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Il mondo del lavoro ha alcuni problemi urgenti, tra cui la sicurezza e le retribuzioni. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo agli incontri della fondazione Camera dei Deputati: ''Il lavoro che cambia''.

''Credo - ha detto Fini - che l'urgenza di alcuni problemi sia avvertita da tutti: le comparazioni internazionali anche piu' recenti ci hanno confermato come l'Italia si collochi nella fascia piu' bassa dei livelli retributivi fra i paesi europei; la questione della sicurezza sui posti di lavoro rimane drammaticamente ancora aperta, soprattutto per determinate categorie maggiormente a rischio; condividiamo con altri grandi Stati la necessita' di orientare il nostro sistema di protezione sociale verso nuovi obiettivi facendo assegnamento su un quadro di risorse per molti versi radicalmente mutato rispetto al passato''.

Si e' riunita, stamattina, nei locali dell'assessorato regionale siciliano al Lavoro, la task force sulla sicurezza sul lavoro. Ai componenti sono stati presentati i progetti predisposti dal dipartimento regionale del Lavoro, dal dipartimento regionale dei Lavori pubblici, da Confapi e dall'Anis, l'Associazione nazionale ingegneria della sicurezza e la Consulta ordini degli ingegneri di Sicilia e dall'Ugl. Le proposte progettuali saranno analizzate e valutate con gli ispettori del lavoro per il finanziamento con i fondi del Pon Sicurezza per lo sviluppo 2007/13 e con altre fonti nazionali, regionali o comunitarie.

Tre i progetti presentati dal dipartimento Lavoro: ''Al Khantara integrazione sicura'', che punta a favorire l'integrazione socio-lavorativa dei lavoratori stranieri, per contrastare le spinte verso la marginalizzazione sociale, la precarieta' economia e il lavoro nero; ''Il ragazzo nella rete'', il cui target sono i giovani con precedenti penali, per agevolarne il reinserimento sociale attraverso il lavoro, e ''Reti di sicurezza'', destinato all'accrescimento delle competenze degli operatori sociali per migliorare la tutela del lavoro regolare e la sicurezza sul lavoro. Questi progetti sono gia' stati presentati alla Prefettura di Palemro e inviati al ministero del Welfare.

La proposta del dipartimento Lavori pubblici intende promuovere una piu' efficace collaborazione tra Regione, enti locali e associazioni di categoria per definire una uniformita' di indirizzo per le attivita' di miglioramento dei sistemi di gestione aziendale riguardanti la qualita' del servizio delle piccole e medie imprese del settore edile e la sicurezza nei cantieri temporanei e mobili per i lavori pubblici in Sicilia.

Il dipartimento propone di attivare procedure di consulenza e assistenza per le imprese del settore edile, dei contraenti pubblici, per le stazioni appaltanti e per i progettisti. Il progetto di Confapi intende sviluppare e incrementare, specie nelle piccole e medie imprese, l'adozione di modelli di sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro secondo standard europei di qualita', fornire un metodo operativo che tenga conto della specificita' delle aziende, migliorare la definizione delle figure che nelle aziende hanno compiti di responsabilita' e definire modelli di cooperazione tra i soggetti istituzionali e aziendali che hanno un ruolo nella tutela della sicurezza.

L'Anis e la Consulta ordini ingegneri di Sicilia propongono l'attuazione del libretto formativo del cittadino nella Regione siciliana, una campagna straordinaria di formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, da avviare a partire dalle scuole, e lo svolgimento di attivita' di sensibilizzazione e di diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro.

L'Ugl, infine, propone la formazione degli studenti delgi ultimi anni delle scuole superiori e dei dirigenti dlela pubblica amministrazione preposti al controllo dell'applicazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

dod/rg/alf (Asca)

Più controlli sulla sicurezza nei luoghi lavoro da parte degli ispettori incaricati, che devono agire con "meno formalismo sul piano delle forme contrattuali e più attenzione agli aspetti sostanziali della sicurezza".

Ad auspicarlo il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, che ne ha parlato ieri a Roma a margine della presentazione di un nuovo centro di ricerca di Chiesi Farmaceutici. "I controlli - ha ricordato Sacconi, tornando sulla morte dei tre operai nella raffineria Saras di Sarroch, in Sardegna - vengono effettuati dal servizio sanitario e dai nostri ispettori.

Il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro sottolinea la necessità di una maggiore collaborazione fra le autorità sanitarie regionali e le nostre funzioni ispettive, che peraltro non hanno competenza diretta sui problemi della sicurezza, oltre che nelle situazioni che riguardano l'edilizia", ha precisato.

"Tuttavia - ha aggiunto - credo che dovremo rafforzare la possibilità che, nel momento in cui entriamo con i servizi ispettivi centrali per verificare il corretto inquadramento dei rapporti di lavoro, si possa anche e ancor più entrare nel merito dei profili della sicurezza. Io stesso, dando le linee guida per le attività ispettive - ha concluso il ministro - ho detto di guardare alle violazioni sostanziali, prima di tutto nel settore della salute e della sicurezza".

Con la Sentenza n. 21270/2009, la Corte di Cassazione, pronunciandosi di nuovo in materia di infortuni sul lavoro, ha chiarito che nelle imprese di piccole dimensioni e a conduzione familiare, il responsabile della sicurezza va individuato nel socio che è stato delegato a intrattenere i rapporti con l’ispettorato del lavoro.

Il caso in esame riguarda una s.n.c. di piccole dimensioni e a conduzione familiare. Uno dei soci, addetto a lavorare al nastro trasportatore dell’impianto per il trattamento dei pezzi di metallo, mentre era intento al proprio lavoro, non protetto da una schermatura idonea, veniva in contatto con i metalli, riportando gravi lesioni, per cui subiva l’amputazione totale dell’arto superiore sinistro. Il Tribunale di Forlì condannava alla pena ritenuta di giustizia in ordine al delitto di lesioni, colpose gravi, il socio delegato ai rapporti con l’ispettorato del lavoro, individuando nello stesso il responsabile unico della sicurezza. La Corte di Appello di Bologna confermava la sentenza di primo grado, rilevando che nel caso di società di persone, laddove non risulti l’espressa delega a una persona di particolare competenza nel settore della sicurezza, l’obbligo di adottare tutte le misure idonee e necessarie alla tutela dell’integrità fisica dei lavoratori incombe su ciascun socio, tuttavia, nel caso di specie, l’obbligo incombeva sull’imputato, in quanto il medesimo pur avendo gli stessi poteri di amministrazione del fratello era stato nominato, con delibera dell’assemblea, unico responsabile per una serie di rapporti, in particolare, per quelli con l’ispettorato del lavoro e con qualsiasi altro ufficio competente per pratiche e adempimenti in materia di lavoro, tra i quali andavano ricompresi, in assenza di qualsiasi atto di deroga, quelli in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, violati nel caso di specie. Avverso la sentenza di appello, l’imputato ha promosso ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo inammissibile.

Il ricorrente ha dedotto l’erronea applicazione della legge e l’illogicità della motivazione, osservando che sarebbe stata erroneo aver individuato nello stesso ricorrente il responsabile della sicurezza, senza considerare che, nell’ambito della piccola società in nome collettivo, la stessa posizione sarebbe stata di competenza anche del socio lavoratore, resosi vittima dell’infortunio, per una sua iniziativa colposa. II ricorrente ha sostenuto, inoltre, che a tale conclusione non poteva ostare la nomina del medesimo quale unico responsabile dei rapporti con l’ispettorato del lavoro, non rappresentando tale nomina una specifica delega in materia di sicurezza dei lavoratori.

La Corte ha osservato che la partecipazione attiva della vittima, in qualità di socio lavoratore, alla gestione della società in nome collettivo a conduzione familiare, non sarebbe stata esclusa, ma sarebbe stato ritenuto anche che, per espressa delega ricevuta dall’assemblea e accettata dal socio stesso, quest’ultimo sarebbe stato titolare, in materia di sicurezza dei lavoratori e di prevenzione degli infortuni nell’ambiente di lavoro, di una posizione di garanzia a beneficio anche del socio lavoratore. La Corte non ha ritenuto rilevante la circostanza che la delibera assembleare facesse menzione solo di pratiche e adempimenti in materia di lavoro, essendo evidente, per la stretta connessione a tale materia, l’estensione alle pratiche e agli adempimenti per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Vertendosi in una materia dibattuta anche in dottrina, la Corte ha ribadito che, se è vero che nella società, quali l’impresa familiare, i soci si trovano in una posizione paritaria e la responsabilità dell’evento dannoso ricade su ciascuno di essi e anche sul ricorrente, è vero anche che, nel caso si specie , è stata la delega espressa, a cui si è fatto riferimento, a rendere legittima la conclusione che l’imputato fosse stato investito della titolarità del dovere giuridico di predisporre i mezzi opportuni e le spese necessarie per garantire l’incolumità dei lavoratori, circostanza non verificatasi in concreto, essendo stato impiegato un macchinario pericoloso, in quanto non dotato, come prescritto dalla specifica norma antinfortunistica, di schermatura idonea a evitare accidentali contatti degli arti .

SICURTOOL 2.0

E' uscita la nuova versione di sicurtool.

Il Software per la gestione di problematiche specifiche nell'ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro: Rumore, Vibrazione, MMC, Lavoratrici Madri.
  • Movimentazione Manuale dei Carichi: utilizzando il metodo Niosh, viene calcolato, per ogni azione di sollevamento, il PLR (Peso Limite Raccomandato) ed il relativo Indice di sollevamento;
  • Esposizione al Rumore, ai sensi del D.Lgs. 81/08 TITOLO VIII Capo II (Calcolo Lex,8h, quotidiano e settimanale);
  • Esposizione alle Vibrazioni meccaniche trasmesse a sistema mano-braccio e sistema corpo intero come da D.Lgs. 81/08 TITOLO VIII Capo III;
  • Lavoratrici Madri: in adempimento al D. Lgs. n.151/2001 è possibile indicare le attività vietate (All. A e B) ed effettuare la valutazione del rischio in termini qualitativi e quantitativi (All. C);
  • Possibilità di personalizzazione su diversi tipi di database;
  • Tutor multimediale e guida in linea per un semplice apprendimento delle funzionalità del software.
  • Esportazione Anagrafica Aziendale e Dipendenti in Lavoro System
  • Esportazione Anagrafica Aziendale e Dipendenti in Sicurnet
Le novità della versione 2.0 sono:

• Ricompilazione totale del software con nuovi componenti di design
• Implementato il calcolo delle incertezze sui rilievi fonometrici nel modulo relativo al rumore
• Inserita la possibilità di creare nuove attività prototipo e salvare le valutazioni come prototipi
• Inserite nuove fonti di vibrazioni negli archivi di base ed aggiornamento degli stessi secondo sito ISPESL
• Integrazione con editor interno per la stampa diretta in formato .DOC, .DOCX, .PDF, .RTF ed altri senza l’ausilio di programmi esterni (quali ad esempio Microsoft™ Word® etc.,)
• Adottato il sistema dello Status Navigator direttamente all’avvio del programma

* Scarica Demo

Il Durc (documento unico di regolarità contributiva) e, quindi, la certificazione della regolarità contributiva rappresentano una frontiera posta dalla “Riforma Biagi” (d.lgs. n. 276/2003) a baluardo difensivo del lavoro, valutato nella prospettiva di tre dei suoi tradizionali pilastri: sicurezza sul lavoro, tutela retributiva e assicurativa, contribuzione previdenziale.

Le novità normative e della prassi in materia di Durc, d’altronde, rendono utile la pubblicazione di una sezione del sito istituzionale che consenta a tutti gli operatori di individuare con immediatezza tutta la normativa, la prassi e la modulistica utile per i diversi adempimenti obbligatori e per la migliore e completa informazione in argomento. Peraltro, al fine di andare incontro alle plurime esigenze informative dell’utenza, si è ritenuto di fornire anche in materia di Durc un servizio di risposta alle domande più frequenti.
Modelli
Il modulo di autocertificazione (con firma digitale)
Il modulo di autocertificazione (in modalità cartacea)Giustifica

Interpelli

20 febbraio 2009 - Università che partecipa a procedure ad evidenza pubblica e DURC
20 febbraio 2009 - Presentazione DURC da parte dei fornitori di beni, servizi e lavori in economia
20 febbraio 2009 - Appalti pubblici e DURC
6 febbraio 2009 - DURC e imprese straniere
23 dicembre 2008 - Art. 9, D.Lgs. n. 124/04. Sussistenza o meno dell’obbligo di iscrizione alle Casse edili da parte delle imprese di installazione di impianti che applicano il CCNL del settore metalmeccanico e partecipano a gare per l’affidamento di lavori pubblici
19 dicembre 2008 - Adozione dei parametri retributivi di CCNL ai fini del rilascio del DURC
9 luglio 2008 - Il DURC come prova per la correntezza dei pagamenti dovuti
3 settembre 2007 - Applicazione della normativa sul DURC alle imprese straniere
22 dicembre 2005 - Certificazione di regolarità contributiva e DURC

Si chiede un chiarimento in merito all’applicazione a una università statale delle disposizioni previste in tema di rilascio del DURC per la fruizione di benefici e sovvenzioni previsti dalla normativa comunitaria ai sensi dell’art.1 comma 553 della L. 266/05.

Tale norma prevede espressamente che “Per accedere ai benefìci ed alle sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti, le imprese di tutti i settori sono tenute a presentare il documento unico di regolarità contributiva di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 266”.

Successivamente all’emanazione di tale normativa il Ministero del Lavoro, con D.M. 24 ottobre 2007, ha disposto una disciplina uniforme in ordine alle modalità di rilascio e ai contenuti analitici del DURC, per le seguenti finalità: appalti di lavori servizi e forniture pubblici e privati, ai sensi dell’art 2 L. 266/02; per la fruizione di benefici e sovvenzioni previsti dalla disciplina comunitaria ai sensi della richiamata normativa (finanziaria 2006); per la concessione di “ agevolazioni normative e contributive” in materia di lavoro e previdenza sociale ai sensi dell’art 1 comma1175 della L 296/06.

Nell’individuare i soggetti obbligati, però, l’art.1 del D.M. citato dispone in maniera generica che “Il possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) è richiesto ai datori di lavoro ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale previsti dall’ordinamento nonché ai fini della fruizione dei benefici e sovvenzioni previsti dalla disciplina comunitaria”.

L’adozione del termine “datore di lavoro” non tiene però conto della diversità terminologica che intercorre tra la normativa prevista dalla legge finanziaria 2006 (per la fruizione dei benefici comunitari) nella quale è richiesto il possesso del DURC alle imprese di tutti i settori e la disposizione della finanziaria 2007 (in tema di benefici normativi e contributivi) che si rivolge ai datori di lavoro. Poiché come è noto, nel sistema delle fonti del diritto italiano, un decreto ministeriale non può modificare le disposizioni di una legge emanata dal Parlamento, si deve ritenere che l’utilizzo del termine “datori di lavoro” in relazione alla fruizione di benefici e sovvenzioni della disciplina comunitaria vada inteso, come previsto dalla legge finanziaria 2006, nell’accezione di imprese di tutti i settori………….continua

DVR non e' stato rinviato

Pubblicato da Lilino Albanese | 21:13 | | 0 commenti »

Il Consiglio dei Ministri NON ha approvato nessun decreto-legge di proroga delle scadenze al 16 maggio 2009 di alcuni obblighi del D.Lgs. 81/2008, già rinviati più volte. Quindi dal 16 maggio 2009 sono in vigore gli obblighi di: data certa, valutazione dei Rischi Stress lavoro-correlati e divieto delle visite mediche "preassuntive". Rinviati, invece: obbligo di comunicazione a INAIL del nominativo del RLS e degli infortuni di almeno 1 giorno.


Il Consiglio dei Ministri di venerdì 15 maggio 2009 NON ha approvato nessun decreto-legge di proroga delle scadenze al 16 maggio 2009 di alcuni obblighi del D.Lgs. 81/2008, già rinviati più volte.


Quindi, dal 16 maggio 2009 sono in vigore gli obblighi di:
- "data certa" sul DVR (Documento di valutazione dei Rischi), (art. 28, comma 2, D.Lgs. 81/2008)
- "valutazione dei Rischi Stress lavoro-correlati", (art. 28, comma 1, D.Lgs. 81/2008)
- divieto delle visite mediche "preassuntive", (art. 41, comma 3, lettera a, D.Lgs. 81/2008).


Rinviati, invece:
- al 16 agosto 2009: l'obbligo di comunicazione all'INAIL del nominativo del RLS, con "nota" del 15 maggio 2009 del Ministero del Lavoro
- a 6 mesi dopo l'adozione del decreto di realizzazione del SINP: l'obbligo di comunicazione a INAIL e IPSEMA degli infortuni di almeno 1 giorno e inferiori a 3 giorni, escluso quello dell'evento (art. 18, comma 1, lettera r, D.Lgs. 81/2008), con Circolare n. 17/2009 emanata il 12 maggio 2009 dal Ministero del lavoro.

Il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali con nota del 15 maggio 2009 ha disposto lo slittamento del termine per la comunicazione all'INAIL del nominativo del RLS al 16 agosto 2009 in considerazione dell'evoluzione normativa ancora in corso.

Fonte inail

Il Ministero del Lavoro ha fornito delle indicazioni operative sulla comunicazione a fini statistici e informativi degli infortuni sul lavoro, prevista dal D Lgs 81 /2008 (art. 18, comma 1, lettera r).

L'obbligo della comunicazione dei dati diventerà operativo con la costituzione del SINP (Sistema informativo nazionale per la prevenzione degli infortuni) e la definizione delle relative modalità di funzionamento. Si è quindi in attesa dell'emanazione di uno specifico decreto interministeriale, al momento in avanzata fase di elaborazione.

Infortuni sulla strada, un pericolo mortale non solo per gli appassionati del sabato sera in discoteca, ma anche per chi usa l'automobile o la moto per andare e tornare dal lavoro o all'interno della propria attività lavorativa. A ricordare i tristi numeri degli incidenti sulla strada avvenuti per ragioni di lavoro è stato il coordinatore della Consulenza statistico-attuariale dell'INAIL, Franco D'Amico, intervenuto A Genova al dibattito "Stop agli infortuni su strada", organizzato dall'Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro nell'ambito della Settimana della sicurezza su strada 2009.
Nel 2007 gli infortuni nel nostro Paese sono stati 912.410, di cui 52.371 in occasione di lavoro e 97.278 in itinere (ovvero lungo il tragitto casa-lavoro e viceversa). Mentre dei 1.207 casi mortali, verificatisi sempre nel 2007, 300 sono stati quelli in itinere e 342 quelli avvenuti in circolazione stradale.
In particolare gli infortuni da circolazione stradale in occasione di lavoro hanno riguardato soprattutto i settori dei trasporti e delle comunicazioni (9.350 incidenti), il commercio (6.380), le attività immobiliari e i servizi alle imprese (5.805) e le costruzioni (5.619). Quanto alle regioni maggiormente colpite, la maglia nera va alla Lombardia con 9.017 incidenti e 56 morti, seguita dall'Emilia Romagna che nel 2007 ha registrato 7.089 infortuni stradali e 35 casi mortali. Le lesioni più frequenti, invece, hanno interessato la colonna vertebrale (19.096), il collo (7.116) e il cranio (3.107) per un totale complessivo di oltre la metà dei 52.371 infortuni sulla strada in occasione di lavoro avvenuti nel 2007. Il giorno nero è invece il lunedì, quando avviene il 18,7% degli incidenti e il 17,8% dei casi mortali. Mentre il momento peggiore della giornata è la prima ora di lavoro, che vede il 25,8% degli incidenti e il 28,6% delle morti.

I 97.278 infortuni in itinere del 2007, invece, hanno colpito 52.440 maschi (53,9%) e 44.838 femmine (46,1%). Mentre delle 300 morti complessive, 53 (17,7%) hanno riguardato le donne. La classe di età più colpita è quella tra i 35 e i 49 anni, che ha registrato il 40,2% degli incidenti e il 37,7% dei casi mortali. Le regioni più interessate sono, anche in questo caso, la Lombardia e l'Emilia Romagna che hanno raggiunto, rispettivamente, i 21.029 e 12.916 infortuni lungo il tragitto casa lavoro. Per quanto riguarda, infine, i casi mortali il primato spetta ancora alla Lombardia (63) seguita, in questo caso, da Emilia Romagna e Veneto, entrambe a quota 35.

(ap/roma) fonte inail

Dichiarazione Giorgio Cremaschi, responsabile Ufficio salute e sicurezza Fiom


Con una importantissima sentenza, la 18998, in data 6 maggio 2009, la Corte di Cassazione ha definitivamente chiarito che le responsabilità manageriali in caso di infortuni sul lavoro non possono essere cancellate.

La sentenza infatti chiarisce che anche ove ci fossero negligenze da parte degli operai, queste non esauriscono le responsabilità dell’infortunio perché c’è un ruolo comunque di responsabilità e supervisione dei vertici aziendali.

Questa sentenza smentisce totalmente il lodo salvamanger, l’articolo 10bis inserito dal Governo nella riscrittura in atto del Testo unico sulla salute e la sicurezza. A questo punto è evidente che la legislazione è già completamente esaustiva della materia, che la Magistratura è in grado di intervenire a tutti i livelli delle responsabilità aziendali in caso di infortunio e che l’azione del Governo non ha lo scopo di regolare una materia incerta, ma di inibire la Magistratura e la legge. Dopo questa sentenza è ancora più necessario che l’articolo 10bis del nuovo Testo Unico sia semplicemente cancellato.

È attiva sul portale dell'INAIL (Punto cliente) la procedura per la comunicazione dei nominativi dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

I datori di lavoro devono effettuare la comunicazione utilizzando la procedura online (punto cliente) , entro il 16 maggio 2009.

I datori di lavoro che hanno già inviato delle comunicazioni all'INAIL devono ripetere l'invio utilizzando la procedura o il format previsto (Modulo comunicazione RLS INAIL) .

Downlad :

* La circolare INAIL n. 11/2009

* Punto cliente

* Modulo comunicazione RLS INAIL

L'INAIL chiarisce gli obblighi dei datori dei lavoro e dei dirigenti per la comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (circolare n. 11 del 12 marzo 2009). La procedura on-line sarà accessibile dal sito dell'Istituto attraverso Punto Cliente.

La comunicazione all'INAIL dovrà riferirsi ad ogni singola azienda, o unità produttiva in cui l'azienda è articolata, e andrà effettuata entro il 31 marzo di ogni anno. Solo per il 2009, pochè si tratta della prima applicazione di nuove norme e procedure, la scadenza è fissata al 16 maggio, e i nominativi trasmessi devono "fotografare" la situazione in essere al 31 dicembre 2008.


Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 47 del Testo Unico) è eletto o designato dai lavoratori: nelle aziende in cui tale designazione non sia stata effettuata, il datore di lavoro ovviamente non dovrà procedere ad alcuna comunicazione.


Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l'azienda potrà semplicemente confermare la situazione già comunicata; diversamente, dovrà procedere ad una nuova segnalazione."


Appalti pubblici, per le aziende esonero dal Durc

La misura è stata introdotta nel decreto "Tagliaoneri", il provvedimento messo a punto dai ministri Sacconi e Brunetta che, entro il 2012, dovrà realizzare 5,3 miliardi di tagli alla burocrazia in vista del raggiungimento degli obiettivi di Lisbona.

Nell'area "Lavoro e sicurezza" previsti per le pmi risparmi per 700 milioni

Il datore di lavoro non sarà più obbligato a presentare il Durc, il Documento unico di regolarità contributiva, per partecipare ad appalti pubblici. Sarà, bensì, la stazione appaltante - ovvero, l'ente pubblico - a provvedere a quest'incombenza, sgravando le imprese dal sostenerne i costi. Lo prevede la norma di semplificazione introdotta dal decreto "Tagliaoneri" i cui risultati nel settore del lavoro e della previdenza sono stati illustrati oggi a palazzo Chigi dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. L'operazione, hanno sottolineato i rappresentanti del governo, consentirà un risparmio di 16 milioni di euro. Oltre a questa novità, è stata annunciata anche l'introduzione del sistema Uniemens: un'unica comunicazione telematica dei dati contributivi e retributivi, che sostituirà le due mensili necessarie fino a oggi, permettendo alle imprese di tagliare circa 680 milioni di euro. Queste nuove misure si aggiungono alle semplificazioni introdotte per quanto riguarda la tenuta dei libri paga, matricola, i prospetti informativi e le dichiarazioni di ottemperanza degli obblighi per il collocamento dei disabili e le comunicazioni obbligatorie di assunzione, cessazione e denuncia nominativa degli assicurati, da parte dei datori di lavoro.

"Si tratta di riforme che permettono di liberare energia e capacità contributiva", ha detto Sacconi ricordando anche le recenti norme che hanno esteso l'utilizzo dei voucher ora utilizzati per la vendemmia o per i lavori stagionali nel turismo, anche ai servizi di assistenza e cura alla famiglia. "Queste misure di semplificazione non solo producono emersione del lavoro nero, regolarizzazioni, ma incoraggiano la creazione di nuovi posti di lavoro".

In generale, ha aggiunto Brunetta, sarà necessario un taglio di 5,3 miliardi euro l'anno alla burocrazia per raggiungere entro il 2012 gli obiettivi di Lisbona. I primi piani di riduzione degli oneri riguarderanno almeno due milioni di imprese e comporteranno per le Pmi un risparmio nell'area "Lavoro e previdenza" di ulteriori 700 milioni di euro. Queste cifre si aggiungono ai 4,1 miliardi già tagliati con il d.l. n. 112/2008, per un totale risparmiato di circa 4,8 miliardi di euro l'anno ( 48% in meno dei costi). Mentre per l'area "Prevenzione e incendi" la diminuzione sarà di oltre 500 milioni di euro l'anno (con una riduzione del 37% dei costi). "Stiamo operando per rispondere all'obbligo europeo che prevede per il nostro paese un taglio del 25% dei costi alla burocrazia", ha sottolineato Brunetta. "Queste cifre non andranno subito nelle tasche di famiglie e imprese, ma i risultati si vedranno nel tempo. Si tratta, inoltre di misure che non vanno a toccare in nessuno modo i diritti dei lavoratori".

Infine, importanti novità riguarderanno anche la comunicazione tra cittadini e P.a. "Entro settembre il sistema Pec (Posta elettronica certificata) sarà reso universale per famiglie imprese, si potranno così inviare le comunicazioni anche attraverso la propria mail", ha sottolineato Brunetta. "Questo meccanismo sostituisce la posta raccomandata introducendo un elemento in più, perché si certifica il contenuto dell'oggetto e non la busta come avveniva prima". L'introduzione del Pec comporterà anche oneri in più per la pubblica amministrazione. "Se si comunica per via elettronica si obbliga la P.a. a rispondere nello stesso modo e in tempi brevi. Se invece le risposte non arriveranno nei tempi standard previsti, si apre per i cittadini la possibilità di far valere i propri diritti attraverso il sistema della class action". Inoltre, ha aggiunto il ministro della Funzione pubblica, "entro maggio, contiamo di presentare un vero e proprio ‘Statuto dei doveri della Pubblica Amministrazione nei confronti del cittadino', che sarà una sorta di codice dei doveri che mette insieme quanto già previsto dalla legge".

(ec/roma) fonte inail


Con provvedimento Governo costruisce una normativa tesa a salvaguardare, a proteggere e a rinforzare gli interessi e la centralità dell'impresa a scapito del lavoro
07/05/2009

“Qualcuno ha parlato di lavoro di cesello” sullo schema di decreto legislativo che modifica il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81), “io dico che è molto peggio. Qui si fa un’altra operazione: si tolgono i pioli e si fa cadere l’intera impalcatura”. È questa l’idea della segretaria confederale della CGIL, responsabile dei temi salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Paola Agnello Modica, nel ribadire la “nettissima contrarietà” della confederazione sul testo del governo che, ha detto, “non è ideologica ma fondata su profonde ragioni di merito”.

Quel testo, ha ribadito la dirigente sindacale nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare le osservazioni della CGIL, e della Consulta Giuridica del lavoro, sul decreto correttivo, “è una vera e propria controriforma” che mina “norme fondamentali del codice civile, di quello penale e dello Statuto dei lavoratori attraverso l’uso improprio di un decreto legislativo”. Ma non solo, ha rincarato, “la nostra contrarietà è assoluta nei confronti delle modifiche che si operano, in maniera diretta o indiretta, al codice penale, al codice civile e allo Statuto”.

Un giudizio, quello della segretaria confederale, supportato dallo studio presentato dalla Consulta giuridica del lavoro dell’organizzazione sindacale che analizza, punto per punto, il decreto approvato in Consiglio dei Ministri il 27 marzo scorso per concluderne che si tratta di una “controriforma”. Il professore Carlo Smuraglia ha spiegato che la valutazione non nasce da un “pregiudizio: non si è dato il tempo al Testo Unico per verificarne l'efficacia ma, da subito, con il cambio di governo è spirato un vento di controriforma”.

Mentre secondo la CGIL, così come emerge dalle osservazioni contenute in un documento, il decreto correttivo di fatto de-responsabilizza il datore di lavoro e il dirigente e riduce la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. “Il Governo - si legge - costruisce una normativa tesa a salvaguardare, a proteggere e a rinforzare gli interessi e la centralità dell'impresa a scapito del lavoro”. Il sindacato sottolinea come siano a rischio sia i diritti individuali sia quelli collettivi dei lavoratori. In particolare la CGIL non condivide l’abrogazione del divieto di visita preassuntiva da parte del medico di fiducia dell'azienda e le nuove norme sulla cartella sanitaria ma soprattutto “il ridimensionamento del ruolo della rappresentanza e della contrattazione di secondo livello, dei diritti e delle prerogative di tutte le rappresentanze dei lavoratori”.
La segretaria confederale Paola Agnello Modica ha puntato poi il dito contro l’esecutivo che “approfitta della crisi per abbassare i diritti”. Il governo, ha aggiunto, “sta di fatto approfittando della crisi per dare un impostazione dall’uscita che è al ribasso per i diritti. Scatenando una competizione basata sulla riduzione dei costi, dei doveri e delle responsabilità dei datori di lavoro rispetto all’intera società” mentre “le differenze sociali si stanno acuendo”. Quanto al Libro Bianco sul welfare, presentato ieri dal ministro Sacconi, Agnello Modica ha osservato: “Non so se Sacconi dice che non tocca l'art. 18 ora, intendendo che non lo fa prima delle elezioni, ma gia' con il decreto sulla sicurezza attacca lo Statuto e in particolare l'articolo 5 che prende il divieto della visita sanitaria pre assunzione, il 9 sul ruolo dei rappresentanti dei lavoratori e il 13 che sancisce il diritto di vedere garantita la retribuzione in caso di cambio di mansione per malattia a seguito di infortunio”.

È attiva sul portale dell’INAIL (Punto cliente) la procedura per la comunicazione dei nominativi dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

I datori di lavoro devono effettuare la comunicazione utilizzando la procedura online, entro il 16 maggio 2009.

Organo: DIREZIONE GENERALE - Direzione Centrale Prevenzione
Documento: Circolare n. 11 del 12 marzo 2009
Oggetto: Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: comunicazione nominativi1.

Quadro Normativo

• Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 :”Attuazione dell’art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Art. 18 :”Obblighi del datore di lavoro e del dirigente” Art. 47 :”Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” Art. 55 :” Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente”

PREMESSA

Sentite la Direzione Generale dell’attività ispettiva e la Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, si provvede ad emanare una circolare per fornire chiarimenti in ordine agli adempimenti posti a carico dei datori dei lavoro e dei dirigenti ai fini della comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO: Precisazioni

L’art. 18, comma 1, lettera aa) del Decreto legislativo n. 81/2008 stabilisce:

Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’art. 3 e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

L’art. 47 stabilisce i criteri e le modalità di elezione e designazione dei suddetti Rappresentanti nelle aziende e/o nelle unità produttive.

Rientrano pertanto nell’obbligo di comunicazione i datori di lavoro ovvero i dirigenti - se tale compito rientra nelle competenze attribuite loro, nell’ambito dell’organizzazione, dal datore di lavoro - di qualsiasi settore privato e pubblico (art. 3, comma 1).

Sono esclusi da tale obbligo le Amministrazioni e gli Istituti espressamente enunciati dall’art. 3, 2°comma ed al riguardo si esprime riserva di dare indicazioni, in considerazione del rinvio alla emanazione di Decreti attuativi contenuta nella disposizione succitata.

TERMINI E MODALITA’ DELLE COMUNICAZIONI

La comunicazione all’INAIL, a cadenza annuale, deve essere effettuata per la singola azienda ovvero per ciascuna unità produttiva in cui si articola la azienda stessa nella quale opera/no il/i Rappresentante/i e deve riferirsi alla situazione in essere al 31 dicembre dell’anno precedente.

L’INAIL ha predisposto una apposita procedura per la segnalazione in oggetto, procedura on line accessibile dal sito dell’Istituto attraverso Punto Cliente.

L’inserimento in procedura potrà essere effettuato fino al 31 marzo di ciascun anno; in sede di prima applicazione la scadenza della comunicazione per il 2009 (che esprime la situazione in essere al 31 dicembre 2008) è fissata al 16 maggio 2009.

Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l’utente avrà la possibilità di confermare la situazione già presente in archivio; altrimenti dovrà procedere ad una nuova segnalazione.

ISTRUZIONI OPERATIVE PER L’ACCESSO ALL’APPLICAZIONE DICHIRAZIONE RLS E MODALITA’ DI INSERIMENTO.

Aziende e pubbliche amministrazioni assicurate INAIL

Le aziende o le amministrazioni pubbliche soggette all’obbligo assicurativo INAIL che non abbiano ancora provveduto ad effettuare la registrazione al sito www.inail.it devono:

1. collegarsi al sito www.inail.it ;

2. selezionare Registrazione ;

3. accedere alla sezione Registrazione ditta;

4. inserire nell’apposita maschera il Codice Utente ed il PIN1

L’INAIL provvederà ad inviare a mezzo posta alla ditta un PIN2 che, unito al PIN1, darà origine alla password provvisoria per il primo accesso al sito.

Dopo aver effettuato il primo accesso ai Servizi di Punto Cliente, inserito i dati relativi al responsabile dei servizi telematici dell’azienda ed aver personalizzato la password, la ditta potrà accedere all’applicazione Dichiarazione RLS.

Per le aziende e le amministrazioni pubbliche soggette all’obbligo assicurativo INAIL che siano già registrate, effettuando l’accesso ai Servizi di Punto Cliente, potranno visualizzare la procedura Dichiarazione RLS .

Aziende e pubbliche amministrazioni non assicurate INAIL

Il titolare o il delegato della ditta/pubblica amministrazione - non presente nella nostra Banca dati in quanto non assicurato INAIL - deve effettuare la registrazione sul sito dell’Istituto come di seguito specificato:

1. collegarsi al sito www.inail.it ;

2. selezionare Registrazione ;

3. accedere alla sezione Registrazione utente generico;

4. compilare con i suoi dati la maschera “Registrazione utente generico” specificando se si tratta di azienda non soggetta all’assicurazione INAIL o amministrazione non soggetta ad assicurazione INAIL e, infine, cliccare su “SALVA”.

L’utente che si è registrato riceverà all’indirizzo e-mail che ha indicato nella maschera “Registrazione utente generico” un messaggio con l’indicazione di una password.

Con il proprio codice fiscale e la password, l’utente entrerà sul sito www.inail.it in “Punto Cliente”, dove selezionerà la funzione “Ditte non INAIL” – “Anagrafica” (Nuova ditta) compilerà una maschera con tutti i dati anagrafici della Ditta.

A questo punto, verrà attribuito alla Ditta il numero di “Codice Cliente” ed un numero di pin (4 cifre).

Qualora il titolare o il delegato della Ditta abbia difficoltà ad eseguire le sopraindicate operazioni, può rivolgersi ad una qualsiasi Sede dell’Istituto. Sarà l’operatore della Sede che, sostituendosi al datore di lavoro, effettuerà tutto il percorso sopra riportato fino all’attribuzione del numero di “Codice Cliente” e del pin. Naturalmente, l’operatore Inail dovrà indicare nella schermata “Registrazione utente generico” il proprio indirizzo e-mail (es.: m.rossi@inail.it).

Consulenti del lavoro

Quando il datore di lavoro decida di non curare direttamente o a mezzo di propri dipendenti l’inserimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, può affidare l’incarico ad un Consulente del lavoro.

In questo caso se il consulente del lavoro è già autorizzato all’accesso su “Punto Cliente”, avrà la possibilità di procedere all’inserimento degli RLS, per i clienti in delega, senza effettuare altre operazioni; se la ditta/pubblica amministrazione non è ancora inserita nelle deleghe del consulente del lavoro, perché non soggetta ad INAIL, il consulente medesimo potrà effettuare le operazioni di registrazione per conto della ditta/pubblica amministrazione come sopra descritto.

Se la ditta/pubblica amministrazione ha già effettuato la registrazione, può fornire al Consulente del lavoro il Codice cliente ed il codice PIN per gli adempimenti di cui sopra.

Nel momento in cui siano state effettuate le operazioni di registrazione e conseguentemente si possiede un Codice Cliente, si potra’ selezionare l’applicazione DICHIARAZIONE RLS per procedere alla comunicazione oggetto della presente circolare con le informazioni e secondo le modalità che seguono:

UNITA’ PRODUTTIVA

PROGRESSIVO UNITA’ PRODUTTIVA

DENOMINAZIONE

INDIRIZZO

COMUNE

PROVINCIA

CAP

DATI ANAGRAFICI RAPPRESENTANTI PER LA SICUREZZA

CODICE FISCALE

COGNOME

NOME

DATA INIZIO INCARICO (ai fini del monitoraggio della cadenza temporale delle nomine)

Se ci sono più unità produttive la procedura consente l’attivazione di più maschere e conseguentemente i dati relativi al RLS devono essere indicati con riferimento all’unità in cui opera.

Terminato l’inserimento ed effettuato l’invio da parte dell’utente, la procedura registra in archivio i dati comunicati storicizzandoli e rilascia all’utente stampa della ricevuta della comunicazione, anche ai fini della esibizione in caso di accesso da parte degli organi vigilanti, competenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

Per quanto riguarda l’inoltro della dichiarazione, come già detto in precedenza, l’accesso ai Servizi di Punto Cliente è riservato alle Aziende e ai Delegati delle Aziende (Consulenti del Lavoro, ecc.). Qualora si utilizzi il meccanismo delle subdeleghe, i subdelegati potranno inserire tutti i dati relativi ad una o più unità produttive ma l’avvio iniziale e l’inoltro finale della dichiarazione potranno essere effettuati unicamente dall’utenza principale.

MODIFICA DEI DATI

Qualora l’utente ritenga di dover modificare alcuni dati dopo aver inviato la comunicazione, utilizzerà l’apposita funzione modifica .

Il sistema prevede che tale operazione sia chiusa entro 5 giorni dall’apertura. Scaduto tale termine il sistema chiude automaticamente la richiesta di modifica e conserva la registrazione della comunicazione preesistente. Pertanto per produrre effetti di modifica la richiesta dovrà essere riproposta.

SANZIONI

L’art. 55 del Decreto legislativo n. 81/2008 prevede, in caso di violazione dell’art. 18 comma 1, lettera aa) del medesimo Decreto, una sanzione amministrativa pecuniaria di €. 500,00.

Qualora per problemi tecnici l’inserimento non potesse avvenire on-line, si potrà inviare eccezionalmente la segnalazione di cui trattasi al fax 800 657 657 - utilizzando il modello predisposto che può essere richiesto presso le Sedi dell’Istituto o scaricato dal sito dell’INAIL: www.inail.it .

In considerazione dell’esigenza di normalizzazione delle comunicazioni e’ necessario che coloro che prima dell’emanazione della presente circolare hanno inviato le segnalazioni tramite posta o fax, provvedano alla comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, utilizzando il format e la relativa procedura on-line.

modulo rsl download

Durante questi primi mesi di vita del nuovo Testo unico si è discusso a lungo proprio sugli strumenti idonei a conferire data certa al documento di valutazione e sono emerse anche diverse problematiche applicative che, vista anche l' entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di valutazione dei rischi (1° gennaio 2009, ), appare necessario approfondire.

In primo luogo occorre premettere che il principio in base al quale «Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa» trova la sua evidente ratio nella necessità avvertita dal legislatore di porre rimedio, in qualche modo, alla tendenza di retrodatare il documento; inoltre, questa innovazione deve essere messa in relazione anche alla correlata abolizione dell'obbligo di comunicare il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) all'azienda sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro (di cui all'art. 8, D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626) che ora deve essere tassativamente riportato proprio nel documento di valutazione [(ai sensi dell'art. 28, comma 2, lettera e)] [1].

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Parere negativo nei confronti del decreto correttivo elaborato dal ministro Sacconi. Solo la Lombardia lo promuove. Il governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani: "Il provvedimento propone un sistema di controlli non credibile". Il responsabile del welfare: "Ma noi andiamo avanti"

La conferenza delle regioni boccia il decreto correttivo al testo unico sulla sicurezza sul lavoro, elaborato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, all'interno della delega del provvedimento varato dal governo Prodi. Il parere negativo, a quanto si apprende, è stato condiviso da tutte le regioni con l'esclusione della Lombardia.

Secondo il governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, le critiche si sono concentrate su due punti: gli articoli 2 bis e 10 bis. "Il primo mette in discussione le competenze delle Regioni e propone un sistema di controlli non credibile", afferma Errani. "Con il secondo, con un eccesso di interpretazione della delega, si costruisce un sistema che di fatto mette in discussione responsabilità anche precedenti come nel caso del processo Thyssen, che si troverebbe in una situazione difficile".

Su questi punti le Regioni hanno nei giorni scorsi proposto all'esecutivo delle modifiche che non sono state accolte. L'assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Romano Colozzi, spiega la posizione fuori dal coro. "Pur essendoci alcune criticità che si potevano precisare meglio", sostiene, "ci sembra che il provvedimento complessivamente non meritasse una bocciatura".

Immediata la risposta di Sacconi. "Andiamo avanti, ovviamente", ha replicato il ministro. "Le Regioni di centrodestra si esprimeranno in modo diverso". Secondo il rappresentante del governo il parere negativo della Conferenza si qualifica come una posizione "più politica" che di merito. Sulle obiezioni Sacconi precisa, inoltre, che la definizione del ruolo degli enti bilaterali "è uno dei punti di maggior condivisione con le parti sociali".

Il 16 maggio entrerà definitivamente in vigore, salvo ulteriori proroghe, il Decreto Legislativo 81/2008, che ha sostituito il decreto 626/94 sulla sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro.


Questa scadenza ha suscitato molta preoccupazione tra le imprese, alimentata da voci allarmistiche circa nuovi e complessi adempimenti da attuare.
In realtà, il Decreto 81/2008 ha confermato gli obblighi della 626, ai quali ci si doveva già adeguare da tempo, introducendo solo alcune novità su punti specifici.
Comunque, la scadenza del 16 maggio può essere l’occasione per fare un check-up sulla sicurezza in azienda e verificare se si è in regola con tutti gli obblighi di legge.


Vediamo quindi i punti della normativa più interessanti per le aziende commerciali, con le novità introdotte al D. 81/08, il quale si applica a tutte le imprese ove vi sono, oltre al titolare, collaboratori con qualsiasi tipologia contrattuale. Quindi, tutti gli obblighi si applicano integralmente anche alle aziende con uno o due dipendenti.
Valutazione dei rischi: Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi presenti in azienda ed individuare le misure di prevenzione e protezione dai rischi. Tale compito non è delegabile; anche se svolto da un tecnico di fiducia, il datore di lavoro ne porta comunque la responsabilità.
Documento di valutazione dei rischi: contiene tutte le indicazioni relative ai criteri adottati per individuare i rischi, alle misure di prevenzione ed alla loro attuazione. Secondo la precedente norma, le aziende con meno di dieci dipendenti erano esonerate dalla redazione del documento, sostituito da un’autocertificazione attestante l’avvenuta valutazione dei rischi. Ora il documento è obbligatorio per tutti, ma le aziende con meno di 10 dipendenti possono autocertificare la valutazione fino all’uscita del decreto ministeriale con le istruzioni per la redazione semplificata del documento. L’autocertificazione dovrà contenere i seguenti dati: generalità dell’azienda e del datore di lavoro, attività svolta, nominativo del responsabile del servizio di prevenzione, dichiarazione dell’avvenuta valutazione dei rischi e dell’individuazione delle misure preventive e di sicurezza.


Il Decr. 81/2008 ha previsto che il documento deve avere data certa (annullo postale, registrazione pubblica, etc.). Inoltre, esso va integrato con altre valutazioni di rischi (rischio stress, presenza di stranieri non parlanti italiano, etc) introdotte dal decreto. Entrambi questi adempimenti vanno realizzati entro il 16 maggio.
Servizio Prevenzione e protezione: Il datore di lavoro ha l’obbligo di istituire il servizio di prevenzione e protezione e designarne il responsabile e gli addetti. Il responsabile, che può essere lo stesso datore, deve frequentare un corso di formazione di 16 ore. Per chi lo ha già fatto, il decr. 81/2008 prevede un aggiornamento di 4 ore.
Il servizio collabora con il datore di lavoro nell’individuazione e nella valutazione dei rischi e delle misure di prevenzione e protezione da attuare; provvede inoltre all’informazione ed alla formazione dei lavoratori sui rischi ed organizza la riunione periodica (obbligatoria solo nelle aziende con più di 15 dipendenti, con cadenza annuale) con i lavoratori sulla prevenzione e protezione.
Il datore di lavoro che svolga direttamente tali compiti dovrà inviare agli organi di vigilanza comunicazione dell’avvenuta valutazione dei rischi e della redazione del documento o dell’autocertificazione, unitamente ad una dichiarazione attestante la capacità di svolgimento di tali compiti e l’attestazione di frequenza del corso di formazione.
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:
Il rappresentante è scelto dai lavoratori riuniti in assemblea e della sua elezione deve essere redatto un verbale sintetico, da conservarsi unitamente agli altri documenti riguardanti la sicurezza aziendale. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dovrà essere consultato dal datore di lavoro in occasione della valutazione dei rischi, della designazione del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e riguardo alla formazione dei lavoratori. Egli può segnalare al datore di lavoro eventuali situazioni di rischio, anche per conto dei lavoratori e verifica l’applicazione elle misure di sicurezza. Il rappresentante dei lavoratori ha diritto a ricevere, a cura del datore di lavoro, una apposita formazione in materia di salute e sicurezza, della durata minima di 32 ore, e un aggiornamento periodico di 4 ore. L’attestazione di tale formazione deve essere conservata in azienda. Attenzione: il Decr. 81/2008 ha stabilito che il nominativo del rappresentante va comunicato all’INAIL entro il 16 maggio p.v.
Informazione dei lavoratori : Il datore di lavoro ha inoltre l’obbligo di informare i lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione, sulle procedure da adottare in caso di pericolo e sui rischi connessi alle proprie specifiche mansioni.


Obblighi dei lavoratori: osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro in materia di sicurezza ed utilizzare correttamente le attrezzature ed i dispositivi di protezione forniti dal datore di lavoro, non utilizzare attrezzature o svolgere qualsiasi incarico se non autorizzati, non effettuare operazioni che possano mettere in pericolo altri lavoratori, cooperare con il datore di lavoro al mantenimento delle condizioni di sicurezza.
Primo soccorso: occorre tenere a disposizione una dotazione minima di materiale per il primo soccorso o, nelle aziende con 5 o più dipendenti, una cassetta di pronto soccorso. È obbligatorio avere almeno un addetto al primo soccorso (datore o lavoratore) che abbia frequentato un corso di 8 ore.


Servizio antincendio: almeno 1 addetto che abbia frequentato l’apposito corso di formazione (4 ore per le attività a basso rischio, come i negozi). Almeno 1 estintore ogni 100 mq. di superficie.


Medico competente: è previsto solo per le attività con obbligo della sorveglianza sanitaria. Nel caso dei laboratori orafi, tale obbligo è previsto per le lavorazioni che utilizzino, per operazioni di lucidatura, saldatura, fusione, etc., sostanze potenzialmente dannose quali cadmio, arsenico, mercurio, resine, solventi etc. Le attività commerciali in genere sono escluse dall’obbligo della sorveglianza sanitaria e non sono pertanto tenute alla nomina del medico competente. Si tenga però presente che gli addetti alla movimentazione di carichi superiori a 30 Kg. e gli operatori al videoterminale (esclusi i registratori di cassa) che utilizzano l’attrezzatura, in modo sistematico ed abituale, per almeno 20 ore settimanali, dedotte le pause di 15 minuti ogni 2 ore previste dalla legge, devono obbligatoriamente essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.