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Per il 2008 sono oltre 270mila i "fantasmi" nei cantieri italiani e 4,35 miliardi di euro il totale dell’evasione ed elusione contributiva. Queste le stime fornite dalla Fillea Cgil in una nota del suo segretario generale Walter Schiavella. “L’impianto deregolativo del piano per l’edilizia, le recenti modifiche al Testo Unico sulla sicurezza, la direttiva ministeriale che taglia per il 2009 le attività di controllo, con una riduzione di 17 mila ispezioni, il rischio di depotenziamento del Durc, strumento che ha permesso negli ultimi due anni di far emergere dal nero oltre 200mila lavoratori dell’edilizia, sembrano rispondere – afferma Schiavella - ad una unica strategia: destrutturate ancor più un settore già oggi pesantemente segnato da illegalità, lavoro nero, evasione ed elusione contributiva, mancanza di sicurezza".

Il rischio concreto, a suo giudizio, è l’attenuazione dei controlli e la crisi "facciano aumentare l’area dell’elusione e dell’evasione contributiva, come sembrano dimostrare i dati delle Casse Edili in questi primi tre mesi". L'edilizia può favorire la ripresa, a suo giudizio, ma "solo se si punta al rafforzamento delle regole, alla crescita del sistema di impresa nella direzione della qualità e dell’innovazione, al rafforzamento dei diritti, delle tutele e della sicurezza, alla sostenibilità sociale ed ambientale, alla crescita degli investimenti in bioedilizia e risparmio energetico.”

Nel piano casa attualmente in discussione, quindi, sono accettabili il bonus edificatorio per le costruzioni a risparmio energetico e la volontà di semplificare le procedure, ma "quello che non va assolutamente bene è la deregolazione che può nascondersi in quelle norme e, soprattutto, l’assenza di qualsiasi riferimento alla regolarità del lavoro, certificata ad esempio dal Durc per congruità, come condizione per avere accesso ai benefici". E' mancato, inoltre, qualunque forma di confronto con le organizzazioni sindacali sui temi della sicurezza e regolarità.

"Quante abitazioni potrebbero essere realizzate - si chiede Schiavella - se si intervenisse in modo serio sull’evasione contributiva nel settore dell’edilizia?". Le difficoltà non si superano con la deregolamentazione selvaggia e lo sfruttamento, conclude, "noi pensiamo che ci sia un altro modo di uscire dalla crisi, nel segno della qualità e del rispetto del lavoro e dell’ambiente".


Secondo quanto disposto da una recente circolare dell'INAIL l'operazione deve essere svolta utilizzando la nuova procedura online accessibile attraverso Puntocliente

L'INAIL chiarisce gli obblighi dei datori dei lavoro e dei dirigenti per la comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza . La procedura on-line sarà accessibile dal sito dell'Istituto attraverso Punto Cliente.

La comunicazione all'INAIL dovrà riferirsi ad ogni singola azienda, o unità produttiva in cui l'azienda è articolata, e andrà effettuata entro il 31 marzo di ogni anno. Solo per il 2009, pochè si tratta della prima applicazione di nuove norme e procedure, la scadenza è fissata al 16 maggio, e i nominativi trasmessi devono "fotografare" la situazione in essere al 31 dicembre 2008.

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 47 del Testo Unico) è eletto o designato dai lavoratori: nelle aziende in cui tale designazione non sia stata effettuata, il datore di lavoro ovviamente non dovrà procedere ad alcuna comunicazione.

Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l'azienda potrà semplicemente confermare la situazione già comunicata; diversamente, dovrà procedere ad una nuova segnalazione.

Circolare n. 11 del 12 marzo 2009

Organo: DIREZIONE GENERALE - Direzione Centrale Prevenzione
Documento: Circolare n. 11 del 12 marzo 2009
Oggetto: Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: comunicazione nominativi1.

Quadro Normativo

• Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 :”Attuazione dell'art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Art. 18 :”Obblighi del datore di lavoro e del dirigente” Art. 47 :”Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” Art. 55 :” Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente”

PREMESSA

Sentite la Direzione Generale dell'attività ispettiva e la Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, si provvede ad emanare una circolare per fornire chiarimenti in ordine agli adempimenti posti a carico dei datori dei lavoro e dei dirigenti ai fini della comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.



NORMATIVA DI RIFERIMENTO: Precisazioni

L'art. 18, comma 1, lettera aa) del Decreto legislativo n. 81/2008 stabilisce:

Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all'art. 3 e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono comunicare annualmente all'INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

L'art. 47 stabilisce i criteri e le modalità di elezione e designazione dei suddetti Rappresentanti nelle aziende e/o nelle unità produttive.

Rientrano pertanto nell'obbligo di comunicazione i datori di lavoro ovvero i dirigenti - se tale compito rientra nelle competenze attribuite loro, nell'ambito dell'organizzazione, dal datore di lavoro - di qualsiasi settore privato e pubblico (art. 3, comma 1).

Sono esclusi da tale obbligo le Amministrazioni e gli Istituti espressamente enunciati dall'art. 3, 2°comma ed al riguardo si esprime riserva di dare indicazioni, in considerazione del rinvio alla emanazione di Decreti attuativi contenuta nella disposizione succitata.

TERMINI E MODALITA' DELLE COMUNICAZIONI

La comunicazione all'INAIL, a cadenza annuale, deve essere effettuata per la singola azienda ovvero per ciascuna unità produttiva in cui si articola la azienda stessa nella quale opera/no il/i Rappresentante/i e deve riferirsi alla situazione in essere al 31 dicembre dell'anno precedente.

L'INAIL ha predisposto una apposita procedura per la segnalazione in oggetto, procedura on line accessibile dal sito dell'Istituto attraverso Punto Cliente.

L'inserimento in procedura potrà essere effettuato fino al 31 marzo di ciascun anno; in sede di prima applicazione la scadenza della comunicazione per il 2009 (che esprime la situazione in essere al 31 dicembre 2008) è fissata al 16 maggio 2009.

Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l'utente avrà la possibilità di confermare la situazione già presente in archivio; altrimenti dovrà procedere ad una nuova segnalazione.

ISTRUZIONI OPERATIVE PER L'ACCESSO ALL'APPLICAZIONE DICHIRAZIONE RLS E MODALITA' DI INSERIMENTO.

Aziende e pubbliche amministrazioni assicurate INAIL

Le aziende o le amministrazioni pubbliche soggette all'obbligo assicurativo INAIL che non abbiano ancora provveduto ad effettuare la registrazione al sito www.inail.it devono:

1. collegarsi al sito www.inail.it ;

2. selezionare Registrazione ;

3. accedere alla sezione Registrazione ditta;

4. inserire nell'apposita maschera il Codice Utente ed il PIN1

L'INAIL provvederà ad inviare a mezzo posta alla ditta un PIN2 che, unito al PIN1, darà origine alla password provvisoria per il primo accesso al sito.

Dopo aver effettuato il primo accesso ai Servizi di Punto Cliente, inserito i dati relativi al responsabile dei servizi telematici dell'azienda ed aver personalizzato la password, la ditta potrà accedere all'applicazione Dichiarazione RLS.

Per le aziende e le amministrazioni pubbliche soggette all'obbligo assicurativo INAIL che siano già registrate, effettuando l'accesso ai Servizi di Punto Cliente, potranno visualizzare la procedura Dichiarazione RLS .

Aziende e pubbliche amministrazioni non assicurate INAIL

Il titolare o il delegato della ditta/pubblica amministrazione - non presente nella nostra Banca dati in quanto non assicurato INAIL - deve effettuare la registrazione sul sito dell'Istituto come di seguito specificato:

1. collegarsi al sito www.inail.it ;

2. selezionare Registrazione ;

3. accedere alla sezione Registrazione utente generico;

4. compilare con i suoi dati la maschera "Registrazione utente generico" specificando se si tratta di azienda non soggetta all'assicurazione INAIL o amministrazione non soggetta ad assicurazione INAIL e, infine, cliccare su "SALVA".

L'utente che si è registrato riceverà all'indirizzo e-mail che ha indicato nella maschera "Registrazione utente generico" un messaggio con l'indicazione di una password.

Con il proprio codice fiscale e la password, l'utente entrerà sul sito www.inail.it in "Punto Cliente", dove selezionerà la funzione “Ditte non INAIL” – “Anagrafica” (Nuova ditta) compilerà una maschera con tutti i dati anagrafici della Ditta.

A questo punto, verrà attribuito alla Ditta il numero di "Codice Cliente" ed un numero di pin (4 cifre).

Qualora il titolare o il delegato della Ditta abbia difficoltà ad eseguire le sopraindicate operazioni, può rivolgersi ad una qualsiasi Sede dell'Istituto. Sarà l'operatore della Sede che, sostituendosi al datore di lavoro, effettuerà tutto il percorso sopra riportato fino all'attribuzione del numero di "Codice Cliente" e del pin. Naturalmente, l'operatore Inail dovrà indicare nella schermata "Registrazione utente generico" il proprio indirizzo e-mail (es.: m.rossi@inail.it).

Consulenti del lavoro

Quando il datore di lavoro decida di non curare direttamente o a mezzo di propri dipendenti l'inserimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, può affidare l'incarico ad un Consulente del lavoro.

In questo caso se il consulente del lavoro è già autorizzato all'accesso su "Punto Cliente", avrà la possibilità di procedere all'inserimento degli RLS, per i clienti in delega, senza effettuare altre operazioni; se la ditta/pubblica amministrazione non è ancora inserita nelle deleghe del consulente del lavoro, perché non soggetta ad INAIL, il consulente medesimo potrà effettuare le operazioni di registrazione per conto della ditta/pubblica amministrazione come sopra descritto.

Se la ditta/pubblica amministrazione ha già effettuato la registrazione, può fornire al Consulente del lavoro il Codice cliente ed il codice PIN per gli adempimenti di cui sopra.

Nel momento in cui siano state effettuate le operazioni di registrazione e conseguentemente si possiede un Codice Cliente, si potra' selezionare l'applicazione DICHIARAZIONE RLS per procedere alla comunicazione oggetto della presente circolare con le informazioni e secondo le modalità che seguono:

UNITA' PRODUTTIVA

PROGRESSIVO UNITA' PRODUTTIVA

DENOMINAZIONE

INDIRIZZO

COMUNE

PROVINCIA

CAP

DATI ANAGRAFICI RAPPRESENTANTI PER LA SICUREZZA

CODICE FISCALE

COGNOME

NOME

DATA INIZIO INCARICO (ai fini del monitoraggio della cadenza temporale delle nomine)

Se ci sono più unità produttive la procedura consente l'attivazione di più maschere e conseguentemente i dati relativi al RLS devono essere indicati con riferimento all'unità in cui opera.

Terminato l'inserimento ed effettuato l'invio da parte dell'utente, la procedura registra in archivio i dati comunicati storicizzandoli e rilascia all'utente stampa della ricevuta della comunicazione, anche ai fini della esibizione in caso di accesso da parte degli organi vigilanti, competenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

Per quanto riguarda l'inoltro della dichiarazione, come già detto in precedenza, l'accesso ai Servizi di Punto Cliente è riservato alle Aziende e ai Delegati delle Aziende (Consulenti del Lavoro, ecc.). Qualora si utilizzi il meccanismo delle subdeleghe, i subdelegati potranno inserire tutti i dati relativi ad una o più unità produttive ma l'avvio iniziale e l'inoltro finale della dichiarazione potranno essere effettuati unicamente dall'utenza principale.

MODIFICA DEI DATI

Qualora l'utente ritenga di dover modificare alcuni dati dopo aver inviato la comunicazione, utilizzerà l'apposita funzione modifica .

Il sistema prevede che tale operazione sia chiusa entro 5 giorni dall'apertura. Scaduto tale termine il sistema chiude automaticamente la richiesta di modifica e conserva la registrazione della comunicazione preesistente. Pertanto per produrre effetti di modifica la richiesta dovrà essere riproposta.

SANZIONI

L'art. 55 del Decreto legislativo n. 81/2008 prevede, in caso di violazione dell'art. 18 comma 1, lettera aa) del medesimo Decreto, una sanzione amministrativa pecuniaria di €. 500,00.

Qualora per problemi tecnici l'inserimento non potesse avvenire on-line, si potrà inviare eccezionalmente la segnalazione di cui trattasi al fax 800 657 657 - utilizzando il modello predisposto che può essere richiesto presso le Sedi dell'Istituto o scaricato dal sito dell'INAIL: www.inail.it .

In considerazione dell'esigenza di normalizzazione delle comunicazioni e' necessario che coloro che prima dell'emanazione della presente circolare hanno inviato le segnalazioni tramite posta o fax, provvedano alla comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, utilizzando il format e la relativa procedura on-line.


IL DIRETTORE GENERALE



_____________________________
1. Decreto legislativo del 9 aprile 2008 n. 81, art. 18, comma 1, lettera aa).

Cassazione Penale, Sez 4, 12 febbraio 2009, n. 6195 - Omessa formazione e prassi pericoloseResponsabilità di un datore di lavoro per infortunio a suo dipendente - Sussiste.
Rinvenuti in primo e secondo grado profili di colpa del datore di lavoro "nell'avere egli omesso di istruire adeguatamente il lavoratore circa le proprie mansioni e le modalità d'uso della macchina alla quale era stato destinato, nonchè circa i rischi connessi all'uso della stessa. L'obbligo di formazione, peraltro, è stato ritenuto ancora più doveroso nel caso di specie, poichè la vittima era un giovane inesperto, assunto da soli tre mesi con contratto di formazione lavoro, che aveva finito con l'apprendere "sul campo" la natura delle proprie mansioni, sulla base delle indicazioni dei colleghi anziani.
Ulteriore profilo di colpa è stato rinvenuto nell'avere l'imputato tollerato la prassi consolidata che prevedeva l'accesso alla linea di produzione, superando le protezioni, con la macchina in movimento."
La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato riconoscendolo responsabile di "non aver vigilato per assicurare il rispetto di quelle prescrizioni" (sull'utilizzo della macchina in sicurezza), "se non di avere quantomeno tollerato una pericolosa prassi aziendale, ed ancora, di non avere adeguatamente curato la formazione professionale del lavoratore infortunato."

Modifica d lgs 81

Pubblicato da Lilino Albanese | 21:20 | , | 1 commenti »

Multe più leggere per le imprese, in alcuni casi più che dimezzate; eliminazione dell'ipotesi dell'arresto a favore di un sistema che privilegi l'applicazione di sanzioni pecuniarie; rimodulazione degli obblighi per il datore di lavoro: sono alcune delle principali novità introdotte dal nuovo Testo unico in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (Dlgs), anticipato dall'ApCom. Secondo l'agenzia, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, lo presenterà in Consiglio dei ministri già la prossima settimana.

Tuttavia il ministero del Welfare ha smentito le notizie diffuse dall'ApCom: "In relazione a notizie di agenzia relative a bozze sulle correzioni al testo unico sulla sicurezza sul lavoro - si legge in un comunicato diffuso dal ministero - il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali precisa che non esiste un testo definito di decreto delegato correttivo, essendo ancora in corso l'attività di redazione del testo stesso. Tanto che alcune indiscrezioni riportate dalle agenzie sono già superate da successive elaborazioni, ancorchè non definitive".

Le disposizioni "integrative e correttive" alla legge numero 123 del 3 agosto e i provvedimenti di attuazione del decreto legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, "ideale completamento del processo di riforma intrapreso", come si legge nella relazione di accompagnamento, sono raccolti in un nuovo testo che, compresi gli allegati al decreto legislativo, conta oltre 170 articoli. Il Testo Unico dovrebbe entrare in vigore a fine luglio.

Rispetto alla versione originaria dei due recenti testi di legge, approvati lo scorso anno, e in particolare rispetto alle nuove sanzioni introdotte, il governo, nella relazione di accompagnamento al ‘decreto correttivo', osserva che "non è certo introducendo la sanzione dell'arresto che si realizza l'obiettivo di innalzare i livelli di tutela negli ambienti di lavoro".

L'esecutivo si propone, pertanto, di "eliminare le ipotesi del solo arresto a favore di un sistema che privilegi l'applicazione di sanzioni che prevedono l'alternativa tra arresto e ammenda e alle quali si applica la procedura della prescrizione obbligatoria ex dlgs n. 758/1994, La quale opera in funzione prevenzionistica permettendo al soggetto inottemperante di regolarizzare le condizioni di tutela degli ambienti di lavoro usufruendo, in caso di corretto adempimento dell'ordine impartito dall'organo di vigilanza, della possibilità di pagare un'ammenda ridotta rispetto al massimo edittale".

In sostanza, risulterà assai più difficile effettuare l'arresto, anche per i casi di aziende ad elevato rischio industriale, quelle sottoposte alla direttiva Seveso. Per esempio: centrali termoelettriche, impianti e installazioni dove è presente il rischio di radiazioni ionizzanti, fabbriche di esplosivi, miniere con più di 50 addetti, case di cura e ricovero con oltre 50 addetti, cantieri temporanei con più di 200 uomini-giorno e attività che espongono a gravi rischi biologici, ad agenti cangerogeni e all'amianto.

L'articolo 31 del nuovo testo, che sostituisce l'art. 55 del precedente ("sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente"), alleggerisce di parecchio le multe: quelle relative al primo comma passano da 5-15mila a 2.500-6.400 euro, quelle del terzo comma a carico del datore di lavoro, che si riferiscono al documento di valutazione del rischio, si riducono da 3-9mila a 2.000-4.000mila euro.

Tra le novità del nuovo testo c'è il potenziamento della ‘bilateralità'. Viene cioè introdotto un nuovo comma all'articolo 2 con il quale "si esprime - si legge nella relazione del ministero - il principio in forza del quale la corretta attuazione delle norme tecniche e delle buone prassi costituisce una presunzione di conformità rispetto alle previsioni di corrispondente contenuto in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Eguale presunzione assiste la certificazione dell'adozione di modelli di organizzazione e gestione della sicurezza" ad opera delle commissioni di certificazione istituite presso gli enti bilaterali e le università. In pratica, gli enti bilaterali potranno certificare che le norme in azienda sono ben applicate andando, così, verso una sorta di privatizzazione di funzioni più strettamente pubbliche.

Il nuovo testo propone poi una riscrittura dell'articolo che regola la sospensione dell'attività imprenditoriale "in modo da eliminare - si legge ancora nella relazione - una serie di problemi operativi. In particolare, eliminare qualsiasi discrezionalità nell'adozione del provvedimento sanzionatorio e di rendere attuale, dopo l'abolizione dei libri matricola e paga, il parametro relativo al lavoro irregolare".

Viene, inoltre, eliminato il riferimento alla "reiterazione" sostituito dal concetto di "plurima" violazione, articolata in una pluralità contestuale di almeno tre gravi violazioni o, in alternativa, della ripetizione in un biennio di un'identica grave violazione. "La sanzione che colpisce l'imprenditore che non osservi il provvedimento di sospensione - sottolinea la relazione - viene trasformata in una sanzione che prevede non più l'arresto, ma l'alternatività dell'arresto e dell'ammenda".

Ulteriori novità riguardano anche la redazione del Duvri, il documento unico di valutazione dei rischi da interferenza delle lavorazioni. Secondo l'esecutivo, il Duvri dovrà essere "correlato all'esistenza di un contatto rischioso tra le lavorazioni" e, quindi, non si applicherà "alle mere forniture di materiali, ai servizi di natura intellettuale e ai lavori la cui durata non sia superiore ai due giorni", a meno che non sussistano rischi da interferenza derivanti dalla presenza di agenti chimici, cancerogeni, biologici ed esplosivi. Questo, in concreto, si traduce in una riduzione di costi e oneri per le imprese.

Fonte Repubblica.it

Diffondere la cultura della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, fare acquisire la consapevolezza e promuovere attraverso la formazione il cambiamento nei comportamenti di lavoratori e datori di lavoro: sono gli obiettivi del Piano straordinario della formazione per la sicurezza, approvato questa mattina nel corso della prima seduta di insediamento del Comitato regionale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al quale hanno preso parte il presidente della Regione Vasco Errani e gli assessori regionali alla Sanità Giovanni Bissoni, al Lavoro Giovanni Sedioli e al Territorio Gian Carlo Muzzarelli.


“L’obiettivo del Comitato – ha spiegato Errani – è l’integrazione tra le diverse competenze in tema di sicurezza. E’ importante che tutti i soggetti coinvolti, imprese, organizzazioni sindacali e tutti gli enti preposti a funzioni di controllo, costruiscano strategie comuni per raggiungere il risultato di ridurre e abbassare il più possibile gli incidenti, ma anche i rischi per la salute che possono e debbono essere ridotti. Il problema degli infortuni sul lavoro ed in particolare di quelli mortali – ha continuato Errani - è un problema culturale che deve essere affrontato in modo incisivo, tanto più ora che ci si trova in un periodo di crisi dell’economia. Ma proprio per questo non si possono fare passi indietro. Per questo è necessario individuare nuove strategie e non avere paura di innovare”.

Il Piano straordinario della formazione per la sicurezza, elaborato in base all’accordo raggiunto nella Conferenza Stato-Regioni, individua nella formazione una importante leva di cambiamento dei modelli culturali per migliorare la qualità delle condizioni di lavoro, intese in un senso ampio, comprendendo anche la promozione del benessere psico-fisico dei lavoratori e il miglioramento della qualità della vita lavorativa.
I corsi previsti dal Piano verranno realizzati dai soggetti accreditati del sistema formativo, avranno una durata di 16 ore (più eventuali moduli aggiuntivi di lingua italiana per i lavoratori stranieri) e utilizzeranno metodologie didattiche attive, con particolare attenzione ai processi di valutazione, prevenzione e gestione dei rischi.
I destinatari degli interventi formativi saranno prioritariamente le categorie più deboli, quali i lavoratori stranieri e i lavoratori stagionali del settore agricoli, ma anche gli imprenditori delle piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi e parasubordinati, che operando in organizzazioni di piccole dimensioni non usufruiscono spesso di specifici interventi formativi. Destinatari saranno anche i giovani con meno di due anni di esperienza lavorativa, le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza, oltre ai presidi e ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e docenti della formazione professionale.

Il Comitato regionale di coordinamento
E’ composto, oltre che dalla Regione, da Inail, Inps, Direzione regionale del lavoro, Vigili del fuoco ed altre pubbliche amministrazioni coinvolte per le loro specifiche competenze in tema di promozione della salute e della sicurezza del lavoro. Partecipano inoltre al comitato le organizzazioni sindacali del lavoratori e dei datori di lavoro.
Integrare le competenze della pubblica amministrazione per rendere più efficace l’attività di vigilanza e per diffondere la cultura della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, semplificare le procedure burocratiche e promuovere la qualificazione delle imprese sono gli obiettivi che il Comitato ha discusso questa mattina. Potenziare l’attività di vigilanza ed integrare le competenze dei diversi enti costituisce uno degli obiettivi del Comitato. Le aziende controllate lo scorso anno in questa Regione sono state 8.895, cifra che corrisponde all’8% del totale. Il Comitato si propone di incrementare i controlli incrementandoli di un punto percentuale nell’anno corrente e di un altro nel 2010.
Ogni ente competente in materia deve svolgere il proprio ruolo, ma deve al contempo collaborare con le altre amministrazioni, al fine di evitare sovrapposizioni e inutili burocratismi. Un’attività di vigilanza che non deve temere l’innovazione e la condivisione del proprio operato.
Il personale delle Aziende Usl dedicato all’attività di vigilanza in Emilia-Romagna è pari a 550 operatori, un numero di operatori che ci colloca tra le prime regioni in Italia.
La semplificazione delle procedure, condividendo le scelte tra le diverse amministrazioni, costituisce un altro degli obiettivi che vengono posti all’ordine del giorno del Comitato, ponendosi l’obiettivo di mantenere soltanto quelli necessari a rafforzare il sistema del lavoro e della sicurezza.

Fonte Sassuolo 2000

Il mondo dello spettacolo e dello sport si uniscono per la prima volta in una campagna di sensibilizzazione per la sicurezza sul lavoro Questo il tema della serata di ieri che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti e dei testimonials che hanno prestato la loro immagine gratuitamente per realizzare il primo calendario sulla sicurezza sul lavoro a favore della Campagna di sensibilizzazione per la Fondazione Sosteniamoli subito dell’ ANMIL -Associazione nazionale mutilati invalidi sul lavoro - Realizzato con Patrocinio del Comune di Roma, voluto dalla Stefania Vannucci Presidente dalla societa Euro S , ideato e diretto da Francesco Malavenda, il calendario ha visto la partecipazione di personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo tra cui Anna Longhi,Simone Corrente, Giacobbe Fragomeni, Patrizio Oliva, Youma, Beppe Convertini, Diego Occhiuzzi, Gegia, Battaglia e Miseferi, Franco Oppini, Nadia Bengala, Flavio Bucci, Fabio Testi e Mirka Cesari


Nelle splendide fotografie in bianco e nero realizzate da Stephanie Gengotti ogni personaggio e stato fotografato in luoghi e atteggiamenti di lavoro diversi, sono stati messi in evidenza con il colore solo gli oggetti fondamentali per la sicurezza nei diversi ambienti lavorativi Tra i nuovi testimonial per il calendario 2010 hanno gia dato la loro adesione Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi, Juppiter astrologo, Roberto Ciuffuli Premiata Ditta Vincenzo Crocitti e Antonella Elia

In collaborazione con Fondirigenti, al via il progetto “Sviluppo imprese in sicurezza”. Rivolto ai manager e agli imprenditori delle aziende associate, si articolerà in un ciclo innovativo di incontri seminariali sulla cultura della prevenzione lungo tutto il territorio nazionale. L’INAIL investirà nel progetto 500mila euro

Sinergia tra INAIL, Fondirigenti e Confindustria per la promozione della cultura della prevenzione sui luoghi di lavoro. Si chiama Progetto Sis - acronimo di Sviluppo imprese in sicurezza - il ciclo di appuntamenti seminariali di alta finalità informativa e formativa rivolto agli imprenditori e ai manager delle aziende dell’associazione, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni.

L’INAIL - oltre a mettere a disposizione il proprio know-how e l’alto livello qualitativo delle sue professionalità interne - investirà nel progetto finanziamenti per 500mila euro, pari alla metà della spesa complessiva.
Al centro degli incontri i temi della salute e della sicurezza, intesi nella loro primaria accezione di “elementi di valore” sul fronte delle relazioni e dei comportamenti: un approccio “etico” alla materia, dunque - prima ancora che giuridico - ispirato al principio della responsabilità sociale come fattore primario di rispetto dell’individuo e di qualità del lavoro.
Organizzati sul territorio nazionale in coordinamento con le associazioni del sistema Confindustria, i venti incontri avranno inizio a partire dal prossimo mese di aprile. A coronamento dell’iniziativa anche la realizzazione di un portale informativo all’interno del sito dell’INAIL - con approfondimenti e documentazione appositamente realizzati - e un convegno finale, di carattere nazionale, previsto per il novembre 2010.

Missione di Progetto Sis sarà, così, la promozione sui luoghi di lavoro di un nuovo approccio culturale, conoscitivo e operativo sul tema della prevenzione, che comprenda la lotta agli infortuni in una prospettiva coerente e innovativa. Concreta abitudine quotidiana di vita - e non retorico imperativo etico - la sicurezza in azienda verrà illustrata nella totalità dei suoi aspetti “virtuosi”: dal suo essere fattore di impulso organizzativo e di investimento produttivo alle sue potenzialità e vantaggi anche da un punto di vista competitivo, strategico e di mercato.


Fonte:Sito INAIL 12/03/2009


Cantieri system 3.0 VALUTAZIONE DEI RISCHI NEI CANTIERI EDILI

Le stampe vengono generate direttamente tramite il nostro editor interno: POS, PSC, PSS, con la possibilità di personalizzarle e modificarle. In dotazione al software anche l'archivio della modulistica per la generazione dei documenti da emettere e/o tenere in cantiere ai sensi del nuovo Testo Unico. (Notifica preliminare,Nomina del Medico Competente, Verbale di formazione e informazione,ecc...) - Stampa integrata nel documento del Diagramma di GANTT dove previsto.


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Pos e Dvr 3.0

Pubblicato da Lilino Albanese | 15:22 | | 0 commenti »


Pos e Dvr 3.0 valutazione dei rischi per le imprese edili

POS & DVR nasce come strumento software per la valutazione dei rischi nelle attività svolte dalle imprese edili. Concepito ai sensi del nuovo Testo Unico

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Offrire sostegno ai familiari delle vittime di infortuni sul lavoro. Questo l'intento del Protocollo d’intesa sottoscritto in Prefettura a Forlì, che vede la firma, oltre che del prefetto Angelo Trovato, di Provincia, Comuni di Forlì e Cesena, Unione dei comuni del Rubicone, direzione provinciale del Lavoro, Ausl di Forlì e Cesena, Agenzie delle Entrate di Forlì e di Cesena, Inps e Inail. L'intesa prevede prevede una serie di interventi, oltre ad eventuali azioni di carattere socio-assistenziale, curati dai Comuni interessati.

In primo luogo, la completa informazione ai familiari delle vittime di infortuni sul lavoro sui diritti, le facoltà e le agevolazioni previste. Poi, la verifica sugli interventi, svolti dai soggetti istituzionali coinvolti, ‘’anche al fine di consentire agli interessati una tempestiva fruizione delle provvidenze economiche, dovute per legge’’. Ed ancora, specifici interventi da parte delle Ausl ‘’per alleviare il traumatico impatto psicologico dell’evento infortunistico sui familiari delle vittime, agevolando in tal modo l’accesso alle relative prestazioni sanitarie, e il monitoraggio, in ambito provinciale, del fenomeno.

L’iniziativa si deve all’emergere - spiega un comunicato - ‘’che familiari di vittime sul lavoro, oltre al traumatico impatto psicologico, si trovano a dover affrontare, nell’immediato, una serie di problemi concreti, con notevoli difficoltà ad individuare e contattare gli uffici competenti a seguire le previste procedure, nel rispetto dei termini e, sovente, senza un’adeguata conoscenza delle facoltà e dei diritti, riconosciuti dalle norme vigenti’’. Il protocollo punta a consentire ‘’la rapida attivazione delle azioni di supporto ai familiari delle vittime di infortuni sul lavoro, connesse agli eventi mortali, nonché interventi di sostegno di carattere socio-psicologico, favorendo nel contempo i necessari raccordi operativi fra le Amministrazioni Pubbliche e gli Enti coinvolti’’.

Coordinamento Sicurezza del porto di Genova, 8 membri che operano 24 ore su 24, ancora in attesa di un mezzo per spostarsi sulle banchine, rischia di chiudere per mancanza di fondi. La struttura nata proprio un anno fa dopo un’altra tragedia sui moli

La tragedia del marittimo russo morto nel porto di Genova è avvenuta il giorno in cui i sindacati unitari e il Coordinamento Sicurezza del porto di Genova, composto da otto lavoratori che si dedicano a tempo pieno alla verifica del lavoro sulle banchine, lanciano l’ allarme sul futuro dello stesso Coordinamento: «a fine marzo non ci saranno più i fondi per tenere in vita l’organismo».

La conferenza stampa, promossa per denunciare la situazione e chiedere un immediato intervento delle autorità, a cominciare dalla prefettura, a cui si propone di convocare d’urgenza un tavolo per risolvere il problema, era stata convocata da giorni. è diventata di tragica attualità in quanto la notizia dell’incidente mortale al marittimo russo è rimbalzata proprio mentre i rappresentanti della sicurezza stavano illustrando la loro denuncia sulla messa a rischio del gruppo di lavoro. Organismo nato circa un ano fa dopo la morte di un altro lavoratore portuale e che per tragica ironia del destino rischia di non potere più svolgere la propria attività proprio nel giorno in cui un altro lavoratore perde la vita.

Nato lo scorso anno dopo la morte di un portuale, il Coordinamento, sostenuto da enti pubblici, imprese private e sindacati, doveva ricevere fondi da una accisa sulle tasse portuali, ma nelle ultime settimane si è scoperto che la legge consente di finanziare solo la `security´ (terrorismo) e non la `safety´ (sicurezza sul lavoro). L’Autorità Portuale è riuscita a garantire fondi propri ma solo fino a marzo. «Il lavoro portuale è ad alto rischio - denunciano i sindacati - e invece di aumentare la prevenzione si riducono gli interventi come nel caso del Coordinamento».

SICUREZZA A RISCHIO SUI MOLI

«Purtroppo - hanno spiegato Marco Odone (Uilt), Enrico Ascheri (Filt) e Ettore Torzetti (Fit) - abbiamo avuto ancora una tragica dimostrazione di come il lavoro portuale sia ad alto rischio, di come sia necessario sensibilizzare chi opera sulle banchine e sulle navi, dell’importanza di sviluppare nuovi interventi per prevenire gli incidenti».

MANCANO 400.999 EURO

Secondo una stima approssimativa dei sindacati, il budget necessario per fare funzionare il Coordinamento, che ha sede in una palazzina a Ponte Parodi, si aggira tra 250-400 mila euro l’anno, e comprende la retribuzione degli otto responsabili della sicurezza, l’uso di un’auto («che però non è ancora stata assegnata»), le spese per il funzionamento dell’ufficio. «A fine mese - ha spiegato Enrico Ascheri - se qualcuno degli enti che hanno firmato il protocollo per la sicurezza non interviene la struttura chiude. A quel punto si dovrà applicare la legge e garantire solo il mantenimento in servizio di cinque responabili della sicurezza, impegnati 350 ore ciascuno, cioè un giorno alla settimana». Gli otto addetti oggi in servizio, appositamente formati, garantiscono invece, evidenziano i sindacati unitari, il tempo pieno 24 ore su 24.

«I responsabili intervengono in tutto il porto - spiega Ettore Torzetti - vanno, dietro preavviso, nei terminal in cui non sono presenti addetti aziendali, si rapportano con i responsabili della sicurezza dove presenti, si muovono in accordo con il funzionario dell’Autorità Portuale e in supporto anche della Asl. La loro esperienza si sta rivelando troppo importante, non può essere fermata».


fonte il secoloxix

Si rende noto che in esecuzione della deliberazione n. 1059 del 29 dicembre 2008 e' indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, ad un posto di Collaboratore Professionale Sanitario - Personale di Vigilanza e Ispezione - Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro - Categoria D - Livello iniziale.

Il termine per la presentazione delle domande, redatte su carta semplice e corredate dei documenti prescritti, scade il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - Parte I - 4ª serie speciale. Il testo integrale del bando con l'indicazione dei requisiti e delle modalita' di partecipazione al concorso e' stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n. 12 del 6 febbraio 2009. Alla domanda di ammissione al concorso deve essere allegata la ricevuta in originale comprovante l'avvenuto versamento entro i termini di scadenza del bando, pena l'esclusione, della tassa di concorso, non rimborsabile, pari ad € 10,33 da versare a mezzo vaglia postale intestato a:

Tesoriere U.L.S.S. 16 Padova, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - Via Jappelli, 14 - 35121 Padova, (o bonifico bancario - Cod. IBAN IT07J062251218606700007586L) precisando la causale del versamento. Per ulteriori informazioni rivolgersi al Dipartimento Interaziendale Amministrazione e Gestione del Personale/Procedure Concorsuali - Via Giustiniani, 2 - Padova - Tel. 049/8218208-07-06.

Scad. 30 marzo 2009


La crisi economica e la difficile fase nelle relazioni industriali non rallentano l’impegno dell’industria chimico-farmaceutica nel dialogo e nella collaborazione tra le Parti sociali, da sempre un’area di eccellenza per il settore”.

Lo fa notare Federchimica, presso la cui sede oggi si e’ svolto un convegno al quale hanno preso parte i rappresentanti delle Parti sociali di settore, degli Enti di certificazione e controllo e della magistratura, per presentare una serie di iniziative congiunte sul fronte della sicurezza, salute e ambiente, concordate con tutte le Organizzazioni Sindacali della chimica, attraverso le quali il settore conferma il suo ”primato” in materia.

”La chiave di successo su questi fronti - aggiunge Federchimica in una nota - risiede soprattutto in una scelta strategica di collaborazione coerentemente tra le Parti sociali sostenuta per oltre trenta anni e nella consapevolezza che su questi temi la partecipazione e il coinvolgimento sono funzionali al miglioramento continuo e rafforzano le responsabilita’ individuali. Una strategia che ha portato risultati molto significativi: - si sono ulteriormente ridotti gli indici di frequenza e gravita’ degli infortuni sul lavoro e malattie professionali - si sono sensibilmente rafforzati gli indici di miglioramento dello sviluppo sostenibile - e’ cresciuto il dialogo tra imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali, e piu’ in generale con i soggetti esterni alle imprese compresi quelli pubblici”.

”L’impegno delle imprese su questi versanti non deve risentire della crisi economica ne’ tanto meno delle alterne vicende delle Relazioni Industriali a livello generale - ha dichiarato, nel corso del convegno, Giorgio Squinzi, Presidente di Federchimica -. Le imprese chimiche si sottopongono volontariamente a Programmi per il miglioramento continuo della sicurezza e della salute dei lavoratori, come i dati statistici dell’Inail hanno pubblicamente evidenziato, e per minimizzare l’impatto ambientale della produzione. La nostra attivita’ e’ anche certificata da enti esterni che garantiscono la nostra serieta’: tutti punti sui quali non intendiamo arretrare, nemmeno in un momento critico come quello che stiamo vivendo. Vogliamo allora che questo impegno sia riconosciuto, nelle relazioni industriali cosi’ come nel dialogo col mondo del credito e delle assicurazioni”.

”Riconosco l’impegno delle imprese del settore per una costante attenzione e sensibilita’ su questi temi - ha confermato, da parte sua, Sergio Gigli, Segretario Generale Femca-Cisl -. Sono convinto che tale impegno sia anche il frutto di un sistema di Relazioni Industriali attento al merito dei problemi e alle reali esigenze delle imprese e dei lavoratori piuttosto che a questioni di principio”.

”E’ necessario incentivare tutti tutte le scelte socialmente responsabili, sul fronte della sicurezza ma non solo, sono impegni onerosi per le imprese, attuati anche nell’interesse dei lavoratori e della collettivita’ che devono essere riconosciuti dalle Istituzioni e anche dallo stesso Sindacato”, ha poi aggiunto Gianni Marini, Consigliere Delegato di Farmindustria.

”Le Parti hanno praticato un incessante e continuo confronto consapevoli della necessita’ della prevenzione - ha quindi commentato Alberto Morselli, Segretario Generale Filcem-Cgil - e i risultati raggiunti premiano l’impegno; occorre continuare su questa strada consapevoli che questo e’ un terreno dove non si puo’ mai cantare vittoria, una distrazione rischia di compromettere i risultati raggiunti oltre che essere fatale”.

Infine per Augusto Pascucci, Segretario Generale Uilcem-Uil, ”la crisi economica non interrompe l’impegno delle parti sociali sul versante della sicurezza nel lavoro.

Gli elevati standard raggiunti nel settore industriale chimico richiedono continuita’ e miglioramento costante delle valutazioni del rischio e nel monitoraggio della salute degli operatori; con l’attuale modello di relazioni sindacali siamo convinti di raggiungere ulteriori progressi anche su questo delicatissimo argomento”.

red/mcc/ss

Gli infortuni possono causare menomazioni o determinare la morte dei lavoratori. Tutti i settori dell’economia ne sono colpiti, ma il problema è particolarmente grave nelle piccole e medie imprese (PMI).

Gli infortuni, oltre al costo in termini di perdita di vite umane e di sofferenza per i lavoratori e le loro famiglie, producono conseguenze anche per le aziende e per la società nel suo complesso.

Ridurre il numero degli infortuni significa diminuire le assenze per malattia e, quindi, ridurre i costi e garantire maggiore continuità al processo produttivo. I datori di lavoro inoltre risparmiano anche i costi di assunzione e formazione di nuovo personale, possono abbattere i costi del pensionamento anticipato e i costi delle assicurazioni.

Il maggior numero di infortuni in tutti i settori, dall’industria pesante al lavoro d’ufficio, è dovuto a scivolamenti, inciampate e cadute. Tra gli altri pericoli si annoverano la caduta di oggetti, le ustioni termiche e chimiche, gli incendi e le esplosioni, le sostanze pericolose e lo stress.

Per prevenire gli infortuni che si verificano sul lavoro, i datori di lavoro devono creare un sistema di gestione della sicurezza che comprenda la valutazione dei rischi e le procedure di monitoraggio.

Ogni tre minuti e mezzo nell’Ue qualcuno muore per cause legate all’attività lavorativa

Il 26 e 27 gennaio 2009, si è svolta a Bruxelles la Conferenza organizzata dalla Ces e dall’istituto europeo che si occupa delle tematiche dello sviluppo sostenibile (Etui), sulla partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti in azienda. Si è focalizzata l’attenzione in particolare sulla valutazione del rischio in ambiente di lavoro, per dare un contributo rilevante e significativo alle tante iniziative promosse a livello europeo e dai singoli Paesi, sul tema cardine della campagna europea 2008-2009 “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Un bene per te, un bene per l’azienda”, lanciata dall’Agenzia di Bilbao per la salute e sicurezza sul lavoro.

Allarmanti i dati diffusi: ogni tre minuti e mezzo nell’Ue qualcuno muore per cause legate all’attività lavorativa; ogni anno muoiono 167.000 persone a causa di infortuni sul lavoro (7.500) o a causa di malattie professionali (159.500); ogni quattro secondi e mezzo un lavoratore dell’Ue è vittima di un incidente che lo costringe a restare a casa per almeno tre giorni lavorativi; il numero di infortuni sul lavoro che costringono ad un’assenza dal lavoro per tre o più giorni è di oltre 7 milioni l’anno.

Il quadro europeo che è emerso, con caratterizzazioni diverse per ogni Paese, è il seguente:

- In Francia, secondo un sondaggio condotto nel 2004, il 76% dei datori di lavoro nelle imprese con 20 o più dipendenti sostiene di aver condotto una valutazione dei rischi e stilato la documentazione necessaria.

- Nei Paesi Bassi, i dati dell’Ispettorato al lavoro olandese per il 2006 mostrano che tra le imprese più piccole con 1 fino a 4 dipendenti, il 42% ha condotto una valutazione dei rischi (il 53% tra le imprese con 5 fino a 9 dipendenti). Questa cifra raggiunge l’81% tra le imprese con 10 fino a 99 dipendenti e il 97% tra le imprese con oltre 100 dipendenti.

- In Spagna il quinto sondaggio nazionale sulle condizioni di lavoro, condotto nel 2003, il 61% dei datori di lavoro nel settore dell’industria e dei servizi afferma di aver condotto o di essere in procinto di condurre una valutazione dei rischi. Rispetto al sondaggio precedente del 1999 questa cifra è raddoppiata.

- In Germania, un sondaggio del 2005 indica che tra le imprese con 1 fino a 9 dipendenti il 30% ha condotto una valutazione dei rischi. Tra le imprese con 10 fino a 49 dipendenti la percentuale è stata del 54%, mentre tra le imprese con 50 fino a 249 dipendenti la stessa cifra ha raggiunto l’80%. Tra le imprese di grandi dimensioni con 250 e più dipendenti, il 97% ha effettuato una valutazione dei rischi.

- Nel Regno Unito, un sondaggio condotto nel 2007 dal congresso dei sindacati indica tra i rappresentanti della sicurezza che meno di tre su dieci (28%) si ritengono soddisfatti della loro partecipazione alla valutazione dei rischi. Il 44% afferma di non aver partecipato affatto, mentre il 27% dichiara di non aver partecipato in modo sufficiente.

- La confederazione danese dei sindacati in un sondaggio del 2003, indica che i tre quarti delle imprese hanno adempiuto pienamente al loro obbligo di registrare i risultati della valutazione dei rischi in un documento scritto. Quattro quinti di tali imprese hanno dichiarato di non aver avuto difficoltà nella redazione del documento. Due terzi hanno dichiarato che la conduzione della valutazione dei rischi ha avuto un impatto positivo sul loro ambiente di lavoro, mentre il 40% ha affermato che la valutazione dei rischi ha migliorato il dialogo tra dirigenti e dipendenti.

- In Lettonia, un sondaggio condotto nel 2006, tre quarti dei datori di lavoro indicavano che non era stata fatta alcuna valutazione dei rischi o che era stata fatta solo parzialmente, mentre il 22% degli intervistati ha affermato che la valutazione era stata fatta integralmente. Rispetto ai dati di una ricerca precedente, si può concludere che il numero di imprese che ha condotto una valutazione dei rischi integrale è aumentato, dal 15% del 2002 al 22% del 2006.

Ebla, Ente Bilaterale Lavoro e Ambiente (Federlazio - Cgil - Cisl - Uil), e la Dpl (Direzione Provinciale del Lavoro) di Roma hanno firmato una convenzione al fine di promuovere la conoscenza del diritto del lavoro e della prevenzione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Presenti all'incontro, tra gli altri, il direttore generale della Federlazio, Giovanni Quintieri, e il direttore della Dpl Roma, Marco Esposito. Grazie a questo accordo la Dpl di Roma metterà a disposizione di Ebla il personale docente tecnico, medico e amministrativo legale, per l'effettuazione di corsi di formazione rivolti a lavoratori, datori di lavoro, dirigenti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, addetti alle emergenze e al primo soccorso, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, direttori dei lavori, addetti ai lavori in quota, e per ogni altra esigenza formativa prevista in materia.

Nel contempo Ebla metterà a disposizione i propri locali e le proprie attrezzature per l'effettuazione dei corsi. La durata della convenzione è di due anni e potrà essere successivamente rinnovata. La scopo che Ebla e Dpl Roma si prefiggono è quello di diffondere quelle conoscenze indispensabili in materia di sicurezza, che possano contribuire ad abbattere, o almeno ridurre quanto piu' possibile, il numero di incidenti che spesso si verificano nei luoghi di lavoro.

Da una recente statistica effettuata da Dpl Roma, relativa al periodo luglio/dicembre 2008, risulta infatti che il lavoro nero, spesso causa di incidenti sul lavoro per conseguente mancata applicazione delle regole sulla sicurezza, è ancora diffuso in alcune realtà e deve quindi essere combattuto con ogni mezzo.Su un totale di oltre 3.100 aziende ispezionate a Roma e provincia, 825 sono risultate irregolari. Su 15.600 lavoratori occupati, 1280 sono risultati irregolari, di cui 380 totalmente in nero (77 extracomunitari e 28 clandestini). Sono state commissionate un totale di 5.713.690 sanzioni, di cui 4.338.520 amministrative e 1.375.172 penali, che hanno consentito un recupero contributivo pari a oltre 2 milioni di euro

fonte: ambiente.it

Nella giornata che Napoli ha deciso di dedicare, ogni anno, alla sicurezza sul lavoro, arriva il monito del presidente Napolitano perché la crisi "non si traduca in una minore attenzione alle condizioni che devono salvaguardare sicurezza e salute di ogni lavoratore"; e non mancano altre vittime. Sono quattro i morti e quattro sono invece i feriti in altrettanti incidenti avvenuti oggi in varie città italiane.


Anche oggi numerosi incidenti sul lavoro
- Un imprenditore di 27 anni, titolare di una ditta edile, è morto schiacciato tra un escavatore e un pilastro a Crispiano (Taranto) mentre manovrava una ruspa lavorando alla costruzione di un edificio. La procura di Taranto ha sequestrato il cantiere. Alla periferia di Roma un operaio di 31 anni è morto a causa di uno smottamento del terreno durante alcuni scavi, mentre un agricoltore è rimasto schiacciato ed è morto sotto il trattore che stava guidando in un campo ad Aprilia, vicino a Roma. In Sicilia, sull'autostrada Mazara del Vallo-Palermo, allo svincolo di Gallitello un operaio di una ditta di lavori di manutenzione è stato travolto e ucciso da un'auto. Nell'incidente è rimasto ferito anche un altro operaio. Così come è stato investito e ferito, sempre da un'auto un operaio dell'Anas sulla superstrada E45 vicino a Todi. Infine, un macchinista di scena di 32 anni, è rimasto ferito al Teatro Traiano di Civitavecchia mentre smontava la scenografia dello spettacolo 'Il Laureato', interpretato da Giuliana De Sio. Colpito da un pannello, l'uomo è caduto finendo con l'addome sul martello che stava maneggiando. Un altro operaio è caduto da una impalcatura, in un cantiere a Vigo Lomaso in provincia di Trento, rimanendo ferito.


Napolitano: "Prevenzione deve costituire un fondamentale impegno condiviso"
- "La prevenzione degli incidenti sul lavoro, che hanno assunto nel nostro Paese una drammatica rilevanza e che continuano a causare troppe vittime innocenti deve ormai costituire un fondamentale impegno condiviso", ha detto Napolitano nel messaggio inviato al sindaco, Rosa Russo Iervolino in occasione della riunione solenne del Consiglio Comunale che ha decretato il 5 marzo giornata dedicata alla sicurezza sul lavoro a Napoli.


Non abbassare la guardia, ancor più ora che la crisi colpisce tutti i settori
- "In tale quadro - ha proseguito il Presidente - la manifestazione di oggi rappresenta un appuntamento significativo di sensibilizzazione, rivolto in particolare al mondo dei giovani, duramente colpito dalla pesante situazione del mercato del lavoro: è necessario mobilitare ogni risorsa affinché questo difficile momento non si traduca in una minore attenzione alle condizioni che devono salvaguardare sicurezza e salute di ogni lavoratore".

Nel corso della riunione solenne del consiglio comunale di Napoli, il sindaco Iervolino ha sottolineato come "le spese per la prevenzione e la sicurezza sono un investimento a tutela del diritto dei cittadini", mentre il presidente dell'associazione costruttori di Napoli ha annunciato che gli operai edili assunti nel 2009 svolgeranno obbligatoriamente un corso di formazione di 16 ore sulla sicurezza prima di entrare nei cantieri. "Si tratta di una innovazione - ha detto Ambrogio Prezioso - introdotta dal contratto nazionale di categoria e del nostro contributo alla lotta contro gli incidenti sul lavoro".

E' stato approvato dall'Assemblea Legislativa regionale il progetto di legge che detta norme sulla "Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile".

"E' un'azione importante della Regione Emilia-Romagna che rafforza le politiche per la legalità e la sicurezza sul lavoro", commentano i consiglieri regionali PD Mario Mazzotti e Miro Fiammenghi. "E' provata la relazione diretta tra la violazione delle condizioni di sicurezza e lo scarso rispetto delle norme in materia contrattuale, assicurativa e previdenziale. Per noi questo non è accettabile, ed abbiamo creato un testo normativo che premia le tante imprese che da noi assicurano lavoro in regola, qualificato, nel rispetto di ogni condizione di sicurezza e legalità. Responsabilizziamo imprese e lavoratori per ottenere una migliore qualità del lavoro e rafforzare la coesione sociale".

Mazzotti e Fiammenghi evidenziano in particolare la concretezza del progetto: "E' un testo che darà risultati: poche parole e molti fatti. Le imprese devono rispettare requisiti chiari, precisi, oggettivi per ottenere incentivi e contributi regionali: devono cioè assicurare trasparenza, legalità, condizioni di lavoro secondo le norme e la piena applicazione di ogni disposizione vigente in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro. Il provvedimento regionale rafforza i Protocolli per la sicurezza sul lavoro - ad esempio in ambito portuale - sottoscritti a Ravenna, che si conferma così una delle realtà più attenta ai temi della sicurezza".

La prevenzione degli incidenti sul lavoro, che hanno assunto nel nostro paese una drammatica rilevanza e che continuano a causare troppe vittime innocenti, deve ormai costituire un fondamentale impegno condiviso".

Lo afferma il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al sindaco di napoli Rosa Russo Jervolino in occasione della Giornata cittadina della sicurezza sul lavoro, organizzata dal capoluogo partenopeo. Nel messaggio il Capo dello Stato esprime vivo apprezzamento per l'iniziativa, che "conferma la responsabile attenzione della citta' di Napoli su un tema di estrema attualita'".

"In tale quadro - afferma Napolitano -, la manifestazione di oggi rappresenta un appuntamento significativo di sensibilizzazione, rivolto in particolare al mondo dei giovani, duramente colpito dalla pesante situazione del mercato del lavoro: e' necessario mobilitare ogni risorsa affinche' questo difficile momento non si traduca in una minore attenzione alle condizioni che devono salvaguardare sicurezza e salute di ogni lavoratore".

Legge 27 febbraio 2009 n 14

( Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28-2-2009 - Suppl. Ordinario n. 28)

che ha convertito, con modificazioni, il Decreto Legge 30 dicembre 2008, n. 207 recante: «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti».

...

CAPO XI - Lavoro, salute e politiche sociali

Art. 32. - Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81

1. Le disposizioni di cui agli articoli 18, comma 1, lettera r), e 41, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 16 maggio 2009.

2. Il termine di cui all'articolo 306, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 1 e 2, del medesimo decreto legislativo, concernenti la valutazione dello stress lavoro-correlato e la data certa, e' prorogato al 16 maggio 2009.

2-bis. All'articolo 3, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole: «entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo» sono sostituite dalle seguenti: «entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo».

2-ter. All'articolo 3, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole: «Con i successivi decreti, da emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 3» sono sostituite dalle seguenti: «Con decreti, da emanare entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 2».

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con interpello n. 10 del 20 febbraio 2009, ha risposto ad un quesito dell’Università degli Studi di Sassari, in merito alla sussistenza dell’obbligo di presentazione del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) nell’ambito delle procedure di acquisizione in economia di beni, servizi e lavori previste e disciplinate dal D.Lgs. n. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture).

La risposta in sintesi:"....

si ritiene che il DURC debba essere richiesto, senza alcuna eccezione, per ogni contratto pubblico e, dunque, anche nel caso degli acquisti in economia o di modesta entità.Rispetto a tali acquisti, evidentemente, il DURC sarà richiesto solo nel caso di cottimo fiduciario ex art. 125, comma 1 lett. b), D.Lgs. n. 163/2006 – attraverso il quale le prestazioni avvengono mediante affidamento a terzi – e non anche nel caso di ricorso all’amministrazione diretta, attraverso la quale le acquisizioni “sono effettuate con materiali e mezzi propri o appositamente acquistati o noleggiati e con personale proprio delle stazioni appaltanti, o eventualmente assunto per l’occasione (…)”.

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, rispondendo, in data 16 novembre 2007, ad un interpello dell'EPACA in merito all'individuazione del datore di lavoro obbligato alla denuncia infortuni all’autorità di Pubblica Sicurezza per lavoratori agricoli a tempo determinato e autonomo, si è così espressa:"....Ciò considerato si ritiene che l’art. 25 del D.Lgs. n. 38/2000 abbia inteso estendere ai datori di lavoro agricolo, per gli operai a tempo determinato e, al titolare del nucleo di appartenenza dell’infortunato, per i lavoratori agricoli autonomi, le medesime modalità operative per la denuncia già applicabili con la L. n. 54/1982 ai datori di lavoro agricolo per i lavoratori a tempo indeterminato.

Pertanto sussiste l’obbligo di denuncia all’Autorità di Pubblica Sicurezza, in caso di infortunio che abbia per conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni, in capo ai datori di lavoro agricolo anche per i lavoratori a tempo determinato e al titolare del nucleo di appartenenza dell’infortunato, per i lavoratori agricoli autonomi.

Diversamente infatti, eventi infortunistici della medesima gravità risulterebbero ingiustificatamente soggetti ad obblighi differenti solo, ad esempio, in ragione della natura a termine o meno del rapporto di lavoro.Una tale chiave d’interpretazione della normativa in esame appare altresì aderente a quanto tendenzialmente formulato dalla UE nella Raccomandazione 2003/134/Ce del 18 febbraio 2003, concernente il “miglioramento della protezione della salute e della sicurezza sul lavoro dei lavoratori autonomi”, ove al punto 8) del testo si fa specifico richiamo ai “settori ad alto rischio” tra i quali viene incluso quello agricolo, comprendente un elevato numero di lavoratori autonomi.Con un secondo quesito l’interpellante chiede ulteriori chiarimenti in merito all’identificazione del datore di lavoro obbligato ai sensi del combinato disposto degli artt. 239 D.P.R. n. 1124/1965 e 25 del D.Lgs. n. 38/2000, in particolare in caso di infortunio verificatosi a carico del titolare del nucleo, facente parte di un’impresa costituita in forma societaria.

In proposito si conferma per analogia la lettura già fornita da questo Ministero con lettera circolare n. VII/2/276/B/13 del 23 aprile 1998 relativamente all’obbligo del titolare di azienda artigiana di denunciare all’autorità di Pubblica Sicurezza l’infortunio occorso.

Tale obbligo grava sul datore di lavoro, ovvero sulla società, non rilevando che l’infortunio sia occorso ai soci contitolari della stessa. Solo nel caso di lavoratore agricolo autonomo, ove questi si trovi nell’impossibilità di provvedere alla prescritta denuncia di infortunio, interviene in funzione sostitutiva l’obbligo di darne notizia gravante sul sanitario che per primo ne abbia constatato le conseguenze, come peraltro precisato dall’art. 3 comma 6 della delibera INAIL n. 239/2001.Con un terzo quesito l’interpellante chiede se le sanzioni per omessa o ritardata denuncia di infortunio all’autorità di Pubblica Sicurezza vengano meno nel caso in cui lo stesso sia successivamente ritenuto dall’INAIL non indennizzabile. Secondo l’EPACA il dubbio sorgerebbe in quanto la delibera INAIL n. 239/2001 prevede l’obbligo, conformemente al dettato dell’art. 53 D.P.R. n. 1124/1965, “indipendentemente da ogni valutazione circa la ricorrenza degli estremi di legge per l’indennizzabilità”, mentre per la comunicazione all’autorità di Pubblica Sicurezza non esplicita la medesima precisazione.In proposito merita sottolineare che la disciplina della modalità di denuncia dell’infortunio contenuta nella delibera INAIL riprende puntualmente il contenuto degli obblighi di cui all’art. 238 e 239 del D.P.R. n. 1124/1965.

Solo nel primo caso è parsa al legislatore necessaria la precisazione relativa alla indennizzabilità dell’infortunio, introdotta in ragione della specifica competenza del soggetto destinatario della comunicazione stessa, che decide appunto in merito alla titolarità dell’indennizzo. Nessuna conseguenza sul piano sanzionatorio può pertanto discendere dalla mancanza di precisazioni relative all’indennizzabilità con riguardo all’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza. Tale obbligo sussiste e le relative violazioni sono sanzionate a prescindere dal successivo riconoscimento dell’indennizzabilità, trattandosi evidentemente di comunicazione avente fine del tutto diverso da quella inviata all’INAIL.".