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In controtendenza rispetto all'andamento generale del paese, gli infortuni sul lavoro ai danni dei lavoratori stranieri in Italia aumentano di anno in anno: 124.828 nel 2005 (13,3% sul totale nazionale), 129.303 nel 2006 (13,9%), 140.785 nel 2007 (15,4%) e 143.561 nel 2008 (16,4%). Tra le strategie messe in atto dall'INAIL per limitare questo fenomeno drammatico si distingue, dunque, per la sua particolare significatività il progetto "Lavorare sicuri", che prenderà il via domani a Brescia. Tra gli elementi che caratterizzano in modo rilevante l'iniziativa, innanzi tutto, spicca la regione scelta come sede "pilota": la Lombardia (in particolare le province di Bergamo e Brescia, dove nel 2007 si sono registrati rispettivamente 4.252 e 5.946 incidenti tra lavoratori immigrati), una delle aree nazionali dove questo genere di infortuni si verifica con particolare frequenza.

"Il numero più elevato di incidenti tra i lavoratori stranieri dipende da fattori legati alla cultura, alla lingua e alla percezione del rischio", spiega Alfonso Speranza, direttore INAIL di Brescia. "Per questo il progetto punta sulla formazione e sull'informazione". "Lavorare sicuri" prevede, così, la formazione di 250 operatori INAIL di sportello, che acquisiranno competenze per rapportarsi meglio con le diverse etnie e facilitare così i rapporti fra questa specifica tipologia di utenza e l'Istituto, e di circa 350 mediatori culturali o rappresentanti delle associazioni di stranieri.

Ancora, i lavoratori immigrati verranno raggiunti da una campagna di sensibilizzazione dedicata ai comportamenti responsabili in azienda, sui diritti e doveri, e sui servizi di tutela offerti dall'INAIL. Entro il 2010 il progetto "Lavorare sicuri" verrà esteso anche a tutte le altre regioni del paese.

Entrando nello specifico dei dati, a livello generale in Lombardia crescono gli incidenti sul lavoro che coinvolgono immigrati, pur essendo in diminuzione quelli mortali. Nel 2007, infatti, gli infortuni denunciati all'INAIL sono stati 29.497 (la maggior parte dei quali - 24.900 - ha riguardato extracomunitari). Nel 2008 il dato è salito a quota 29.673 - la cifra è ancora provvisoria e ufficiosa - e anche in questo caso gli extracomunitari sono risultati i più colpiti (24.678 casi). Diverso, invece, l'andamento degli incidenti mortali: si è passati dai 45 stranieri nel 2007 ai 40 nel 2008. Le province con più infortuni, nel 2007, sono Milano (9.050), Brescia (5.946) e Bergamo (4.252), quelle che contano il maggio numero di lavoratori stranieri. Per i casi mortali al primo posto spicca Milano (13 morti), seguita da Bergamo (10) e Mantova (7).

Per quanto riguarda le nazionalità, i marocchini sono i più coinvolti, con 4.751 infortuni e 7 decessi nel 2008 (dato provvisorio e ufficioso). Seguono romeni (3.256 incidenti e 7 morti) e albanesi (2.614 infortuni e 3 morti).

(RedSoc/Lombardia)

Il nostro paese non rispetta la direttiva europea del 2001 sulla tutela dei lavoratori in caso di trasfe-rimento di un’azienda in stato di crisi.

Per questo i giudici europei hanno dunque accolto l’11 giugno scorso, il ricorso presentato dalla stessa Commissione europea contro la legge italiana del 1990.

Inaccettabile per Bruxelles che con la legge italiana i lavoratori perdano il diritto al riconoscimento della loro anzianità, del trattamen-to economico, delle qualifiche professionali, nonché il diritto a prestazioni di vecchiaia derivanti dal regime di sicurezza sociale legale e il beneficio del mantenimento, per un periodo minimo di un anno, delle condizioni previste dal contratto di lavoro.

Ogni anno 60.000 persone muoiono per arresto cardiaco e la maggior parte dei decessi avviene durante il lavoro.

Secondo i dati forniti dal 118 di Bologna per ogni morto sul lavoro per causa traumatica ce n'è almeno un altro che muore per arresto cardiaco in orario di lavoro. L'età media delle persone colpite è compresa fra i 37 e 59 anni. Per questo Ispesl e IRC Comunità, Gruppo Italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare hanno firmato un accordo per facilitare la diffusione capillare della cultura dell'emergenza e del Primo Soccorso efficace.

L'obiettivo è ridurre il numero dei morti sul lavoro, in particolare dei decessi avvenuti in seguito ad arresti cardiaci improvvisi, monitorando le diverse realtà lavorative interessate da questo fenomeno. Ispesl e IRC stanno lavorando insieme, sottolineando l'urgenza della modifica dei protocolli sanitari e l'introduzione del defibrillatore semiautomatico.

Fondazione "Sosteniamoli subito"

L'Anmil Onlus ha dato vita alla Fondazione Anmil "Sosteniamoli subito", un ente di diritto privato di assistenza e di ricerca.

Puoi aiutare la Fondazione tramite il conto corrente postale n. 71435580 intestato a Fondazione ANMIL “Sosteniamoli Subito Onlus” - Via A. Ravà, 124 - 00142 Roma oppure tramite il Conto Corrente bancario IBAN IT 86 X 03002 05271 0000 105857 52 intestato a Fondazione “Sosteniamoli subito” onlus Unicredit Banca - L.go Apollinaire - Roma EUR

Lo scopo principale della Fondazione è quello di promuovere azioni assistenziali nei confronti delle vittime degli infortuni sul lavoro, offrendo in particolare un aiuto economico immediato ai superstiti dei caduti sul lavoro, quando essi siano in stato di bisogno e non abbiano sufficienti fonti di reddito per vivere, in attesa delle procedure di accertamento amministrativo e giudiziario previste dalla legge.

La Fondazione, inoltre, svolge studi e ricerche, anche istituendo premi e borse di studio, negli ambiti della medicina legale e del lavoro, con particolare riferimento agli infortuni ed alle malattie professionali, alla sicurezza del lavoro, delle macchine e degli ambienti di produzione.

Il fondo di dotazione iniziale della Fondazione Anmil, che ha comunque carattere rotativo, si arricchisce con la raccolta di donazioni liberali e con i contributi di altri enti, pubblici o privati, che partecipino ai singoli progetti.

La Fondazione vuole conquistare, mediante la propria attività, il ruolo di centro qualificato di realizzazione di progetti di elevato valore sociale e scientifico, promuovendo attività che abbiano concrete ricadute positive sulla prevenzione e sicurezza del lavoro e sugli infortuni e malattie professionali; ma soprattutto cercherà sempre di garantire una adeguata assistenza a coloro che, malgrado ogni sforzo, restano comunque vittime di incidenti gravi o mortali causati dall'attività lavorativa o professionale svolta.

Gli Organi statutari

Il Consiglio di amministrazione della Fondazione Anmil "Sosteniamoli subito" è composto da 15 membri: Stelio Bianchin, Antonino Capozzo, Gualtiero Ceccon, Gabriele Coccia, Walter Ferrari, Concetta Ilardo, Lorenzo Lorusso, Vito Antonio Lorusso, Piero Marchetti, Livio Pellegrino, Antonio Giuseppe Sechi, Pietro Semenzato e Adua Vallar.

Il presidente è Antonio Giuseppe Sechi, il vice presidente Vito Antonio Lorusso ed il segretario Stelio Bianchin, che insieme a Giovanni Baccarelli e Liviana Urbinati costituiscono il Comitato esecutivo.

Cronologia

La costituzione della Fondazione Anmil "Sosteniamoli subito" è stata deliberata dal Comitato esecutivo dell'Anmil Onlus il 7 maggio del 2005 ed è stata ratificata, divenendo definitivamente esecutiva, dal Consiglio nazionale, riunito a Roma venerdì 17 e sabato 18 giugno 2005, che ha anche designato, mediante elezione, i 15 componenti del consiglio di amministrazione. Il 1° dicembre 2005 si è riunito il primo Consiglio di amministrazione della Fondazione Anmil, che si è quindi insediato, provvedendo anche all'affidamento degli incarichi al proprio interno.

Con l'insediamento degli organi la fondazione è entrata nel pieno dei propri poteri e sta avviando le sue prime attività di istituto.


Art. 100 D. Lgs. 81/08 e allegato XV D. Lgs. 81/08.

Il piano è lo strumento finalizzato all'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori, nonché la stima dei relativi costi che non sono soggetti al ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici. Il piano contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dalla eventuale presenza simultanea o successiva di più imprese o dei lavoratori autonomi ed è redatto anche al fine di prevedere, quando ciò risulti necessario, l'utilizzazione di impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva. Il piano è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell'opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione.

Nei cantieri per lavori pubblici e nei cantieri privati soggetti a permesso di costruire viene predisposto dal Coordinatore per la Progettazione dell'opera.
Nel caso, dopo l'affidamento, dei lavori ad un'unica impresa, l'esecuzione dei lavori sia affidata ad un'altra o più imprese, oppure nei cantieri privati non soggetti a permesso di costruire, deve essere nominato il CSE. Il CSE quindi provvede alla redazione del PSC.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) viene predisposto nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese (anche non contemporanea).

Scarica Schede grafiche PSC

Modulistica sicurezza da scaricare :

  • Designazioni addetti emergenze
  • Elezione RLS
  • Nomina RLST
  • Consegna DPI
  • Consultazione RLS
  • Consegna Manuali DPI
  • Informazione dei lavoratori etc.....



icon15.png Scarica Modulistica

Sicurezza Scuola

Pubblicato da Lilino Albanese | 13:21 | , | 0 commenti »

Difendere il diritto alla Sicurezza anche nelle scuole. L’ISPESL dedica una giornata alla prevenzione per far crescere in sicurezza tutti coloro che vivono ogni giorno l’ambiente scolastico. Per questo il 25 giugno l’Istituto ha organizzato, nell’ambito della sesta edizione del SANIT (Forum Internazionale della Salute Roma, Palazzo dei Congressi 23-26 giugno), un seminario rivolto a promuovere la divulgazione della cultura della sicurezza ed a capire come gli studenti, i docenti e il personale ATA percepiscono il rischio.

“Risulta fondamentale – sottolinea il Direttore Generale dell’ISPESL, Umberto Sacerdote – avere fin dall’infanzia la giusta percezione del rischio e acquisire già nei primi anni di scuola nozioni sulla prevenzione, salute e sicurezza. Per questo l’ISPESL è da sempre attivo, anche in questo senso proponendo a studenti, insegnanti e dirigenti scolastici, le proprie linee guida sui corretti stili di vita; solo attraverso una corretta informazione, infatti, si potrà ridurre e impedire il rischio”.

A sottolineare la particolare sensibilità dell’Istituto nei confronti della tematica il Direttore dell’Unità Funzionale Formazione DPO (dipartimento processi organizzavi) Carlo Gentili. “La scuola rappresenta per l’ISPESL – sottolinea Gentili - il punto di forza e di svolta da cui partire per favorire nei bambini e nei giovani, i cittadini di domani, lo sviluppo di una efficiente cultura della Salute e Sicurezza, nonché stili di vita sani e sicuri. A tal fine l’Istituto, focal point dell’agenzia europea dalla Sicurezza, ha promosso e divulgato molteplici iniziative per inserire nei percorsi formativi scolastici e universitari, materie volte a favorire la conoscenza delle tematiche della Salute e Sicurezza sul lavoro”.

“L’odierno convegno – spiega il Direttore del DPO - si pone come obiettivi sia quello di illustrare le iniziative assunte in ambito scolastico e in ambienti di vita, sia di evidenziare l’importanza dell’adozione di buone pratiche nel sistema educativo di ogni ordine e grado. Le buone pratiche coinvolgono studenti, genitori, dirigenti scolastici che sono gli attori del sociale della scuola, in una cooperazione attiva che sviluppi gli aspetti di Salute e Sicurezza sul lavoro con quelli di Salute e Sicurezza negli ambienti di apprendimento”.

Attenzione particolare sarà dedicata anche alla presentazione del progetto ENETOSH (European Network Education and Training in Occupational Safety and Health), approvato dall’Agenzia Nazionale della Commissione Europea e finanziato dal Programma Leonardo Da Vinci. Lo scopo principale è la creazione di una “Rete Europea di Educazione e Formazione alla Salute e Sicurezza sul Lavoro”, al fine di promuovere l’utilizzo di “buone pratiche” oltre i confini nazionali e culturali.

La tragedia sul lavoro di Riva Ligure (Imperia), dove hanno perso la vita i due operai impegnati all'interno di una vasca di depurazione, richiama ancora una volta l'attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Nonostante siano frequenti le morti bianche e molte le leggi emanate al fine di evitare i numerosi incidenti sul lavoro (circa 1.200 decessi ogni anno), si continua a morire per inosservanza delle più elementari regole di prevenzione.

"E' l’ennesimo grave incidente sul lavoro - afferma il commissario straordinario dell'ISPESL, il professore Antonio Moccaldi - in cui si ripetono in un sequenza drammatica eventi che evidenziano la mancanza di conoscenza delle procedure di lavoro in ambienti chiusi e nei quali può non essere nota a priori la qualità dell’aria. Peraltro stando alle prime fonti di agenzia l’incidente ha riguardato ancora una volta i lavoratori di una ditta esterna con lavori in appalto. I tragici fatti mettono in evidenza l’urgente ed inderogabile necessità di mettere in atto il documento di valutazione dei rischi per tutti i soggetti che a qualunque titolo operano all’interno di ambienti di lavoro e il rispetto delle procedure di sicurezza previste. La modalità dell’accadimento dell’incidente conferma purtroppo i dati dello studio dell’Ispesl realizzato su 2500 casi di infortuni mortali e gravi che mostra come la causa più frequente di infortunio mortale sia riconducibile a "errore di procedura" nel 59,1% dei casi accompagnato spesso la carenza di "formazione e informazione".

"Il tragico incidente di oggi, l’ennesimo purtroppo di una lunga serie di infortuni con queste caratteristiche, pone all’attenzione di tutti, e in particolare a quanti sono chiamati a occuparsi di prevenzione, il problema di come trasferire efficacemente ai lavoratori condotte e comportamenti da assumere correttamente sui luoghi di lavoro". E' quanto afferma il Direttore del dipartimento Tecnologie di Sicurezza dell’ISPESL, l'ingegnere Vittorio Mazzocchi.

"Dobbiamo insistere - continua l'ingegnere Mazzocchi - sulla trasferibilità delle conoscenze agli addetti ai lavori, e riflettere sul perché continuino a verificarsi questi incidenti, nonostante l’impegno degli organi preposti

Strage Mineo, l'Ispesl

Pubblicato da Lilino Albanese | 13:22 | , | 0 commenti »

Strage Mineo, l'Ispesl: la strage dell'11 giugno del 2008 poteva essere evitata. Gravi e sconcertanti irregolarità dietro la morte dei sei operai


Come si apprende dal servizio mandato in onda dal Tg1 e realizzato dall'inviata Maria Grazia Mazzola, ad un anno dalla strage di Mineo, dove persero la vita sei operai, la procura della repubblica di Caltagirone chiude le indagini accertando gravi e sconcertanti responsabilità. "Le parole - afferma il commissario straordinario dell'Ispesl, Antonio Moccaldi - pronunciate dal procuratore Paolo Giordano al Tg1 nel corso dell'intervista rilasciata alla giornalista Maria Grazia Mazzola, non lasciano scampo agli equivoci: l'11 giugno del 2008 furono commesse gravi irregolarità che portarono alla assurda morte dei sei operai calati nel pozzetto dell'impianto di depurazione.

Tragedia, anche questa, che poteva essere evitata". Stando alle indagini, il collegio dei consulenti tecnici ha accertato che in quei luoghi vi era una concentrazione elevata di una sostanza altamente nociva che è l'idrogeno solforato. Inoltre l'inchiesta ha permesso di appurare che non c'era un piano di manutenzione regolare, non c'era sicurezza sul lavoro per gli operai (trovati cadaveri senza mascherine e senza tute di protezione) e neanche corsi di qualificazione. "Questa incresciosa verità testimonia - sottolinea il professore Moccaldi - quello che noi in più di un'occasione abbiamo ribadito: vi è spesso la mancanza di conoscenza delle procedure di lavoro in ambienti chiusi e nei quali può non essere nota a priori la qualità dell’aria. I tragici fatti mettono in evidenza l’urgente ed inderogabile necessità di mettere in atto il documento di valutazione dei rischi per tutti i soggetti che a qualunque titolo operano all’interno di ambienti di lavoro e il rispetto delle procedure di sicurezza previste. La modalità dell’accadimento dell’incidente conferma purtroppo i dati dello studio dell’Ispesl realizzato su 2500 casi di infortuni mortali e gravi che mostra come la causa più frequente di infortunio mortale sia riconducibile a “errore di procedura” nel 59,1% dei casi accompagnato spesso la carenza di “formazione e informazione”.

Lo prevede un emendamento del Pdl al testo sulla violenza sessuale approvato a voto segreto dall'Aula della Camera.

Dunque scatteranno le circostanze aggravanti se il reato di violenza sessuale viene compiuto "in luoghi di lavoro, con abuso di relazioni di ufficio o di prestazione d'opera".

Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un aumento esponenziale dei soggetti affetti da patologie allergiche delle quali ben i ¾ interessano le vie respiratorie.
Nella popolazione lavoratrice le allergie di origine professionale interessano più frequentemente sia la cute (eczemi) che le vie respiratorie (riniti ed asme).

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Fiat piano formativo

Pubblicato da Lilino Albanese | 13:23 | | 0 commenti »

La Fiat ha firmato con i sindacati un verbale di accordo in merito alla progettazione di un piano formativo sulla sicurezza del lavoro che coinvolgerà la totalità degli stabilimenti Fiat in Italia prima con un progetto pilota che interesserà solo alcune unità produttive, per circa 1.200 persone e che si concluderà entro gennaio 2010 e poi con una seconda fase formativa che interesserà tutti gli stabilimenti che terminerà nel 2011.

Il piano formativo sarà finanziato attraverso l’accesso al conto formazione delle diverse aziende del gruppo Fiat costituito dal versamento ogni anno da parte aziendale, dello 0,30% del monte salario di ciascun dipendente al Fondo interprofessionale Fondimpresa costituito da Confindustria e CGIL, CISL e UIL.

Sicuramente sarà necessario individuare prossimamente le sedi più utili per approfondire questo progetto formativo e le implicazioni e gli sviluppi che potranno determinarsi, per l’oggi riteniamo che abbia un valore positivo perché realizza una inversione di comportamenti, in materia di sicurezza nel gruppo Fiat ma che può avere una sua utilità anche in relazione agli intendimenti della Confindustria e del Ministro Sacconi che con il decreto correttivo al Testo Unico va in una direzione totalmente opposta.

Gli obiettivi e i punti presenti nel piano che riteniamo importanti sono i seguenti:

1) la Fiat afferma il principio rilevante di voler passare in tutti gli stabilimenti e società del gruppo da comportamenti di rispetto puramente formale delle norme sulla sicurezza sul lavoro a comportamenti effettivamente concreti;

2) viene affermato il principio dell’essenzialità del ruolo degli Rls in materia di salute e sicurezza;

3) la Fiat si impegna a superare gli ostacoli che sono stati posti fin qui rispetto alle possibilità identificate dal d.lgs 81/08 per la valutazione da parte degli Rls dei rischi presenti negli ambienti di lavoro e nei processi lavorativi, individuando entro dicembre 2009 le migliori modalità per garantire agli stessi Rls la conoscenza, l’accesso e il coinvolgimento nella valutazione dei rischi che sono identificati nei dvr e nei duvri;

4) Il piano formativo ha l’obiettivo di sviluppare le conoscenze, la consapevolezza e la responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro in ciascuna figura professionale come previsto dal Testo Unico e in modo particolare la responsabilità delle figure dirigenziali;

5) Il progetto formativo non concerne assolutamente le attività di informazione e formazione di base a cui l’azienda è obbligata come è previsto dal Testo unico;

6) il gruppo Fiat si impegna a realizzare entro il 2009 le attività formative di aggiornamento obbligatorio previsto sempre dal Testo Unico;

7) la parte formativa rivolta agli Rls vedrà la presenza delle OO.SS. in codocenza in 8 delle 14 ore previste e il contenuto della formazione che sarà comune anche per i dirigenti, rspp, preposti, sarà discussa preventivamente con le stesse OO.SS.;

8) il piano, iniziando dal progetto pilota verrà presentato alle singole Rsu interessate, per la conoscenza e la ratifica;

9) l’intero progetto formativo sarà coordinato dal Comitato Responsabile del Progetto composto pariteticamente dalle organizzazioni sindacali e dai rappresentati del gruppo Fiat e svolgerà anche la funzione di Comitato di Pilotaggio come previsto dal regolamento di Fondimpresa;

10) il monitoraggio e l’implementazione del progetto a livello delle singole unità produttive sarà seguito dalla Commissione Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro e per le unità di minori dimensioni dove non è presente la Commissione, dai singoli Rls.

Riteniamo necessaria la convocazione nelle prossime settimane, prima della partenza del progetto pilota, di una o più riunioni che coinvolgano le strutture regionali e territoriali interessate, le Rsu e gli Rls delle unità produttive coinvolte oltre che la FIOM Nazionale.

RACCOLTA CHECK LIST APPLICATIVE

CON RIFERIMENTO A :
MANUALE TECNICO - OPERATIVO PER LA DEFINIZIONE DELLA POLITICA DELLA SICUREZZA E PER L’ATTUAZIONE DI UN SISTEMA PER LA GESTIONE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO

in relazione ai previsti del nuovo testo unico per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro d lgs 81 del 09.04.2008.

* Scarica CHECK LIST APPLICATIVE

Il 2008 è stato un anno particolarmente importante per la sicurezza del lavoro sia dal punto di vista normativo, sia dal punto di vista giurisprudenziale. Si spiega in questo quadro l’emanazione del D Lgs 81 9 aprile 2008 ( Testo Unico delle norme in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ) e la ricca giurisprudenza, in particolare della Corte di Cassazione, idonea a fornire agli operatori molti punti di riferimento per il governo della materia.

Il tema principale affrontato dalla giurisprudenza riguarda l’individuazione dei soggetti destinatari degli obblighi o dei compiti in materia di sicurezza del lavoro, cioè gli autori dei possibili reati in tale ambito.

Oggi questo tema ha assunto ancora maggiore importanza rispetto al passato a seguito dell’introduzione della cosiddetta responsabilità amministrativa delle imprese. In caso di omicidio colposo o di lesioni personali colpose gravi o gravissime che siano state commesse con violazione delle norme antinfortunistiche o sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro è prevista una sanzione penale a carico delle persone fisiche, ma anche una responsabilità amministrativa dell’azienda, che si traduce in sanzioni appositamente calibrate sul tipo di impresa.
Secondo la Suprema Corte, il datore di lavoro è il principale destinatario delle norme di sicurezza e quindi è obbligato ad attuare tutte le misure di prevenzione e controllarne il rispetto; si esonera da responsabilità solo nel caso in cui abbia conferito una delega valida.

La attuale rassegna di giurisprudenza si propone di esaminare gli orientamenti e gli insegnamenti delle Corte di Cassazione in materia di sicurezza del lavoro dopo il nuovo assetto normativo, secondo una nuova ottica per la tutela della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

N. 33285 del 11/08/2008 Esposizione a campi elettromagnetici e lesioni personali
N. 35273 del 12/09/2008 Epatopatia da sostanze tossiche
N. 37089 del 30/09/2008 Tumori da amianto e colpa
N. 37999 del 03/10/2008 Incidente stradale ad autista sottoposto dal datore di lavoro a doppi turni stressanti
N. 38006 del 03/10/2008 Controllo del datore di lavoro sul delegato
N. 38819 del 14/10/2008 Oltre le regole cautelari scritte
N. 45073 del 28/10/2008 Assistenza ai disabili e rischio di movimentazione manuale dei carichi
N. 40783 del 31/10/2008 Nomina del RSPP e delega di funzioni da parte del datore di lavoro
N. 43840 del 05/11/2008 Nomina del RSPP con atto di data certa
N. 42128 del 12/11/2008 Tumori da amianto e nesso causale

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Il 29 dicembre del 2009 entra in vigore in tutta Europa la nuova direttiva macchine 2006/42/CE in sostituzione della direttiva 98/37/CE. I cambiamenti sono molteplici e non tutti evidenti. E’ in preparazione presso la Commissione Europea una guida per chiarirne il contenuto.

A maggio 2008 è stata presentata una pubblicazione sulla Nuova Direttiva Macchine edita da ETUI-REHS (European Trade Union Institute for Research, Education, Health and Safety) e dal KAN (Commission for Occupational Health and Standardization). Essa mette a confronto il testo inglese della nuova direttiva con il corrispondente testo della direttiva 98/37/CE, e si è rivelata uno strumento di facile consultazione assai utile anche in occasione della revisione delle norme armonizzate per l’adeguamento ai nuovi requisiti.

Si è ritenuto opportuno, pertanto, elaborare un documento analogo per il confronto delle versioni italiane delle due direttive, tenendo conto delle esperienze maturate in Italia nell’applicazione della direttiva 98/37/CE. L’occasione ha permesso di evidenziare anche le difformità fra le versioni italiane e le corrispondenti versioni inglesi, che si ritengono di particolare utilità nell’interpretazione del contenuto tecnico dei requisiti essenziali di sicurezza.

Il confronto fra i testi è stato condotto evidenziando tutte le differenze che possono dare adito a diverse interpretazioni e fornendo commenti esplicativi. Si è cercato di fornire strumenti utili ad un esame critico della nuova direttiva, esplicitando precise posizioni solamente quando supportate dalle esperienze che derivano dalla partecipazione ai lavori di stesura della Direttiva stessa presso il Consiglio Europeo e dal continuo confronto con i partner europei in occasione delle attività di normazione e di sorveglianza del mercato.


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