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Documento Valutazione Rischi

Pubblicato da Lilino Albanese | 21:13 | 0 commenti »

Novembre 28th, 2008 at 21:46 edit È stato pubblicato sull supplemento ordinario n. 108 alla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, il Testo Unico in materia di tutela

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Uno studente è morto e almeno una ventina sono rimasti feriti, alcuni in condizioni gravi (per uno si teme addirittura una paralisi permanente) per il crollo di un controsoffitto al liceo «Darwin» di Rivoli, grosso centro in provincia di Torino. La vittima è Vito Scafidi, di 17 anni, che frequentava la quarta G.

I FERITI - Ha invece riportato fratture alla colonna vertebrale con lesioni al midollo Andrea M., 17 anni, il più grave dei tre feriti che sono ricoverati nell'ospedale Cto di Torino. Proprio lui rischierebbe la paralisi. Il giovane è stato sottoposto ad un intervento chirurgico durato sei ore che i medici hanno definito «tecnicamente riuscito», ma serviranno diversi giorni per sapere se potrà tornare a camminare. Non è esclusa, per lui, una nuova operazione. Il giovane è ora in coma farmacologico. Nel centro grandi traumi è ricoverata anche Cinzia P. che ha invece subito un trauma cranico con commozione cerebrale. La terza ragazza ferita ricoverata al Cto, Federica A., che ha riportato frattura di piccola entità e un trauma cranico, è nel reparto piccoli traumi. Sul fronte degli altri feriti, un ragazzo è alle Molinette (ha riportato fratture lombari), altri sei sono ricoverati all'ospedale di Rivoli e sette a quello di Orbassano.

fonte corrieri.it

LA “DATA CERTA” PREVISTA DAL D.LGS 81/08

ALCUNE INDICAZIONI PER GARANTIRE LA “DATA CERTA” IN RIFERIMENTO ALLA DELEGA DI FUNZIONI (Art. 16, lett. a) E AL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI, (Art. 28, comma 2) COSÌ COME RICHIESTA DAL D.LGS 81/08.

In riferimento all’art. 16 e all’art. 28 del Dlgs. 81/2008 come garantire la “data certa”, nel caso di delega di funzioni in materia di sicurezza da parte del datore di lavoro e del DVR, è certamente un aspetto di non poco conto che richiederebbe un preciso chiarimento interpretativo da parte del Ministero competente. Per ora possiamo solo passare in rassegna ciò che la giurisprudenza ci ha sin qui evidenziato optando per le diverse ipotesi.

“Art. 16 " – Delega di funzioni
1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, è ammessa con i seguenti limiti e condizioni:

a) che essa risulti da atto scritto recante data certa; (…..) Art. 28 - Oggetto della valutazione dei rischi
1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (...).
2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere DATA CERTA [...]”

Nell’anno 2000 il Garante per la protezione dei dati personali con il Provvedimento del 5/12/2000 - Misure minime di sicurezza fornì alcuni chiarimenti sulla data certa dell'atto previsto dall'art. 1 della L. 325/2000
In proposito, per quanto di competenza, il Garante osservava che tale requisito si collega con la comune disciplina civilistica in materia di prove documentali e, in particolare, con quanto previsto dagli artt. 2702 - 2704 del codice civile, i quali recano un'elencazione non esaustiva degli strumenti per attribuire data certa ai documenti, consentendo di provare tale data anche in riferimento a ogni "fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione del documento" (vedi art. 2704, terzo comma, cod. civ.) (Data della scrittura privata nei confronti dei terzi)
La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l'hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione del documento.
La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova.
Per l'accertamento della data nelle quietanze il giudice, tenuto conto delle circostanze, può ammettere qualsiasi mezzo di prova.

La legge n. 325/2000 presuppone quindi che il documento in questione sia collegabile ad un fatto oggettivo attribuibile al soggetto che lo invoca, ma sottratto alla sua esclusiva sfera di disponibilità.
In questa prospettiva, senza pretesa di indicare in modo esauriente tutti i possibili strumenti idonei ad assegnare al documento una data certa, il Garante richiama l'attenzione dei titolari del trattamento sulle seguenti possibilità che appaiono utilmente utilizzabili:

a) ricorso alla c.d. "autoprestazione" presso uffici postali prevista dall'art. 8 del d.lg. 22 luglio 1999, n. 261, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull'involucro che lo contiene;
b) in particolare per le amministrazioni pubbliche, adozione di un atto deliberativo di cui sia certa la data in base alla disciplina della formazione, numerazione e pubblicazione dell'atto;
c) apposizione della c.d. marca temporale sui documenti informatici (art. 15, comma 2, legge 15 marzo 1997, n. 59; d.P.R. 10 novembre 1997, n. 513; artt. 52 ss. d.P.C.M. 8 febbraio 1999);
d) apposizione di autentica, deposito del documento o vidimazione di un verbale, in conformità alla legge notarile; formazione di un atto pubblico;
e) registrazione o produzione del documento a norma di legge presso un ufficio pubblico.

Il Decreto Legislativo 22 luglio 1999, n. 261 - "Attuazione della direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 1999 all’art. 8 (Autoprestazione) prevede:

1. E' consentita, senza autorizzazione, la prestazione di servizi postali da parte della persona fisica o giuridica che e' all'origine della corrispondenza (autoprestazione) oppure da parte di un terzo che agisce esclusivamente in nome e nell'interesse dell'autoproduttore.
Il sistema della MARCA TEMPORALE basa la propria modalità di certificazione della marca temporale su un procedimento informatico regolamentato dalla legge italiana, che permette di datare in modo certo ed opponibile a terzi un oggetto digitale (file). La Data Certa è un servizio di certificazione temporale apposto, per es. tramite il servizio INFOCAMERE della Camera di Commercio che permette di datare in modo certo ed opponibile a terzi qualunque tipo di documento.
Tra i profili probatori del documento informatico assume un'importanza fondamentale l'attribuzione della cosiddetta 'data certa' e cioè la prova della formazione del documento in un certo arco temporale o, comunque, della sua esistenza anteriormente ad un dato evento (art. 2704 codice civile).

Nel tradizionale sistema di documentazione cartacea, l'attribuzione della data certa (efficace nei confronti dei terzi e non solo tra le parti) deriva principalmente dal riscontro di un'attestazione fatta da un soggetto terzo ed imparziale depositario di pubbliche funzioni. (autentica comunale)
La marca temporale (digital time stamp) attesta infatti l'esistenza di un documento informatico (o meglio di un file informatico) ad una determinata data ed ora ('validazione temporale').
L'apposizione di una marca temporale produce l'effetto giuridico di attribuire 'ad uno o più documenti informatici una data ed un orario opponibili ai terzi' (art. 8 comma 1, e art 22, comma
1, lettera g, d.p.r. n. 445/2000) e, dunque, non solo efficaci tra le parti. La veridicità ed esattezza di una marca temporale, come per i certificati delle chiavi pubbliche si presume fino a prova contraria.

Riferimenti Normativi
D.P.C.M. 13 gennaio 2004 - Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici.
Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (S. O. alla G. U. n. 42 del 20 febbraio 2001) integrato con le modifiche apportate dal D.Lgs. 23 gennaio 2002, n. 10 e dal DPR 7 aprile 2003, n.137- (G.U. n. 138 del 17.6.2003).

La Posta Elettronica Certificata infine è il servizio di posta elettronica che fornisce al mittente la prova legale dell'invio e della consegna di documenti informatici.
La posta elettronica certificata (PEC) è la trasmissione telematica di comunicazioni con ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna e avviene ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. La trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata mediante la posta elettronica certificata, equivale, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta e ha valore legale. La data e l'ora di trasmissione e di ricezione di undocumento informatico trasmesso mediante posta elettronica certificata sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e alle relative regole tecniche.
Nei casi di invio o ricezione di messaggi verso caselle di posta elettronica tradizionale, il sistema non può eseguire tutti i passi previsti dal circuito della posta certificata e non esplica tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente. Per tale ragione la trasmissione dei messaggi non ha gli stessi effetti legali di validità e opponibilità.

Riferimenti normativi:
1. Codice dell'Amministrazione Digitale [DLgs 82/2005] in vigore dal 1° gennaio 2006, nuove forme di dialogo tra cittadini, imprese e PPAA.
2. Pubblicazione del DPR n. 68, Regolamento con disposizioni per l'utilizzo della Posta Elettronica Certificata verso regole tecniche
3. Regole Tecniche con decreto del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie del 2 novembre 2005.

Chip sicurezza

Pubblicato da Lilino Albanese | 17:50 | , , | 0 commenti »


Un chip per la sicurezza dei lavoratori: un'iniziativa dell'INAIL Piemonte
Chip sicurezza

Il dispositivo contiene la storia clinica dei dipendenti e in caso di avvelenamento è in grado di rilevare a quali sostanze il soggetto è stato esposto. Lo strumento è previsto dal protocollo d’intesa firmato dall’INAIL regionale con i sindacati e l’Unione industriali

Un chip pilot con i dati personali e sanitari dei lavoratori per agevolare il lavoro di medici e operatori di Pronto Soccorso in caso di infortunio, e in grado anche di individuare tutte le sostanze tossiche che espongono al rischio i dipendenti. E' questa una delle novità previste dal protocollo d'intesa siglato nei giorni scorsi da INAIL Regione Piemonte, Unione Industriali, Cgil, Cisl e Uil di Torino, finalizzato a incrementare sul territorio provinciale la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il nuovo chip è un dispositivo con diverse utilità."Può indicare, per esempio, se un lavoratore è sprovvisto dei mezzi di dotazione individuale (casco, occhiali), che sono a loro volta provvisti di un chip", spiega il direttore regionale dell'INAIL Pietro Spadafora. In questo caso un allarme segnalerà che il lavoratore non è equipaggiato. Un'altra importante funzione è costituita dalla cartella sanitaria di rischio, che indicherà a quali pericoli il dipendente è stato esposto in altre aziende, e può essere quindi utile a fini epidemiologici e assicurativi. "Inoltre", conclude il direttore regionale, "è utile quando è necessario un intervento in ospedale. In caso di avvelenamento o di intossicazione chimica il medico o l'operatore del Pronto Soccorso potranno individuare subito le sostanze a cui il lavoratore è stato esposto e intervenire tempestivamente con la terapia più adatta".

"Questo dispositivo è sicuramente uno strumento all' avanguardia", conclude Spadafora, "anche se si tratta soltanto di mettere in pratica quello che già la legge prevede" , essendo la cartella sanitaria del rischio già presente nel Testo Unico 81/2008. Il nuovo chip per la sicurezza verrà sperimentato in due aziende chimiche: la Avigliana della Azimut in cui lavorano oltre 1.200 addetti alla fabbricazione di barche e il nuovo stabilimento di Pinerolo della Colcos che produce accessori per il settore auto.

Tra le iniziative di formazione e informazione previste dal protocollo d'intesa rientra anche la promozione di campagne comuni di comunicazione, la realizzazione di iniziative di studio e ricerca e la valorizzazione delle "buone pratiche". E ancora: azioni comuni in materia formativa, la realizzazione di un'anagrafe provinciale dei lavoratori per la sicurezza, e la sperimentazione di soluzioni tecnologiche per il contenimento del fenomeno infortunistico.

(Red.soc/ Piemonte)

Nell’ambito del condominio nel caso in cui si dovessero effettuare manutenzioni straordinarie e messa a norma degli impianti elettrici esistenti, il committente è l’amministratore ovvero colui che deve pianificare l’esecuzione dei lavori in condizione di sicurezza e deve individuare le varie fasi degli interventi da eseguirsi, stimarne la durata,verificandone quantità e qualità. L’amministratore in numerosi casi ha l’obbligo di comunicare agli enti preposti al controllo e alla vigilanza tutta una serie di informazioni riguardanti il cantiere e la sua globale attività.

In particolare, l’art.3 comma nono, afferma che nei confronti di quei lavoratori (compresi i portieri) che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati, sono necessarie le seguenti cautele:

· ai portieri devono essere forniti i necessari dispositivi individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate;

· qualora ai portieri del condominio siano forniti dal datore di lavoro o per tramite di terzi attrezzature proprie, le stesse devono essere conformi all’uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale.


L’art.55 comma quarto punisce con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 800 a 3.000 euro il datore di lavoro, anche amministratore del condominio,che ometta di fornire informazioni:

· sui rischi per la salute e sicurezza connessi alle attività dell’impresa generale;

· sulle procedure che riguardano il primo soccorso, l’evacuazione dai luoghi di lavoro;

· sui nominativi del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione e protezione e del medico competente.

Obblighi del condominio per la manutenzione degli ascensori, e' previsto dall'art. 26 del "Testo Unico della Sicurezza".

"in relazione al D Lgs 81/08, tali attività di manutenzione e riparazione degli ascensori, infatti, si svolgono sempre sul luogo di lavoro del committente sia esso pubblico (ospedali, scuole, etc.) che privato (uffici, condomini, alberghi, etc.). L'articolo 26 del D Lgs n.81/08 interviene su questo aspetto prevedendo che il datore di lavoro verifichi l'idoneità tecnico-professionale delle imprese alle quali sono affidati i lavori di manutenzione e fornisca alle imprese appaltatrici ed ai lavoratori autonomi informazioni sui rischi esistenti e sulle misure di prevenzione adottate.

Tale adempimento, in caso di luoghi privati, riguarda gli amministratori di condominio nella loro qualità di soggetti committenti in quanto vi è la possibilità che in un condominio possa esservi la contemporaneità di presenza di più imprese (manutenzione ascensori, portierato, imprese di pulizia, altre aziende addette alla manutenzione, etc.).

L'amministratore di condominio è pertanto tenuto ad elaborare e consegnare alle imprese interessate il Documento Unico di Valutazione dei Rischi (DUVRI) che non va però redatto in caso di contratti di appalto nei cantieri edili (anche se vi si installano ascensori nuovi).

In pratica, l'impresa di manutenzione ascensori dovrà ricevere dal committente, in questo caso l'amministratore di condominio, il DUVRI relativo al luogo ove deve svolgere l'intervento nel quale devono essere segnalate le attività di altre imprese presenti nel sito.

Campagna Europea "Alleggerisci il carico"
Dal mese di novembre la seconda edizione


È partita nel mese di novembre la seconda edizione del progetto europeo “Alleggerisci il carico”, la campagna di comunicazione e di ispezione sulla movimentazione manuale dei carichi promossa dal Comitato degli Alti Responsabili dell’Ispettorato del Lavoro (CARIL), un organismo che associa gli Ispettorati del lavoro dei vari Stati membri dell’Unione Europea e i Paesi dell’EFTA.

L'obiettivo della campagna è raggiungere la consapevolezza sui rischi legati alla movimentazione manuale dei carichi e promuovere soluzioni che consentano di ridurla o addirittura di eliminarla.

Quest’anno la campagna riguarderà un settore ad alto rischio, le costruzioni, dove la percentuale di operazioni di movimentazione manuale dei carichi è molto alta e quindi molto elevato il rischio di patologie muscolo-scheletriche.

In Europa infatti il 24% dei lavoratori dichiara di soffrire di mal di schiena mentre il 22% accusa disturbi muscolari. Nei nuovi Stati membri la percentuale è ancora più alta - rispettivamente 39% e 36%. La metà dei pre-pensionamenti, in Europa, è causata da patologie legate alla colonna vertebrale. Il 15% dei casi di inidoneità al lavoro è legato ai disturbi alla schiena. Questi disturbi sono una delle principali cause di assenza dal lavoro in tutti gli Stati membri della UE. Sono, inoltre, non solo causa di sofferenza, inidoneità al lavoro e perdita di reddito da parte dei lavoratori, ma anche di alti costi per i datori di lavoro e per l’economia nazionale.

Tra gli strumenti della campagna informativa un opuscolo e un poster, elaborati in sede europea, che contengono informazioni utili sulla movimentazione manuale dei carichi ed illustrano alcune buone pratiche. La campagna ispettiva prevede in ambito europeo, per tutti gli ispettori del lavoro degli Stati membri, l’adozione di criteri comuni di rilevazione. Ciò permetterà la valutazione ed il confronto dei risultati ottenuti dai diversi Paesi così come la registrazione delle migliori pratiche riguardo la movimentazione manuale dei carichi

vai alla Campagna di Comunicazione

E’ stata firmata il 18 settembre 2008 la Direttiva del Ministero del Lavoro in materia di servizi ispettivi e attività di vigilanza (ex art. 2, comma 2, decreto legislativo n. 124 del 2004)

Il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 12 novembre 2008, la Direttiva del 18/9/2008 relativa alle misure di razionalizzazione delle funzioni ispettive e di vigilanza in materia di previdenza sociale e di lavoro.

Le finalità della direttiva : “La presente direttiva, prendendo spunto dal radicale mutamento delle attività ispettive e di vigilanza a seguito della eliminazione dei libri paga e matricola e di altri libri obbligatori e della loro sostituzione, a far data dal 18 agosto 2008, con il libro unico del lavoro (articoli 39 e 40 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), intende rilanciare la filosofia preventiva e promozionale di cui al decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124 contenente misure di razionalizzazione delle funzioni ispettive e di vigilanza in materia di previdenza sociale e di lavoro a norma dell’articolo 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30.”

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Direttiva

Lavoro System 2.6 Aggiornamento a Registro Antincendio System



Per chi possiede :

  • Lavoro System 2.6
  • DUVRI System 1.1.0
  • Visite Mediche System 2.3
  • Registro infortuni System 2.1

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PATCH E AGGIORNAMENTI SOFTWARE CANTIERI

CANTIERI SYSTEM

PATCH E AGGIORNAMENTI

Alla versione 2.4.1 03/11/08 SCARICA
Alla versione 2.4.2 07/11/08 SCARICA

Patch DVR System

Pubblicato da Lilino Albanese | 13:35 | , , | 0 commenti »

DVR SYSTEM PATCH E AGGIORNAMENTI

dvr
Patch solo per la versione 1.5

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Prevenzione degli infortuni



Gli infortuni possono causare menomazioni o determinare la morte dei lavoratori. Tutti i settori dell'economia ne sono colpiti, ma il problema è particolarmente grave nelle piccole e medie imprese (PMI).


Gli infortuni, oltre al costo in termini di perdita di vite umane e di sofferenza per i lavoratori e le loro famiglie, producono conseguenze anche per le aziende e per la società nel suo complesso. Ridurre il numero degli infortuni significa diminuire le assenze per malattia e, quindi, ridurre i costi e garantire maggiore continuità al processo produttivo. I datori di lavoro inoltre risparmiano anche i costi di assunzione e formazione di nuovo personale, possono abbattere i costi del pensionamento anticipato e i costi delle assicurazioni.
Il maggior numero di infortuni in tutti i settori, dall'industria pesante al lavoro d'ufficio, è dovuto a scivolamenti, inciampate e cadute. Tra gli altri pericoli si annoverano la caduta di oggetti, le ustioni termiche e chimiche, gli incendi e le esplosioni, le sostanze pericolose e lo stress. Per prevenire gli infortuni che si verificano sul lavoro, i datori di lavoro devono creare un sistema di gestione della sicurezza che comprenda la valutazione dei rischi e le procedure di monitoraggio.

Cosa devo fare? Consigli per i datori di lavoro
· Effettuare una valutazione dei rischi
· Pericoli e rischi gravi
· Scivolate, inciampate e cadute
· Edilizia — la macchia nera degli infortuni
· Lista di controllo per la prevenzione degli infortuni
· Consultazione, informazione e formazione
· Assumere lavoratori che possono essere maggiormente a rischio
· Legislazione europea

Come posso evitare i rischi? Consigli per i dipendenti
· Pericoli e rischi incontrati dai dipendenti
· Legislazione europea
· Informazione e formazione











Soluzione software per la gestione completa della sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantieri temporanei e mobili ai sensi del D. Lgs 81 del 2008


Gestione sicurezza luoghi di lavoro - D.Lgs. n. 81/08, DUVRI System, SicurTool Full (Vibrazioni, Rumore, M.M.C., Lavoratrici Madri), Registro Antincendio, Registro Infortuni, Archivio Attività Prototipo.














Gestione sicurezza cantieri - D.Lgs. n. 81/08, POS, PSC, PSS, DUVRI, DVR, Pimus, FM, Check - list di verifica, Contab System (Contabilità e Computo lavori), Schede di Sicurezza, FM System (Redazione Fascicolo dell'Opera), PimusNET (Montaggio e Smontaggio dei ponteggi)















Scopri di Piu'


Con l'interpello n. 26 del 04 agosto 2008, il ministero del Lavoro precisa che il periodo di allattamento in questione non coincide necessariamente con il periodo di un anno che decorre dalla nascita del bambino previsto per il godimento dei c.d. "permessi per allattamento" e che l’interdizione dal lavoro in caso di esposizione a rischio di contaminazione è legata all’effettivo allattamento del bambino.

INTERPELLO N. 26/2008 Roma, 4 agosto 2008 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Alla Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Via Cristoforo Colombo, 456 00145 Roma DIREZIONE GENERALE PER L’ATTIVITÀ ISPETTIVA Prot. 25/I/0010819

Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – tutela delle lavoratrici madri esposte a radiazioni ionizzanti.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha promosso istanza di interpello per conoscere il parere di questa Direzione in ordine alla possibilità per le lavoratrici esposte a radiazioni ionizzanti di astenersi dal lavoro durante il periodo di allattamento o comunque in ordine alle forme di tutela per esse previste.

Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro, si rappresenta quanto segue. La soluzione va preliminarmente cercata partendo dall’esame del Capo II del D.Lgs. n. 151/2001 ed in particolare dalla disciplina prevista dall’art. 7 e dall’art. 8 dello stesso Decreto. Le predette misure per la tutela della sicurezza e della salute trovano applicazione “durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio” a favore delle lavoratrici che abbiano informato il datore di lavoro del proprio stato (art. 6). Durante tale periodo è imposto il divieto di adibire le lavoratrici al trasporto e al sollevamento di pesi, nonché ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri, elencati nell’allegato A del Testo Unico che, alla lett. d), include i “lavori che comportano l’esposizione alle radiazioni ionizzanti” (art. 7). Inoltre, l’art. 8 del D.Lgs. n. 151/2001 reca la disciplina dell’interdizione dal lavoro nel caso di esposizione a radiazioni ionizzanti prescrivendo al primo comma che “le donne, durante la gravidanza, non possono svolgere attività in zone classificate o, comunque, essere adibite ad attività che potrebbero esporre il nascituro ad una dose che ecceda un millisievert durante il periodo della gravidanza”. Il terzo comma impone, altresì, il divieto, per le donne che allattano, di essere adibite ad attività che comportano rischi di contaminazione.

Come garantire la "data certa" prevista dal D.lgs. 81/08 in riferimento alla delega di funzioni in materia di sicurezza sul lavoro (art. 16, lett. a) e del documento di valutazione dei rischi (Art. 28, comma 2) è certamente un problema di non poco conto. In attesa di ulteriori chiarimenti interpretativi da parte del ministero competente, ci si deve riferire ai chiarimenti che la giurisprudenza e il garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento del 5/12/2000, hanno fornito sulla data certa dell'atto, così come previsto dall'art. 1 della L. 325/2000.

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Il ministero del Lavoro ha diramato le Linee programmatiche dell'attività di vigilanza per l'anno 2009 per una più efficace ed incisiva azione di vigilanza finalizzata all'individuazione di fenomeni di rilevante impatto economico-sociale. Tra questi: la sicurezza sui luoghi di lavoro, il lavoro nero, il lavoro minorile, la corretta qualificazione dei rapporti di lavoro, il fenomeno delle false prestazioni nel settore agricolo, la vigilanza in materia di appalti illeciti, il lavoro irregolare degli stranieri, i fenomeni di elusione contributiva, l'inserimento lavorativo dei soggetti disabili, la disciplina sulle pari opportunità.

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Il 18 settembre 2008 il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha emanato una direttiva in materia di servizi ispettivi e attività di vigilanza. Con essa viene ridefinito il ruolo istituzionale degli ispettori che, in una nuova logica di servizio e non più di mero esercizio di potere, dovranno creare un clima collaborativo con l’azienda e i lavoratori ispezionati. La direttiva chiede di non dare seguito alle richieste anonime di ispezione. Il fine ultimo della direttiva è quello di evitare discriminazioni e di non punire esasperatamente le microimprese. In particolare, la sospensione dovrà avere decorrenza delle ore 12 del giorno successivo a quello di accesso ispettivo ovvero, nell’edilizia e in agricoltura, dalla cessazione dell’attività in corso che non possa essere utilmente interrotta, salvo che non vi sia imminente o grave rischio per la salute dei lavoratori o di terzi, nel qual caso la sospensione va impartita con effetto immediato. Infine, la direttiva ritiene che la sospensione non debba colpire la micro impresa trovata con un solo dipendente irregolarmente occupato.

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