Infotel
cloud

Sappiamo che dal 16 maggio il documento valutazione rischi deve avere data certa.Uno degli strumenti che è possibile utilizzare per garantire la data certa sul documento Valutazione Rischi è la posta elettronica certificata.

Ricordiamo brevemente cosa si intende per posta elettronica certificata:
Posta Elettronica Certificata

Il servizio di posta elettronica che fornisce al mittente la prova legale dell'invio e della consegna di documenti informatici. La posta elettronica certificata (PEC) è la trasmissione telematica di comunicazioni con ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna e avviene ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. La trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata mediante la posta elettronica certificata, equivale, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta e ha valore legale. La data e l'ora di trasmissione e di ricezione di un documento informatico trasmesso mediante posta elettronica certificata sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e alle relative regole tecniche.

Bene, CONSORZIO INFOTEL, avvalendosi della PEC, offre gratuitamente il servizio di data certa.

PER OTTENERE LA DATA CERTA SUL DVR SEGUIRE QUESTI SEMPLICI PASSI:
  1. INVIARE IL DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI IN FORMATO DOC O PDF A lab@consorzioinfotel.it
  2. ALL’INDIRIZZO MAIL CON IL QUALE È STATO INVIATO IL DOCUMENTO SARÀ RESTITUITO IL DOCUMENTO CON DATA CERTA
CONSORZIO INFOTEL semplicemente e velocemente ti consente di ottemperare all’obbligo di data certa.

dvr

* Presenza di un interno un editor di testi integrato per la creazione dei documenti in uscita direttamente nei formati .DOC .DOCX .RTF, .PDF. HTML ed altri senza necessità (per la visualizzazione e la modifica) di acquisto di editor di altre case produttrici
* Gestione degli archivi di base (macchine, attrezzature, sostenza)
* Possibilità di creare nuove schede di sicurezza direttamente dagli archivi
* Funzione controlli per stampare le check list di verifica degli ambienti di lavoro
* Nuove schede di sicurezza
* Correlazione tra le schede 'fasi lavorative" e le relative schede di macchine, attrezzature e sostanza utilizzate in quella fase
* Anagrafica comune a tutti i lavori
* Divisione delle schede di sicurezza per gruppi
* Ottimizzazione del documento finale di stampa

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Le modifiche al d lgs 81

Pubblicato da Lilino Albanese | 13:17 | | 0 commenti »

image6.jpgAll’indomani dell’ennesima strage sul lavoro, l’incidente di Riva Ligure, si torna a parlare di Testo unico sulla sicurezza. In vista del parere delle commissioni Lavoro e Affari Sociali della Camera, che dovrebbe arrivare martedì prossimo, i parlamentari del Pd sono sul piede di guerra.

Felice Casson, senatore del Partito democratico ha usato parole piuttosto dure relativamente al testo di modifica del decreto 81. 'Lo schema di decreto legislativo del governo fa fare pericolosi passi indietro alla normativa", ha detto. "I continui fatti di cronaca sulle morti bianche - ha continuato - dimostrano infatti che bisogna alzare la guardia e non abbassarla come vuole fare il governo". Secondo il senatore, in effetti, lo schema di decreto modifica profondamente la normativa approvata dal governo Prodi con il Testo Unico e "comporta un abbassamento dei livelli di tutela", nonché "lo stravolgimento dell'intero sistema sanzionatorio'.

Le modifiche al testo Unico d lgs 81

su cui Casson punta maggiormente il dito sono quelle relative allo "svuotamento, o meglio l'azzeramento, delle responsabilità del datore di lavoro anche in presenza di una sua condotta omissiva". La cosiddetta norma 'salva-manager'. Per Casson, i ritocchi al testo unico comporterebbero infatti il venir meno per i datori di lavoro "del ruolo di garanti della incolumità fisica dei lavoratori, nonché dell'obbligo di controllo e del dovere di vigilanza fino a questo momento mai messi in discussione'.

'Fin dall'inizio – ha invece sottolineato Antonio Boccuzzi, deputato democratico e sopravvissuto alla strage della Thyssen - abbiamo dato disponibilità a una revisione del decreto 81, ma nell'ottica di un suo miglioramento e della garanzia di applicazione dello stesso'. Boccuzzi cita gli ultimi episodi di morti sul lavoro in Liguria e Sardegna, come a Mineo e sottolinea: 'Non vogliamo che tutto questo venga considerato'normale' e dimenticato'.

Nel decreto legislativo correttivo, poi, ci sono anche altri ritocchi che preoccupano l’opposizione. Si va dalla questione del documento di rischio alla diminuzione delle sanzioni, alla certificazione, affidata a enti bilaterali, cosa che il Pd considera 'anomala e sbagliata', fino all'articolo 2-bis, sulla 'presunzione di conformità'. Ma la necessità di migliorare il testo riguarda anche la salvaguardia del patto sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che prevede 250mila interventi ispettivi a fronte della riduzione del 17% dei controlli operata dal governo.

Per il Pd, poi, c'è anche la necessità di aumentare i controlli sanitari per le patologie da lavoro e il controllo degli standard qualitativi di riabilitazione. Insomma, aggiunge la deputata sarda Amalia Schirru 'serve attenzione 365 giorni l'anno, non solo quando accadono gli incidenti'. Il Partito democratico, infatti, chiede una serie di modifiche, in modo che 'i fondamenti' del testo unico restino intatti.

Cesare Damiano, responsabile lavoro del Pd, preferisce però lanciare segnali di distensione alla maggioranza. Damiano spiega che si stanno cercando 'convergenze' con il relatore del parere, Giuliano Cazzola, per modificare il testo". Anche Cazzola sembra voler aprire all'opposizione, puntualizzando che "sullo schema correttivo del decreto legislativo, i relatori e la maggioranza dimostreranno di avere capacità di ascolto delle proposte e delle posizioni emerse durante le audizioni e la discussione". In ogni caso,Cazzola ha precisato che assumeranno "in proprio e in piena convinzione ed autonomia", la responsabilità del parere di competenza.


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31 luglio 2009


Vi informiamo che il Consiglio dei Ministri seduta nr. 58 di oggi, 31 luglio 2009, ha approvato il testo del Decreto Correttivo al D lgs 81 / 2008.

Il provvedimento va ora all'esame del Capo dello Stato.

Il provvedimento non entrerà subito in vigore, poiché:

- prima dovrà essere immediatamente inviato all'esame e alla firma del Capo dello Stato, che dovrà avvenire improrogabilmente entro il 16 agosto

- successivamente dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale;

- poi dovranno decorrere i 15 giorni di "vacatio legis", normalmente previsti.


''Con il provvedimento varato oggi - si legge in una nota del ministero del Welfare - l'Italia e' in condizioni di poter vantare un complesso di regole in materia di salute e sicurezza condiviso tra Amministrazioni e parti sociali e pienamente in linea con le migliori regolamentazioni europee ed internazionali. Al testo finale si e' arrivati, in particolare, dopo un lungo e intenso confronto realizzato in piu' sedi e con tutti gli interlocutori istituzionali e sociali interessati. Da ultimo, dopo l'approvazione, il 27 marzo scorso, di uno schema di decreto correttivo, si e' passati attraverso una ampia istruttoria finalizzata alla formulazione del parere in Conferenza Stato-Regioni e si e' sviluppato un esauriente e serrato dibattito nell'ambito delle Commissioni parlamentari di Camera e Senato.Da tali attivita' sono emerse (in particolare nell'ambito dei pareri formulati dalle Commissioni parlamentari) indicazioni di grande rilievo, considerate attentamente dal Governo nella definitiva stesura del 'correttivo'.


Leggi tutto.....

E' stata pubblicata la check list per la compilazione del documento di valutazione dei rischi e per la sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. elaborato dal Dr. arch. Marcello Tambone a cura del Servizio Prevenzione Protezione .

* Scarica check list

Sarà inaugurato il 2 luglio lo "Sportello sicurezza sul lavoro", istituito questa mattina dopo la firma del protocollo d'intesa di valore biennale tra la Direzione regionale INAIL Lazio e l'Unione industriali e delle imprese di Roma (Uir). A siglarlo, rispettivamente, Antonio Napolitano, direttore dell'INAIL Lazio, insieme al presidente della Uir e il vicepresidente con delega sicurezza al lavoro, Aurelio Regina e Angelo Cavilli. Un accordo voluto - spiegano - per tutelare i lavoratori, le aziende e ridurre il rischio infortuni, semplificando le regole.

Aperto dalle ore 14 alle 17 presso la sede della Uir (in via Noale 206), lo Sportello permanente fornirà assistenza tecnico/normativa e realizzerà attività di orientamento e informazione per imprese e lavoratori; ad accogliere le aziende ci sarà personale dell'INAIL e della stessa Unione industriali. Prevista anche la promozione di meccanismi premiali per le aziende virtuose sia in tema di contribuzione, sia relativamente alle graduatorie degli appalti della pubblica amministrazione.

"'INAIL è impegnato al fianco delle imprese e dei lavoratori da sempre a combattere la brutta piaga degli infortuni sul lavoro e a favorire la semplificazione amministrativa", ha dichiarato Antonio Napolitano, direttore dell'INAIL Lazio. "Vogliamo essere vicini alle aziende e al territorio e la prova è data dalla circostanza che mettiamo a disposizione le nostre risorse umane non solo nelle sedi INAIL, ma anche presso la sede della Uir. Un'iniziativa che ci consentirà di conoscere in maniera diretta e in tempo reale i bisogni delle aziende per aiutarle ad attuare gli adempimenti amministrativi e assicurativi; inoltre forniremo loro consulenza in materia di sicurezza, a seguito dell'entrata in vigore del Testo Unico n. 81/08".

Con l'accordo sarà messo a disposizione, sul sito dell'Unione industriali, anche un accesso telematico attraverso il quale le aziende potranno porre quesiti, ricevendo risposte per posta elettronica: uno sportello "virtuale" che si affiancherà a quello fisico. In cantiere - a partire dal mese di ottobre - 5 seminari formativi congiunti che si concluderanno nel 2010 e tratteranno diversi argomenti: la valutazione del rischio e lo stress da lavoro correlato; il sistema della gestione della sicurezza, gli appalti, i comportamenti sicuri; casi di responsabilità dei datori di lavoro e deleghe. Il tavolo tecnico cercherà di mettere in campo strumenti operativi per semplificare gli adempimenti a carico delle aziende in materia di sicurezza, come la redazione del modello di valutazione dei rischi e la realizzazione del sistema di gestione della sicurezza.

Quella promossa dall'INAIL, quindi, è un'attività formativa, ha precisato Napolitano, "a dimostrazione che le imprese non sempre vengono lasciate da sole ma che, al contrario, anche le Pubbliche amministrazioni possono essere al loro fianco, aiutandole a diventare sempre più competitive, nel rispetto delle regole di sicurezza per tutelare la salute dei lavoratori". Prova né è la tendenza, registrata nel Lazio tra il 2007 e il 2008, della riduzione degli infortuni mortali, scesi del 20%.

"Vogliamo fare di Roma un centro virtuoso per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro", ha detto Regina poco prima di siglare l'accordo, che segue quello firmato la settimana scorsa con il mondo sindacale. "Questo è un progetto di cui vantarsi e c'è uno slancio condiviso alla base delle imprese, è un tipo di cultura che si sta facendo strada, sono eccellenze anche in materie di questo tipo che sono una macchia troppo scura nel mondo delle imprese".

Inoltre durante l'incontro di stamani è stata resa nota la volontà di entrambe le organizzazioni di realizzare a breve sinergie sul territorio anche con il mondo della scuola, in particolare con gli istituti tecnici industriali. Alla luce della recente riforma, infatti, si punta a un raccordo sempre più stretto fra Università, Aziende e Istituti superiori curando, al contempo, la preparazione sempre più mirata dei giovani in relazione al loro ingresso nel mondo del lavoro. A questo infatti potranno presentarsi già formati e informati sulle problematiche legate alla sicurezza.

(ab/lazio)

image0.jpg1. Effettuare una valutazione dei rischi


I datori di lavoro devono intraprendere tutti i passi necessari per garantire la protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori. Per prevenire gli infortuni, il datore di lavoro deve introdurre un sistema di gestione della salute e della sicurezza che comprenda la valutazione dei rischi, la gestione dei rischi e le procedure di monitoraggio.

I principi che dovrebbero essere considerati durante l'intero processo di valutazione dei rischi possono essere suddivisi in una serie di fasi:


  • Fase 1. Individuare i pericoli e i rischi
    Verificare cosa può arrecare danno e individuare i lavoratori che potrebbero essere esposti ai pericoli.


  • Fase 2. Valutare e attribuire un ordine di priorità ai rischi
    Valutare i rischi esistenti (la loro gravità, la probabilità che si verifichino, …) e attribuire loro un ordine di priorità in base all'importanza. È essenziale stabilire un ordine di priorità per ogni attività volta a eliminare o prevenire i rischi.

  • Fase 3. Decidere l’azione preventiva
    Individuare le misure appropriate per eliminare o controllare i rischi.


  • Fase 4. Intervenire con azioni concrete
    Mettere in atto le misure di prevenzione e di protezione sulla base di un piano di priorità (probabilmente non sarà possibile risolvere subito tutti i problemi) e specificare le persone responsabili di attuare determinate misure e il relativo calendario d'intervento, le scadenze entro cui portare a termine le azioni previste e i mezzi messi a disposizione per realizzare le misure individuate.


  • Fase 5. Controllo e riesame
    La valutazione deve essere rivista regolarmente, per garantire che sia sempre aggiornata. In particolare, dev'essere rivista ogniqualvolta vengano apportate variazioni significative all'organizzazione o alla luce dei risultati di indagini riguardanti un infortunio o "quasi incidente".

Accertamenti sanitari per verificare l’assenza di condizioni di alcol dipendenza in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi

Legislazione di riferimento

1. LEGGE QUADRO in materia di alcol e problemi alcol correlati 125/2001 art.15

- Comma 1 (divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche per le attivita’lavorative che comportano elevato rischio di infortuni sul lavoro o sicurezza per la salute di terzi)

- Comma 2 (deputate ai controlli alcoli metrici sono il medico competente ed il MDL dei servizi PSAL con funzioni di vigilanza)

- Comma 3 (programmi terapeutici e riabilitativi)

2. INTESA ai sensi art.8 L.131/2003 – CONFERENZA PERMANENTE STATO-REGIONI. G.U. 75 del 30 marzo 2006

Individuazione attività lavorative che comportano elevato rischio di infortuni o per la sicurezza di terzi ai fini del divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche

3. Dlgs 81/2008 art.41 comma 4 sorveglianza sanitaria-“verifica di assenza di condizioni di alcol-dipendenza”


ATTIVITÀ LAVORATIVE CHE COMPORTANO UN ELEVATO RISCHIO D’INFORTUNI SUL LAVORO OVVERO PER LA SICUREZZA, L'INCOLUMITÀ O LA SALUTE DEI TERZI.

1) attività per le quali e' richiesto un certificato di abilitazione per l'espletamento dei seguenti lavori pericolosi:

a) impiego di gas tossici (art. 8 del regio decreto 9 gennaio 1927, e successive modificazioni);

b) conduzione di generatori di vapore (decreto ministeriale 1° marzo 1974);

c) attività di fochino (art. 27 del decreto del Presidente della Repubblica 9 marzo 1956, n. 302);

d) fabbricazione e uso di fuochi artificiali (art. 101 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635);

e) vendita di fitosanitari, (art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290);

f) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari ( decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1450, e successive modifiche);

g) manutenzione degli ascensori (decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162);

2) dirigenti e preposti al controllo dei processi produttivi e alla sorveglianza dei sistemi di sicurezza negli impianti a rischio di incidenti rilevanti (art. 1 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334);

3) sovrintendenza ai lavori previsti dagli articoli 236 e 237 del decreto dei Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547;

4) mansioni sanitarie svolte in strutture pubbliche e private in qualità di: medico specialista in anestesia e rianimazione; medico specialista in chirurgia; medico ed infermiere di bordo; medico comunque preposto ad attività diagnostiche e terapeutiche; infermiere; operatore socio-sanitario; ostetrica caposala e ferrista;

5) vigilatrice di infanzia o infermiere pediatrico e puericultrice, addetto ai nidi materni e ai reparti per neonati e immaturi; mansioni sociali e socio-sanitarie svolte in strutture pubbliche e private;

6) attività di insegnamento nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado;

7) mansioni comportanti l'obbligo della dotazione del porto d'armi, ivi comprese le attività di guardia particolare e giurata;

8) mansioni inerenti le seguenti attività di trasporto:

a) addetti alla guida di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria B, C, D, E, e quelli per i quali e' richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada;

b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell'esercizio ferroviario;

c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell'infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di carriera e di mensa;

d) personale navigante delle acque interne;

e) personale addetto alla circolazione e alla sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari aerei e terrestri;

f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie;

g) personale marittimo delle sezioni di coperta e macchina, nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi posatubi;

h) responsabili dei fari;

i) piloti d'aeromobile;

l) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo;

m) personale certificato dal registro aeronautico italiano;

n) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea;

o) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;

p) addetti alla guida di' macchine di movimentazione terra e merci;

9) addetto e responsabile della produzione, confezionamento, detenzione, trasporto e vendita di esplosivi;

10) lavoratori addetti ai comparti della edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza;

11) capiforno e conduttori addetti ai forni di fusione;

12) tecnici di manutenzione degli impianti nucleari;

13) operatori e addetti a sostanze potenzialmente esplosive e infiammabili, settore idrocarburi;

14) tutte le mansioni che si svolgono in cave e miniere.

Accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi.

Legislazione di riferimento


1. LEGGE QUADRO in materia di stupefacenti n. 309/1990 art.125 Comma 1 (accertamenti di assenza di tossicodipendenza pre-assuntivie periodici)

2. INTESA ai sensi art.8 L.131/2003 – CONFERENZA PERMANENTE STATO-REGIONI del 30.10.2007 “In materia di accertamento di assenza di tossicodipendenza..”

3. INTESA CONFERENZA PERMANENTE STATO-REGIONI del 18.9.2008 “Procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze in lavoratori addetti a..”

4. DLG 81/2008 art.41 comma 4 sorveglianza sanitaria - “verifica di assenza di condizioni di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti”

Mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute dei terzi (soggette agli accertamenti sanitari)

1) Attività per le quali è richiesto un certificato di abilitazione per l'espletamento dei seguenti lavori pericolosi:

a) impiego di gas tossici (art. 8 del regio decreto 1927, e successive modificazioni);

b) fabbricazione e uso di fuochi di artificio (di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635) e posizionamento e brillamento mine (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 302);

c) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1450, e s.m.).

2) Mansioni inerenti le attività di trasporto:

a) conducenti di veicoli stradali per i quali e' richiesto il possesso della patente di guida categoria C, D, E, e quelli per i quali e' richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada;

b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell'esercizio ferroviario che esplichi attività di condotta, verifica materiale rotabile, manovra apparati di sicurezza, formazione treni, accompagnamento treni, gestione della circolazione, manutenzione infrastruttura e coordinamento e vigilanza di una o più attività di sicurezza;

c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell'infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di camera e di mensa;

d) personale navigante delle acque interne con qualifica di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite a noleggio;

e) personale addetto alla circolazione e a sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari, aerei e terrestri;

f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie;

g) personale marittimo di prima categoria delle sezioni di coperta e macchina, limitatamente allo Stato maggiore e sottufficiali componenti l'equipaggio di navi mercantili e passeggeri, nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi posatubi;

h) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo;

i) personale certificato dal registro aeronautico italiano;

l) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea;

m) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;

n) addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci.

3) Funzioni operative proprie degli addetti e dei responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi.

" AMBIENTE E LAVORO "Una rinnovata attenzione in ordine ai valori fondanti della vita sociale sarà fortemente sollecitata dalle nuove situazioni determinate dalle crisi che ci attendono. È legittimo immaginare il riemergere di sensibilità ed attenzioni nei confronti di tematiche e valori se non dimenticati, quantomeno per troppo tempo soffocati e sottaciuti. … Non più solamente sicurezza per i lavoratori ma anche rivalutazione della qualità e della dignità del lavoro.
Bologna

QUARTIERE FIERISTICO
10/12 Giugno 2009

Richiedi Invito

Consulta giuridica del lavoro CGIL. Note sullo schema di decreto “correttivo e integrativo” del d.lgs. 9 aprile 08 n. 81, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 27 marzo 2009, in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. (Provvedimento “correttivo” o controriforma?)

Note sullo schema di decreto “correttivo e integrativo” del d lgs 9 aprile 08 n. 81, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 27 marzo 2009, in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

INDICE – SOMMARIO

PREMESSA
1. La mancata attuazione del d lgs 81 / 08
1.1. Le proroghe
1.2. I ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi
2. La deresponsabilizzazione dei datori di lavoro
2.1. Le presunzioni di conformità
2.2. La certificazione
2.3. Le conseguenze sul diritto al risarcimento dei danni delle vittime di infortunio
3. Le nuove ipotesi di esclusione della responsabilità penale del datore di lavoro e la “rivisitazione” del sistema sanzionatorio
3.1. L’art. 15 bis
3.2. L’art. 16
3.3. La “rivisitazione” del sistema sanzionatorio
4. La violazione degli obblighi comunitari
4.1. La violazione della clausola di responsabilità contenuta nell’art. 5 direttiva 89/391(CE
4.2. Il contrasto con la direttiva 89/391/CE delle disposizioni relative alla valutazione dei rischi
4.3. La valutazione dei rischi da interferenze lavorative
4.4. La riduzione del campo di applicazione
5. L’abbassamento dei livelli di protezione
5.1. L’incostituzionalità per violazione del criterio direttivo di all’art. 1, c. 3, 1. n. 123/07
5.2. I passi indietro rispetto al d.lgs. 81/08
6. Il ruolo pubblico
7. La riduzione dei poteri degli organi di vigilanza
7.1. I limiti al potere di sospensione dei lavori
7.2. I limiti di carattere amministrativo
8. La partecipazione dei lavoratori
8.1. I limiti alla costituzione e ai diritti dei Rls
8.2. Il ruolo degli organismi paritetici
Considerazioni conclusive

* Scarica Documento

Alcune regioni hanno reso on line i prezzari utili a stimare i costi della sicurezza secondo il d lgs 81 / 08 e tutte le normative vigenti in materia, uno strumento indispensabile in caso di appalti.

Prezzari :

- Regione Marche: prezzario regionale pubblicato sul B.U.R. n. 8 del 08/01/2007;
- Regione Lombardia: edizione 2008 del prezzario per i lavori e le opere pubbliche.
- Regione Veneto: prezzario 2008 on line;
- Regione Emilia-Romagna: pagina web con diversi elenchi di prezzi a cui fare riferimento nella realizzazione di opere pubbliche;
- Regione Friuli Venezia Giulia: Prezzario Regionale dei lavori pubblici 2006, pagina web con visualizzatore prezzi e documento scaricabile .
- Regione Umbria: pagina web per accedere ai diversi documenti componenti l’Elenco Regionale dei Prezzi - Edizione 2008.
- Regione Valle d'Aosta: Elenco prezzi 2008 per l'esecuzione di lavori pubblici di interesse regionale, pagina web e documento scaricabile.
- Regione Basilicata: pagina web con le tariffe di riferimento dei prezzi per l'esecuzione di opere pubbliche edizione 2008;
- Regione Sardegna: pagina web relativa al prezzario aggiornato a febbraio 2009;
- Gazzetta ufficiale Regione Sicilia: prezzario regionale pubblicato il 20/07/2007;
- Comune di Cuneo: pagina web per accedere ai prezzari 2008 relativi a opere urbanizzazione (2009), opere edili (2008), prezzi sicurezza del 2008 .

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Art. 26.
Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione

1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonche' nell'ambito dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima:
a) verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all'articolo 6, comma 8, lettera g), l'idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d'opera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica e' eseguita attraverso le seguenti modalità:
1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
2) acquisizione dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;
b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.

2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori:
a) cooperano all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull'attività lavorativa oggetto dell'appalto;
b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva.

3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non e' possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento e' allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.

4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l'imprenditore committente risponde in solido con l'appaltatore, nonche' con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall'appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.

5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro e' determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro e' determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.

7. Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, come da ultimo modificate dall'articolo 8, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizioni del presente decreto.

8. Nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro.

Il Presidente della Camera è intervenuto al convegno organizzato a Montecitorio "Il lavoro che cambia": "Questa agguerrita competizione internazionale si gioca sui costi e sulla produttività, ma anche sull'innovazione". Il pomeriggio si è aperto con un minuto di silenzio in omaggio ai tre operai morti nel Cagliaritano

È cominciato con un minuto di silenzio in omaggio ai tre operai morti asfissiati nella cisterna dello stabilimento Saras in provincia di Cagliari il convegno sul tema "Il lavoro che cambia", organizzato ieri pomeriggio a Roma dalla Fondazione della Camera dei deputati. "È l'ennesima tragica notizia", ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini. "Credo che sia doveroso per tutti alzarsi in piedi e commemorarli come si deve". Fini ha poi richiamato l'attenzione sulla questione della sicurezza sui posti di lavoro che rimane "drammaticamente ancora aperta". Quanto alle difficoltà del momento attuale ha precisato: "Oggi tutti sappiamo che le nostre imprese si debbono confrontare con una agguerritissima competizione internazionale che si gioca anche sui costi, sulla produttività e sull'innovazione, mentre gli indici generali della situazione economica continuano a registrare una situazione davvero pesante e rimangono deboli i segnali che pur vi sono di una possibile ripresa".

"Dalla crisi si deve uscire con una lezione salutare, ossia con il ritorno all'economia reale", ha affermato invece il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo una fase di "progressiva finanziarizzazione dell'economia". Se così non fosse, ha ammonito, usciremmo dalla crisi con le contraddizioni che già caratterizzavano il sistema produttivo, ovvero il frazionamento delle imprese e il "capitalismo di tipo familiare". Quanto alla sicurezza nei luoghi di lavoro, "non vorrei si allentasse l'attenzione" ha affermato il numero uno della Cgil, che è tornato a criticare il provvedimento governativo: "Si mandano segnali contraddittori", ha affermato. "Meglio sarebbe stato dare applicazione al testo unico messo a punto dal governo Prodi cambiando in un secondo tempo sulla base dell'esperienza". Peraltro, ha osservato il sindacalista, c'è il rischio che "la crisi generi meno attenzione verso la sicurezza".

Al convegno a Montecitorio è intervenuto anche il direttore di Confindustria, Giampaolo Galli, che ha assicurato che "oggi le imprese italiane stanno facendo il possibile per non espellere i propri lavoratori e per mantenere un legame con loro". Una maggiore attenzione al mondo del lavoro è stata infine invocata dal presidente della Fondazione della Camera, Fausto Bertinotti. C'è bisogno di accendere una luce sulla questione del lavoro che da decenni è oscurata, ha detto Bertinotti. "I lavoratori sono diventati invisibili" ha proseguito l'ex presidente della Camera, ricordando che tra i problemi dell'oggi vi sono sicuramente "il perdurare della tragedia dei morti sul lavoro, un livello salariale ai minimi e una precarietà che investe un'intera generazione".

(ap/roma)

Registrate 140mila denunce e 178 morti bianche. Colpiti in particolare i lavoratori provenienti da Romania, Albania e Marocco. I settori più a rischio: costruzioni, industria dei metalli e trasporti. Tra le regioni maglia nera a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto

Cresce in Italia il numero degli infortuni sul lavoro tra gli stranieri. Nel 2007 sono state oltre 140mila le denunce, di cui 178 relative a incidenti mortali. In totale la quota di infortuni degli immigrati ha superato ormai il 15% del totale, con un aumento, solo nell'ultimo anno, di oltre 11 mila casi rispetto al 2006. Il fenomeno in parte è spiegato dalla crescita dell'occupazione straniera nel nostro paese. Il dato degli incidenti è comunque in controtendenza rispetto all'andamento generale, per il quale si riconferma, invece, il trend decrescente osservato negli ultimi anni. In generale, quindi, la riduzione annua complessiva degli infortuni dell'1,7% per il 2007, è il risultato della contrazione delle denunce degli infortuni a lavoratori italiani e dell'aumento di quelle degli stranieri. Lo rende noto l'INAIL, in occasione della presentazione oggi a Roma del progetto "Lavorare sicuri".

Rispetto ai Paesi di provenienza l'aumento è stato maggiore tra i migranti dell'Unione europea, quasi il 150% in più rispetto all'anno precedente. Il fenomeno è dovuto all'ingresso dal primo gennaio 2007 di Romania e Bulgaria in Ue. Se si considera, invece, il settore di attività economica, il numero più alto di infortuni si rileva in quelle attività dove più forte è l'impiego di manodopera straniera, cioè nelle costruzioni, nell'industria dei metalli e nei trasporti.

Per quanto riguarda le morti sul lavoro, gli 11 casi in più rispetto al 2006 hanno riguardato in modo particolare i lavoratori dell'industria e servizi. In totale le denunce mortali dei migranti rappresentano poco meno del 15% del totale, ma l'entrata tra i Paesi comunitari della Romania, che detiene il primato delle morti bianche nel nostro paese, ha fatto aumentare i casi per i Paesi dell'Unione di oltre due volte e mezzo. Il maggior numero di incidenti e morti sul lavoro, infatti si registra per lavoratori originari della Romania, del Marocco e dell' Albania. Rispetto, infine, alle regioni il maggior numero di casi tra gli stranieri si registra in Lombardia con 29 mila denunce e 45 casi mortali(21% del totale); Emilia Romagna con 27mila infortuni e 25 morti su lavoro (19%) e Veneto con 24 mila incidenti e 21 morti (17%).

(ec/roma)

Il presidente dell'INAIL ha annunciato la campagna di formazione e informazione promossa dall'Istituto per facilitare l'inserimento e l'integrazione delle diverse etnie culturali presenti nel nostro Paese

"Registriamo, ormai da qualche anno, un aumento degli infortuni che colpiscono i lavoratori stranieri, spesso impiegati nei settori più a rischio. Dal 2001 al 2007, siamo passati da 82mila infortuni a 140mila. Un fenomeno da tenere in particolare attenzione soprattutto se si considera che il totale incidenti è invece in diminuzione. Erano 912mila nel 2001 mentre il dato quasi definitivo per il 2008 è di 874.866 casi". Lo ha dichiarato il presidente dell'INAIL Marco Fabio Sartori, che oggi a Roma ha presentato il progetto "Lavorare sicuri", promosso dall'Istituto per diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro tra i migranti. "Di fronte a questo trend in controtendenza non potevamo rimanere fermi", ha aggiunto. "Oltre al fatto che la manodopera straniera è spesso impiegata in settori più pericolosi, c'è un problema culturale e di formazione. Per questo abbiamo deciso di lanciare questo progetto pilota, ma ambizioso, sul quale abbiamo investito 450mila euro, sperimentando un modello che poi dovrà essere collaudato ed esteso".

L'iniziativa "Lavorare sicuri" è articolato in due fasi, distinte ma correlate tra loro. Il primo aspetto riguarda la formazione: gli operatori INAIL (circa 250) acquisiranno conoscenze sulle problematiche relative all'inserimento e all'integrazione dei lavoratori stranieri, individuando adeguati strumenti di comprensione dei codici culturali delle diverse etnie insediate sul territorio. Ciò consentirà sia di facilitare il rapporto tra l'Istituto e le comunità di lavoratori immigrati, sia di informare i lavoratori sui rischi nei luoghi di lavoro. Insieme all'INAIL opereranno anche mediatori culturali e responsabili locali delle associazioni più rappresentative delle diverse etnie (circa 350). Il secondo passo dell'iniziativa punta invece sull'informazione. I lavoratori stranieri, compresi quelli non ancora inseriti a pieno titolo nel mondo del lavoro, verranno raggiunti da una campagna di sensibilizzazione finalizzata all'apprendimento di comportamenti responsabili, alla conoscenza di diritti/doveri e dei servizi di tutela offerti dall'INAIL.

"I maggiori elementi di rischio per gli stranieri riguardano la mancata conoscenza della normativa, che si associa a una minore consapevolezza. Il nostro obiettivo vuole essere quello di rafforzare la rete di sicurezza per questi lavoratori attraverso operatori interni ed esterni all'Istituto", ha aggiunto Mauro Fanti direttore centrale della Prevenzione dell'INAIL. "In ogni territorio verranno realizzati cinque corsi di formazione che coinvolgeranno circa 600 persone. Ci sarà poi un portale web di riferimento per l'iniziativa, un newspaper e un forum- continua Fanti- L'attività di comunicazione verrà portata avanti sia nei punti di trasferimento di denaro, come la Wester Union e nei luoghi di aggregazione, con 900mila pieghevoli, 6mila locandine, 4mila card calendario e 10mila gadget. In più un camper partirà a giugno da Bergamo e girerà per le strade delle città selezionate".

Le prime regioni interessate dall'iniziativa saranno quelle che fanno registrare ogni anno il maggior numero di incidenti tra gli stranieri: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. "Questo progetto punta anche a sensibilizzare i lavoratori stranieri che sono costretti a lavorare in nero- ha concluso Sartori- a cui possiamo far capire che non devono accettare sempre e comunque certe proposte. L'accrescimento della consapevolezza dei propri diritti passa anche attraverso il convincimento culturale dei cittadini con cui andiamo a interloquire".

(ec/roma)

Alle imprese artigiane spetta una riduzione sull’ammontare complessivo dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, dovuti per l’anno 2008, nella misura del 2%.

La misura, contenuta nel decreto del 27 marzo 2009, emanato dal ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze, (G.U. n.119 del 25 maggio 2009), si inserisce nell’ambito di una politica di prevenzione e promozione della sicurezza che premia, attraverso la riduzione dell’obbligo contributivo, le imprese che, oltre ad essere in regola con gli adempimenti contributi e la normativa di settore, investono concretamente per la tutela dei lavoratori.

La riduzione dell’obbligo contributivo, in attuazione di quanto previsto dalla L.296/06, viene applicata alle imprese che:

  • non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio
  • abbiano adottato piani pluriennali di prevenzione per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e d igiene nei luoghi di lavoro, concordati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e territoriale e trasmessi agli Ispettorati del lavoro.

L'INAIL provvede alla verifica dell'effettiva attuazione dei piani pluriennali di prevenzione; in caso di mancata attuazione provvede, nel corso del 2010, al conguaglio negativo dei relativi importi. Le risorse così generate sono destinate ad incrementare l'ammontare disponibile per il periodo di
riferimento, al fine di attribuire una maggior riduzione a quelle imprese che hanno concretamente investito nella prevenzione.

Fonte: ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali