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Alla luce dell’esperienza degli ultimi anni e, tenuto conto dell’evoluzione normativa sulle emissioni in atmosfera, la Provincia di Firenze ha richiesto ad ARPAT il supporto tecnico-scientifico per la valutazione degli studi e delle simulazioni dell’inquinamento atmosferico con particolare riferimento agli impianti di gestione dei rifiuti e ai siti per le attività estrattive (cave). Sulla base di alcuni risultati di tale attività la Provincia di Firenze, quale autorità competente al rilascio delle autorizzazioni ai sensi della L.R. n. 33/1994, ha deciso di dotarsi di uno strumento, in forma di linee guida, per quantificare le emissioni prodotte da attività polverulente che sono sottoposte a verifica o valutazione di impatto ambientale nonché al regime autorizzatorio di cui alla Parte quinta del D.Lgs. n. 152/2006.

L'attività di supporto è stata svolta dal costituendo Centro di riferimento per la modellistica sulla qualità dell’aria (CRMQA) istituito dalla Regione Toscana con il PRAA 2007-2010 e su incarico della Provincia di Firenze, che ha elaborato un articolato documento che affronta il tema delle emissioni di particolato dalle attività polverulenti (cave, cantieri, trattamento inerti, ecc.). Tale problematica ha assunto maggiore evidenza in seguito all’entrata in vigore del Testo unico sull’ambiente che dispone l’obbligo di autorizzare esplicitamente “chi intende effettuare, in modo non occasionale ed in un luogo a ciò adibito, in assenza di un impianto, attività di lavorazione, trasformazione o conservazione di materiali agricoli, le quali producano emissioni, o attività di produzione, manipolazione, trasporto, carico, scarico o stoccaggio di materiali polverulenti” (D.Lgs. n. 152/2006: art. 269 c. 12, art. 271 c. 1). A tal fine il Testo unico stabilisce le apposite prescrizioni per le emissioni di polveri che l'autorità competente è tenuta a definire “tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi: a) pericolosità delle polveri, b) flusso di massa delle emissioni, c) durata delle emissioni, c) condizioni meteorologiche, d) condizioni dell'ambiente circostante” (D.Lgs. n. 152/2006, Allegato V alla Parte quinta).

Le “Linee guida” elaborate da ARPAT propongono metodi di stima delle emissioni di polveri principalmente basati su dati e modelli dell’Agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti (US-EPA: AP-42 “Compilation of Air Pollutant Emission Factors”), ai quali rimanda per la consultazione della trattazione originaria, in particolare degli algoritmi di calcolo. Inoltre, tramite una complessa elaborazione numerica effettuata con metodi statistici e tecniche di modellazione della dispersione degli inquinanti in atmosfera, propone specifiche soglie emissive, in relazione ai già citati elementi indicati dall’Allegato V alla Parte quinta del Dlgs. n. 152/2006, che consentono di valutare l’impatto sulla qualità dell’aria di tali attività, di modulare opportunamente le eventuali misure di mitigazione (bagnatura, inscatolamento, ecc.), di disporre l’eventuale monitoraggio nelle aree contermini alle lavorazioni, ovvero di prescrivere gli opportuni approfondimenti laddove l’entità delle emissioni sia particolarmente elevata anche in relazione alla presenza di “punti recettori sensibili” posti nelle vicinanze (civili abitazioni, scuole, ecc.).

La documentazione elaborata da ARPAT è stata recentemente adottata dalla Provincia di Firenze, con la deliberazione di Giunta n. 213 del 3 novembre 2009, che l’ha ritenuta “uno strumento di valutazione preventiva degli impatti dovuti alle emissioni di polveri, tali da rappresentare una semplificazione sia per gli utenti del servizio che per l’Amministrazione nei compiti di autorizzazione e controllo, nonché per i professionisti incaricati di predisporre la documentazione tecnica a tal fine, nel rispetto dei principi di semplificazione e trasparenza del procedimento amministrativo stabiliti dall’art. 1 della L. n. 241/1990, oltre che un compendio di criteri, di informazioni, e di parametri da seguire per le richieste di autorizzazioni e le relative valutazioni”.

In particolare, l’Allegato 1 della delibera contiene le vere e proprie “Linee guida”, così articolate:

· nel Capitolo 1 sono analizzate le sorgenti di particolato dovute alle attività di trattamento di materiali polverulenti e per ciascuna sorgente vengono individuate le variabili da cui dipendono le emissioni ed il metodo di calcolo, in taluni casi semplificato rispetto al modello originale ed adattato dove possibile alla realtà locale;

· nel Capitolo 2 sono presentate le soglie di emissione al di sotto delle quali l’attività di trattamento di materiali polverulenti può essere ragionevolmente considerata compatibile con l’ambiente. Tale conclusione deriva dall’analisi effettuata tramite l’applicazione di modelli di dispersione; i risultati indicano che al di sotto dei valori individuati non sussistono presumibilmente rischi di superamento o raggiungimento dei valori limite di qualità dell’aria per il PM10 dovuti alle emissioni dell’attività in esame. I modelli e le tecniche di stima delle emissioni si riferiscono oltre che al PM10 anche a PTS (polveri totali sospese) e al PM2.5;

· nell’Allegato sono riportate le “Istruzioni specifiche per il calcolo delle emissioni di PM10 in attività di trattamento di materiali polverulenti” elaborate per facilitare l’applicazione dei metodi di stima delle emissioni proposti, nonché la fornitura delle informazioni necessarie e la predisposizione di un’adeguata documentazione nell’ambito delle procedure di legge;

· nell’Appendice A sono riportate una serie di immagini relative alle attività ed ai macchinari impiegati nelle lavorazioni di inerti e nei cantieri, ed un breve glossario di alcuni termini tecnici in lingua inglese che possono essere di aiuto nell’identificazione delle lavorazioni e dei rispettivi fattori di emissione;

· nell’Appendice B è invece illustrato un esempio dettagliato di applicazione dei metodi descritti ad una attività di estrazione e trattamento di inerti.

La Provincia di Firenze, nella propria delibera, ha stabilito che dal 1° gennaio 2010 le “Linee guida” dovranno essere “… parte integrante della documentazione a corredo delle istanze di autorizzazione alle emissioni in atmosfera per le attività di produzione, manipolazione, trasporto, carico o stoccaggio di materiali polverulenti; delle istanze di richiesta di esclusione o assoggettamento alla verifica di assoggettabilità e per le Valutazioni di Impatto Ambientale di competenza provinciale; degli strumenti pianificatori di settore della Provincia di Firenze, in particolare i Piani e Programmi della Provincia di Firenze, e loro varianti, sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica o a verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica…”.


Le “Linee guida”, insieme alla documentazione tecnica relativa alle elaborazioni effettuate per redigerle, sono disponibili su “attionline” della Provincia di Firenze allegate alla Delibera di Giunta Provinciale n. 213 del 03/11/2009, all’indirizzo

http://attionline.provincia.fi.it/; oppure all’indirizzo
http://www.provincia.fi.it/ambiente/documenti/#c925.


E’ possibile che, dopo un primo periodo di concreta applicazione, la documentazione possa essere successivamente aggiornata e corretta. Nel frattempo sono già in corso di organizzazione incontri e corsi di formazione per illustrare nel dettaglio i contenuti e le finalità di tale documentazione.

Per informazioni mail: crmqa@arpat.toscana.it.

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 ha posto, in termini normativi, le condizioni per un atteso ed importante salto di qualità nella gestione della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Successivamente, con il Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106 sono state introdotte significative modifiche all’articolato originale che meritano di essere approfondite e sviluppate, per essere adeguatamente comprese e coerentemente e correttamente attuate.

 
Regione Toscana, ARPAT, ARPA Emilia Romagna, ISPRA, Associazione Ambiente Lavoro, con la consapevolezza che il Sistema delle Agenzie di Protezione Ambientale debba svolgere un ruolo consapevole e attivo per promuovere ed attuare politiche sostenibili del lavoro nella Pubblica Amministrazione, hanno ritenuto opportuno organizzare questa iniziativa, focalizzata sugli aspetti più significativi e qualificanti delle attuali norme.

 
Il seminario ha l’obiettivo di acquisire conoscenze teorico-pratiche relativamente a:

 
mutato contesto normativo europeo e nazionale nell’ambito della salute e della sicurezza negli
ambienti di lavoro;
individuazione e l’ analisi dei nuovi aspetti giuridici, tecnici e organizzativi;
chiare indicazioni per la corretta individuazione dei soggetti penalmente responsabili ai sensi della normativa in vigore;
soluzioni operative per la corretta gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti;
conoscenze necessarie e indicazioni metodologiche volte a garantire la corretta ed agevole
e si rivolge a

 
  • Datori di lavoro, dirigenti e preposti,
  • Responsabili e Addetti al Servizio di prevenzione e Protezione,
  • Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza,
  • Lavoratori e lavoratrici provenienti da Pubbliche amministrazioni, Aziende Sanitarie e Aziende private, ISPRA, ARPA-APPA,
  • Associazioni datoriali e parti sociali.
Programma del seminario tecnico "DLGS. 9 aprile 2008 n. 81 modificato con DLGS. 5 agosto 2009 n. 106 - Aspetti giuridici, tecnici e organizzativi"

«Don Gallo può stare tranquillo, e i lavoratori del porto con lui: non sono soli, la città è con loro e gli è vicina; lo vedranno concretamente, al più presto. Se non essere stati in porto in queste ore è stato visto come una distanza, dico di no: è stata se mai la titubanza di chi si sente impotente nel sapere come incidere, in certi momenti di dolore e di tensione, con la preoccupazione per politici e istituzioni di non sembrare quelli che vanno a cavalcare le situazioni». Marta Vincenzi, dall´estero dove si trova per qualche giorno di vacanza, risponde all´appello che don Gallo, attraverso Repubblica, le ha lanciato dopo aver passato la sera del 25 dicembre tra i camalli ai varchi portuali per la terza notte di sciopero dopo la tragica morte di Gianmarco Desana. E non si tratta solo di una solidarietà a parole, continua la sindaco: ma di atti politici che dovranno essere assunti in gennaio dal consiglio comunale, oltre che dal Comitato portuale, in cui sono rappresentate tutte le realtà della città e del porto.


«Don Gallo dice cose importanti, ed è giusto che una figura come la sua sia stata in porto a fianco dei lavoratori - prosegue la Vincenzi - Ma non è giusto dire che la città si dimentica del porto e soprattutto di chi ci lavora. Io ne ho una dolorosissima consapevolezza, di quanto accade sulle banchine; ma è faticoso passare alle proposte e alla capacità di incidere davvero». la sindaco riflette: se ci sono anche problemi di ritmi di lavoro, come denunciano lavoratori e sindacati, è il Comitato Portuale, a cui anche lei partecipa, che deve prendere posizioni operative. «Bisogna pretendere una riunione del Comitato mirata esclusivamente sulla sicurezza, ma penso anche a una riunione monotematica del consiglio comunale su questo tema - aggiunge - la proporrò alla ripresa dei lavori; una riunione alla quale invitare tutti i soggetti interessati e, concretamente, cercare un confronto e delle soluzioni».


Tre morti in tre anni, e la rabbia dei portuali è esplosa con i blocchi, lo sciopero, i camion fermi e anche qualche momento concitato. «E´ per questo che la scelta è stata quella di dare segnali di vicinanza, ma senza andare in porto, in passato invece ci sono stata, quando mi hanno chiamato - conclude Marta Vincenzi - ma ripeto non è un problema far sentire loro che la città è vicina. E´ comunque vero che questa città, come dice don Gallo, ha il porto come cuore, e se in porto si continua a morire, significa che non ha sviluppo e non ha futuro».


Oggi, intanto, come previsto sarà svolta l´autopsia sul corpo di Gianmarco Desana, mentre proseguono le indagini per accertare tutti gli elementi utili sulla dinamica dell´incidente nella stiva della "Suprema" di grandi navi veloci, nel pomeriggio del 23 dicembre. per il momento è indagato il guidatore del camion che ha travolto Desana, accusato di omicidio colposo; ma gli inquirenti stanno cercando di accertare eventuali responsabilità a livelli diversi, tra i diversi soggetti chiamati a tutelare al sicurezza die lavoratori, sia sull´organizzazione del lavoro che sui tempi di svolgimento dello stesso. Anche ieri si è lavorato in porto su più turni, per caricare e scaricare le navi rimaste in attesa dopo lo sciopero; oggi, intanto, dopo la pausa natalizia, dovrebbero cominciare a riunirsi alcuni tavoli con sindacati e istituzioni per analizzare la situazione della sicurezza del lavoro portuale. Sarà poi il neoprefetto Francesco Musolino, al suo arrivo a Genova previsto per la metà di gennaio, a riprendere le fila del Comitato per la sicurezza già avviato in Prefettura dopo la tragica morte di Fabrizio Cannonero

Nel terzo trimestre 2009, l'offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dello 0,9 per cento (-222.000 unità). Il dato arriva dall'Istat, che segnala soprattutto come il numero di occupati risulta pari a 23.010.000 unità, in forte calo su base annua (-2,2 per cento, pari a -508.000 unità). Tale risultato deriva da un'ulteriore caduta dell'occupazione autonoma, dei dipendenti a termine e dei collaboratori, cui si aggiunge una significativa flessione dei dipendenti a tempo indeterminato. In termini destagionalizzati, l'occupazione totale registra una flessione rispetto al secondo trimestre 2009 pari allo 0,5 per cento.


Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni segnala il quinto consecutivo arretramento tendenziale e scende dal 59 per cento del terzo trimestre 2008 all'attuale 57,5 per cento. Nella media del trimestre il numero delle persone in cerca di occupazione continua a salire rispetto ad un anno prima, portandosi a 1.814.000 unità (+18,7 per cento, pari a 286.000 unità). La crescita della disoccupazione riflette il diffondersi dei casi dovuti alla perdita della precedente occupazione. Peraltro, la crescita più contenuta della disoccupazione in rapporto alla caduta dell'occupazione si accompagna ancora una volta ad un incremento dell'inattività (+2,7 per cento, pari a +392.000 unità), dovuto all'attesa dei risultati di passate azioni di ricerca, alla mancata ricerca del lavoro delle donne per motivi familiari e al ritardato ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Nella media del periodo luglio-settembre il tasso di disoccupazione è pari al 7,3 per cento in termini grezzi (era 6,1 per cento nel terzo trimestre 2008) e 7,8 per cento in quelli destagionalizzati (+0,3 punti percentuali rispetto al secondo trimestre).

Ma sulla base dei dati rivisti, in ottobre il numero di occupati si riduce dello 0,1 per cento rispetto a settembre (a fronte della sostanziale stabilità che emergeva nelle stime pubblicate in precedenza), mentre il tasso di disoccupazione risulta pari all'8,2 per cento (un valore superiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quanto pubblicato in precedenza).

La riduzione su base annua dell'offerta di lavoro rilevata nel terzo trimestre riguarda sia la componente maschile (-0,9 per cento, pari a -127.000 unità), sia quella femminile (-0,9 per cento, pari a -95.000 unità). Alla sostanziale stabilità registrata nelle regioni centrali (+0,1 per cento, pari a 5.000 unità) si contrappone la riduzione in quelle settentrionali (-0,4 per cento, pari a -56.000 unità) e soprattutto meridionali (-2,3 per cento, pari a -171.000 unità). In tale area la diminuzione interessa sia l'offerta di lavoro maschile (-1,9 per cento, pari a -90.000 unità), sia quella femminile (-3,1 per cento, pari a -81.000 unità).

Con riferimento alla popolazione in età lavorativa (15-64 anni) il tasso di atti-vità nel terzo trimestre 2009 si posiziona al 62,1 per cento, in discesa di otto decimi di punto rispetto a un anno prima. Alla flessione del livello di attività della componente maschile (dal 74,4 per cento del terzo trimestre 2008 al 73,7 per cento) si associa quella della componente femminile (dal 51,3 per cento al 50,5 per cento). A livello territoriale, alla riduzione del tasso di attività nel Nord e nel Centro si accompagna la più forte flessione nel Mezzogiorno (dal 52,3 al 51,0 per cento) che riguarda sia gli uomini sia le donne.

La caduta tendenziale dell'occupazione sintetizza il sensibile calo della componente maschile (-2,5 per cento, pari a -350.000 unità) e la consistente fles-sione di quella femminile (-1,7 per cento, pari a -158.000 unità). Per entrambe le componenti di genere, e soprattutto per quella maschile, si rileva una marca-ta riduzione dell'occupazione degli italiani (-373.000 e -216.000 unità, rispettivamente per gli uomini e le donne). Con un ritmo sempre più blando prosegue, invece, la crescita dell'occupazione degli stranieri (+22.000 e +58.000 unità rispettivamente).

A livello territoriale, si accentua il restringimento della base occupazionale nel Nord (-2,3 per cento, pari a -274.000 unità in confronto al terzo trimestre 2008), prosegue il calo nel Mezzogiorno (-3,0 per cento, pari a -196.000 uni-tà), mentre nel Centro la riduzione del numero degli occupati è più contenuta (-0,8 per cento, pari a -38.000 unità). Il risultato trova ragione sia nella relativa maggiore crescita tendenziale degli occupati stranieri in questa ripartizione, sia nel sostegno fornito dal settore terziario, in particolare dai servizi alle fa-miglie e da taluni comparti a elevata intensità di lavoro (alberghi e ristoranti, servizi di pulizia, di viglilanza e attività professionali autonome).

(Dires/Roma)

Gli immigrati residenti a Firenze che vogliono avviare un'attività imprenditoriale potranno usufruire, a partire da oggi, della Guida on line per l'imprenditoria straniera, uno strumento che prefettura e camera di commercio hanno messo a punto per orientare il cittadino immigrato che intende muovere i primi passi nel mondo dell'impresa. Alla realizzazione della guida hanno collaborato il comune di Firenze, l'INAIL, Inps, Consiglio notarile, ordine dei commercialisti ed esperti contabili. La guida - tradotta anche in arabo, albanese e cinese e disponibile online - offre informazioni di base e indicazioni per valutare opportunità e rischi della scelta imprenditoriale.


Ampio spazio e dedicato alla voce costi: sono elencate le spese per la costituzione di una società e per l'iscrizione alla camera di commercio, quelle di contabilità, bilancio, dichiarazione dei redditi, nonché i costi previdenziali e assistenziali. Non mancano notizie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sull'igiene dei prodotti con un'attenzione specifica ai settori del manifatturiero e della ristorazione. La guida fornisce inoltre indicazioni in materia di marchi e brevetti. Viene trattato anche il tema ambientale, in particolare lo smaltimento dei rifiuti.

"Il complesso sistema burocratico non agevola l'iniziativa imprenditoriale degli immigrati", ha detto il prefetto di Firenze Andrea De Martino. "Abbiamo promosso la guida per facilitare gli stranieri a fare impresa, un efficace mezzo di integrazione e promozione sociale che stimola la capacità dei cittadini stranieri giunti per lavorare e migliorare le proprie condizioni nel rispetto delle regole".

fonte inail

Abbiamo già scritto al governo per segnalare in modo tempestivo le pesanti ripercussioni che la mancanza di una politica di investimenti sta avendo sull'Istituto. Stiamo perdendo quasi 400 milioni di euro anno a causa dei mancati rendimenti, e questo con un danno evidente non solo per l'INAIL ma per tutte le categorie che l'Ente tutela e rappresenta". Il presidente/commissario straordinario dell'INAIL commenta in questo modo la relazione sul risultato del controllo relativo alla gestione finanziaria dell'Istituto per l'esercizio 2008 della Corte dei Conti. Una relazione caratterizzata da un giudizio estremamente favorevole nei confronti del potenziamento della mission dell'Istituto.


"Nato come Ente previdenziale con funzioni assicurative, l'INAIL è ormai stabilmente votato ad estendere la propria attività, stante l'esubero costante delle entrate contributive e in coerenza con le sue potenzialità organizzative", valutano i magistrati contabili, "non soltanto nella prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, ma anche nella direzione di una 'tutela integrata' dell'infortunato, comprensiva di interventi sanitari e riabilitativi". Scenari ai quali la Corte guarda con favore, poiché "di alta e innegabile valenza sociale e ormai parzialmente confermati da espresse previsioni di legge".

Non manca, tuttavia, la sollecitazione a fare attenzione ai conti, "nella considerazione soprattutto che la presunta 'ricchezza' delle risorse dell'Ente è contraddetta, almeno temporaneamente, da situazioni di disavanzo patrimoniale e disavanzo attuariale che devono prioritariamente essere superate". Quelli del 2008, tuttavia, sono risultati di gestione "decisamente influenzati da fattori di carattere straordinario", è il parere dei magistrati, e che "mal si prestano a costituire termine di paragone per confronti con gli esercizi precedenti o successivi".

"Condivido le considerazioni generali espresse dalla Corte. E del resto il piano industriale dell'Istituto, che prevede un'opportuna integrazione pubblico privato, consentirà certamente di raggiungere gli obiettivi indicati dalla legge anche nell'ambito di un'attenta politica di contenimento dei costi", aggiunge Sartori. "Il mio auspicio è che a breve si possa riconsiderare tutta la strategia patrimoniale dell'INAIL, in un rapporto di forte sinergia col ministero del Lavoro e il ministero dell'Economia. Noi siamo pronti a fare un salto di qualità importante".
 
La Corte dei Conti promuove l'estensione delle attività dell'Ente in materia di tutela integrata degli infortunati. Il presidente/commissario: "Auspico di potere riconsiderare a breve la strategia patrimoniale dell'Istituto"
 
Fonte inail

Il tema delle malattie professionali rappresenta nel nostro Paese un punto di estrema criticità. Molte fonti istituzionali (Commissione del Senato sul fenomeno delle morti bianche, Rapporto annuale Inail 2008) forniscono dati che fanno emergere una gravissima e motivata preoccupazione.

La stessa CGIL, nell’audizione al Senato del 27 novembre 2007 aveva fornito elementi di conoscenza che erano poi stati ripresi nella relazione conclusiva della Commissione. In un recente documento della CISL rimesso in questi giorni al Ministro del Lavoro si calcolano in 8600 casi/anno “i tumori di certa origine lavorativa”.

In questo quadro abbiamo più volte sollecitato un confronto del Governo con le parti sociali sul tema al fine di promuovere un Piano nazionale di prevenzione la cui urgenza appare del tutto evidente. In assenza di questo confronto, cui il Governo si è sempre sottratto, abbiamo reiteratamente sollecitato ed infine ed ottenuto la convocazione in seduta straordinaria della Commissione consultiva ex articolo 6 del Decreto lgs 81/08. In previsione della riunione straordinaria della Commissione Consultiva, che si è tenuta il 24 novembre scorso, abbiamo infine prodotto il documento: “La prevenzione delle malattie professionali: proposte della CGIL per una azione di sistema”.

Tra le principali proposte avanzate dalla nostra Organizzazione vanno richiamate quelle relative alla promozione di una campagna straordinaria sulle “Malattie professionali perdute” , l’adozione e diffusione di una Carta dei diritti dei lavoratori e dei RLS in materia di sorveglianza sanitaria, la definizione dei parametri di rischio per le sostanze pericolose (per le quali il Decreto prevedeva un termine di 45 giorni), l’allestimento di un sito internet espressamente dedicato all’informazione medica per “il pubblico” etc.

Nel corso della riunione la CGIL ha illustrato il proprio documento che ha registrato consensi diffusi nel merito delle singole proposte. In particolare è stata accolta la proposta (non contenuta nel documento) relativa alla promozione di una campagna denominata “Scuola Sicura” per la diffusione di un percorso didattico mirato alla comprensione dei rischi propri degli ambienti scolastici (staticità degli edifici, messa a norma degli impianti di varia natura etc). Si è previsto che il percorso didattico debba concludersi con un vero e proprio report sulla sicurezza sulla base del quale far confrontare gli studenti con le autorità preposte al fine di condividere gli interventi (anche strutturali) per la messa a norma degli edifici scolastici.

Allo stesso modo è stata accolta la proposta relativa al coinvolgimento del Dipartimento delle Pari Opportunità in un progetto che prevede, tra l’altro, la lettura di genere degli adempimenti e degli atti connessi all’attuazione del Testo Unico sulla sicurezza (in allegato la proposta a suo tempo avanzata dalla CGIL e finora rifiutata dal Governo).

Va rilevato che il documento della CGIL è risultato esplicitamente alternativo all’intendimento del Governo di dar vita ad una campagna di informazione mediatica generica ed inconcludente che era stata peraltro duramente contestata da tutte le parti sociali componenti la Commissione che avevano criticato, secondo le parole della stessa Confindustria, “lo sperpero di danaro pubblico”. Le numerose delegazioni imprenditoriali presenti al tavolo non hanno mai preso la parola.

In questo quadro il Governo è stato costretto alla fine ad una forzata marcia indietro riconoscendo la necessità di un approfondimento di merito sull’utilizzo dei 20 mln/€ e sui contenuti (da noi ritenuti inaccettabili e basati in buona sostanza sul concetto di “responsabilità”dei comportamenti dei lavoratori). Tale approfondimento si terrà a fine gennaio, termine rispetto al quale il Governo si è impegnato a non procedere ad ulteriori impegni di spesa.

Le Regioni dal canto loro, accogliendo un invito esplicito della CGIL, si sono impegnate ad avanzare, sulla traccia delle proposte avanzate, specifiche ipotesi di progettazioni esecutive della campagna. In questa prospettiva è nostra intenzione mantenere l’attenzione e la vigilanza sugli orientamenti assunti adoperandoci affinché il Governo non proceda ancora una volta in maniera unilaterale e che gli Enti interessati (Inail ed Ispesl) svolgano coerentemente i compiti sui quali hanno espresso una sostanziale adesione.

Vi chiediamo, vista l’importanza del tema e della valenza sociale e politica che riveste, di assumere, in primo luogo nel rapporto con le Regioni, tutte le iniziative che riterrete opportune dandone comunicazione al Coordinamento nazionale.

Vi terremo naturalmente informati di tutte le novità che dovessero emergere.

Pubblichiamo:

- documento CGIL “La prevenzione delle malattie professionali” proposte della CGIL per un’azione di sistema;


- audizione Senato CGIL ed INCA del 27 novembre 2007;


- documento CISL per la Commissione Consultiva;


- documento CGIL su “Salute e differenza di genere nel lavoro”.

Fonte cgil

Negli ultimi due mesi sono stati 258 i cantieri edili per opere pubbliche e private in tutta la provincia di Avellino controllati dai carabinieri del comando provinciale e dagli ispettori della direzione provinciale del lavoro di Avellino.

Durante i controlli 153 persone sono state denunciate per mancata osservanza delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, per impiego di manodopera irregolare per mancata corresponsione dei contributi previdenziali e per abusi edilizi. Si tratta di direttori dei lavori, imprenditori e responsabili dei cantieri. Durante i controlli sono stati trovati 161 lavoratori su 568 totalmente in nero, altri 201 non avevano un contratto regolare.

Ventisei cantieri sono stati sottoposti a sospensione amministrativa, mentre dieci fabbricati realizzati abusivamente, per un valore di circa 4 milioni di euro sono stati sequestrati. I controlli condotti dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, in collaborazione con il nucleo tutela del lavoro di Roma, erano finalizzati al contrasto delle violazioni sulle norme per la prevenzione degli infortuni, del lavoro nero e degli abusi edilizi.

(AGI) Cli/Dib/Na/Bru

Notizie AIAS

Pubblicato da Lilino Albanese | 13:01 | | 0 commenti »

La sede provinciale AIAS Reggio Calabria e Confagricoltura Reggio Calabria organizzano il Convegno “Salute e Sicurezza in Agricoltura: Il lavoro è vita – La sicurezza è vitale”, il giorno sabato 16 gennaio 2010, alle ore 9.00, presso i l Centro Culturale Polivalente – Comune di VARAPODIO (RC).

La partecipazione è gratuita.
Per motivi organizzativi si prega di confermare la partecipazione iscrivendosi solo on-line entro il 13 gennaio 2010 (cliccare l’icona a fianco della dicitura “Prezzo Evento Gratuito” e procedere con la compilazione del form; per chi non è socio né utente seguire il percorso indicato da “Qualora non fosse ancora socio Aias o un utente del Networkaias, clicchi qui per la registrazione all'area riservata”).

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La Facoltà di Ingegneria dei Processi Industriali del Politecnico di Milano, con il patrocinio di AIAS, organizza il Corso “Sicurezza industriale: tecniche di valutazione del rischio. V Edizione”, dall’1 al 4 marzo 2010, presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano – via Ponzio 34/3 – 20133 Milano.

Per i soci AIAS è prevista una quota di iscrizione ridotta.

Le domande di iscrizione dovranno essere inviate alla Segreteria del corso entro il 15 febbraio 2010:
Francesco Cadini
Dipartimento di Energia
Politecnico di Milano
tel. 02 2399 6355
fax 02 23996309
e-mail francesco.cadini@polimi.it

L’ammissione al corso sarà comunicata entro il 23 febbraio 2010.

Il corso ha un valore di cinque crediti di formazione specialistica del Dottorato di Ricerca in Scienza e Tecnologia delle Radiazioni del Politecnico di Milano.
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La European Academy of Occupational Health Psychology e l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) – Dipartimento di Medicina del Lavoro organizzano la IX Conferenza Internazionale dal 29 al 31 marzo, presso la Pontificia Università Urbaniana – via Urbano VIII, 16 - Roma.

Tutte le informazioni riguardo l’iscrizione, nonché la sede della Conferenza e come raggiungerla, si trovano all'interno della brochure a lato e sono disponibili nei seguenti siti web:

http://eaohp.org/conference.aspx
http://eaohp.ispesl.it

Il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e il Presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori, hanno firmato oggi, a Palazzo d'Orleans, un protocollo di intesa per la realizzazione dell'obiettivo primario della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e del miglioramento della salute e del benessere del cittadino lavoratore.

Il protocollo concretizza una comune attivita' dell'Inail e della Regione in ambito sanitario per la cura, riabilitazione e reinserimento dei lavoratori infortunati e in ambito di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

''Questa intesa e' un traguardo costruito con grande impegno - ha commentato il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo - e rappresenta un primato importante perche' e' il primo accordo di collaborazione di questo tipo sottoscritto in Italia. Sin da subito si dara' attuazione a questo protocollo, supportando una sempre maggiore e piu' incisiva integrazione fra l' Inail e gli operatori delle aziende sanitarie di ogni provincia siciliana. Anche l'assessorato regionale al Lavoro, ovviamente, svolgera' un ruolo importante in questo processo.

L'obiettivo - conclude Lombardo - che ci siamo prefissati, e' quello di assicurare norme e presidi in materia di sicurezza sul lavoro; stiamo mettendo in atto molteplici interventi finalizzati sia alla prevenzione dagli infortuni sia al garantire elevati standard di assistenza, per quanto concerne la riabilitazione''.

dod/rg/bra

(Asca)

Laboratorio Stress e Lavoro

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:52 | | 0 commenti »

Il Laboratorio "Stress e Lavoro", avviato nell’ambito del piano regionale 2004 –2006 e proseguito con il successivo piano triennale 2008-2010 per la promozione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro - DGR VIII/6918 del 2 aprile 2008 -, oltre alla finalità di monitorare e diffondere le esperienze avviate sul tema dello stress lavoro correlato, ha tra gli obiettivi del suo mandato il compito di affrontare le criticità nell’applicazione del D Lgs 81/08, modificato e integrato dal D Lgs 106/09, per la parte concernente l’obbligo di valutazione di questo specifico rischio (Art. 28).


Il Laboratorio ha perciò attivato un gruppo di lavoro, aperto alle forze sociali, con l’aspettativa di pervenire alla formulazione di indirizzi diretti ai datori di lavoro, alle figure esperte del sistema aziendale (RSPP, Medico competente, RLS), ai consulenti esterni, agli operatori dei Servizi territoriali di prevenzione delle ASL e delle Unità operative ospedaliere di Medicina del lavoro, alle Unità Organizzative di Psicologia Clinica Ospedaliere sugli aspetti che registrano delle criticità applicative, in assenza a tutt’oggi di indicazioni nazionali da parte della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro di cui all’art. 6 del D.Lgs. 81/08.

Ai fini della elaborazione del documento, il Laboratorio ha tenuto conto:

- degli esiti degli incontri organizzati dal gruppo di lavoro attivato;

- dei numerosi quesiti avanzati, sia da parte dei datori di lavoro e lavoratori, e loro organizzazioni, sia da parte degli operatori SPSAL e UOOML;

- di quanto è stato prodotto e diffuso da parte di altre Regioni, Organizzazioni sindacali datoriali e dei lavoratori, ASL e società tecnico-scientifiche accreditate.

Sotto il profilo delle finalità del documento, il Laboratorio regionale ha altresì dovuto tenere in conto delle modifiche intervenute con il il D.Lgs.106/09 “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Tali modifiche, entrate in vigore in data 20 agosto 2009, in un momento in cui lavori di predisposizione del presente documento erano già in fase molto avanzata, sono state, in ragione della loro rilevanza, attentamente considerate dal gruppo di lavoro regionale, con l’assunzione dell’impegno di raccordare gli orientamenti qui espressi con quanto emergerà a livello nazionale.


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CHIUSURA PER FESTIVITA’ NATALIZIE


( 24 dicembre ore 13 – 03 gennaio 2010 )

Il Consorzio Infotel resterà chiuso per festività natalizie a partire dal 24 dicembre alle ore 13 fino al 03 gennaio 2010. Le attività riprenderanno completamente a partire da Lunedì 4 gennaio 2010.

Nel ringraziare quanti durante quest’anno hanno scelto i prodotti software e servizi del Consorzio Infotel, la Direzione e lo staff intero augurano a tutti i Clienti un buon Natale e felice Anno nuovo.

Negli ultimi due mesi sono stati 258 i cantieri edili per opere pubbliche e private in tutta la provincia di Avellino controllati dai carabinieri del comando provinciale e dagli ispettori della direzione provinciale del lavoro di Avellino.

Durante i controlli 153 persone sono state denunciate per mancata osservanza delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, per impiego di manodopera irregolare per mancata corresponsione dei contributi previdenziali e per abusi edilizi. Si tratta di direttori dei lavori, imprenditori e responsabili dei cantieri. Durante i controlli sono stati trovati 161 lavoratori su 568 totalmente in nero, altri 201 non avevano un contratto regolare.

Ventisei cantieri sono stati sottoposti a sospensione amministrativa, mentre dieci fabbricati realizzati abusivamente, per un valore di circa 4 milioni di euro sono stati sequestrati. I controlli condotti dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, in collaborazione con il nucleo tutela del lavoro di Roma, erano finalizzati al contrasto delle violazioni sulle norme per la prevenzione degli infortuni, del lavoro nero e degli abusi edilizi.

(AGI) Cli/Dib/Na/Bru

Lista di controllo Carico e scarico manuale di veicoli

Il lavoro di carico e scarico manuale dei veicoli è eseguito in condizioni di sicurezza?

Le operazioni di carico e scarico di veicoli sono sovente causa di infortuni e danni alla salute con conseguenze gravi.

Una situazione dovuta spesso alla mancanza di istruzioni e di attrezzature appropriate.

I pericoli principali per i lavoratori sono:

■ scivolare, inciampare, mettere un piede in fallo, cadere

■ rimanere schiacciati o impigliati

■ danni alla colonna vertebrale, alle articolazioni e alla muscolatura da sollecitazioni eccessive

Con la presente lista di controllo potete individuare meglio queste situazioni di pericolo.

Scarica checklist

Sono sette i criteri di comportamento che dovranno essere applicati alla lettera da aziende e organizzazioni che vorranno fare della Responsabilità sociale d'impresa (Rsi) un impegno vero e non solo un atteggiamento "di facciata". A elaborarli è stato l'Iso (International organization for standardization),che li ha raccolti nelle linee guida delle futura norma Uni Iso 26000, le cui anticipazioni sono state rese note oggi a Roma durante il convegno "Uni Iso 26000: l'identikit dell'azienda responsabile del terzo millennio". Il primo principio è la responsabilità che l'impresa deve assumersi rispetto al suo impatto sulla società e sullo sviluppo, accettando eventuali controlli; il secondo è la trasparenza, in particolare rispetto ai suoi obiettivi di responsabilità sociale e alla provenienza delle risorse finanziarie; il terzo è l'etica: l'obbligo a comportarsi in modo onesto, rispettando le persone e l'ambiente; il quarto è il rispetto degli stakeholders; il quinto il rispetto della legge; il sesto il rispetto degli standard di comportamento internazionali e infine dei diritti umani.

"La Uni Iso 26000 rappresenta un salto di qualità epocale. Gli enti di normazione dei diversi paesi del mondo che decideranno di applicarla si sono fatti carico di indicare gli standard che possono definire l'impresa o l'organizzazione virtuosa, moderna e di maggior successo", ha detto Piero Torretta presidente di Uni. "Un'organizzazione riconosciuta dal pubblico come rispettosa dei diritti umani, dell'ambiente e dei diritti sindacali sarà anche maggiormente considerata sotto il profilo dell'affidabilità. La responsabilità sociale ha, infatti, evidenti riflessi sulla brand reputation, incidendo sul business". In questo particolare momento di crisi economica "bisogna saper scegliere le opzioni che si caratterizzano per la qualità", aggiunge Torretta, "e la responsabilità sociale è una scelta vincente per potersi qualificare rispetto all'offerta. Per far questo è necessario però un cambiamento culturale, cioè una crescita di consapevolezza rispetto a certi valori. Bisogna, quindi, promuovere le soluzioni di qualità e non le scelte più semplici che portano alla compressione del prezzo".

L'elaborazione delle linee guida Iso 26000 ha riunito 400 esperti e 175 osservatori provenienti da 91 paesi in tutto il mondo. "La rappresentanza italiana è stata particolarmente coinvolta in questo lavoro, non solo per quanto riguarda le imprese ma anche per le organizzazioni non profit e le organizzazioni pubbliche", ha sottolineato Alfredo Ferrante, direttore della divisione della Responsabilità sociale delle imprese, presso il ministero del Lavoro. "In futuro dovremo anche avviare un ragionamento su cosa significare la responsabilità sociale per le organizzazioni pubbliche." Ferrante ha poi ricordato gli altri soggetti istituzionali coinvolti nell'elaborazione delle linee guida Uni Iso 26000, la cui pubblicazione avverrà nel 2010: l'INAIL, il ministero dello Sviluppo economico, quello dell'Agricoltura e le Camere i commercio.

"La sicurezza sul lavoro é un tema fondamentale della responsabilità sociale", ha dichiarato, in merito, Lucina Mercadante, della Direzione centrale prevenzione dell'INAIL. "I punti chiave della redazione del documento sono il coinvolgimento, l'applicabilità estesa, la base volontaria, non prevedere un meccanismo di certificazione, non prevedere uno sviluppo secondo un modello di gestione". Non secondario è, infine, il ruolo dei consumatori, soprattutto nella richiesta di criteri validi per l'affidabilità delle imprese. "Il problema dei consumatori oggi è che sono consapevoli dell'incapacità del sistema di produzione e consumo attuale", ha aggiunto Pia Valuta, esperto Uni per le politiche peri i consumatori. "Ci sia aspetta, quindi, un'azione innovativa a livello di sistema e non soltanto un atteggiamento di charity. La richiesta di un cambiamento strutturale è sempre più forte. I consumatori vogliono che questo cambiamento sia inserito nel processo di innovazione dei prodotti. Sono gli stessi principi di cui parla anche il mondo dell'altra economia, e cioè inserire nei meccanismi di produzione anche parametri ambientali e sociali".

(ec/roma)

Il lavoro a progetto è un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, c.d. parasubordinato, la cui prestazione dedotta in contratto è resa nella modalità a progetto.


Una delle caratteristiche principali di tale fattispecie, in quanto lavoro autonomo, è la facoltà, del lavoratore, di gestire autonomamente il suo tempo di lavoro e di determinare, salvo diverse intese col committente, il luogo della prestazione lavorativa che, pertanto, potrà anche essere il proprio domicilio.


Come il lavoro domestico ed il telelavoro, il lavoro a progetto può quindi prevedere come luogo di esecuzione della prestazione dedotta in contratto il domicilio del prestatore di lavoro.


La crescente diffusione di questa modalità di impiego si inscrive pertanto in un più ampio fenomeno di modificazione dei modelli di organizzazione del lavoro e di evoluzione di nuove forme di lavoro autonomo e parasubordinato.


Per le particolari condizioni, oggettive e soggettive, di svolgimento della prestazione, poi, questa fattispecie sembra esporre i lavoratori a peculiari criticità nella gestione della salute e sicurezza, tali da rendere costoro soggetti particolarmente vulnerabili.


A tale vulnerabilità ha cercato di porre rimedio, quanto meno sul piano meramente normativo, il d.lgs. n. 81/2008 che detta, nel nostro ordinamento, una più compiuta disciplina per la gestione della salute e sicurezza nell’ambito di questa tipologia contrattuale, ed in generale con riferimento alle nuove forme di lavoro autonomo e parasubordinato, superando la tradizionale impostazione per cui la normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro era incentrata esclusivamente sulle esigenze di tutela del lavoratore subordinato a tempo pieno e indeterminato della grande impresa.


Nonostante l’intervento legislativo, pare tuttavia persistere un insoddisfacente livello di effettività delle tutele, soprattutto per i collaboratori che svolgono la propria prestazione lavorativa fuori dai luoghi di lavoro del committente.


Silvia Spattini


Per maggiori approfondimenti si rinvia al sito di Adapt: www.adapt.it.

ll Decreto correttivo 106/09 prosegue il processo di complessiva rivisitazione e ammodernamento delle regole della sicurezza iniziato con la legge 3 agosto 2007, n. 123, e proseguito con il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.


Infatti, un fattore determinante per l’abbattimento degli incidenti sul lavoro è la creazione di un modello legale in grado di contrastare efficacemente il rischio di infortuni in ambiente di lavoro. Per tale ragione, il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da un lato, sta procedendo alla predisposizione dei provvedimenti di attuazione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, a completamento del processo di riforma intrapreso, e, dall’altro, ha emanato il decreto 106/09, diretto ad apportare al sistema di norme recentemente introdotto disposizioni correttive utili a migliorarne l’efficacia a fini antinfortunistici.

Il decreto ha quindi la finalità di dare risposta ad alcune delle numerose segnalazioni di criticità emerse nei primi mesi di applicazione del c.d. “Testo Unico” di salute e sicurezza sul lavoro e, al contempo, di migliorare le regole della sicurezza in una ottica che tenda a favorire la chiarezza del dato normativo, quale presupposto essenziale per favorirne la corretta applicazione e la sua effettività in termini sostanziali e non solo formali.

L'ottica è quella del superamento di un approccio meramente formalistico e burocratico al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro prestando maggiore attenzione ai profili sostanziali secondo un approccio al problema per obiettivi e non solo per regole. Innanzitutto, recependo le sollecitazioni provenienti dagli operatori, si è intervenuti sulle disposizioni contenute nel “Testo Unico” che, nei primi mesi di applicazione, hanno generato le maggiori difficoltà operative.

La finalità degli interventi di correzione e semplificazione è quella di rendere i precetti modificati di più agevole applicazione per i soggetti obbligati, sul presupposto che tale condizione rende la disposizione maggiormente esigibile e, in ultima istanza,efficace.

Un primo obiettivo del decreto è, dunque, quello di correggere i molti errori materiali e tecnici presenti nella attuale disciplina, alcuni dei quali suscettibili di avere ricadute gravi sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

In questo modo, si è realizzato il perfezionamento del quadro normativo, che è composto da ben 306 articoli e vari allegati che non sono sempre stati ben coordinati tra loro dando luogo a sovrapposizioni e incertezze interpretative.

Inoltre, si è rivisto l’intero impianto normativo del D.lgs. 81/2008 eliminando ripetizioni o norme sovrabbondanti.

Il focus di questo numero di Io scelgo la sicurezza è dedicato alle principali modifiche introdotte dal D lgs 106 / 09 al Titolo I – Norme generali, al Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili e alle norme relative ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Scarica newsletter n°4 Io scelgo la sicurezza

Sicurnet Cantieri, concepito per la gestione della sicurezza in Cantieri di grandi dimensioni si pone come strumento ideale per gli Studi di Consulenza e Grandi Imprese di Costruzioni.


Gli archivi di base sono a corredo del software, suddivisi per macrosettori (Fabbricati per civili Abitazioni, Opere Stradali, Opere Idrauliche e Cantieri Navali).

Tra le caratteristiche principali:

•Redazione del POS/PSC/PSS

•Archivio di base di fasi lavorative, attrezzature, sostanze, impianti, macchine, opere provvisionali

•Valutazione delle Valutazione delle esposizioni al rumore ai sensi del D. Lgs. 195/06 tramite il calcolo del Lex, 8h livello di esposizione quotidiano e settimanale per le fasi lavorative

•Valutazione Valutazione delle rischi derivanti dall’esposizione alle vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) ed al corpo intero (WBV)

•Redazione e stampa del DVR per le imprese edili

•Redazione del DUVRI Cantiere

•NOVITA’: Modulo CAD per il Layout di Cantiere

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E' uscito il quarto numero della newsletter "Sicurezza e prevenzione" realizzata dal Ministero del Lavoro in collaborazione con la redazione del Sole 24 Ore.


Questo numero realizza un approfondimento sul bilancio di un anno di attività di indagine svolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul la­voro e dà spazio alle testimonianze degli organismi attivi nel sistema di protezione e sicurezza contro gli infortuni sul lavoro.


A cura della Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro, Direzione Generale per l'attività ispettiva e della Direzione Generale per l'innovazione tecnologica e comunicazione.

Perché occuparsi di sicurezza? Perché siamo obbligati? Perché siamo interessati alla salvaguardia della vita e del benessere fisico, psicologico e sociale? Perché il lavoro è un modo per vivere e non per morire?


Si prevedono agevolazioni per tutte le aziende che investono in sicurezza - PREMIO INAIL.

Le aziende, che nel corso dell’anno abbiano effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, possono presentare istanza di riduzione del tasso medio di tariffa INAIL fino al 10%.

Il convegno è l’occasione per presentare un nuovo approccio, un metodo per ripensare la sicurezza ed il modo per entrarci in rapporto.

Potenza 4 Dicembre 2009 - Ore 09:00 Park Hotel Centro Congressi

Con il Patrocino di :

AIAS - PROVINCIA DI POTENZA - UNIVERSITA' DELLA BASILICATA - ORDINE ARCHITETTI DI POTENZA - COLLEGIO GEOMETRI DI POTENZA

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Chiarimenti circa la formazione di lavoratori e RLS fatta senza la collaborazione con gli organismi paritetici. Cosa si intende con “collaborazione”? Quale sanzione è prevista?

A cura di Gerardo Porreca (www.porreca.it).


Risposta

L’obbligo di effettuare la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti in collaborazione con gli organismi paritetici è riportato nell’art. 37 comma 12 del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, contenente il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il quale ha in pratica riscritto, modificandolo in parte, il corrispondente art. 22 del D. Lgs. 19/9/1994 n. 626 sul miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro che, come è noto, è stato abrogato dal citato decreto legislativo.

L’art. 22 comma 6 del D. Lgs. n. 626/1994, infatti disponeva che: “La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti di cui al comma 4 deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'art. 20, durante l'orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori”.Con l’art. 37 comma 12 del D. Lgs. n. 81/2008 l’art. 22 comma 6 del D. Lgs. n. 626/1994 è stato così riscritto:

“La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'articolo 50 ove presenti, durante l'orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori”.
e quindi successivamente lo stesso è stato modificato con il decreto correttivo di cui al D. Lgs. n. 106/2009 così come di seguito indicato:

“La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori”.

E’ facile quindi osservare, confrontando i tre articoli, che le variazioni apportate dal D. Lgs. n. 81/2008 rispetto alla versione originaria dell’art. 22 del D. Lgs. n. 626/1994 hanno riguardato, per quanto riguarda la collaborazione con gli organismi paritetici, dapprima, con il D. Lgs. n. 81/2008, l’introduzione della espressione “ove presenti” e poi, con il D. Lgs. n. 106/2009, di quella “nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro” a chiara indicazione che il legislatore, da un lato ha dovuto prendere in considerazione che in Italia gli organismi paritetici sono presenti in realtà solo in alcune zone ed anche nell’ambito di alcuni settori delle attività lavorativa e dall’altro ha voluto ridimensionare e limitare l’adempimento sia territorialmente che settorialmente. Dall’esame delle disposizioni penali riportate nei tre decreti legislativi citati che si sono succeduti, inoltre, è facile osservare che nessuno di essi ha provveduto a corredare tale “dovere di collaborazione” di una relativa sanzione per gli inadempienti né penale né amministrativa.

Su quello che è da intendere per collaborazione con gli organismi paritetici si è tanto scritto e discusso e nel tempo si è pervenuti alla conclusione, sentito anche il parere di giuristi e di autorevoli esperti in materia, che l’obbligo della collaborazione si deve ritenere assolto portando gli organismi paritetici, competenti per settore e per territorio, semplicemente a conoscenza del percorso formativo che si intende avviare per i lavoratori e per i rappresentanti dei lavoratori e fornendo agli stessi alcune informazioni che riguardano le modalità di svolgimento della formazione stessa (programma, durata, contenuti, sede, numero di lavoratori da formare, nome e qualificazione dei docenti, ecc.).

D’altro canto gli organismi paritetici, che ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettera ee) del D. Lgs. n. 81/2008 sono definiti quali:
“organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l'elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l'assistenza alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;

e che, oltre a poter svolgere direttamente o promuovere l’attività di formazione, secondo quanto indicato nell’art. 51 comma 3 bis del D. Lgs. n. 81/2008, così come integrato dal D. Lgs. n. 106/2009, hanno anche una funzione di assistenza finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, possono intervenire se lo ritengono necessario, dopo aver verificato se la formazione programmata risponda alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia, a fornire ai soggetti formatori indirizzi, consigli e suggerimenti per “correggere” i percorsi formativi. Resta fermo comunque che le eventuali indicazioni dagli stessi fornite, se pure vengono fornite, non sono comunque né vincolanti e condizionanti ai fini dell’attuazione da parte dei soggetti formatori del programma di formazione né tanto meno convalidanti della formazione stessa. Si può dire in pratica che in questa circostanza il “deve” del legislatore assume il valore di un mero consiglio (in una delle bozze che hanno preceduto la pubblicazione del D. Lgs. n. 106/2009 il “deve” era stato sostituito dalla espressione “può”).

Ciò detto e premesso, appare evidente, in risposta al quesito formulato, che il comportamento tenuto dagli ispettori dell’organo di vigilanza non sembra essere stato corretto e conforme alle disposizioni di legge. La mancata richiesta di collaborazione degli organismi paritetici, infatti, come già detto, non costituisce contravvenzione alle norme di sicurezza sul lavoro essendo questa definita, secondo quanto indicato nell’art. 19 comma 1 lettera a) del D. Lgs. n. 758/1994, un reato in materia di sicurezza e di igiene del lavoro punito con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda e, a partire dal 20/8/2009, anche con la sola pena dell’ammenda in applicazione dell’art. 301 del D. Lgs n. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs. n. 106/2009. Il citato inadempimento, pertanto, non può essere oggetto ovviamente di un provvedimento di prescrizione che è finalizzato, in virtù dell’art. 20 dello stesso D. Lgs. n. 758/1994, ad eliminare una contravvenzione accertata. Neanche corretto appare inoltre “equiparare”, così come sembra sia accaduto nel caso del quesito formulato, la mancata richiesta di collaborazione con gli organismi paritetici ad una mancata formazione dei lavoratori e del rappresentante dei lavoratori il cui obbligo è sancito invece nell’art. 37 comma 1 del D. Lgs. n. 81/2008 e la cui inadempienza è punita con l’arresto da 2 a 4 mesi o con l’ammenda da 1200 a 5200 euro a carico del datore di lavoro e del dirigente secondo quanto previsto dall’art. 55 comma 5 lettera c) dello stesso decreto legislativo.

Le contestazioni di contravvenzioni non sono oggetto di ricorso come è invece consentito per gli illeciti amministrativi ma nei casi in cui il destinatario della contestazione non dovesse condividere il provvedimento adottato dagli ispettori nei suoi confronti perché considerato illegittimo può rivolgersi al dirigente dell’ufficio al quale appartengono le unità ispettive e chiedere una revisione del provvedimento e, nel caso tale richiesta fosse rigettata, portare in ultima analisi a conoscenza delle proprie ragioni la Procura della Repubblica alla quale è stata trasmessa la notizia del reato per le eventuali decisioni che la stessa vorrà assumere in merito al proseguimento dell’azione penale.

A cura di Gerardo Porreca (http://www.porreca.it/)

Il Consorzio Infotel vi aspetta al FOSOF di Salerno a partire dal 27 novembre fino a domenica 29 presso il Padiglione X Stand 1 – 4.


Ritorna l’appuntamento con il salone informatico per la provincia di Salerno e come consuetudine il Consorzio Infotel parteciperà all’evento aspettando quanti vorranno visitare lo stand per mostrare loro le ultime novità software ed offrire particolari promozioni per l’acquisto.

Particolarmente importante la giornata di sabato, 28 novembre, nel corso della quale a partire dalle ore 14.00 fino alle ore 16.30 il CONSORZIO INFOTEL ha organizzato un convegno dal titolo “La sicurezza nei cantieri alla luce del D. Lgs. 106/09 ” nel corso del quale saranno presenti personalità di spicco del mondo della sicurezza dall’Ing. PORRECA che affronterà l’argomento relativo alle modifiche introdotte dal D.LGS. 106/09 al Giud. Giuseppe Renato Croce - Magistrato Corte di Cassazione che parlerà degli aspetti civili e penali della sicurezza nei cantieri edili

Tra le principali novità la presentazione del nuovo sistema software “ IMPREDIL ” che permette di risolvere in maniera efficace ed a 360° le problematiche delle imprese. Dalla sicurezza alla fatturazione fino alla gestione e simulazione delle gare d’appalto, IMPREDIL rappresenta la soluzione del CONSORZIO INFOTEL frutto di un’attenta ricerca rivolta alla risoluzione delle problematiche aziendali


Responsabile Marketing e Comunicazione

Consorzio Infotel

Matteo Puppo

Quali sono i contenuti del PIMUS? (Come è fatto?)


L’ALLEGATO XXII del D.Lgs. 81/08 specifica i contenuti minimi del Pi.M.U.S.

Quindi, il progetto va riportato nei casi previsti dall'articolo 133. In ogni caso, così come specificato dall'ALLEGATO XXII deve essere riportato il Disegno (punto 5):

5. Disegno esecutivo del ponteggio dal quale risultino:

5.1. generalità e firma del progettista, salvo i casi di cui al comma 1, lettera g) dell’articolo 132,

5.2. sovraccarichi massimi per metro quadrato di impalcato,

5.3. indicazione degli appoggi e degli ancoraggi.

Contenuti minimi del Pi.M.U.S.


1. Dati identificativi del luogo di lavoro;

2. Identificazione del datore di lavoro che procederà alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio;

3. Identificazione della squadra di lavoratori, compreso il preposto, addetti alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio;

4. Identificazione del ponteggio;

5. Disegno esecutivo del ponteggio dal quale risultino:

5.1. generalità e firma del progettista, salvo i casi di cui al comma 1, lettera g) dell’articolo 132,

5.2. sovraccarichi massimi per metro quadrato di impalcato,

5.3. indicazione degli appoggi e degli ancoraggi.

Quando non sussiste l’obbligo del calcolo, ai sensi del comma 1, lettera g) dell’articolo 132, invece delle indicazioni di cui al precedente punto 5.1, sono sufficienti le generalità e la firma della persona competente di cui al comma 1 dell’articolo 136.

6. Progetto del ponteggio, quando previsto;

7. Indicazioni generali per le operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del

ponteggio ("piano di applicazione generalizzata"):

7.1. planimetria delle zone destinate allo stoccaggio e al montaggio del ponteggio, evidenziando, inoltre: delimitazione, viabilità, segnaletica, ecc.,

7.2. modalità di verifica e controllo del piano di appoggio del ponteggio (portata della superficie, omogeneità, ripartizione del carico, elementi di appoggio, ecc.),

7.3. modalità di tracciamento del ponteggio, impostazione della prima campata, controllo della

verticalità, livello/bolla del primo impalcato, distanza tra ponteggio (filo impalcato di servizio) e

opera servita, ecc.,

7.4. descrizione dei DPI utilizzati nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio e loro modalità di uso, con esplicito riferimento all'eventuale sistema di arresto caduta utilizzato ed ai relativi punti di ancoraggio,

7.5. descrizione delle attrezzature adoperate nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio e loro modalità di installazione ed uso,

7.6. misure di sicurezza da adottare in presenza, nelle vicinanze del ponteggio, di linee elettriche aeree nude in tensione, di cui all’articolo 117,

7.7. tipo e modalità di realizzazione degli ancoraggi,

7. 8. misure di sicurezza da adottare in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche (neve, vento, ghiaccio, pioggia) pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio e dei lavoratori,

7. 9. misure di sicurezza da adottare contro la caduta di materiali e oggetti;

8. Illustrazione delle modalità di montaggio, trasformazione e smontaggio, riportando le necessarie sequenze “passo dopo passo”, nonché descrizione delle regole puntuali/specifiche da applicare durante le suddette operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio (“istruzioni e progetti particolareggiati”), con l’ausilio di elaborati esplicativi contenenti le corrette istruzioni, privilegiando gli elaborati grafici costituiti da schemi, disegni e foto;

9. Descrizione delle regole da applicare durante l’uso del ponteggio;

10. Indicazioni delle verifiche da effettuare sul ponteggio prima del montaggio e durante l’uso

(vedasi ad es. ALLEGATO XIX)

TOSCANA: REGIONE, 4,3 MLN PER CULTURA SICUREZZA SUL LAVORO


Ammontera' a 4 milioni e 300 mila euro lo stanziamento complessivo per il programma con il quale la Regione Toscana intende promuovere, nel 2010, la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro.
 
Lo hanno riferito, alla commissione lavoro del Consiglio regionale, i dirigenti Giacomo Gambino e Gianni Biagi, specificando che 3 milioni (di cui 2,4 milioni di finanziamento statale) finanzieranno il programma straordinario previsto dall'accordo Stato-Regioni. I restanti 1,3 milioni (di cui uno di finanziamento statale) rappresentano uno stanziamento aggiuntivo sul quale la commissione speciale Lavoro, come ha sottolineato il presidente Eduardo Bruno, riflettera' per dare indicazioni di lavoro alla giunta. I finanziamenti saranno assegnati attraverso bandi.
 
fonte asca

CGIL FERRARA - E' disponibile online il periodico "Near Miss" (ovvero MEGLIO PREVENIRE )


Periodico d’informazione a cura dell’UFFICIO AMBIENTE E SICUREZZA della C.D.L.T.-CGIL di FERRARA. Nel sottotitolo la redazione spiega il significato della testata:

"Il titolo “NEAR MISS” in italiano, più o meno “INCIDENTE MANCATO”, dice cosa vogliamo trattare con questoperiodico di informazione: in concreto “tutte” le problematiche inerenti la prevenzione, la tutela della salute, sicurezza e ambiente sul lavoro, dando - nel limite del possibile - un aiuto alle categorie, ma soprattutto ai RLS/RLST della CGIL."


S O M M A R I O

- D.Lgs.81/2008 modificato dal D.Lgs. 106/2009. In vigore dal 20 agosto 2009.

- INAIL: commento e dati dal rapporto annuale 2008.

- Studenti: ogni anno 90.000 si infortunano.

- Qualifiche professionali: standard comune tra ISTAT e INAIL.

- Farsi male caricando le merci.

- Disposizioni antincendio delle strutture Turistico-Alberghiere con oltre 25 posti letto.

IL PERIODICO "NEAR MISS" FORMATO .PDF

E' stata emanata dal ministero del Welfare una circolare in materia di sospensione dell'attività imprenditoriale per carenza di sicurezza nei luoghi di lavoro o per la presenza di lavoratori non regolari.


Con la circolare n.33 del 10 novembre 2009 vengono forniti chiarimenti in ordine alla corretta applicazione del “nuovo” art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008 come modificato dal decreto correttivo n. 106/2009.

La circolare - sottolinea una nota del ministero - rappresenta l’unico documento cui riferirsi per la corretta applicazione del potere di sospensione, giacché sono da ritenersi superate tutte le altre indicazioni fornite nel tempo dallo stesso Ministero in ordine ad una disciplina normativa profondamente innovata.

Fonte: ministero del Lavoro, Salute e solidarietà sociale

Scarica circolare

La delega di funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro conferita ad un direttore di stabilimento va comunicata dopo la sua accettazione a qualche ente o istituto?


RISPOSTA

Per quanto si è a conoscenza non è prevista dalla normativa vigente nessuna comunicazione ad enti o istituti relativa alla delega conferita, ai sensi dell’art. 16 del D. Lgs. n. 81/2008 contenente il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, al dirigente o ad altra figura nell'ambito della propria azienda.

Il documento va conservato fra la documentazione dell'azienda e va esibito all'organo di vigilanza o agli ufficiali di polizia giudiziaria che ne facciano richiesta e che debbano poter individuare i responsabili per una eventuale mancata applicazione in azienda delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

ing Porreca

Salute e sicurezza La Conferenza mondiale sull’amianto che si è tenuta dal primo al 3 ottobre a Taormina, organizzata dall’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) è stata l'occasione per discutere su come intervenire per bonificare e ripristinare i luoghi contaminati, per realizzare le mappature dell'amianto su scala nazionale ed internazionale, per prevenire e/o minimizzare i rischi per la salute e per l'ambiente, ma anche per fornire informazioni in merito alle modifiche legislative nazionali ed internazionali così come sull’avanzamento degli studi epidemiologici in materia.

L'Inca, unico patronato a partecipare, ha avanzato le proprie proposte per contrastare la sottostima delle malattie con tre relazioni che dimostrano come sia necessario, per condurre una adeguata politica sia di tutela che di prevenzione, che i dati che vengono raccolti per motivazioni diverse siano messi in rete e vengano intrecciati fra di loro ed in particolare con quelli provenienti da altri sistemi di registrazioni ed in particolare da quelli provenienti dai Registri Mesoteliomi.


ont cgil

Nuovi spazi e locali piu' grandi per i 16 laboratori specialistici. Un punto di riferimento di qualita' per la ricerca scientifica a supporto della sicurezza sui luoghi di lavoro. Un rinnovato centro di eccellenza e di ricerca al servizio della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro. A quasi dieci anni dalla sua apertura, sara' inaugurata venerdi' 6 novembre la nuova struttura del Centro Ricerche dell'Ispesl a Lamezia Terme, ubicata nella Zona Industriale ex Sir della cittadina calabrese. La cerimonia di inaugurazione avra' inizio alle 11, con gli interventi del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, del commissario straordinario dell'Ispesl, Antonio Moccaldi, del direttore generale dell'Ispesl, Umberto Sacerdote, del sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, del parlamentare europeo Mario Pirillo, del direttore scientifico, Roberta Curini, e del referente tecnico del Centro Ricerche, Francesco Gionfriddo. Alle 13 e' previsto il taglio del nastro, alla presenza del vescovo di Lamezia Terme monsignor Luigi Cantafora. Istituito nel 1997 attraverso un protocollo di intesa siglato con la Regione Calabria, il Centro rappresenta oggi un punto di riferimento altamente strategico nell'Italia meridionale per tutto cio' che riguarda l'assistenza, la consulenza e la formazione nell'ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro. Unica struttura dell'Istituto nel Sud Italia, il Centro Ricerche e' costituito da 16 laboratori (chimico-fisico-biologici), alcuni dotati anche di unita' mobili, in grado di effettuare ogni tipo di monitoraggio, campionamento e analisi nei settori industriali, agricoli, della piccola e media impresa, del terziario.


L'ampliamento dei locali, reso possibile grazie all'accordo di programma stipulato con la Fondazione Terina, ha consentito di razionalizzare gli spazi operativi destinati alla ricerca, alla struttura amministrativa ed ai servizi offerti all'utenza, tra i quali vanno sottolineati la consulenza e la formazione, consentendo di creare una struttura moderna, snella e flessibile, in grado di operare con competenza ed efficienza a tutela della salute dei lavoratori. La realizzazione di nuovi laboratori, di un'attrezzata e moderna sala formazione, di una biblioteca in grado di garantire un enorme supporto informativo attraverso la messa a disposizione di materiale documentale permetteranno al Centro Ricerche ISPESL di Lamezia Terme di compiere un vero e proprio salto di qualita' nello studio e nella prevenzione di uno dei problemi piu' sentiti di oggi: la sicurezza sul lavoro. L'Ispesl, che ha lavorato attivamente alla redazione del nuovo testo unico in materia, ha tra i suoi compiti anche quello di fornire gli elementi e le indicazioni necessarie per un sicuro svolgimento delle attivita' lavorative in grado di evitare incidenti che possano provocare danni, talora anche mortali, dei soggetti interessati. Oltre agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale, alle Regioni, alle Province, ai Comuni e alle strutture periferiche dello Stato, il Centro Ricerche si rivolge anche a soggetti privati, in particolare alle piccole e medie imprese. Costituisce, inoltre, anche una grande opportunita' di lavoro e di specializzazione per ricercatori e personale amministrativo locale, presentando il volto della Calabria che vuole decollare e che desidera mostrare l'esistenza sul territorio di punti di eccellenza di altro profilo tecnico-scientifico. La partecipazione alla cerimonia di inaugurazione di venerdi' 6 novembre di tutti i direttori dei dipartimenti Ispesl delle Regioni del Sud, oltre che dei vertici dell'Istituto, delle autorita' locali e del presidente Loiero, sta ad indicare l'importanza che riveste l'appuntamento soprattutto per le prospettive che si intendono aprire per l'avvenire. Il Centro Ricerche di Lamezia Terme punta infatti ad essere una struttura di riferimento per la risoluzione di alcuni questioni di rilievo quali l'inquinamento delle acque, del suolo e dell'aria .
 
agi

Un committente vuole affidare dei lavori ad un lavoratore autonomo, il quale afferma che in seguito, nel succedersi delle fasi di lavoro, subappalterà ad altre imprese e lavoratori autonomi gli scavi e le opere di carpenteria.


Il committente come può verificare l'idoneità dell'impresa (in questo caso il lavoratore autonomo) alla quale affida i lavori in merito al possesso di capacità organizzative, disponibilità di forza lavoro, macchine a attrezzature in riferimento alla realizzazione dell'opera? Ed il lavoratore autonomo deve verificare a sua volta l'idoneità delle imprese esecutrici subappaltatrici?

RISPOSTA


L’obbligo da parte del committente della verifica della idoneità tecnico professionale sia delle imprese che dei lavoratori autonomi che sono chiamate ad operare nei cantieri temporanei o mobili è riportato nell’art. 90 comma 9 lettera a) del D. Lgs. n. 81/2008, contenente il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, mentre le modalità della verifica della idoneità tecnico professionale stessa sono indicate nell’Allegato XVII dello stesso D. Lgs.

L’art. 90 comma 9 lettera a) aggiunge, inoltre, che nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno ed i cui lavori non comportino dei rischi particolari indicati nell’allegato XI dello stesso D. Lgs. n. 81/2008, il requisito della verifica tecnico professionale si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi, come nel caso di cui al quesito, del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva, corredati da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’Allegato XVII.

Nel caso in cui le imprese o i lavoratori autonomi facciano poi ricorso ad altre imprese o lavoratori autonomi ai quali trasferiscono parte o tutti i lavori avuti in appalto le imprese o i lavoratori autonomi appaltanti assumono nei confronti delle ditte subappaltatrici la veste di subcommittenti e quindi a loro carico sorgono, ai sensi del comma 3 dell’Allegato XVII, gli stessi obblighi posti a carico del committente ed in particolare quello di verificare la idoneità tecnico professionale delle ditte subappaltatrici e con le stesse modalità di cui al medesimo Allegato XVII.

ing. Porreca

Il 16 settembre 2009 è stata pubblicata la seconda direttiva particolare n. 2009/104/CE del parlamento europeo e del consiglio relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro che sostituisce la direttiva 89/655/CEE, ed è una versione codificata della stessa (un testo vigente quindi, di cui non è previsto un recepimento specifico).



DIRETTIVA PARTICOLARE DEL PARLAMENTO EUROPEO num. 2009/104/CE - (802 KB)

Decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche e integrazioni - Precisazioni La Direzione generale per l'attività ispettiva e la Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro, rendono disponibile, on line, la Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009 concernente l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 90, comma 11, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche e integrazioni.


il punto cruciale della circolare, qui riportato, è: nell’ipotesi di cui all’articolo 90 comma 11, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori deve essere nominato contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, in modo da consentire la piena realizzazione di tutti i compiti connessi al ruolo di coordinatore della progettazione, anche nei casi in cui tale ruolo ( di coordinatore della progettazione) venga svolto dal coordinatore per l’esecuzione


Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009 (fonte ministero del lavoro)

La sicurezza nei luoghi di lavoro così come la previsione di un sistema coordinato di vigilanza e controllo del lavoro rappresentano obiettivi strategicidegli interventi di salute pubblica ed aziendale.


Perché occuparsi di sicurezza? Perché siamo obbligati? Perché siamo interessati alla salvaguardia della vita e del benessere fisico, psicologico e sociale? Perché il lavoro è un modo per vivere e non per morire? Probabilmente tutte queste cose. Il problema è: come mettere in discussione questi temi? Come renderli un interesse e non un adempimento?

Si prevedono agevolazioni per tutte le aziende che investono in sicurezza - PREMIO INAIL. Le aziende, che nel corso dell’anno abbiano effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, possono presentare istanza di riduzione del tasso medio di tariffa INAIL fino al 10%. Il convegno è l’occasione per presentare un nuovo approccio, un metodo per ripensare la sicurezza ed il modo per entrarci in rapporto.

Le linee guida saranno rappresentate dall’applicazione della nuova normativa (D. Lgs. n° 81 del 09 Aprile 2008 e D.Lgs 106/09) in tema di misure di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, gli obblighi, le responsabilità previste, premi INAIL i sistemi informativi integrati per la Gestione della Sicurezza Luoghi di Lavoro e Cantieri.

Roma, c/o EXPOEDILIZIA Centro Congressi – Pad. 10 - Sala E 14 Novembre 2009 - Ore 9:00

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