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CANTIERI SYSTEM BASE/PRO/FULL


Gentile cliente, considerando che Lei ha attivo un servizio di assistenza ed aggiornamento, con la presente Le comunichiamo l' uscita dell' aggiornamento di CANTIERI SYSTEM / CANTIERI SYSTEM PROFESSIONAL / CANTIERI SYSTEM FULL alla nuova versione 3.5.

Tra le nuove funzionalità implementate con questo aggiornamento, si elencano di seguito le principali :

  • Cantieri System diventa adesso Cantieri System PRO che al suo interno include direttamente i moduli relativi alla valutazione dei rischi derivanti dall’esposizione al rumore,vibrazioni meccaniche (HAV e WBW), sollevamento semplice (metodo Niosh) e sollevamento composto. Hanno diritto all’attivazione di questi moduli esclusivamente i clienti in possesso della versione PRO o FULL di Cantieri System (non base) o quanti in possesso del software Sicurtool (che prima veniva dato in accoppiata con Cantieri System)
  • Aggiornamento completo  del software, degli archivi e delle relative stampe al nuovo Decreto Correttivo D.Lgs 106/09 ·
  • Studio delle interferenze a preventivo ed a consuntivo ·
  • Valutazione delle interferenze sugli effettivi stati di avanzamento delle fasi lavorative all’interno del Diagramma di GANTT ·
  • Possibilità di prevedere sospensioni delle fasi lavorative all’interno del Diagramma di GANTT ·
  • Stampa del Diagramma di GANTT esterno al documento in diversi formati (incluso A3 etc.,)
  • Implementate funzionalità informatiche minori

Nel caso in cui necessiti anche del supporto CD-ROM La preghiamo di farne esplicita richiesta in risposta alla presente per riceverlo senza ulteriori addebiti.


Per qualsiasi informazione o chiarimento su questo aggiornamento il riferimento tecnico è il Geom. Sabato Corradino che risponde al numero 0828 346501.


Per qualsiasi informazione o chiarimento sul contratto di
assistenza ed aggiornamento i Commerciali sono a vostra disposizione al numero 0828 346501.

Distinti saluti
Consorzio Infotel scarl Tel : 0828 34.65.01 Fax : 0828 31.95.80.

Il decreto legislativo 106/2009 ha attribuito di nuovo all'Istituto la facoltà di fornire - in accordo con il Servizio Sanitario Nazionale - prestazioni di riabilitazione: gli scenari futuri di questa importante materia sono stati illustrati durante il 37° congresso nazionale della Simfer
 
"L'INAIL ha essenzialmente due obiettivi: assicurare l'inserimento dell'infortunato nel mondo del lavoro e sgombrare le pastoie burocratiche che rappresentano un ostacolo per il suo reinserimento sociale. Per noi questo è un momento molto importante, all'insegna di una fase di cambiamento davvero piena di prospettive". Così Mario Carletti, direttore  Riabilitazione e protesi dell'INAIL, ha definito quella che - dopo l'emanazione del decreto legislativo 106/2009, il provvedimento che ha attribuito nuovamente all'Istituto la facoltà di fornire, in accordo con il Servizio Sanitario Nazionale, prestazioni di riabilitazione non ospedaliera - sembra essere, a tutti gli effetti, una vera e propria sfida.

Carletti è recentemente intervenuto, a Campobasso, al 37° congresso nazionale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer), un'occasione che ha visto un intenso confronto tra rappresentanti delle associazioni dei disabili, Asl e professioni sanitarie. Alla tavola rotonda, in qualità di moderatore, è intervenuto anche Giuseppe Bonifaci, responsabile della Sovrintendenza medica dell'INAIL.
Nel corso dei lavori, Simfer e associazioni sanitarie hanno manifestato grande interesse nei confronti della futura stipula di un accordo quadro dell'INAIL con la Conferenza Stato Regioni, da "tradurre" poi nelle singole realtà territoriali del paese. "L'INAIL lavorerà finalmente non in parallelo, ma in sinergia con il servizio sanitario nazionale" ha continuato Carletti. "I due sistemi collaboreranno per far sì che la persona abbia il massimo delle prestazioni. E se in una Regione si manifesteranno degli eventuali anelli deboli, sarà compito dell'INAIL intervenire con le proprie professionalità e risorse".

"Dopo l'infortunio è come se il lavoratore dovesse affrontare una seconda vita", ha concluso Carletti, "e l'INAIL deve favorire il reinserimento sociale in tempi congrui e più brevi, perché un lavoratore possa al più presto riprendere una vita normale: questo anche attraverso l'attività motoria - importantissima sia in termini di recupero che di prevenzione - e tutta la filiera dei servizi dell'Istituto rivolti alla persona e al rafforzamento della sua speranza di vita".
(rogi/roma)

Roma: domenica a Piazza Vittorio la seconda “Festa interculturale per la sicurezza in edilizia” per le famiglie dei lavoratori edili stranieri.



Durante la giornata, con giochi e spettacoli, verranno distribuiti materiali sulla sicurezza nei cantieri e kit con equipaggiamento tecnico. Iniziativa dell’Inail Lazio, sindacati ed associazioni di categoria. Lo scorso anno oltre cinquemila presenze.


Domenica 27 settembre in piazza Vittorio a Roma, dalle 12 si svolgerà la seconda edizione della “Festa interculturale per la sicurezza in edilizia”. Una giornata dedicata alle famiglie dei lavoratori immigrati, con musica dal vivo, giochi per bambini, artisti di strada, degustazioni di cibi di varie etnie, ma soprattutto un’occasione per parlare di sicurezza nei cantieri e di diritti dei lavoratori stranieri a Roma e nel Lazio. L’edilizia, da sempre, è un settore fondamentale per l’attività economica e produttiva della capitale e dell’intera regione, e gli operai stranieri, neocomunitari ed extracomunitari, ne rappresentano una grande risorsa: in pochi anni il numero dei lavoratori stranieri è arrivato a toccare quasi il 50 per cento degli iscritti al sistema bilaterale delle Casse edili romane - di questi circa il 75 per cento proviene dalla Romania.


Nel corso della festa verranno messe in atto dimostrazioni pratiche sull’uso dei dispositivi di protezione individuale e verrà distribuito gratuitamente ai partecipanti, oltre al “kit sicurezza” (uno zaino contenente caschetto, corde, scarpe da cantiere), opuscoli su formazione professionale, diritti sanitari e sindacali, la “Lista per il controllo della sicurezza nei cantieri edili” (curata dalla Edil Cassa del Lazio) e la guida illustrata “Sicurezza sui cantieri edili”, un opuscolo di sole immagini e didascalie in diverse lingue, realizzato dal Ctp (Comitato territoriale paritetico) di Roma e provincia e dalla Asl Rm A. Durante la giornata, inoltre, verrà condotta un’indagine sociologica in collaborazione con il Laboratorio di innovazione didattica della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre, con un questionario distribuito ai lavoratori, che ha come obiettivo quello di approfondire la conoscenza dei problemi riguardanti la sicurezza sul lavoro, la situazione sanitaria e abitativa, nonché i problemi legati all’integrazione di lavoratori e imprenditori migranti.


La festa, a cui anche le famiglie romane sono invitate a partecipare e che lo scorso anno ha registrato la presenza di più di cinquemila persone, è un’occasione per lanciare messaggi rassicuranti sull’accoglienza e sull’integrazione a persone, adulti e bambini, che vivendo lontane dalle loro terre, possano sentirsi un po' più a casa e meno estranee nel nostro Paese. La manifestazione è promossa dall’Inail Lazio, dagli enti paritetici e dalle associazioni sindacali e imprenditoriali dell’edilizia di Roma e Provincia, dalle Asl Rm A-E-G, dall’Università Roma Tre e dalla Comunità di S. Egidio, con il patrocinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.


(Red.)

Un milione di euro per incentivare le imprese edili a realizzare maggiore sicurezza nei cantieri, in primo luogo quelli finanziati con risorse regionali. Il tutto attraverso la formazione dei lavoratori e l'utilizzo di sistemi elettronici di controllo. Queste risorse sono messe a disposizione dal bando 'Plus security', rivolto nella prima fase ai committenti pubblici e privati che beneficiano dei finanziamenti della Regione per realizzare gli interventi del programma '3.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica'. L'incentivo potra' raggiungere al massimo 30.000 euro. (ANSA).

Un milione di euro alle imprese edili per incentivare una maggiore sicurezza nei cantieri, soprattutto in quelli finanziati da fondi regionali. Le risorse, previste dalla legge regionale 2/2009, sono incluse nel bando 'Plus security' pubblicato oggi sul bollettino regionale. In una prima fase sperimentale, il progetto riguardera' solo committenti pubblici e privati che beneficiano di finanziamenti regionali per realizzare il progetto '3000 alloggi di edilizia residenziale pubblica'. L'incentivo puo' arrivare al massimo a 30 mila euro: le domande vanno presentate entro il 23 ottobre usando la modulistica disponibile sul sito www.regione.emilia-romagna.it/wcm/codiceterritorio/notizie/security.htm.


"Il nostro modello -ha sottolineato l'assessore regionale alla Programmazione e sviluppo territoriale, Gian Carlo Muzzarelli- e' quello della responsabilita' sociale diffusa che si struttura solo se lavoriamo assieme con le parti sociali, gli organismi paritetici, gli enti competenti in materia di sicurezza e tutela del lavoro. Vogliamo stimolare il mercato e la ricerca ad investire per l'ideazione, la progettazione e l'utilizzo di soluzioni tecnologiche e organizzative avanzate".
 
Il bando prevede incentivi economici per aumentare i livelli di sicurezza rispetto alle norme statali, attraverso percorsi di formazione e sistemi automatici di rilevazione delle presenze in cantiere (Repac). ''Non esistono medaglie da attaccarsi al petto su questo tema, ma esistono -ha aggiunto Muzzarelli- idee, azioni e forze da far convergere in un'attivita' costante, volta alla prevenzione, cercando di far crescere una sensibilita', una consapevolezza, una responsabilita' sempre piu' alta in tutta la filiera".

"Una giovane vita spezzata si aggiunge ai mille fili di una mattanza senza fine, eppure stiamo da tempo lanciando l’allarme di un progressivo abbassamento del livello di attenzione e di guardia di fronte ad un dramma che non è ancora finito e che anzi sta conoscendo in questi ultimi giorni una recrudescenza che impone di recuperare la giusta attenzione e di porre in essere i provvedimenti adeguati". Comincia così la lettera scritta a quattro mani da Gianni Sannino, Segretario Regionale Fillea Campania e Mario Martucci, Segretario Generale Fillea Caserta.


"Siamo di fronte ad un drammatico combinato disposto micidiale - affermano i due sindacalisti - Da un lato la crisi e i suoi effetti che incita ad abbandonare la trincea della sicurezza che da troppi è vista come orpello organizzativo (si lavora di più e più spediti senza cinture, senza le dovute protezioni in area di azione delle gru e senza altri “impedimenti” vari) e come costo da abbattere e dall’altro da una graduale e sistematica azione di smantellamento e di svuotamento delle norme legislative contenute nel Testo Unico sulla Sicurezza che ne ha affievolito l’efficacia e l’impatto deterrente dando fiato alla deregolazione e al far west sui cantieri da parte del Governo e delle lobby dei costruttori".


"Come altro definire - si chiedono Sannino e Martucci - l’annullamento di pene e sanzioni per chi si macchia di reati cosi gravi, la riduzione dell’autonomia funzionale degli Ispettorati e Asl sui controlli, la deresponsabilizzazione di imprese e committenze con la modifica degli appalti, la riduzione delle tutele individuali e svuotamento del ruolo degli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza), la messa in discussione della Sorveglianza Sanitaria Preventiva, l’affievolimento dell’azione di contrasto al lavoro nero e irregolare?".


"Ecco Gianluca Bonfini nato nel 1977 di Teramo è vittima di tutto questo - concludono i due segretari della Fillea Cgil - E che non si dica che si tratta di fatalità e di colpa del vento che ha fatto volare la parte prefabbricata. Adesso c’è bisogno di riprendere il cammino interrotto chiamare imprese, stazioni appaltanti, Enti preposti alla prevenzione e repressione ad uno scatto di responsabilità, evitare passerelle e iniziative estemporanee ma pensare a politiche mirate e risorse certe da mettere in campo"

È ai nastri di partenza la terza edizione della "Settimana della sicurezza nei luoghi di lavoro". Quest'anno, la campagna europea finalizzata alla diffusione della cultura della sicurezza negli ambienti di lavoro inizierà il prossimo cinque ottobre per concludersi il 28 dello stesso mese. Nel corso degli anni la manifestazione ha allungato la sua durata tanto che è corretto parlare di "settimane della sicurezza" che in varie sedi porranno la luce dei riflettori sugli ambienti di lavoro sani e sicuri. Sotto l'egida del dipartimento di prevenzione della Asl di Frosinone, diretto dal Dott. Giancarlo Pizzutelli, il Comitato Paritetico Territoriale di Frosinone per la sicurezza nei cantieri parteciperà ai lavori che interesseranno ben quattro città della nostra provincia. Infatti quattro sono le sedi designate ad ospitare la manifestazione: dal 5 ottobre (giorno dell'inaugurazione) al 10 ottobre il tutto si svolgerà presso il Fornaci Cinema Village di Frosinone, dal 13 al 16 ottobre ci si sposterà a Sora presso la sede dell'Ente Scuola Edile di Frosinone, dal 19 al 24 i lavori si terranno presso l'Istituto Tecnico Industriale di Cassino mentre il 27 e il 28 di ottobre si concluderà il tutto presso il Convitto Inpdap Principe di Piemonte di Anagni. Il CPT, ente bilaterale dell'edilizia frusinate gestito dalle parti sociali (ANCE Frosinone per l'imprenditoria, Feneal-Uil, Fillea-Cgil e Filca-Cisl per la parte sindacale) opererà in prima linea nei lavori delle settimane per la sicurezza con lo stand itinerante che sarà viatico di contatto fra i lavoratori, gli studenti e tutti gli addetti ai lavori del settore che avranno modo di conoscere i progetti dell'ente che si occupa della diffusione della cultura della sicurezza e della formazione delle figure preposte nel comparto edile, il settore che più incide numericamente negli infortuni sul lavoro dopo l'agricoltura. "Il mese di ottobre - dichiara il presidente dell'ente, l'imprenditore Alberto La Rocca - ci vedrà impegnati fortemente nella divulgazione della cultura della sicurezza, attraverso attività informative, incontri con gli addetti ai lavori e non ultimo un convegno in programma per la fine del mese che tratterà le problematiche della sicurezza nei luoghi di lavoro che avrà partecipazioni illustri e rivolgerà particolare attenzione ai lavoratori immigrati del settore". Il vice presidente Francesco Fareta, anche segretario della Feneal-Uil, sottolinea infatti come "sia in crescita la presenza dei lavoratori immigrati nel settore edile del frusinate. Quest'anno quindi rivolgeremo a loro delle considerazioni specifiche anche organizzando corsi dedicati e utilizzando i mediatori culturali per migliorare la comprensione della terminologia edile necessaria nel mondo del lavoro".

«SIAMO completamente dentro la crisi e il brutto deve ancora arrivare, ma le aziende non devono mettere in secondo piano il tema della sicurezza sul lavoro». Lo ripete Sergio Prati, presidente di Legacoop e del Tavolo 494, presentando le iniziative per la Settimana della sicurezza in calendario a ottobre. Due convegni (il 9 alla Sacmi in via Selice e il 17 alla Ceer in via Molino Rosso) per fare il punto sulle norme che regolano i cantieri con imprenditori, professionisti, tecnici e anche cittadini, oltre al decollo di un servizio gratuito di supporto alle imprese. Si chiama ‘Info lavoro sicuro’ ed è partito in questo mese per informare e rispondere ai dubbi in materia di sicurezza. Il numero telefonico 333-2185600 risponde il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9 alle 12, così come si può utilizzare l’indirizzo e-mail info@tavolo494imola.org.



«Siamo qui per prevenire e risolvere i problemi — aggiunge Prati —, mentre i sindacati si limitano a chiedere osservatori che sfornano dati». Il Tavolo insiste anche in tempi di crisi per le aziende perché, osserva Michele Filippini dell’Ufficio di presidenza del Circondario, «non si possono scaricare sui lavoratori i costi per la sicurezza».
 
fonte restodelcarlino

Nella versione 2.1 di SicurTool rilasciata da pochi giorni, oltre ad effettuare le valutazioni da esposizione al rumore, vibrazioni meccaniche, lavoratrici madri, sollevamento semplice e composto, sarà possibile inserire le azioni di spinta, traino e trasporto manuale in piano e valutarne l'Indice di Rischio tramite il Metodo Snook&Ciriello.

La gestione delle stampe si suddivide nel Documento di Valutazione Completo e nella stampa delle singole valutazioni.

Un'altra grande novità riguarda la componentistica più aggiornata e funzionale del software che permette  di visualizzare le varie informazioni su differenti layout e schemi visivi.

Dopo il primo biennio di attività le aziende che hanno effettuato interventi volti a migliorare la sicurezza sul lavoro possono inoltrare all'INAIL l'istanza per la riduzione del tasso medio di tariffa, utilizzando il modello OT24.Il modello, i relativi allegati e la "Guida alla compilazione" sono stati rivisitati in funzione delle novità introdotte nel Testo Unico per la sicurezza.


Direzione Centrale Rischi
Ufficio Tariffe
Protocollo: INAIL.60010.21/09/2009.0008601
ALLE STRUTTURE CENTRALI E TERRITORIALI

Oggetto: Istanze ex art. 24 DM 12.12.2000. Nuovo Modello OT 24 - MAT.
                  
Le aziende che hanno effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia, possono presentare, entro il 31 gennaio, istanza di riduzione del tasso medio di tariffa (oscillazione del tasso medio per prevenzione dopo i primi due anni di attività, art. 24 delle Modalità di Applicazione delle Tariffe).

L'evoluzione della normativa in materia di prevenzione, con particolare riferimento al D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza) ma anche la necessità di semplificare ulteriormente gli adempimenti per la compilazione dell'istanza, hanno determinato l'esigenza di una complessiva rivisitazione del modello e dei relativi allegati, da parte della scrivente Direzione, d'intesa con la Direzione Centrale Prevenzione e la Contarp Centrale.

Le novità più rilevanti, peraltro condivise con le Parti sociali in appositi incontri, riguardano, in particolare, la valorizzazione degli interventi svolti nell'ambito di accordi tra INAIL e Parti Sociali o Organismi del Sistema della Bilateralità, la valorizzazione delle procedure per la selezione di fornitori che rispettano la normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro (Sez. A - Interventi particolarmente rilevanti) e il  rafforzamento del ruolo della formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (Sez E). 
Per quanto concerne le modifiche agli allegati, per facilitare le aziende nella compilazione dell'istanza è stato migliorato il questionario per la valutazione della Responsabilità Sociale delle imprese (All. I) attraverso l'introduzione di una sezione a risposta multipla e, infine, è stato predisposto uno specifico allegato (n. III) per valutare il sistema di scelta dei fornitori attenti alla salute e sicurezza sul lavoro.
Con riferimento alla "Guida alla compilazione", aggiornata anche con riferimento alle disposizioni contenute nel D.M. 24 ottobre 2007 che ha definito le modalità di rilascio e i contenuti analitici del DURC, è stato precisato che la disposizione di cui all'art. 7 comma 3 del medesimo decreto, che prevede la concessione al datore di lavoro di un termine non superiore a 15 giorni per regolarizzare la propria posizione, è applicabile con riferimento alla "regolarità contributiva" e a tutti i casi in cui la "regolarità assicurativa" produce riflessi sulla regolarità contributiva, incidendo sul dovuto.  
Non rileva, infatti, a questi fini l'irregolarità assicurativa che si risolve in violazioni meramente formali, passibili di sanzioni amministrative.
Riguardo l'applicazione del citato art. 7 comma 3 del D.M. 24 ottobre 2007, inoltre,  si precisa che per stabilire quali irregolarità ricadono nella vigenza della normativa stessa, è necessario considerare la data del provvedimento che revoca il beneficio e che, pertanto, tutte le irregolarità, come sopra definite, accertate dopo la data di entrata in vigore del citato decreto, anche se commesse in epoca antecedente, potranno essere sanate invitando il datore di lavoro a regolarizzare la propria posizione entro un termine massimo di 15 giorni.
Si precisa, infine, che entro la fine dell'anno sarà predisposto un nuovo applicativo per le istanze presentate per via telematica, innovativo rispetto a quello attualmente in uso, che faciliterà le aziende per l'accesso allo sconto e consentirà all'Istituto una migliore gestione dell'iter di concessione dell'agevolazione, attraverso, in particolare, monitoraggi più efficaci.
Si prega di dare massima diffusione sul territorio delle novità introdotte al modello OT/24 che, insieme alla guida alla compilazione aggiornata, viene inserito nel sito Internet dell'Istituto.
   
IL DIRETTORE CENTRALE
f.to Ing. Ester Rotoli


Modalità applicazione delle Tariffe dei premi:



Mod. OT/24:  Procedura on line


Dopo l'uscita del decreto correttivo D. Lgs. 106/09 sono stati aggiornati gli archivi di base del software, in particolare: Punti di Pericolo, Macchine, Attrezzature, Sostanze, Impianti DPI e aggiornate le stampe del DVR, Piano di Miglioramento, Nomina del Medico Competente,Nomina Rspp e ASPP, DUVRI, ecc.

L'aggiornamento di Lavoro System alla versione 3.6 aggiornerà, in maniera selettiva, gli archivi di base ed i template degli utenti finali, senza alterare nè modificare le eventuali personalizzazioni o i nuovi elementi creati.
Inoltre saranno presenti le valutazioni specifiche:
Rumore
Vibrazioni Meccaniche (HAV e WBV)
Sollevamento Semplice (metodo NIOSH)
Sollevamento Composto
Lavoratrici Madr
i
con la possibilità di stampare le singole valutazioni e allegarle in coda al DVR.

Per tutti i nostri clienti in possesso del contratto di assistenza e aggiornamento è stata spedita una mail contenente sia il file dell'aggiornamento che le istruzioni per eseguire l'operazione.
Per tutti gli altri utenti sarà possibile richiedere il contratto di assistenza e aggiornamento contattando i nostri responsabili commerciali allo 0828/346501 o info@consorzioinfotel.it

LINEE GUIDA nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro e la salute dei lavoratori


Questa mattina, presso l'Assessorato regionale al Lavoro, si è tenuta la riunione del "Comitato Regionale di Coordinamento per la sicurezza sui luoghi di lavoro", istituito in ottemperanza al D.Lgs. 81/08.

L'Assessore regionale al ramo, Angiolina Fusco Perrella, Presidente del Comitato, ha introdotto i lavori finalizzati all'approvazione delle linee guida per il Programma di interventi della Regione Molise 2009/2010 nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro e la salute dei lavoratori.

Con tale programma la Regione si propone di intensificare gli sforzi per promuovere la sicurezza sul luogo di lavoro, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente e in maniera omogenea gli infortuni entro il 2012.

Nell'ambito di una efficace collaborazione tra tutti gli organismi che si occupano di sicurezza, un segnale positivo è venuto dalla dirigenza regionale dell'INAIL che metterà a disposizione del costituendo "Osservatorio regionale sugli infortuni e le malattie professionali" dati e strumenti per attuare una concreta politica di prevenzione; dati che saranno utili anche per l'attivazione del SINP (Sistema Informatico Nazionale per la Prevenzione degli infortuni).

"L'Istituto Nazionale degli Infortuni sul Lavoro - ha sostenuto il dott. Michele Cataldo, Direttore regionale INAIL - si impegna, inoltre, a divulgare a tutte le istituzioni pubbliche e private un report informativo sulla quantità e le tipologie degli infortuni sul lavoro occorsi nella Regione Molise".

"La sicurezza sul lavoro è un obiettivo irrinunciabile - ha dichiarato l'Assessore Fusco Perrella - che va perseguito diffondendo la cultura della sicurezza. Per questo abbiamo avviato una forte collaborazione interistituzionale affinché la prevenzione della salute e della sicurezza divenga effettiva in ogni contesto lavorativo in coerenza con le linee di intervento sociale promosse dall'Unione Europea".

Scarica Spot 10 punti Fermi, documento multilingua di Io Lavoro Sicuro.

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Un progetto sviluppato dalla Provincia di Perugia, in collaborazione con l’Inail, la Camera di Commercio e l’Usl 2. Intervista all’assessore al lavoro  Giuliano Granocchia 
PERUGIA - Un progetto innovativo che affronta un problema che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi quale gli incidenti  sul lavoro. Incidenti che non sono dovuti a sciagurate fatalità, che provocano morti, invalidi.

Chiediamo all’assessore al lavoro della Provincia di Perugia come è nata l’iniziativa che sta per decollare.

E’ nata da un confronto tra l’area formazione lavoro della Provincia, l’Inail provinciale, il ministero del lavoro, la Camera di Commercio e l’Usl 2 di Perugia nell’ambito di tavoli sui luoghi di lavoro e sulla sicurezza. Un dato in comune è che tutti abbiamo riscontrato come punti di criticità la mancanza di informazione per quelli che la legge definisce ‘neoimprenditori’, ma che sono soprattutto ditte individuali, spesso costretti dal datore di lavoro ad aprire una posizione indipendente, pur rimanendo nei fatti lavoratori dipendenti. A questo dobbiamo aggiungere che nella nostra Regione è altissima la percentuale di lavoratori stranieri, e fra loro gli incidenti sul lavoro rappresentano una fetta molto significativa. Abbiamo ragionato insieme su quali risorse avremmo potuto mettere in campo, e siamo arrivati a definire dapprima un protocollo d’intesa nel 2008 col quale sono stati chiariti gli obiettivi, per approdare oggi al primo modulo di formazione. Il primo step sarà finanziato interamente dall’Inail, la provincia metterà a disposizione risorse attraverso il Centro per l’impiego, la Camera di commercio ha messo a disposizione la banca dati, importante soprattutto per arrivare ai neo-iscritti, che stanno aumentando di molto, e fra loro, come dicevo, i lavoratori stranieri.

Puoi dare quale cifra?
Nella composizione dell’ultimo biennio ben 1581 sono le neoimprese a domanda individuale di ‘imprenditori’ stranieri, su 6232 neo-imprese, dato complessivo.

E su queste 1581 si sa quante sono vere e quante sono false?
Non abbiamo questo dato a disposizione al momento, gli ultimi dati sono quelli della Direzione provinciale del lavoro sulla regolarità.

La Cgil si è molto spesa nell’ultimo anno per difendere il Testo Unico, e contemporaneamente nell’attivazione di un lavoro di formazione con i Rls sul territorio. In questo senso può contribuire anche a fornire dati utili, prevedete una collaborazione in futuro?
Sì, penso che una collaborazione stringente con sindacati può aiutare senz’altro un intervento sul territorio, in particolare per quanto riguarda nodi del mercato del lavoro italiano, come le false partite Iva.

Perché questo progetto è rivolto solo ai neo-imprenditori?
Come ti dicevo prima di tutto per l’alta presenza di ‘imprenditori’ stranieri, li definisco così perché così li definisce la legge. Per questo dedichiamo un’azione specifica a loro. E poi perché nell’azione istituzionale è già è in piedi la formazione per i lavoratori dipendenti.
Inoltre considera che abbiamo un altro progetto indirizzato alle scuole superiori, agli Istituti tecnici. Insieme ad altre associazioni come l’Anmil, oltreché l’Inail, e con i professori, all’interno delle discipline tecniche abbiamo inserito l’insegnamento dei primi elementi di diritto e sicurezza del lavoro, soprattutto per la specializzazione tecnico-professionale, che sarà quella più facilmente a rischio. Stiamo mettendo in campo una serie di azioni articolate per affrontare il nodo sicurezza a 360 gradi.

Come pensate di far conoscere il progetto “ImprendoSicuro”?
Stiamo attivando iniziative di animazione territoriale, le abbiamo definite così, per far conoscere il progetto nel territorio. E’ una prima fase di raccolta adesioni, che stiamo mettendo in pratica con un’informazione molto capillare. Domani c’è il primo momento di animazione territoriale a Perugia. Dopo aver dato l’informazione e raccolto le adesioni seguiranno i corsi di formazione, che si terranno nei  maggiori comuni della provincia, ovvero a Perugia, Foligno, Spoleto, Assisi, Bastia Umbra, Todi, Marsciano, Gubbio, Gualdo Tadino, Castiglione del lago e Città di Castello.

Come sono articolati e quanto costeranno?
I corsi sono di 18 ore e al termine verrà rilasciato un attestato che vale come credito formativo. Sono completamente gratuiti, e si terranno di sera per evitare incompatibilità con gli impegni di lavoro.

Avete previsto anche una seconda fase di verifica dei risultati?
Stiamo mettendo a punto anche questo, perché riteniamo sia necessario l’accertamento della messa in pratica di tutto quanto concorre a rendere il lavoro sicuro.

L’Umbria detiene il triste primato degli infortuni, al momento, come spieghi questo dato?
Intanto per la forte incisività nella media nazionale del settore dell’edilizia, largamente soggetto al lavoro nero e a una gestione selvaggia dei cantieri, privi di qualsiasi elementare norma di scurezza.  Nel primo trimestre di quest’anno i controlli intervenuti hanno portato alla chiusura di 6 cantieri. Il livello di illegalità è abbastanza diffuso, ed è aggravato dalla crisi, perché lavoratori italiani e stranieri accettano condizioni di lavoro inaccettabili. Un’altra iniziativa messa in campo come Provincia riguarda accordi con alcune Amministrazioni per attivare collaborazioni con la polizia comunale e provinciale per avere segnalazioni di cantieri abusivi, in modo da attivare i dovuti accertamenti e controlli, o per la ricerca di laboratori clandestini, soprattutto del settore maglieria, che nonostante la crisi continuano a lavorare. Insomma vogliamo creare un presidio permanente.

Inoltre bisogna considerare che la situazione generale ha subito evoluzioni in negativo, pensa solo al taglio di personale e fondi alle Direzioni provinciali del lavoro, o alle Usl, che ci costringe a registrare una significativa disattenzione sul tema della sicurezza. Se a questo aggiungiamo la riscrittura del Testo Unico, con l’inserimento del provvedimento che ha tolto l’obbligatorietà della comunicazione dell’assunzione, si capisce come è più difficile il controllo oltre al taglio delle risorse e dei mezzi, con una legislazione che apre spazi a comportamenti illegali

Quanto Regioni e Province si possono rendere autonome dalle scelte del governo centrale?
Non possiamo non tenere conto dei vincoli che pone una legge nazionale, ma la presenza pubblica nel settore del mercato del lavoro è già un fatto molto importate, la rete dei centri per l’impiego è una sponda alla lotta al lavoro nero, e poi la collaborazione istituzionale, mettere insieme risorse, anche se più o meno scarse, fra Direzione provinciale, Usl, Inail, la collaborazione con le Amministrazioni comunali, sono tutte cose che possono sviluppare collaborazioni che permettono di andare al di là dei paletti di una legge, per costruire sul territorio una controtendenza. Considera che l’Umbria è stata la prima regione ad avere la legge sul Durc (documento unico di regolarità contributiva, ndr), ad attivare i piani sanitari regionali e i servizi territoriali per la prevenzione e la sicurezza in risposta alla mancanza di risorse nazionali. La mancanza di un quadro nazionale è drammatica, ma è sicuramente incisiva la presenza delle Istituzioni locali

fonte www.dazebao.org/news

Circa un terzo dei lavoratori in Europa è esposto, per almeno un quarto dell’orario di lavoro, a livelli di rumore potenzialmente pericolosi.


Il rischio non caratterizzaesclusivamente i lavoratori dell’industriapesante; il rumore, infatti, puòrappresentare un problema in moltiambienti di lavoro, dalle aziendemanufatturiere alle aziende agricole, dai callcentre alle sale per concerti.

Secondo i dati riportati nella relazionesull’attività dei Servizi di Prevenzione eSicurezza negli Ambienti di Lavoro delle ASLpiemontesi, a cura dell’Assessorato allaTutela della Salute e Sanità della RegionePiemonte, circa il 50% delle segnalazionidi malattia professionale che annualmente pervengono agli SPreSAL del Piemontesono relative ad ipoacusie di sospettaorigine lavorativa.

On line il numero di settembre di "Io scelgo la sicurezza", bollettino della regione Piemonte, dedicato al rischio rumore nei luoghi di lavoro.

 Scarica numero di settembre 2009 della newsletter "Io scelgo la sicurezza"

La Sede di Firenze dell'INAIL ha recentemente sottoscritto un protocollo d'intesa con la locale Prefettura, altri enti pubblici e soggetti privati impegnati in campo sociale, per offrire sostegno ai familiari delle vittime di incidenti gravi o mortali avvenuti nell'ambito del territorio provinciale fiorentino.
Il Protocollo punta innanzitutto al coordinamento delle varie iniziative a supporto dei familiari, e prevede il coinvolgimento di molti soggetti, fondandosi sulla collaborazione nelle attività di informazione e assistenza e mira alla rapida attivazione di quelle misure volte a rendere celeri le procedure previste dal sistema giuridico al verificarsi di infortuni gravi e/o mortali (ad es. informazioni sui prestiti senza interessi erogati da ANMIL, sul diritto di accesso al collocamento obbligatorio, sulla fruibilità del Fondo di solidarietà previsto dalla legge regionale n°57 del 27/10/09).
L'intesa prevede anche la produzione di un vademecum, tradotto nelle principali lingue straniere, per offrire ai familiari delle vittime un semplice e utile strumento che permetta loro di orientarsi in un momento critico, di grande difficoltà psicologica e dove spesso viene meno la lucidità di pensiero.
I soggetti firmatari mettono a disposizione le proprie competenze con lo scopo comune di alleviare le sofferenze che i familiari delle vittime sono costrette ad affrontare al verificarsi di un evento lesivo grave per il lavoratore.
(cl/Toscana)

È scattato il progetto "Imprendo sicuro", frutto del protocollo d'intesa siglato lo scorso dicembre tra l'INAIL provinciale di Perugia (attraverso il Co.Co.Pro., l'organismo provinciale a carattere consultivo interno all'Istituto ed espressione delle parti sociali sul territorio), la Provincia di Perugia, la Direzione provinciale del lavoro e la Camera di Commercio del capoluogo umbro, con l'obiettivo di realizzare attività di formazione, informazione e consulenza rivolte sia alle imprese che ai lavoratori. Il progetto mira ad elevare la conoscenza e la formazione dei nuovi imprenditori che operano nella Provincia di Perugia, con particolare attenzione rivolta a quelli stranieri non comunitari, che per la specifica diversa cultura, per le ovvie carenze linguistiche nonché per la maggior pericolosità delle lavorazioni cui sono addetti, subiscono più frequentemente infortuni lavorativi. È in corso sull'intero territorio provinciale la campagna di comunicazione, attraverso la distribuzione di brochure e l'affissione di manifesti e locandine; realizzato anche un sito internet dedicato, www.imprendosicuro.org. L'avvio dei corsi è previsto per la fine di settembre.
"ImprendoSicuro" prevede due momenti specifici di attenzione nei confronti degli imprenditori: l'informazione, rivolta indistintamente a tutti i nuovi soggetti imprenditori iscritti alla CCIAA di Perugia (da realizzare attraverso la distribuzione di opuscoli, l'attivazione di un sito web dedicato e la creazione di laboratori tematici da costituire nelle differenti aree geografiche della provincia) e in particolare a quelli stranieri (tramite opuscoli in multilingua); la formazione, da erogare attraverso un corso base sulla sicurezza modulato secondo le vigenti disposizioni normative e in linea con le direttive regionali esposte nella Delibera 790/2007 della Giunta regionale Umbria, riguardanti gli standard minimi formativi.
L'iniziativa si propone di riuscire a formare nel corso del 2009 almeno il 5% dei neo imprenditori (circa 150/200 persone, sulla base dei dati forniti dalla Camera di Commercio di Perugia). Il percorso non è obbligatorio, ma consente agli imprenditori di acquisire una formazione di base sul sistema della sicurezza aziendale e di ottenere gratuitamente un attestato di partecipazione che, nel momento in cui dovessero diventare datori di lavoro, li esonererebbe dall'obbligo di sostenere il successivo corso di formazione in qualità di Rspp.
In occasione della presentazione del progetto alla stampa Alessandra Ligi, direttore della Sede provinciale INAIL di Perugia, ha rimarcato come l'iniziativa voglia contribuire alla sensibilizzazione e alla formazione in materia di sicurezza e prevenzione dei neo-imprenditori, titolari di impresa individuale, ovvero di quelle persone che sfuggono ad altri obblighi formativi e che sono impegnati in un sistema organizzativo del lavoro complesso e frequentemente a contatto con altre imprese e con i loro rischi.
Giuseppe Siniscalchi, presidente del Co.Co.Pro di Perugia e coordinatore del Comitato regionale di coordinamento (Crc) INAIL Umbria, ha invece sottolineato come, in considerazione dell'elevata e crescente incidenza della provenienza straniera degli imprenditori,sono stati previsti insegnamenti e attività di tutoraggio nelle principali lingue parlate dagli imprenditori stranieri presenti nel nostro territorio. L'obiettivo - ha continuato Siniscalchi - "è quello di favorire la piena comprensione della didattica fornita e quindi garantire l'efficacia dell'intervento formativo". Infine Tullio Gualtieri, direttore regionale INAIL Umbria, ha evidenziato come l'informazione e la formazione, elementi distintivi del progetto, "siano valori fondanti per sensibilizzare i neo imprenditori - in particolare se di provenienza straniera - alla pratica della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il progetto inoltre - per Gualtieri - rappresenta un ulteriore esempio di lavoro sinergico tra Istituzioni e parti sociali che costituisce ormai prassi consolidata nel 'modello Umbria'".
(rg/umbria)

INAIL a sostegno della sicurezza. Il rapporto di Cittadinanzattiva, proprio per la drammaticità delle sue valutazioni, fa emergere in modo ancora più marcato la significatività dell'intervento dell'INAIL che - proprio per aumentare il livello di salute e sicurezza nelle scuole -, d'intesa con il ministero della Pubblica istruzione e con gli Enti locali, ha stabilito un piano di interventi che raggiunge i cento milioni di euro per il triennio 2007-2009 (ai sensi dell'articolo 1, comma 626, della Finanziaria 2007). Le risorse sono state erogate per sostenere progetti volti al miglioramento delle condizioni degli istituti scolastici secondari di primo grado e superiori e la loro distribuzione è stata regolata attraverso due bandi pubblici. L'assegnazione della terza tranche dei fondi, pari a 20 milioni di euro, risale alla fine dello scorso luglio. "Si tratta di un intervento che l'INAIL ha sempre considerato di particolare significato", ha dichiarato, in merito, il presidente dell'Istituto, Marco Fabio Sartori. "La possibilità di contribuire in modo fattivo alla tutela di studenti e insegnanti ci sembra, infatti, uno degli ambiti sociali più importanti nei quali potere esprimere il senso profondo che anima l'INAIL. La promozione di una reale cultura della prevenzione comincia, infatti, dai banchi di scuola: non solo come patrimonio di conoscenze da spiegare e tramandare alle generazioni, ma anche nella disposizione di ambienti a norma dove la sicurezza diventa un paradigma realizzato concretamente e vissuto giorno per giorno".
Aule invivibili, bagni sporchi, palestre inagibili, cortili pieni di immondizia e chi più ne ha più ne metta. Poveri studenti italiani: il quadro che emerge dal VII Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza in ambito scolastico fotografa una situazione davvero desolante. Secondo lo studio - che ha analizzato 106 strutture in undici regioni: un corpo architettonico che interessa un totale di 33.606 studenti (610 i disabili) e 3.726 docenti - i pericoli sono all'ordine del giorno. Crolli di intonaco, sedie e banchi rotti, barriere architettoniche e cavi volanti sembrano, infatti, elementi ormai "strutturali". Per non parlare, poi, del fatto che più di una scuola su due (il 54% degli istituti) si trovi in aree a rischio sismico, il 26% dei plessi in zone a rischio idrogeologico e l'8% in contesti dall'inquinamento acustico elevato. Una realtà che non registra particolari differenze tra Nord e Sud. A coronamento di tutto ciò, infine, anche alcune situazioni paradossali: come la scuola con 12 alunni disabili ma senza bagni adeguati, o quella senza riscaldamento anche se inaugurata solo tre anni fa.
"Da sette anni Cittadinanza attiva indaga sulla sicurezza delle nostre scuole", dice Adriana Bizzarri responsabile scuola di Cittadinanzattiva, "incrociando dati ricavati da indagini effettuate su segnalazione diretta dei cittadini. Gli indicatori sono almeno 300 ma punteremo l'attenzione su alcuni focus specifici. Chiediamo" sottolinea Bizzarri, "dati certi dai quali partire. A dicembre sarà disponibile l'anagrafe dell'edilizia scolastica. Ci aspettiamo che faccia da base per disporre gli interventi necessari e non più prorogabili. Sempre a dicembre 2009 è il termine ultimo perché Enti locali e Regioni adeguino le scuole alla legge sulla sicurezza (decreto 81/08). Non accetteremo proroghe".
"La nostra proposta" conclude "è di non interrompere i finanziamenti per almeno un quinquennio. E' indispensabile proseguire nel reperimento dei fondi pubblici e privati, dando la priorità per la messa in sicurezza degli edifici a quelli in peggiori condizioni e a quelli situati nelle zone ad alta ed altissima sismicità, dove è necessaria anche la certificazione di idoneità sismica perché è l'unica che attesta che la scuola è in grado di "reggere" i terremoti".
Certificazioni assenti. Secondo Cittadinanzattiva, è provvista del certificato di agibilità statica solo una scuola su tre (32%), e solo una su quattro ha i certificati di agibilità igienico-sanitaria (26%) e di prevenzione incendi (27%). La musica cambia se si guarda alle prove di evacuazione, realizzate per fortuna da tutte le scuole monitorate. Ma il 50% degli studenti riceve solo sporadicamente, o non riceve affatto, attività formative sui comportamenti per la sicurezza.
Distacchi e crolli di intonaco. E' stato a causa del crollo di un controsoffitto che a Rivoli, in provincia di Torino, un anno fa, ha perso la vita, mentre era seduto al suo banco, Vito Scafidi, studente del liceo Darwin. E purtroppo gli episodi di elementi non strutturali che cedono sono diffusi, come testimonia il rapporto. Per esempio i distacchi di intonaco interessano tutti i locali scolastici: sono segnalati nel 17% delle aule, nel 16% dei laboratori scientifici, nel 14% delle palestre, nel 13% delle mense, nell'11% dei bagni e aule computer.
Aule e palestre? Un disastro. Le aule sono un disastro: nel 24% ci sono cavi volanti, nel 52% armadi non ancorati alle pareti che possono cadere addosso ai ragazzi, nel 29% interruttori divelti. E quest'anno, per via dei tagli, fa notare Cittadinanzattiva, si rischia anche il "sovraffollamento". Nelle palestre il contesto non migliora: il 34% delle scuole monitorate non ne ha neppure una. Anche in questo caso a brillare sono la precarietà delle condizioni igieniche e la mancanza di attenzione alle esigenze dei disabili (ben il 22% di queste strutture presenta barriere architettoniche). Infine, le mense. Per capire lo stato della situazione, basta un esempio: "mentre si parla di influenza suina e di strategie per la prevenzione nelle scuole da anni ormai i bagni sono senza sapone", evidenzia Cittadinanzattiva. "Quest'anno sono il 61% del totale".

Il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato in via definitiva le "Linee guida in tema di Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e di dossier sanitario". In questo modo ancora una volta il Garante svolge un ruolo di "supplenza" in attesa di una legislazione adeguata.

Le "Linee guida", adottate al termine di una consultazione pubblica con gli operatori del settore, fissano un primo quadro di regole a protezione dei dati sanitari e a garanzia delle persone.

Il provvedimento del Garante stabilisce in particolare che il paziente deve poter scegliere, in piena libertà, se far costituire o meno un fascicolo sanitario elettronico, con tutte o solo alcune delle informazioni sanitarie che lo riguardano; deve poter manifestare un consenso autonomo e specifico, distinto da quello che si presta a fini di cura della salute; al paziente deve essere inoltre garantita la possibilità di "oscurare" la visibilità di alcuni eventi clinici.

Per poter esprimere scelte consapevoli il paziente deve essere adeguatamente informato. Con un linguaggio comprensibile e dettagliato l'informativa deve quindi indicare chi (medici di base, del reparto ove è ricoverato, farmacisti) ha accesso ai suoi dati e che tipo di operazioni può compiere.

Il fascicolo sanitario elettronico potrà essere consultato dal paziente con modalità adeguate (ad es. tramite smart card) e dal personale sanitario strettamente autorizzato, solo per finalità sanitarie. Non potranno accedervi invece periti, compagnie di assicurazione, datori di lavoro.

In ogni caso se il paziente non vuole aderire al Fse deve comunque poter usufruire delle prestazioni del servizio sanitario nazionale.

Gli accessi alle informazioni infine, dovranno essere tracciabili e graduali, e i dati sanitari dovranno essere protetti con misure di sicurezza molto elevate che limitino il più possibile i rischi di abusi, furti, smarrimento.

Entro il 31 dicembre Regioni e Asl dovranno comunicare al Garante privacy le iniziative già avviate sul fascicolo sanitario elettronico e d'ora in poi ogni iniziativa che riguarda l'Fse dovrà sempre essere comunicata all'Autorità prima del suo avvio.

Roma, 11 agosto 2009

Dal 7 settembre 2009 è attiva sul portale www.inail.it (sezione punto Cliente) una procedura online per effettuare la comunicazione all'INAIL dei dati inerenti le prestazioni di lavoro occasionale accessorio.
La procedura si aggiunge ai canali già esistenti (fax e contact center INPS/INAIL) e consente di effettuare sia la prima comunicazione che le eventuali successive variazioni.

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Direzione Centrale Rischi
Ufficio Tariffe

Protocollo: INAIL.60010.07/09/2009.0008270

ALLE STRUTTURE CENTRALI E TERRITORIALI

Oggetto: DNA lavoro occasionale accessorio. Rilascio Procedura Telematica.

Com'è noto, per effetto dei recenti interventi normativi, la platea dei soggetti interessati dalle disposizioni di cui agli artt. 70-73 del d.lgs. 276/03 e successive modifiche ed integrazioni si è estesa sia sotto il profilo soggettivo che oggettivo.

Infatti, le prestazioni di lavoro accessorio, inizialmente previste come attività lavorative di natura occasionale svolte da soggetti a rischio di esclusione sociale o, comunque, non ancora entrati nel mercato del lavoro o in procinto di uscirne, sono state rese potenzialmente accessibili a tutti i lavoratori interessati e non più soltanto a "soggetti deboli".

I committenti di prestazioni occasionali di tipo accessorio hanno l'obbligo di comunicare all'INAIL, prima dell'inizio della prestazione, i dati relativi al luogo ed al periodo della prestazione ed i dati anagrafici propri e del prestatore, anche in caso di variazioni del periodo di lavoro (cessazione o modifica del periodo)1.

Al riguardo, considerando il citato ampliamento degli ambiti di applicazione di tale tipologia contrattuale ed al fine di semplificare gli adempimenti per l'utente è stata predisposta un'apposita procedura telematica di acquisizione delle denunce nominative.

Tale canale di comunicazione si va ad aggiungere a quelli già esistenti del fax gratuito numero 800.657.657 e del contact center INPS/INAIL al numero 803164.

La procedura on line disponibile sul sito www.inail.it, nella sezione Punto Cliente, consente di effettuare la prima comunicazione DNA e le eventuali successive variazioni.

Sono, altresì, preimpostate le possibili tipologie di attività alle quali è applicabile il lavoro accessorio.

In merito alle modalità di accesso all'applicazione si precisa che il committente, non presente nella Banca dati INAIL in quanto non assicurato - deve effettuare la registrazione sul sito dell'Istituto come di seguito specificato:

  1. collegarsi al sito www.inail.it;
  2. selezionare Registrazione;
  3. accedere alla sezione Registrazione utente generico;
  4. compilare con i suoi dati la maschera "Registrazione utente generico" specificando se si tratta di azienda o amministrazione non soggetta ad assicurazione INAIL e, infine, cliccare su "SALVA".

L'utente che si è registrato riceverà all'indirizzo e-mail che ha indicato nella maschera "Registrazione utente generico" un messaggio con l'indicazione di una password.

Con il proprio codice fiscale e la password, l'utente entrerà sul sito www.inail.it in "Punto Cliente", dove selezionerà la funzione "Ditte2 non INAIL" - "Anagrafica" (Nuova ditta) e compilerà una maschera con tutti i dati anagrafici della Ditta.

A questo punto, verrà attribuito alla Ditta il numero di "Codice Cliente" ed un pin (4 cifre).

Una volta effettuate le operazioni di registrazione con il conseguente possesso di un Codice Cliente, si potra' selezionare l'applicazione "dna lavoro accessorio" e procedere alla comunicazione di che trattasi.

La procedura telematica sarà rilasciata in produzione su Punto cliente in data odierna.

IL DIRETTORE CENTRALE
f.to ing. Ester Rotoli

Note:

1- Vedi precedenti in materia di "Lavoro occasionale e ambiti di applicazione". Note Direzione Centrale Rischi del 04 agosto 2008, 04 novembre 2008, 05 dicembre 2008, 16 marzo 2009, 27 marzo 2009, 19 maggio 2009, 01 giugno 2009, 27 luglio 2009.

2- Per "ditta" si intende anche il committente privato, vedi ad es. utilizzo dei buoni lavoro nell'ambito di lavori domestici (nota Direzione Centrale Rischi del 27/03/2009).

Infortuni sulla strada, un pericolo mortale non solo per gli appassionati del sabato sera in discoteca, ma anche per chi usa l'automobile o la moto per andare e tornare dal lavoro o all'interno della propria attività lavorativa. A ricordare i tristi numeri degli incidenti sulla strada avvenuti per ragioni di lavoro è stato il coordinatore della Consulenza statistico-attuariale dell'INAIL, Franco D'Amico, intervenuto A Genfova al dibattito "Stop agli infortuni su strada", organizzato dall'Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro nell'ambito della Settimana della sicurezza su strada 2009. Nel 2007 gli infortuni nel nostro Paese sono stati 912.410, di cui 52.371 da circolazione stradale in occasione di lavoro e 97.278 in itinere (ovvero lungo il tragitto casa-lavoro e viceversa). Mentre dei 1.207 casi mortali, verificatisi sempre nel 2007, 300 sono stati quelli in itinere e 342 quelli avvenuti da circolazione stradale in occasione di lavoro.

In particolare gli infortuni da circolazione stradale in occasione di lavoro hanno riguardato soprattutto i settori dei trasporti e delle comunicazioni (9.350 incidenti), il commercio (6.380), le attività immobiliari e i servizi alle imprese (5.805) e le costruzioni (5.619). Quanto alle regioni maggiormente colpite, la maglia nera va alla Lombardia con 9.017 incidenti e 56 morti, seguita dall'Emilia Romagna che nel 2007 ha registrato 7.089 infortuni stradali e 35 casi mortali. Le lesioni più frequenti, invece, hanno interessato la colonna vertebrale (19.096), il collo (7.116) e il cranio (3.107) per un totale complessivo di oltre la metà dei 52.371 infortuni sulla strada in occasione di lavoro avvenuti nel 2007. Il giorno nero è invece il lunedì, quando avviene il 18,7% degli incidenti e il 17,8% dei casi mortali. Mentre il momento peggiore della giornata è la prima ora di lavoro, che vede il 25,8% degli incidenti e il 28,6% delle morti.

I 97.278 infortuni in itinere del 2007, invece, hanno colpito 52.440 maschi (53,9%) e 44.838 femmine (46,1%). Mentre delle 300 morti complessive, 53 (17,7%) hanno riguardato le donne. La classe di età più colpita è quella tra i 35 e i 49 anni, che ha registrato il 40,2% degli incidenti e il 37,7% dei casi mortali. Le regioni più interessate sono, anche in questo caso, la Lombardia e l'Emilia Romagna che hanno raggiunto, rispettivamente, i 21.029 e 12.916 infortuni lungo il tragitto casa lavoro. Per quanto riguarda, infine, i casi mortali il primato spetta ancora alla Lombardia (63) seguita, in questo caso, da Emilia Romagna e Veneto, entrambe a quota 35.