legislativo sulla salute e sicurezza sul lavoro
Il primo valore aggiunto: la chiarezza

dott.ssa Cinzia Frascheri
Responsabile nazionale Salute e Sicurezza sul Lavoro
e della Responsabilità Sociale delle Imprese



Lo scopo principale di un intervento legislativo è quello di andare a regolare una determinata materia. Spesso per la difficoltà di tale obiettivo o per la necessità di dover trovare soluzioni mediane tra le diverse priorità, o ancora, per dover rimanere ad un livello generale, comprensivo della grande parte della casistica, il linguaggio e il livello di determinazione dei testi legislativi, hanno mancato di frequente di rispondere a criteri di chiarezza e semplicità. Una mancanza, negli anni, che spesso ha determinato un atteggiamento di resistenza e lontananza dai testi regolativi da parte della maggioranza delle persone (anche quelle più direttamente interessate).

Un buon testo legislativo, oltre ad affrontare e declinare in modo adeguato e puntuale una determinata materia, deve puntare a presentare i concetti contenuti nel modo più lineare, semplice e completo, al fine di incontrare, non tanto, o non solo, la più ampia attenzione, ma di certo la più diffusa comprensione.
Al nuovo decreto legislativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro, viene universalmente riconosciuto, in primis, tale merito. L’intervento di riordino e riassetto che è stato svolto - passando da un corpus normativo composto da più di una decina di testi legislativi diversi, ad un articolato unico di circa trecento articoli - di certo non è stato facile, ma l’intervento di maggior rilievo e valore è stato quello di compiere una profonda riforma che, oltre a modificare ed ampliare alcuni disposti legislativi già vigenti, ha operato significativamente a favore di una completezza informativa e di una chiarezza espositiva di grande rilievo.

Il primo più evidente segnale è rappresentato dall’ampiezza che l’articolo delle Definizioni (art.2), propone. Non si può certo dire che il testo del D.Lgs.626/94 fosse manchevole, tenuto conto che nella storia rimarrà il testo legislativo che ha introdotto in Italia il nuovo concetto culturale, in materia di salute e sicurezza, di una tutela a carattere prevenzionale e partecipativo, ma a supporto delle Definizioni che tale testo proponeva, occorrevano ampie integrazioni dottrinali che, se non fornite nelle aule formative o mediante personali approfondimenti, determinavano nei lettori-attuatori delle carenze informative e conoscitive profonde. In questo senso il nuovo decreto legislativo, rappresenta un importante passo avanti al fine della diffusione della conoscenza e comprensione, non demandando ad altre fonti di informazione la crescita culturale del lettore-attuatore in materia di tutela prevenzionale, ma assolvendo tale esigenza, raccogliendo in un ampio elenco le principali nozioni di base sul tema.

Anche in relazione ai rischi, la chiarezza, semplicità e precisione di linguaggio, rappresentano senza dubbio uno degli aspetti di maggior pregio e valore contenuti nel nuovo testo legislativo.

Non trovando di certo la CISL impreparata, tenuto conto dell’azione pressante culturale anticipatoria svolta in questi anni da parte del Dipartimento (anche mediante pubblicazioni specifiche), sul tema dello stress sul lavoro, non si può che salutare con soddisfazione la scelta del legislatore di porre chiarezza nei riguardi di uno dei temi più delicati oggetto di valutazione dei rischi. Escludendo il termine dal campo di intervento della valutazione dei rischi (a favore del termine stress lavoro-correlato, art.28), definitivamente (e finalmente) si è chiarito che solo i potenziali rischi collegati allo stress sul lavoro possono essere oggetto di una adeguata valutazione - preventiva e collettiva - dei rischi. In questo senso, si è chiarito che il mobbing, in nessun caso entra tra le fattispecie che possono essere “oggetto” di analisi dei rischi in ambiente di lavoro, così come gli atti di violenza e gli abusi sessuali (necessariamente, comunque, oggetto di denuncia e perseguibile per legge).

Altrettanta chiarezza la troviamo in merito all’espressione, di grande ampiezza e valore culturale, relativa alle (artt 1 e 28). In questo senso il legislatore ha voluto non porre l’attenzione sulla “questione femminile”, determinando indirettamente un collegamento riduttivo e negativo tra le tutele al femminile in ambiente di lavoro e la complessità e problematicità di analisi dei rischi in loro presenza, ma bensì ha voluto porre in evidenza ed attenzione la tipicità del soggetto che lavora, ponendo a centralità la persona con le sue differenze, determinate in specifico, ma non solo, dall’appartenenza ad un genere, sia esso maschile che femminile.

Diversi sono gli interventi che doverosamente si dovranno compiere nei prossimi mesi sul testo (previsti per legge 12 mesi per le modifiche), tenuto conto della ristrettezza del tempo avuto per compiere un’opera di grande volume, valore e complessità. Ma l’impegno che dovrà essere da parte di tutti perseguito è nel preservare il testo legislativo da qualunque modifica andrà a sottrarre l’alto valore di chiarezza, completezza e riforma che il nuovo testo racchiude. Così sulla rappresentanza, dove il legislatore ha ritenuto di dover ri-affermare, chiarire e potenziare, prima di tutto, l’importanza di una figura di Rappresentanza dei lavoratori in ogni luogo di lavoro, preoccupandosi solo poi, di determinarne l’effettiva praticabilità.

fonte Cisl

Conversione in legge DL 97/2008

L'Assemblea il 30 luglio ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante "disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini" (ddl 735-B), già approvato dal Senato il 15 luglio e quindi modificato dalla Camera.

Raffica di proroghe, di seguito alcune:

  • Differito dal 30 giugno 2008 al 31 dicembre 2008 il termine previsto per l'attuazione del piano di riordino e di dismissione relativo alle società regionali dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa spa (ex Sviluppo Italia spa), al fine di consentire il completamento delle attività connesse alla loro cessione alle Regioni.
  • Rinvio delle disposizioni sull'abolizione dell'istituto dell'arbitrato negli appalti pubblici;
  • Proroga al 30.6.2008 del termine entro cui le attività ricettive devono completare l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi;
  • Per quanto riguarda la rivalutazione dei terreni edificabili, proroga al 31.10.2008 del termine per la redazione e il giuramento della perizia e proroga del termine per il versamento rateizzato dell'imposta sostitutiva, ora anch'esso fissato al 31.10 di ciascun anno del triennio 2008-2010.

Soprattutto, per quel che concerne la sicurezza:

  • Le disposizioni inerenti la valutazione dei rischi previste dal D. Lgs. 81/2008 (c.d. TESTO UNICO SICUREZZA) nonché le relative sanzioni, saranno efficaci a decorrere dal 1 gennaio 2009, e non più dal 29.7.2008, come originariamente previsto dal comma 2 dell'art. 306 dello stesso decreto legislativo.
Leggi il DL 97/2008

Tra gli interventi previsti: la realizzazione della Scuola INAIL di Formazione in prevenzione, la strutturazione della campagna itinerante “Camper della formazione” e l’istituzione della nuova figura dell’operatore per la prevenzione. I fondi stanziati ammontano a 46 milioni di euro per il 2008 e a 56 milioni di euro per il 2009

ROMA – Puntare sulla formazione e sull’informazione per rilanciare le politiche di prevenzione nei luoghi di lavoro. E’ questo l’obiettivo del nuovo piano triennale predisposto dal Cda dell’INAIL, che dovrà essere approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.

Secondo quanto già previsto dal nuovo Testo Unico (DL 81/2008), che tende a valorizzare le azioni di sistema e la responsabilità degli attori pubblici, l’INAIL intende, infatti, sviluppare un modello organizzativo più integrato che permetterà a soggetti con ruoli e competenze professionali diverse, di lavorare in rete ed elevare il livello dei servizi offerti. E per farlo ha pensato a nuove e importanti misure di intervento. In primo luogo l’istituzione dell’operatore per la prevenzione: una nuova figura professionale chiamata a promuovere attivamente sul territorio la cultura della sicurezza, valorizzando le relazione con le istituzioni e le parti sociali. Entro la fine del 2008 saranno disponibili presso tutte le strutture territoriali, le risorse per diffondere capillarmente il processo prevenzione, che verrà così radicato operativamente in tutte le sedi provinciali.


Per quanto riguarda la formazione, una delle priorità del Piano triennale è la creazione di una Scuola INAIL di Formazione in prevenzione, concepita come un polo formativo a livello nazionale. L’iniziativa sarà rivolta in particolare alle piccole e medie imprese, alle parti sociali e alla Pubblica Amministrazione. L’esperienza già esistente, che si alimenterà in termini di strategie e prodotti con l’avvio della Scuola, è quella di uno sviluppo territoriale dell’attività di formazione, attraverso un “network di poli formativi”: sette sul territorio e uno centrale con funzioni anche di coordinamento e monitoraggio della rete. Tra gli altri interventi previsti, anche la strutturazione della tipologia di intervento informazione–formazione, sperimentata positivamente con la campagna itinerante “Camper della formazione”. Tale modalità consentirà di raggiungere in maniera mirata e capillare target particolarmente importanti, come ad esempio i lavoratori dei cantieri edili. Sul fronte informativo, invece, sarà potenziato ulteriormente il SINP (Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione) e verranno implementate costantemente le mappe di rischio territoriali, per una definizione sempre più puntuale delle politiche del Sistema di prevenzione.


“ Oggi l’INAIL può offrire al proprio interno e agli interlocutori esterni una prospettiva nuova, frutto di un considerevole impegno progettuale ed economico”, ha affermato il Presidente dell’Istituto Vincenzo Mungari. “Il Piano di Settore triennale assume i risultati raggiunti quale base di sviluppo e di rilancio, definendo i programmi miranti ad indirizzare l’attività dell’Istituto verso un opportuno rafforzamento delle politiche di prevenzione, secondo modalità di azione consolidate, che si spingono ben oltre le logiche meramente assicurative”.


Il piano triennale prevede uno stanziamento per le politiche della prevenzione di 46,1 milioni di euro per l’anno 2008 e di 56,1 milioni di euro per l’anno 2009. A tali risorse si aggiungono 120.000.000 euro che l’INAIL sta spendendo in una sperimentazione pluriennale a sostegno delle aziende che investono in sicurezza e che si esauriranno nel 2012.

fonte Inail


Per le attività svolte nei cantieri, cosa cambia rispetto alla 494?

Con il Testo Unico vengono abrogati il D.Lgs. 494/96 ed il 493/96, che vengono sostituiti dai Titoli IV e V.

* Il contesto definitorio (art.89 Testo Unico) di base del decreto legislativo 494/96 è rimasto immutato salvo che per il responsabile dei lavori e per il coordinatore per l’esecuzione dei lavoratori. Pur permanendo il regime di nomina facoltativa da parte del committente, il responsabile dei lavori coincide con il progettista per la fase di progettazione dell’opera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell’opera medesima.
* Inoltre, il legislatore ha esteso la “clausola di incompatibilità” CSE/Impresa: il coordinatore in fase di esecuzione dei lavori, oltre a non poter essere il datore delle imprese esecutrici come già indicato nel D. Lgs. n. 494/1996, non può essere ora neanche un suo dipendente né il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) dallo stesso designato. Nell’art. 89 viene data, altresì, una definizione della “impresa affidataria” individuata quale impresa titolare del contratto di appalto con il committente e che, nella esecuzione dell'opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi.

* Per quanto riguarda la idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, il committente o il responsabile dei lavori, ai sensi dell’art. 90 comma del Testo Unico, è tenuto:
§ a verificare l’idoneità tecnica professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità specificate nell’allegato XVII;
§ a chiedere alle imprese esecutrici una dichiarazione sull’organico medio annuo e sul contratto collettivo applicato ai dipendenti, oltre agli estremi delle denunce dei lavoratori fatte a Inps, Inail e casse edili (per i lavori privati non soggetti a permesso di costruire occorre il DURC e l’autocertificazione rispetto al contratto collettivo);
§ a trasmettere all’amministrazione, prima dell’inizio dei lavori, il nominativo delle imprese esecutrici dei lavori e la documentazione esteso anche ai lavori eseguiti in economia mediante affidamento delle singole lavorazioni a lavoratori autonomi, ovvero ai lavori realizzati direttamente con proprio personale dipendente senza ricorso all'appalto.
* Il Testo Unico introduce poi nell’art. 90 un’altra novità che riguarda i casi nei quali sussiste l’obbligo da parte del committente di designare i coordinatori in fase di progettazione ed in fase di esecuzione: Nel nuovo Testo Unico (art. 90 comma 3), infatti, l’obbligo da parte del committente, anche in caso di coincidenza con l’impresa esecutrice, della nomina dei coordinatori sussiste sempre nel caso in cui sia prevista la presenza in cantiere di più imprese anche non contemporanee, al di là quindi della sua entità e rischiosità, a meno che nel cantiere stesso non siano eseguiti dei lavori non soggetti a permessi di costruire. * Una ulteriore novità introdotta con l’art. 90 del nuovo Testo Unico riguarda la sospensione del titolo abilitativo, già prevista nell’art. 3 comma 8 lettera b-bis) del D. Lgs. n. 494/1996 nel caso di assenza della certificazione della regolarità contributiva, e che ora opererà anche in assenza del piano di sicurezza e di coordinamento o del fascicolo dell’opera o anche in assenza della notifica preliminare quando previsti.
* Importante è ancora la novità introdotta con l’art. 93 per quanto riguarda la responsabilità del committente ed il rapporto fra questi ed il responsabile dei lavori; infatti, rispetto al sistema previgente, la responsabilità del committente nel rapporto con il responsabile dei lavori ha natura mista: di esonero limitatamente all’incarico conferito (necessariamente con delega di funzioni); di non esonero quanto al profilo di “culpa in vigilando” in ordine alla verifica di alcuni adempimenti delegati.
* Dalla lettura dell’art. 96 si evince che gli obblighi per le imprese aumentano di numero e vengono assoggettati alla sanzione penale. L’accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’art.100 e la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento giuridico dell’obbligo di valutazione dei rischi e di suo aggiornamento, nonché di quello relativo all’informazione ai propri subappaltatori e lavoratori autonomi.
* Con il Testo Unico vengono, inoltre, introdotti con l’art. 97 nuovi obblighi a carico del datore di lavoro delle imprese affidatarie i quali sono chiamati a vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati e sull'applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento nonché a coordinare gli interventi finalizzati all’attuazione delle misure generali di sicurezza ed a verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della loro trasmissione al coordinatore per l'esecuzione.
* In merito ai requisiti professionali del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori con l’art. 98 del Testo Unico i titoli di studio e professionali dei coordinatori sono stati attualizzati rispetto all’art.10 del dlgs. 494/96, e i contenuti e le modalità dei corsi di qualificazione professionale sono stati normati all’allegato XIV del Testo Unico.
* Per quanto riguarda i piani di sicurezza e di coordinamento nell’art. 100 del Testo Unico sono state riportate le disposizioni già contenute nell’art. 12 del D. Lgs. n. 494/1996, salvo che per i contenuti minimi e l’indicazione della stima dei costi della sicurezza, definiti all’allegato XV del Testo Unico.
* Circa l’obbligo di trasmissione dei piani di sicurezza (art. 101) , il sistema è rimasto invariato, salvo che per la parte sul flusso tra imprese esecutrici e impresa affidataria: viene imposto che tutte le imprese esecutrici debbano trasmettere il POS all’impresa affidataria la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio piano di sicurezza, lo trasmette al coordinatore per la esecuzione.
* Infine, con l’ art. 157 del Testo Unico le sanzioni a carico degli inadempienti risultano incrementate rispetto a quelle già stabilite nel D. Lgs. n. 494/1996.

SICUREZZA: D.Lgs.81/08 prime modifiche

Punto della situazione sul D.Lgs.81/08 (c.d. TESTO UNICO)

Gli ultimi decreti legge hanno apportato delle modifiche al D.lgs.81/08:

Ricapitoliamo:

DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008, n. 112

Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria. (GU n. 147 del 25-6-2008 - Suppl. Ordinario n.152)

Art. 39:

"12. Alla lettera h) dell'articolo 55, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole «degli articoli 18, comma 1, lettera u)» sono soppresse."

Quindi, viene soppressa la sanzione prevista per il datore di lavoro per non aver fornito la tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro.

Dallo stesso decreto legge, altre modifiche al D.Lgs.81/08:

Art. 41:

...

11. All'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 eliminare le parole: «ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, considerando le specifiche gravita' di esposizione al rischio di infortunio,».

12. All'articolo 14, comma 4, lettera b), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 eliminare le parole: «di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, o».

DECRETO-LEGGE 3 giugno 2008, n. 97

Proroga obbligo comunicazione dati infortuni sul lavoro (art. 4, c. 2)

" Le disposizioni di cui all'articolo 18, comma 1, lettera r), e all'articolo 41, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2009."

Il Dlgs 81/08 all'articolo 18 , comma 1 lettera r) riporta:

" comunicare all'INAIL, o all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni;"

Per cui, tale comunicazioni saranno obbligatorie dal 1 gennaio 2009.

Inoltre, La 6.a Commissione del Senato ha approvato un emendamento al ddl n. 735-Senato di Conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97: tende a rinviare al 1 gennaio 2009 gli adempimenti sulla valutazione dei rischi che dovrebbero entrare in vigore il 29 luglio 2008. Andrà ora al parere delle Aule del Senato e della Camera.

Per cui, le attuali disposizioni rimarranno in vigore fino alla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale, che seguirà alla definitiva approvazione.

Conversione in legge DL 97/2008


L'Assemblea il 30 luglio ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante "disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini" (ddl 735-B), già approvato dal Senato il 15 luglio e quindi modificato dalla Camera.


Raffica di proroghe, di seguito alcune:


Differito dal 30 giugno 2008 al 31 dicembre 2008 il termine previsto per l'attuazione del piano di riordino e di dismissione relativo alle società regionali dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa spa (ex Sviluppo Italia spa), al fine di consentire il completamento delle attività connesse alla loro cessione alle Regioni.
Rinvio delle disposizioni sull'abolizione dell'istituto dell'arbitrato negli appalti pubblici;


Proroga al 30.6.2008 del termine entro cui le attività ricettive devono completare l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi;


Per quanto riguarda la rivalutazione dei terreni edificabili, proroga al 31.10.2008 del termine per la redazione e il giuramento della perizia e proroga del termine per il versamento rateizzato dell'imposta sostitutiva, ora anch'esso fissato al 31.10 di ciascun anno del triennio 2008-2010.


Soprattutto, per quel che concerne la sicurezza:


Le disposizioni inerenti la valutazione dei rischi previste dal D. Lgs. 81/2008 (c.d. TESTO UNICO SICUREZZA) nonché le relative sanzioni, saranno efficaci a decorrere dal 1 gennaio 2009, e non più dal 29.7.2008, come originariamente previsto dal comma 2 dell'art. 306 dello stesso decreto legislativo

Sono definiti (art. 2 C.1 ee) “sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l’elaborazione e raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti la salute e sicurezza sul lavoro; l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento

Alcune funzioni accessorie sono state inserite in punti dell’articolato che trattano soprattutto di altro, prevedendone un operato:

  • nell’ambito del sistema informativo nazionale (art. 8 C.2), quali concorrenti, assieme agli istituti a carattere scientifico, allo sviluppo di tale sistema (ivi compresi quelli che si occupano di salute delle donne, altro riferimento interessante ma un po’ oscuro).
  • nel contesto degli organismi (art. 10) che possono svolgere informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione in materia di SSL (Salute e Sicurezza nel Lavoro) , in particolare nei confronti delle imprese artigiane, agricole e delle PMI (è un allargamento anche agli OP di quanto già previsto dal 626 per numerosi enti pubblici nonché per i patronati, avvenuto in un contesto di specificazioni utilmente apportate alla precedente articolazione rispetto al ruolo delle ASL).
  • nella definizione del sistema di qualificazione delle imprese (art. 27), come soggetti che possono produrre indicazioni a tale riguardo.

Le funzioni principali sono invece declinate nell’art. 51 ad essi interamente dedicato.

Sono state al riguardo lasciate aperte varie porte, prevedendone un ruolo piuttosto sfumato (o fumoso…), evitando così paventati rischi di sovrapposizioni di funzioni con gli organismi ispettivi, ma non apportandovi neppure effettive innovazioni di ruolo e funzioni. Produrle avrebbe significato disporre di una chiara e condivisa loro visione, che si è rivelata difficile da prodursi in un quadro di esperienze e aspettative diverse fra settori e relative parti sociali, non tutte sufficientemente mature (vedremo più sotto che le esperienze saranno rese oggetto di monitoraggio da parte istituzionale). Conseguentemente non sono stati privilegiati finanziamenti a sostegno effettivo di tutti gli OP (considerando, presumibilmente, prioritario invece privilegiare quelli inesistenti o solo centralizzati o esistenti solo sulla carta .

Le innovazioni comunque apportate riguardano:


-la “possibilità” di supportare le imprese nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a migliorare la SSL


-la “possibilità”, purché dispongano di specifiche competenze tecniche in materia di SSL, di effettuare anche sopralluoghi nei luoghi di lavoro del territorio e comparto produttivo di competenza finalizzati a quanto sopra.

Si introducono inoltre alcuni loro obblighi:

-trasmettere al Comitato nazionale istituzionale (di cui all’art. 5), una relazione annuale sull’attività svolta. -comunicare alle aziende che opteranno per l’RLST, nonché agli organi di vigilanza territorialmente competenti, i loro nominativi

E’ questa una parte tutta da ricontrattare e su cui sviluppare accordi. Non ne vengono definiti i livelli. L’incertezza dei finanziamenti non può essere scusa per non riqualificarne ruolo e contenuti (oltre ad informazione e formazione, ad es. qualificazione imprese, sviluppo di buone prassi nelle stesse, elaborazioni congiunte su tutti i temi di rilievo, ricerca soluzioni e proposte alle imprese per soluzioni organizzative e tecniche).


Luci ed ombre talvolta si mescolano, prevalgono ampiamente le prime, si aprono quindi anche nuove forti scommesse.

Il TU indica che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza “sono istituiti” (art. 47) a livello territoriale (RLST), aziendale (RLS), di sito produttivo (RLS.SP, nostro acronimo), e che la loro elezione (sentite le parti sociali) dovrà avvenire di norma (salvo la contrattazione collettiva indichi diversamente), in un’unica giornata su tutto il territorio nazionale (a quest’ultimo proposito si fa rinvio ad un decreto, non ne sono però definiti i tempi).13 I loro nominativi dovranno essere comunicati annualmente all’Inail (art. 18 C.1 aa)

Sulla elezione (o designazione) dell’RLS aziendale, sui numeri di RLS aziendali eleggibili, e su altro in termini di rappresentanza e agibilità, non sono registrabili sostanziali novità, rinviandosi il tutto alla contrattazione collettiva (come richiesto delle associazioni datoriali).

Importanti novità sono invece poste, anche legislativamente, su altri piani strategici:

-ove non si proceda alla elezione di RLS interno, anche nelle aziende sopra i 15 lavoratori, la funzione sarà svolta da un RLST (il principio è quello che nessuna azienda dovrà più essere priva di rappresentanza)

-l’ RLS aziendale avrà diritto ad un aggiornamento periodico, con durata minima di 8 ore annue per le imprese sopra i 50 lavoratori e 4 per quelle sotto, ma solo tra i 15 e i 5014 (per la formazione di base si riprendono i contenuti già previsti, la durata minima non varia ma le 32 ore sono articolate adesso in 20 + 12 ore dedicate ai rischi specifici presenti in azienda e si aggiunge un obbligo di “verifica di apprendimento”).

Il tutto è poi rinviato alla contrattazione collettiva nazionale.

-Come per i lavoratori, anche i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dovranno ricevere formazione periodica in relazione all’evoluzione del rischio e insorgenza di nuovi rischi.
Per quanto concerne le “attribuzioni” (art. 50) l’RLS, ma anche esplicitamente l’RLST (art. 48, C.1), nonché l’RLS.SP (art. 49, C.3) inoltre:

-è consultato sulla designazione del RSPP (non solo più degli addetti, come indicava il 626) nonché del Medico Competente
-dovrà disporre anche degli “spazi necessari” per esercitare le sue funzioni e facoltà, “anche tramite l’accesso ai dati contenuti in applicazioni informatiche” (con riferimento al già previsto registro infortuni che viene ora informatizzato)
-riceverà (come già esplicitato dalla L.123/07) copia del documento di valutazione dei rischi, e aggiuntivamente in caso di esistenza di imprese in appalto (sia l’RLS del committente che l’RLS delle appaltatrici), copia del DUVRI (uno specifico “Documento di Valutazione dei Rischi da Interferenze”, ne diremo più avanti considerando gli Appalti)

La nuova norma specifica anche che l’esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con quella di RSPP o SPP.

Per l’ RLST (art. 48) le innovazioni più specificamente rilevanti riguardano anche: -un contributo obbligatorio, a carico di tutte le aziende in cui non sia stato eletto o designato l’RLS interno, pari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore, che affluirà ad un fondo pubblico (art. 52 C.2b) costituito presso l’Inail -un percorso formativo di almeno 64 ore iniziali, da effettuarsi entro tre mesi dalla sua elezione o designazione, più otto ore di aggiornamento annue -l’incompatibilità delle funzione di RLST con l’esercizio di altre funzioni sindacali operative

In ogni situazione di impedimento aziendale, l’RLST comunicherà il fatto all’Organismo Paritetico., ma é prevista la comunicazione all’organismo di vigilanza territoriale competente solo in caso di mancanza dello stesso.

Nel caso in cui gli accordi collettivi nazionali, interconfederali o di categoria non individuassero le modalità di elezione o designazione del RLST, esse saranno individuate, sentite le parti sociali, da un decreto ministeriale.

Altre innovazioni interessanti introdotte:

- spetterà all’O.P. (Organismo Paritetico), o in sua mancanza al Fondo di cui sopra, comunicare alle aziende e ai lavoratori interessati il nominativo dell’RLST
- l’RLST redigerà una relazione annuale sulla attività svolta, da inviare al Fondo

L’RLST continua ad essere considerato “o territoriale o di comparto”, avremmo voluto si introducesse un e-e, per qualificare più chiaramente questa figura ed evidenziare anche una necessità di rappresentanza numericamente più adeguata. A tal proposito occorrerà disporre preliminarmente di adeguate proiezioni sull’affluenza prevedibile di contributi al Fondo nonché sulla loro possibile redistribuzione in relazione a settori/comparti, territori e loro articolazioni.

Circa le modalità di funzionamento del fondo e i criteri del suo riparto (il fondo raccoglie anche altri tipi di entrate e riguarda anche il sostegno alla PMI e alla pariteticità) si fa ufficialmente rinvio ad un decreto da emanarsi entro un anno (sentite le parti sociali). Si indica tuttavia che: almeno il 50% delle disponibilità dovrà essere devoluto a sostegno e finanziamento dei RLST, anche con riferimento alla loro formazione.

Una figura assolutamente nuova, per certi versi ancora sperimentale, è quella dell’RLS di sito produttivo (RLS.SP) (art.49).

Verranno individuati in specifici contesti produttivi caratterizzati dalla compresenza di più
aziende o cantieri:

-porti
-centri intermodali di trasporto
-impianti siderurgici
-cantieri con almeno 30.000 uomini/giorno

nonché :

-“contesti produttivi con complesse problematiche legate alla interferenza delle lavorazioni e da un numero complessivo di addetti mediamente operanti nell’area superiore a 500”

L’RLS.SP. è una figura individuata tra gli RLS aziendali e su loro iniziativa, demandandosi invece alla contrattazione collettiva lo stabilire modalità di individuazione e realizzazione del coordinamento e per l’esercizio delle attribuzioni (ex art. 50), in tutte le aziende o cantieri del sito in cui non vi siano RLS. Sarà necessario anche individuare e concordare una interfaccia, ad es. il committente, una authority, per dare un’efficacia adeguata a questa forma di rappresentanza.

In presenza di rinvii a diversi livelli di contrattazione occorrerà fare adeguatamente sistema
ma senza inutili attendismi.

La formazione (art. 37), che contempla sostanziosi arricchimenti, dovrà:


-essere sufficiente ed adeguata, anche rispetto alle conoscenze linguistiche;
-essere sufficiente ed adeguata anche nel merito dei rischi specifici trattati in tutti gli altri titoli del TU (abbreviazione usata per “Testo Unico”)
-essere svolta in modo adeguato, specifico, continuativo anche per i preposti (v. art. 19) 11.
-essere facilmente comprensibile e consentire di acquisire conoscenze e competenze
necessarie
-nel caso di lavoratori immigrati, avvenire previa verifica della comprensione e della conoscenza della lingua veicolare (quindi non necessariamente italiana) utilizzata nel percorso formativo.

Per i lavoratori in generale (compresi quelli autonomi e le imprese familiari, per cui è tuttavia – come già detto- facoltativa), la formazione verterà su una serie di concetti che riprendono e integrano quelli già previsti (resta assente quello, importantissimo, di organizzazione del lavoro) nonché sui rischi, i possibili danni, le misure e le procedure riguardanti il settore o comparto aziendale.

Un accordo Stato Regioni dovrà, previa consultazione delle parti sociali, definirne entro un anno durata, contenuti minimi (rendendo quindi possibile integrare quanto qui non previsto), nonché modalità.

Le competenze acquisite saranno registrate nel “libretto formativo del cittadino”, di esse dovrà tener conto il datore di lavoro ai fini della programmazione, nonché gli organismi di vigilanza ai fini della verifica sul rispetto degli obblighi.

Per tutti i lavoratori, come già previsto dal 626, la formazione dovrà essere sistematicamente aggiornata. Si introduce uno specifico obbligo di aggiornamento periodico per le figure dei lavoratori incaricati della lotta antincendio e primo soccorso 12

I nuovi diritti sono esigibili da subito (ovvero dal 15/5/08) tranne per la nuova formazione. Nella riunione periodica (che esamineremo successivamente) si discuterà anche della formazione dei lavoratori. Sarebbe importante non limitarsi ad attendere quanto dirà l’accordo Stato-Regioni ma proporre e sperimentare, a livello territoriale attraverso gli organismi paritetici, o aziendale laddove ve ne siano adeguate condizioni (anche di garanzia qualitativa), il nuovo modello formativo.

Un altro nuovo concetto, che delimita per alcuni aspetti specifici la figura di lavoratori, è il loro “computo” (art. 4). A seconda che siano o meno anche considerati “computabili”, o per quale durata di ore e periodo lavorativo lo siano, ne derivano conseguenze, variamente riguardanti le singole realtà aziendali, su, ad esempio:

-il numero e la tipologia di RLS eleggibili
-la tipologia di obblighi per il datore di lavoro rispetto alla valutazione dei rischi, alla riunione periodica, alle ore di aggiornamento formativo riguardanti l’RLS (v. sotto) -obbligo di dotarsi di SPP interno, possibilità per datore di lavoro di assumere il compito di RSPP (Responsabile del Servizio)
-le quote di contributo per lavoratore a carico delle aziende in cui non venga eletto l’RLS interno, da destinarsi ad un fondo a sostegno della PMI, dei RLST e alla pariteticità, costituito presso l’Inail (v. più sotto)

Per una più precisa valutazione rinviamo alla lettura dell’articolo specifico: pur presentando qualche sfrido, in linea di massima riteniamo comunque apprezzabile lo sforzo di equità compiuto



Il testo, nell’introdurre la nuova definizione di lavoratore (art. 2), lo indica come persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

Se la definizione appare più aperta ed estesa che in passato, l’esclusione degli addetti ai servizi domestici e familiari, crea ombre e contraddizioni, anche con le finalità dichiarate: sono infatti certamente lavoratori, e ancor più lavoratrici, spesso immigrate/i, e con retribuzione in busta paga e versamento di contributi 7.

Ai lavoratori vengono invece, in positivo, equiparati i volontari nonché i tirocinanti.

Sono confermate poi altre figure già equiparate dal 626:

-socio lavoratore di cooperative o società di fatto (aggiungendosi gli “associati in partecipazione”)
-allievi di scuole, università e partecipanti a corsi di formazione professionale in cui si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro, agenti chimici fisici e biologici (aggiungendosi “ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi di effettiva esposizione).

Noi eravamo convinti, sin dall’uscita del 626, dell’opportunità di equiparare ai lavoratori non solo alcuni ma tutti gli allievi, di tutte le realtà scolastiche. Anche rispetto alla realtà di fatti che sempre più spesso accadono negli ambienti scolastici sarebbe davvero stata buona cosa. Evidenziamo comunque che i rischi vanno sempre globalmente intesi e che la valutazione dei rischi posta in capo ai datori di lavoro dovrà in tutti i casi considerare chiunque a qualunque titolo ne risulti esposto, rischi psicosociali compresi (artt. 2 e 28).

L’aver mantenuto contraddittorie, a nostro avviso, delimitazioni a taluni rischi fisici, di taluni ambienti, nonché ai soli rischi materiali é un tipo di problematica che ricorre anche nei confronti di diverse altre categorie.

Fonte Cisl Milano



Il Testo Unico, soprattutto col suo Titolo I configura un nuovo sistema complesso, alle cui basi troviamo:

• Principi comuni di fondo

Indicati come comuni a tutto l’articolato (art.1, finalità), sono particolarmente importanti perché esplicitano l’intento di tutto il testo (che dovrebbe permearlo tutto) : garantire uniformità di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori con attenzione anche alle differenze di genere, di età, alle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati.

Condividiamo pienamente tali principi, vanno coerentemente applicati e valorizzati.
In alcuni casi sono riscontrabili pienamente, a volte meno, nello specifico dell’articolato.

• Definizioni strategiche

In gran parte nuove, sostanziano e declinano, ampliano o delimitano, a seconda dei casi, concetti,
figure, ruoli, strutture (art. 2, che alleghiamo).
Tra queste una nuova definizione di lavoratore, che comporta modifiche e pone alcune
contraddizioni riguardanti

i lavoratori e i loro diritti di base alla salute e sicurezza lavorativa
E’ una tematica essenziale alla luce della sempre più complessa realtà odierna, ed è delicata al tempo stesso, richiedendo concrete scelte, non facili, in tema di diritti effettivi (quanti, quali, come), per darvi adeguato riscontro. I punti (articoli) che ne trattano sono a nostro avviso innovativi quanto a obiettivi dichiarati, ma non tutti sufficientemente omogenei tra loro e organici coi principi posti , nel come li si articola.

Si tratta da un lato di una significativa estensione di diritti precedenti o introduzione di diritti prima inesistenti, dall’altro di operazioni poco comprensibili, o non sufficientemente rispondenti ai bisogni.

Fonte CISL Milano

Valuterà il fenomeno degli infortuni

E' stata pubblicata la DELIBERAZIONE 24 giugno 2008:

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette «morti bianche».

(GU n. 150 del 28-6-2008 )

La deliberazione consta di 6 articoli: viene istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette «morti bianche».

Di seguito viene riportato il testo dell'articolo che specifica gli accertamenti da parte della Commissione:

Art. 3.

1. La Commissione accerta:

a) la dimensione del fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo al numero delle cosiddette «morti bianche», alle malattie, alle invalidità e all'assistenza alle famiglie delle vittime, individuando altresì le aree in cui il fenomeno e' maggiormente diffuso;

b) l'entità della presenza dei minori con particolare riguardo ai minori provenienti dall'estero e alla loro protezione ed esposizione a rischio;

c) le cause degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alla loro entità nell'ambito del lavoro nero o sommerso e del doppio lavoro;

d) il livello di applicazione delle leggi antinfortunistiche e l'efficacia della legislazione vigente per la prevenzione degli infortuni, anche con riferimento alla incidenza sui medesimi del lavoro flessibile o precario;

e) l'idoneità dei controlli da parte degli uffici addetti alla applicazione delle norme antinfortunistiche;

f) l'incidenza complessiva del costo degli infortuni sulla finanza pubblica, nonché sul Servizio sanitario nazionale;

g) quali nuovi strumenti legislativi e amministrativi siano da proporre al fine della prevenzione e della repressione degli infortuni sul lavoro;

h) l'incidenza sul fenomeno della presenza di imprese controllate direttamente o indirettamente dalla criminalità organizzata;

i) la congruità delle provvidenze previste dalla normativa vigente a favore dei lavoratori o dei loro familiari in caso di infortunio sul lavoro.