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Alla luce dell’esperienza degli ultimi anni e, tenuto conto dell’evoluzione normativa sulle emissioni in atmosfera, la Provincia di Firenze ha richiesto ad ARPAT il supporto tecnico-scientifico per la valutazione degli studi e delle simulazioni dell’inquinamento atmosferico con particolare riferimento agli impianti di gestione dei rifiuti e ai siti per le attività estrattive (cave). Sulla base di alcuni risultati di tale attività la Provincia di Firenze, quale autorità competente al rilascio delle autorizzazioni ai sensi della L.R. n. 33/1994, ha deciso di dotarsi di uno strumento, in forma di linee guida, per quantificare le emissioni prodotte da attività polverulente che sono sottoposte a verifica o valutazione di impatto ambientale nonché al regime autorizzatorio di cui alla Parte quinta del D.Lgs. n. 152/2006.

L'attività di supporto è stata svolta dal costituendo Centro di riferimento per la modellistica sulla qualità dell’aria (CRMQA) istituito dalla Regione Toscana con il PRAA 2007-2010 e su incarico della Provincia di Firenze, che ha elaborato un articolato documento che affronta il tema delle emissioni di particolato dalle attività polverulenti (cave, cantieri, trattamento inerti, ecc.). Tale problematica ha assunto maggiore evidenza in seguito all’entrata in vigore del Testo unico sull’ambiente che dispone l’obbligo di autorizzare esplicitamente “chi intende effettuare, in modo non occasionale ed in un luogo a ciò adibito, in assenza di un impianto, attività di lavorazione, trasformazione o conservazione di materiali agricoli, le quali producano emissioni, o attività di produzione, manipolazione, trasporto, carico, scarico o stoccaggio di materiali polverulenti” (D.Lgs. n. 152/2006: art. 269 c. 12, art. 271 c. 1). A tal fine il Testo unico stabilisce le apposite prescrizioni per le emissioni di polveri che l'autorità competente è tenuta a definire “tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi: a) pericolosità delle polveri, b) flusso di massa delle emissioni, c) durata delle emissioni, c) condizioni meteorologiche, d) condizioni dell'ambiente circostante” (D.Lgs. n. 152/2006, Allegato V alla Parte quinta).

Le “Linee guida” elaborate da ARPAT propongono metodi di stima delle emissioni di polveri principalmente basati su dati e modelli dell’Agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti (US-EPA: AP-42 “Compilation of Air Pollutant Emission Factors”), ai quali rimanda per la consultazione della trattazione originaria, in particolare degli algoritmi di calcolo. Inoltre, tramite una complessa elaborazione numerica effettuata con metodi statistici e tecniche di modellazione della dispersione degli inquinanti in atmosfera, propone specifiche soglie emissive, in relazione ai già citati elementi indicati dall’Allegato V alla Parte quinta del Dlgs. n. 152/2006, che consentono di valutare l’impatto sulla qualità dell’aria di tali attività, di modulare opportunamente le eventuali misure di mitigazione (bagnatura, inscatolamento, ecc.), di disporre l’eventuale monitoraggio nelle aree contermini alle lavorazioni, ovvero di prescrivere gli opportuni approfondimenti laddove l’entità delle emissioni sia particolarmente elevata anche in relazione alla presenza di “punti recettori sensibili” posti nelle vicinanze (civili abitazioni, scuole, ecc.).

La documentazione elaborata da ARPAT è stata recentemente adottata dalla Provincia di Firenze, con la deliberazione di Giunta n. 213 del 3 novembre 2009, che l’ha ritenuta “uno strumento di valutazione preventiva degli impatti dovuti alle emissioni di polveri, tali da rappresentare una semplificazione sia per gli utenti del servizio che per l’Amministrazione nei compiti di autorizzazione e controllo, nonché per i professionisti incaricati di predisporre la documentazione tecnica a tal fine, nel rispetto dei principi di semplificazione e trasparenza del procedimento amministrativo stabiliti dall’art. 1 della L. n. 241/1990, oltre che un compendio di criteri, di informazioni, e di parametri da seguire per le richieste di autorizzazioni e le relative valutazioni”.

In particolare, l’Allegato 1 della delibera contiene le vere e proprie “Linee guida”, così articolate:

· nel Capitolo 1 sono analizzate le sorgenti di particolato dovute alle attività di trattamento di materiali polverulenti e per ciascuna sorgente vengono individuate le variabili da cui dipendono le emissioni ed il metodo di calcolo, in taluni casi semplificato rispetto al modello originale ed adattato dove possibile alla realtà locale;

· nel Capitolo 2 sono presentate le soglie di emissione al di sotto delle quali l’attività di trattamento di materiali polverulenti può essere ragionevolmente considerata compatibile con l’ambiente. Tale conclusione deriva dall’analisi effettuata tramite l’applicazione di modelli di dispersione; i risultati indicano che al di sotto dei valori individuati non sussistono presumibilmente rischi di superamento o raggiungimento dei valori limite di qualità dell’aria per il PM10 dovuti alle emissioni dell’attività in esame. I modelli e le tecniche di stima delle emissioni si riferiscono oltre che al PM10 anche a PTS (polveri totali sospese) e al PM2.5;

· nell’Allegato sono riportate le “Istruzioni specifiche per il calcolo delle emissioni di PM10 in attività di trattamento di materiali polverulenti” elaborate per facilitare l’applicazione dei metodi di stima delle emissioni proposti, nonché la fornitura delle informazioni necessarie e la predisposizione di un’adeguata documentazione nell’ambito delle procedure di legge;

· nell’Appendice A sono riportate una serie di immagini relative alle attività ed ai macchinari impiegati nelle lavorazioni di inerti e nei cantieri, ed un breve glossario di alcuni termini tecnici in lingua inglese che possono essere di aiuto nell’identificazione delle lavorazioni e dei rispettivi fattori di emissione;

· nell’Appendice B è invece illustrato un esempio dettagliato di applicazione dei metodi descritti ad una attività di estrazione e trattamento di inerti.

La Provincia di Firenze, nella propria delibera, ha stabilito che dal 1° gennaio 2010 le “Linee guida” dovranno essere “… parte integrante della documentazione a corredo delle istanze di autorizzazione alle emissioni in atmosfera per le attività di produzione, manipolazione, trasporto, carico o stoccaggio di materiali polverulenti; delle istanze di richiesta di esclusione o assoggettamento alla verifica di assoggettabilità e per le Valutazioni di Impatto Ambientale di competenza provinciale; degli strumenti pianificatori di settore della Provincia di Firenze, in particolare i Piani e Programmi della Provincia di Firenze, e loro varianti, sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica o a verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica…”.


Le “Linee guida”, insieme alla documentazione tecnica relativa alle elaborazioni effettuate per redigerle, sono disponibili su “attionline” della Provincia di Firenze allegate alla Delibera di Giunta Provinciale n. 213 del 03/11/2009, all’indirizzo

http://attionline.provincia.fi.it/; oppure all’indirizzo
http://www.provincia.fi.it/ambiente/documenti/#c925.


E’ possibile che, dopo un primo periodo di concreta applicazione, la documentazione possa essere successivamente aggiornata e corretta. Nel frattempo sono già in corso di organizzazione incontri e corsi di formazione per illustrare nel dettaglio i contenuti e le finalità di tale documentazione.

Per informazioni mail: crmqa@arpat.toscana.it.

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 ha posto, in termini normativi, le condizioni per un atteso ed importante salto di qualità nella gestione della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Successivamente, con il Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106 sono state introdotte significative modifiche all’articolato originale che meritano di essere approfondite e sviluppate, per essere adeguatamente comprese e coerentemente e correttamente attuate.

 
Regione Toscana, ARPAT, ARPA Emilia Romagna, ISPRA, Associazione Ambiente Lavoro, con la consapevolezza che il Sistema delle Agenzie di Protezione Ambientale debba svolgere un ruolo consapevole e attivo per promuovere ed attuare politiche sostenibili del lavoro nella Pubblica Amministrazione, hanno ritenuto opportuno organizzare questa iniziativa, focalizzata sugli aspetti più significativi e qualificanti delle attuali norme.

 
Il seminario ha l’obiettivo di acquisire conoscenze teorico-pratiche relativamente a:

 
mutato contesto normativo europeo e nazionale nell’ambito della salute e della sicurezza negli
ambienti di lavoro;
individuazione e l’ analisi dei nuovi aspetti giuridici, tecnici e organizzativi;
chiare indicazioni per la corretta individuazione dei soggetti penalmente responsabili ai sensi della normativa in vigore;
soluzioni operative per la corretta gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti;
conoscenze necessarie e indicazioni metodologiche volte a garantire la corretta ed agevole
e si rivolge a

 
  • Datori di lavoro, dirigenti e preposti,
  • Responsabili e Addetti al Servizio di prevenzione e Protezione,
  • Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza,
  • Lavoratori e lavoratrici provenienti da Pubbliche amministrazioni, Aziende Sanitarie e Aziende private, ISPRA, ARPA-APPA,
  • Associazioni datoriali e parti sociali.
Programma del seminario tecnico "DLGS. 9 aprile 2008 n. 81 modificato con DLGS. 5 agosto 2009 n. 106 - Aspetti giuridici, tecnici e organizzativi"

«Don Gallo può stare tranquillo, e i lavoratori del porto con lui: non sono soli, la città è con loro e gli è vicina; lo vedranno concretamente, al più presto. Se non essere stati in porto in queste ore è stato visto come una distanza, dico di no: è stata se mai la titubanza di chi si sente impotente nel sapere come incidere, in certi momenti di dolore e di tensione, con la preoccupazione per politici e istituzioni di non sembrare quelli che vanno a cavalcare le situazioni». Marta Vincenzi, dall´estero dove si trova per qualche giorno di vacanza, risponde all´appello che don Gallo, attraverso Repubblica, le ha lanciato dopo aver passato la sera del 25 dicembre tra i camalli ai varchi portuali per la terza notte di sciopero dopo la tragica morte di Gianmarco Desana. E non si tratta solo di una solidarietà a parole, continua la sindaco: ma di atti politici che dovranno essere assunti in gennaio dal consiglio comunale, oltre che dal Comitato portuale, in cui sono rappresentate tutte le realtà della città e del porto.


«Don Gallo dice cose importanti, ed è giusto che una figura come la sua sia stata in porto a fianco dei lavoratori - prosegue la Vincenzi - Ma non è giusto dire che la città si dimentica del porto e soprattutto di chi ci lavora. Io ne ho una dolorosissima consapevolezza, di quanto accade sulle banchine; ma è faticoso passare alle proposte e alla capacità di incidere davvero». la sindaco riflette: se ci sono anche problemi di ritmi di lavoro, come denunciano lavoratori e sindacati, è il Comitato Portuale, a cui anche lei partecipa, che deve prendere posizioni operative. «Bisogna pretendere una riunione del Comitato mirata esclusivamente sulla sicurezza, ma penso anche a una riunione monotematica del consiglio comunale su questo tema - aggiunge - la proporrò alla ripresa dei lavori; una riunione alla quale invitare tutti i soggetti interessati e, concretamente, cercare un confronto e delle soluzioni».


Tre morti in tre anni, e la rabbia dei portuali è esplosa con i blocchi, lo sciopero, i camion fermi e anche qualche momento concitato. «E´ per questo che la scelta è stata quella di dare segnali di vicinanza, ma senza andare in porto, in passato invece ci sono stata, quando mi hanno chiamato - conclude Marta Vincenzi - ma ripeto non è un problema far sentire loro che la città è vicina. E´ comunque vero che questa città, come dice don Gallo, ha il porto come cuore, e se in porto si continua a morire, significa che non ha sviluppo e non ha futuro».


Oggi, intanto, come previsto sarà svolta l´autopsia sul corpo di Gianmarco Desana, mentre proseguono le indagini per accertare tutti gli elementi utili sulla dinamica dell´incidente nella stiva della "Suprema" di grandi navi veloci, nel pomeriggio del 23 dicembre. per il momento è indagato il guidatore del camion che ha travolto Desana, accusato di omicidio colposo; ma gli inquirenti stanno cercando di accertare eventuali responsabilità a livelli diversi, tra i diversi soggetti chiamati a tutelare al sicurezza die lavoratori, sia sull´organizzazione del lavoro che sui tempi di svolgimento dello stesso. Anche ieri si è lavorato in porto su più turni, per caricare e scaricare le navi rimaste in attesa dopo lo sciopero; oggi, intanto, dopo la pausa natalizia, dovrebbero cominciare a riunirsi alcuni tavoli con sindacati e istituzioni per analizzare la situazione della sicurezza del lavoro portuale. Sarà poi il neoprefetto Francesco Musolino, al suo arrivo a Genova previsto per la metà di gennaio, a riprendere le fila del Comitato per la sicurezza già avviato in Prefettura dopo la tragica morte di Fabrizio Cannonero

Nel terzo trimestre 2009, l'offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dello 0,9 per cento (-222.000 unità). Il dato arriva dall'Istat, che segnala soprattutto come il numero di occupati risulta pari a 23.010.000 unità, in forte calo su base annua (-2,2 per cento, pari a -508.000 unità). Tale risultato deriva da un'ulteriore caduta dell'occupazione autonoma, dei dipendenti a termine e dei collaboratori, cui si aggiunge una significativa flessione dei dipendenti a tempo indeterminato. In termini destagionalizzati, l'occupazione totale registra una flessione rispetto al secondo trimestre 2009 pari allo 0,5 per cento.


Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni segnala il quinto consecutivo arretramento tendenziale e scende dal 59 per cento del terzo trimestre 2008 all'attuale 57,5 per cento. Nella media del trimestre il numero delle persone in cerca di occupazione continua a salire rispetto ad un anno prima, portandosi a 1.814.000 unità (+18,7 per cento, pari a 286.000 unità). La crescita della disoccupazione riflette il diffondersi dei casi dovuti alla perdita della precedente occupazione. Peraltro, la crescita più contenuta della disoccupazione in rapporto alla caduta dell'occupazione si accompagna ancora una volta ad un incremento dell'inattività (+2,7 per cento, pari a +392.000 unità), dovuto all'attesa dei risultati di passate azioni di ricerca, alla mancata ricerca del lavoro delle donne per motivi familiari e al ritardato ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Nella media del periodo luglio-settembre il tasso di disoccupazione è pari al 7,3 per cento in termini grezzi (era 6,1 per cento nel terzo trimestre 2008) e 7,8 per cento in quelli destagionalizzati (+0,3 punti percentuali rispetto al secondo trimestre).

Ma sulla base dei dati rivisti, in ottobre il numero di occupati si riduce dello 0,1 per cento rispetto a settembre (a fronte della sostanziale stabilità che emergeva nelle stime pubblicate in precedenza), mentre il tasso di disoccupazione risulta pari all'8,2 per cento (un valore superiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quanto pubblicato in precedenza).

La riduzione su base annua dell'offerta di lavoro rilevata nel terzo trimestre riguarda sia la componente maschile (-0,9 per cento, pari a -127.000 unità), sia quella femminile (-0,9 per cento, pari a -95.000 unità). Alla sostanziale stabilità registrata nelle regioni centrali (+0,1 per cento, pari a 5.000 unità) si contrappone la riduzione in quelle settentrionali (-0,4 per cento, pari a -56.000 unità) e soprattutto meridionali (-2,3 per cento, pari a -171.000 unità). In tale area la diminuzione interessa sia l'offerta di lavoro maschile (-1,9 per cento, pari a -90.000 unità), sia quella femminile (-3,1 per cento, pari a -81.000 unità).

Con riferimento alla popolazione in età lavorativa (15-64 anni) il tasso di atti-vità nel terzo trimestre 2009 si posiziona al 62,1 per cento, in discesa di otto decimi di punto rispetto a un anno prima. Alla flessione del livello di attività della componente maschile (dal 74,4 per cento del terzo trimestre 2008 al 73,7 per cento) si associa quella della componente femminile (dal 51,3 per cento al 50,5 per cento). A livello territoriale, alla riduzione del tasso di attività nel Nord e nel Centro si accompagna la più forte flessione nel Mezzogiorno (dal 52,3 al 51,0 per cento) che riguarda sia gli uomini sia le donne.

La caduta tendenziale dell'occupazione sintetizza il sensibile calo della componente maschile (-2,5 per cento, pari a -350.000 unità) e la consistente fles-sione di quella femminile (-1,7 per cento, pari a -158.000 unità). Per entrambe le componenti di genere, e soprattutto per quella maschile, si rileva una marca-ta riduzione dell'occupazione degli italiani (-373.000 e -216.000 unità, rispettivamente per gli uomini e le donne). Con un ritmo sempre più blando prosegue, invece, la crescita dell'occupazione degli stranieri (+22.000 e +58.000 unità rispettivamente).

A livello territoriale, si accentua il restringimento della base occupazionale nel Nord (-2,3 per cento, pari a -274.000 unità in confronto al terzo trimestre 2008), prosegue il calo nel Mezzogiorno (-3,0 per cento, pari a -196.000 uni-tà), mentre nel Centro la riduzione del numero degli occupati è più contenuta (-0,8 per cento, pari a -38.000 unità). Il risultato trova ragione sia nella relativa maggiore crescita tendenziale degli occupati stranieri in questa ripartizione, sia nel sostegno fornito dal settore terziario, in particolare dai servizi alle fa-miglie e da taluni comparti a elevata intensità di lavoro (alberghi e ristoranti, servizi di pulizia, di viglilanza e attività professionali autonome).

(Dires/Roma)

Gli immigrati residenti a Firenze che vogliono avviare un'attività imprenditoriale potranno usufruire, a partire da oggi, della Guida on line per l'imprenditoria straniera, uno strumento che prefettura e camera di commercio hanno messo a punto per orientare il cittadino immigrato che intende muovere i primi passi nel mondo dell'impresa. Alla realizzazione della guida hanno collaborato il comune di Firenze, l'INAIL, Inps, Consiglio notarile, ordine dei commercialisti ed esperti contabili. La guida - tradotta anche in arabo, albanese e cinese e disponibile online - offre informazioni di base e indicazioni per valutare opportunità e rischi della scelta imprenditoriale.


Ampio spazio e dedicato alla voce costi: sono elencate le spese per la costituzione di una società e per l'iscrizione alla camera di commercio, quelle di contabilità, bilancio, dichiarazione dei redditi, nonché i costi previdenziali e assistenziali. Non mancano notizie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sull'igiene dei prodotti con un'attenzione specifica ai settori del manifatturiero e della ristorazione. La guida fornisce inoltre indicazioni in materia di marchi e brevetti. Viene trattato anche il tema ambientale, in particolare lo smaltimento dei rifiuti.

"Il complesso sistema burocratico non agevola l'iniziativa imprenditoriale degli immigrati", ha detto il prefetto di Firenze Andrea De Martino. "Abbiamo promosso la guida per facilitare gli stranieri a fare impresa, un efficace mezzo di integrazione e promozione sociale che stimola la capacità dei cittadini stranieri giunti per lavorare e migliorare le proprie condizioni nel rispetto delle regole".

fonte inail

Abbiamo già scritto al governo per segnalare in modo tempestivo le pesanti ripercussioni che la mancanza di una politica di investimenti sta avendo sull'Istituto. Stiamo perdendo quasi 400 milioni di euro anno a causa dei mancati rendimenti, e questo con un danno evidente non solo per l'INAIL ma per tutte le categorie che l'Ente tutela e rappresenta". Il presidente/commissario straordinario dell'INAIL commenta in questo modo la relazione sul risultato del controllo relativo alla gestione finanziaria dell'Istituto per l'esercizio 2008 della Corte dei Conti. Una relazione caratterizzata da un giudizio estremamente favorevole nei confronti del potenziamento della mission dell'Istituto.


"Nato come Ente previdenziale con funzioni assicurative, l'INAIL è ormai stabilmente votato ad estendere la propria attività, stante l'esubero costante delle entrate contributive e in coerenza con le sue potenzialità organizzative", valutano i magistrati contabili, "non soltanto nella prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, ma anche nella direzione di una 'tutela integrata' dell'infortunato, comprensiva di interventi sanitari e riabilitativi". Scenari ai quali la Corte guarda con favore, poiché "di alta e innegabile valenza sociale e ormai parzialmente confermati da espresse previsioni di legge".

Non manca, tuttavia, la sollecitazione a fare attenzione ai conti, "nella considerazione soprattutto che la presunta 'ricchezza' delle risorse dell'Ente è contraddetta, almeno temporaneamente, da situazioni di disavanzo patrimoniale e disavanzo attuariale che devono prioritariamente essere superate". Quelli del 2008, tuttavia, sono risultati di gestione "decisamente influenzati da fattori di carattere straordinario", è il parere dei magistrati, e che "mal si prestano a costituire termine di paragone per confronti con gli esercizi precedenti o successivi".

"Condivido le considerazioni generali espresse dalla Corte. E del resto il piano industriale dell'Istituto, che prevede un'opportuna integrazione pubblico privato, consentirà certamente di raggiungere gli obiettivi indicati dalla legge anche nell'ambito di un'attenta politica di contenimento dei costi", aggiunge Sartori. "Il mio auspicio è che a breve si possa riconsiderare tutta la strategia patrimoniale dell'INAIL, in un rapporto di forte sinergia col ministero del Lavoro e il ministero dell'Economia. Noi siamo pronti a fare un salto di qualità importante".
 
La Corte dei Conti promuove l'estensione delle attività dell'Ente in materia di tutela integrata degli infortunati. Il presidente/commissario: "Auspico di potere riconsiderare a breve la strategia patrimoniale dell'Istituto"
 
Fonte inail

Il tema delle malattie professionali rappresenta nel nostro Paese un punto di estrema criticità. Molte fonti istituzionali (Commissione del Senato sul fenomeno delle morti bianche, Rapporto annuale Inail 2008) forniscono dati che fanno emergere una gravissima e motivata preoccupazione.

La stessa CGIL, nell’audizione al Senato del 27 novembre 2007 aveva fornito elementi di conoscenza che erano poi stati ripresi nella relazione conclusiva della Commissione. In un recente documento della CISL rimesso in questi giorni al Ministro del Lavoro si calcolano in 8600 casi/anno “i tumori di certa origine lavorativa”.

In questo quadro abbiamo più volte sollecitato un confronto del Governo con le parti sociali sul tema al fine di promuovere un Piano nazionale di prevenzione la cui urgenza appare del tutto evidente. In assenza di questo confronto, cui il Governo si è sempre sottratto, abbiamo reiteratamente sollecitato ed infine ed ottenuto la convocazione in seduta straordinaria della Commissione consultiva ex articolo 6 del Decreto lgs 81/08. In previsione della riunione straordinaria della Commissione Consultiva, che si è tenuta il 24 novembre scorso, abbiamo infine prodotto il documento: “La prevenzione delle malattie professionali: proposte della CGIL per una azione di sistema”.

Tra le principali proposte avanzate dalla nostra Organizzazione vanno richiamate quelle relative alla promozione di una campagna straordinaria sulle “Malattie professionali perdute” , l’adozione e diffusione di una Carta dei diritti dei lavoratori e dei RLS in materia di sorveglianza sanitaria, la definizione dei parametri di rischio per le sostanze pericolose (per le quali il Decreto prevedeva un termine di 45 giorni), l’allestimento di un sito internet espressamente dedicato all’informazione medica per “il pubblico” etc.

Nel corso della riunione la CGIL ha illustrato il proprio documento che ha registrato consensi diffusi nel merito delle singole proposte. In particolare è stata accolta la proposta (non contenuta nel documento) relativa alla promozione di una campagna denominata “Scuola Sicura” per la diffusione di un percorso didattico mirato alla comprensione dei rischi propri degli ambienti scolastici (staticità degli edifici, messa a norma degli impianti di varia natura etc). Si è previsto che il percorso didattico debba concludersi con un vero e proprio report sulla sicurezza sulla base del quale far confrontare gli studenti con le autorità preposte al fine di condividere gli interventi (anche strutturali) per la messa a norma degli edifici scolastici.

Allo stesso modo è stata accolta la proposta relativa al coinvolgimento del Dipartimento delle Pari Opportunità in un progetto che prevede, tra l’altro, la lettura di genere degli adempimenti e degli atti connessi all’attuazione del Testo Unico sulla sicurezza (in allegato la proposta a suo tempo avanzata dalla CGIL e finora rifiutata dal Governo).

Va rilevato che il documento della CGIL è risultato esplicitamente alternativo all’intendimento del Governo di dar vita ad una campagna di informazione mediatica generica ed inconcludente che era stata peraltro duramente contestata da tutte le parti sociali componenti la Commissione che avevano criticato, secondo le parole della stessa Confindustria, “lo sperpero di danaro pubblico”. Le numerose delegazioni imprenditoriali presenti al tavolo non hanno mai preso la parola.

In questo quadro il Governo è stato costretto alla fine ad una forzata marcia indietro riconoscendo la necessità di un approfondimento di merito sull’utilizzo dei 20 mln/€ e sui contenuti (da noi ritenuti inaccettabili e basati in buona sostanza sul concetto di “responsabilità”dei comportamenti dei lavoratori). Tale approfondimento si terrà a fine gennaio, termine rispetto al quale il Governo si è impegnato a non procedere ad ulteriori impegni di spesa.

Le Regioni dal canto loro, accogliendo un invito esplicito della CGIL, si sono impegnate ad avanzare, sulla traccia delle proposte avanzate, specifiche ipotesi di progettazioni esecutive della campagna. In questa prospettiva è nostra intenzione mantenere l’attenzione e la vigilanza sugli orientamenti assunti adoperandoci affinché il Governo non proceda ancora una volta in maniera unilaterale e che gli Enti interessati (Inail ed Ispesl) svolgano coerentemente i compiti sui quali hanno espresso una sostanziale adesione.

Vi chiediamo, vista l’importanza del tema e della valenza sociale e politica che riveste, di assumere, in primo luogo nel rapporto con le Regioni, tutte le iniziative che riterrete opportune dandone comunicazione al Coordinamento nazionale.

Vi terremo naturalmente informati di tutte le novità che dovessero emergere.

Pubblichiamo:

- documento CGIL “La prevenzione delle malattie professionali” proposte della CGIL per un’azione di sistema;


- audizione Senato CGIL ed INCA del 27 novembre 2007;


- documento CISL per la Commissione Consultiva;


- documento CGIL su “Salute e differenza di genere nel lavoro”.

Fonte cgil

Negli ultimi due mesi sono stati 258 i cantieri edili per opere pubbliche e private in tutta la provincia di Avellino controllati dai carabinieri del comando provinciale e dagli ispettori della direzione provinciale del lavoro di Avellino.

Durante i controlli 153 persone sono state denunciate per mancata osservanza delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, per impiego di manodopera irregolare per mancata corresponsione dei contributi previdenziali e per abusi edilizi. Si tratta di direttori dei lavori, imprenditori e responsabili dei cantieri. Durante i controlli sono stati trovati 161 lavoratori su 568 totalmente in nero, altri 201 non avevano un contratto regolare.

Ventisei cantieri sono stati sottoposti a sospensione amministrativa, mentre dieci fabbricati realizzati abusivamente, per un valore di circa 4 milioni di euro sono stati sequestrati. I controlli condotti dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, in collaborazione con il nucleo tutela del lavoro di Roma, erano finalizzati al contrasto delle violazioni sulle norme per la prevenzione degli infortuni, del lavoro nero e degli abusi edilizi.

(AGI) Cli/Dib/Na/Bru

Notizie AIAS

Pubblicato da Lilino Albanese | 13:01 | | 0 commenti »

La sede provinciale AIAS Reggio Calabria e Confagricoltura Reggio Calabria organizzano il Convegno “Salute e Sicurezza in Agricoltura: Il lavoro è vita – La sicurezza è vitale”, il giorno sabato 16 gennaio 2010, alle ore 9.00, presso i l Centro Culturale Polivalente – Comune di VARAPODIO (RC).

La partecipazione è gratuita.
Per motivi organizzativi si prega di confermare la partecipazione iscrivendosi solo on-line entro il 13 gennaio 2010 (cliccare l’icona a fianco della dicitura “Prezzo Evento Gratuito” e procedere con la compilazione del form; per chi non è socio né utente seguire il percorso indicato da “Qualora non fosse ancora socio Aias o un utente del Networkaias, clicchi qui per la registrazione all'area riservata”).

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La Facoltà di Ingegneria dei Processi Industriali del Politecnico di Milano, con il patrocinio di AIAS, organizza il Corso “Sicurezza industriale: tecniche di valutazione del rischio. V Edizione”, dall’1 al 4 marzo 2010, presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano – via Ponzio 34/3 – 20133 Milano.

Per i soci AIAS è prevista una quota di iscrizione ridotta.

Le domande di iscrizione dovranno essere inviate alla Segreteria del corso entro il 15 febbraio 2010:
Francesco Cadini
Dipartimento di Energia
Politecnico di Milano
tel. 02 2399 6355
fax 02 23996309
e-mail francesco.cadini@polimi.it

L’ammissione al corso sarà comunicata entro il 23 febbraio 2010.

Il corso ha un valore di cinque crediti di formazione specialistica del Dottorato di Ricerca in Scienza e Tecnologia delle Radiazioni del Politecnico di Milano.
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La European Academy of Occupational Health Psychology e l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) – Dipartimento di Medicina del Lavoro organizzano la IX Conferenza Internazionale dal 29 al 31 marzo, presso la Pontificia Università Urbaniana – via Urbano VIII, 16 - Roma.

Tutte le informazioni riguardo l’iscrizione, nonché la sede della Conferenza e come raggiungerla, si trovano all'interno della brochure a lato e sono disponibili nei seguenti siti web:

http://eaohp.org/conference.aspx
http://eaohp.ispesl.it

Il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e il Presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori, hanno firmato oggi, a Palazzo d'Orleans, un protocollo di intesa per la realizzazione dell'obiettivo primario della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e del miglioramento della salute e del benessere del cittadino lavoratore.

Il protocollo concretizza una comune attivita' dell'Inail e della Regione in ambito sanitario per la cura, riabilitazione e reinserimento dei lavoratori infortunati e in ambito di prevenzione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

''Questa intesa e' un traguardo costruito con grande impegno - ha commentato il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo - e rappresenta un primato importante perche' e' il primo accordo di collaborazione di questo tipo sottoscritto in Italia. Sin da subito si dara' attuazione a questo protocollo, supportando una sempre maggiore e piu' incisiva integrazione fra l' Inail e gli operatori delle aziende sanitarie di ogni provincia siciliana. Anche l'assessorato regionale al Lavoro, ovviamente, svolgera' un ruolo importante in questo processo.

L'obiettivo - conclude Lombardo - che ci siamo prefissati, e' quello di assicurare norme e presidi in materia di sicurezza sul lavoro; stiamo mettendo in atto molteplici interventi finalizzati sia alla prevenzione dagli infortuni sia al garantire elevati standard di assistenza, per quanto concerne la riabilitazione''.

dod/rg/bra

(Asca)

Laboratorio Stress e Lavoro

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:52 | | 0 commenti »

Il Laboratorio "Stress e Lavoro", avviato nell’ambito del piano regionale 2004 –2006 e proseguito con il successivo piano triennale 2008-2010 per la promozione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro - DGR VIII/6918 del 2 aprile 2008 -, oltre alla finalità di monitorare e diffondere le esperienze avviate sul tema dello stress lavoro correlato, ha tra gli obiettivi del suo mandato il compito di affrontare le criticità nell’applicazione del D Lgs 81/08, modificato e integrato dal D Lgs 106/09, per la parte concernente l’obbligo di valutazione di questo specifico rischio (Art. 28).


Il Laboratorio ha perciò attivato un gruppo di lavoro, aperto alle forze sociali, con l’aspettativa di pervenire alla formulazione di indirizzi diretti ai datori di lavoro, alle figure esperte del sistema aziendale (RSPP, Medico competente, RLS), ai consulenti esterni, agli operatori dei Servizi territoriali di prevenzione delle ASL e delle Unità operative ospedaliere di Medicina del lavoro, alle Unità Organizzative di Psicologia Clinica Ospedaliere sugli aspetti che registrano delle criticità applicative, in assenza a tutt’oggi di indicazioni nazionali da parte della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro di cui all’art. 6 del D.Lgs. 81/08.

Ai fini della elaborazione del documento, il Laboratorio ha tenuto conto:

- degli esiti degli incontri organizzati dal gruppo di lavoro attivato;

- dei numerosi quesiti avanzati, sia da parte dei datori di lavoro e lavoratori, e loro organizzazioni, sia da parte degli operatori SPSAL e UOOML;

- di quanto è stato prodotto e diffuso da parte di altre Regioni, Organizzazioni sindacali datoriali e dei lavoratori, ASL e società tecnico-scientifiche accreditate.

Sotto il profilo delle finalità del documento, il Laboratorio regionale ha altresì dovuto tenere in conto delle modifiche intervenute con il il D.Lgs.106/09 “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Tali modifiche, entrate in vigore in data 20 agosto 2009, in un momento in cui lavori di predisposizione del presente documento erano già in fase molto avanzata, sono state, in ragione della loro rilevanza, attentamente considerate dal gruppo di lavoro regionale, con l’assunzione dell’impegno di raccordare gli orientamenti qui espressi con quanto emergerà a livello nazionale.


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CHIUSURA PER FESTIVITA’ NATALIZIE


( 24 dicembre ore 13 – 03 gennaio 2010 )

Il Consorzio Infotel resterà chiuso per festività natalizie a partire dal 24 dicembre alle ore 13 fino al 03 gennaio 2010. Le attività riprenderanno completamente a partire da Lunedì 4 gennaio 2010.

Nel ringraziare quanti durante quest’anno hanno scelto i prodotti software e servizi del Consorzio Infotel, la Direzione e lo staff intero augurano a tutti i Clienti un buon Natale e felice Anno nuovo.

Negli ultimi due mesi sono stati 258 i cantieri edili per opere pubbliche e private in tutta la provincia di Avellino controllati dai carabinieri del comando provinciale e dagli ispettori della direzione provinciale del lavoro di Avellino.

Durante i controlli 153 persone sono state denunciate per mancata osservanza delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, per impiego di manodopera irregolare per mancata corresponsione dei contributi previdenziali e per abusi edilizi. Si tratta di direttori dei lavori, imprenditori e responsabili dei cantieri. Durante i controlli sono stati trovati 161 lavoratori su 568 totalmente in nero, altri 201 non avevano un contratto regolare.

Ventisei cantieri sono stati sottoposti a sospensione amministrativa, mentre dieci fabbricati realizzati abusivamente, per un valore di circa 4 milioni di euro sono stati sequestrati. I controlli condotti dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, in collaborazione con il nucleo tutela del lavoro di Roma, erano finalizzati al contrasto delle violazioni sulle norme per la prevenzione degli infortuni, del lavoro nero e degli abusi edilizi.

(AGI) Cli/Dib/Na/Bru

Lista di controllo Carico e scarico manuale di veicoli

Il lavoro di carico e scarico manuale dei veicoli è eseguito in condizioni di sicurezza?

Le operazioni di carico e scarico di veicoli sono sovente causa di infortuni e danni alla salute con conseguenze gravi.

Una situazione dovuta spesso alla mancanza di istruzioni e di attrezzature appropriate.

I pericoli principali per i lavoratori sono:

■ scivolare, inciampare, mettere un piede in fallo, cadere

■ rimanere schiacciati o impigliati

■ danni alla colonna vertebrale, alle articolazioni e alla muscolatura da sollecitazioni eccessive

Con la presente lista di controllo potete individuare meglio queste situazioni di pericolo.

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Sono sette i criteri di comportamento che dovranno essere applicati alla lettera da aziende e organizzazioni che vorranno fare della Responsabilità sociale d'impresa (Rsi) un impegno vero e non solo un atteggiamento "di facciata". A elaborarli è stato l'Iso (International organization for standardization),che li ha raccolti nelle linee guida delle futura norma Uni Iso 26000, le cui anticipazioni sono state rese note oggi a Roma durante il convegno "Uni Iso 26000: l'identikit dell'azienda responsabile del terzo millennio". Il primo principio è la responsabilità che l'impresa deve assumersi rispetto al suo impatto sulla società e sullo sviluppo, accettando eventuali controlli; il secondo è la trasparenza, in particolare rispetto ai suoi obiettivi di responsabilità sociale e alla provenienza delle risorse finanziarie; il terzo è l'etica: l'obbligo a comportarsi in modo onesto, rispettando le persone e l'ambiente; il quarto è il rispetto degli stakeholders; il quinto il rispetto della legge; il sesto il rispetto degli standard di comportamento internazionali e infine dei diritti umani.

"La Uni Iso 26000 rappresenta un salto di qualità epocale. Gli enti di normazione dei diversi paesi del mondo che decideranno di applicarla si sono fatti carico di indicare gli standard che possono definire l'impresa o l'organizzazione virtuosa, moderna e di maggior successo", ha detto Piero Torretta presidente di Uni. "Un'organizzazione riconosciuta dal pubblico come rispettosa dei diritti umani, dell'ambiente e dei diritti sindacali sarà anche maggiormente considerata sotto il profilo dell'affidabilità. La responsabilità sociale ha, infatti, evidenti riflessi sulla brand reputation, incidendo sul business". In questo particolare momento di crisi economica "bisogna saper scegliere le opzioni che si caratterizzano per la qualità", aggiunge Torretta, "e la responsabilità sociale è una scelta vincente per potersi qualificare rispetto all'offerta. Per far questo è necessario però un cambiamento culturale, cioè una crescita di consapevolezza rispetto a certi valori. Bisogna, quindi, promuovere le soluzioni di qualità e non le scelte più semplici che portano alla compressione del prezzo".

L'elaborazione delle linee guida Iso 26000 ha riunito 400 esperti e 175 osservatori provenienti da 91 paesi in tutto il mondo. "La rappresentanza italiana è stata particolarmente coinvolta in questo lavoro, non solo per quanto riguarda le imprese ma anche per le organizzazioni non profit e le organizzazioni pubbliche", ha sottolineato Alfredo Ferrante, direttore della divisione della Responsabilità sociale delle imprese, presso il ministero del Lavoro. "In futuro dovremo anche avviare un ragionamento su cosa significare la responsabilità sociale per le organizzazioni pubbliche." Ferrante ha poi ricordato gli altri soggetti istituzionali coinvolti nell'elaborazione delle linee guida Uni Iso 26000, la cui pubblicazione avverrà nel 2010: l'INAIL, il ministero dello Sviluppo economico, quello dell'Agricoltura e le Camere i commercio.

"La sicurezza sul lavoro é un tema fondamentale della responsabilità sociale", ha dichiarato, in merito, Lucina Mercadante, della Direzione centrale prevenzione dell'INAIL. "I punti chiave della redazione del documento sono il coinvolgimento, l'applicabilità estesa, la base volontaria, non prevedere un meccanismo di certificazione, non prevedere uno sviluppo secondo un modello di gestione". Non secondario è, infine, il ruolo dei consumatori, soprattutto nella richiesta di criteri validi per l'affidabilità delle imprese. "Il problema dei consumatori oggi è che sono consapevoli dell'incapacità del sistema di produzione e consumo attuale", ha aggiunto Pia Valuta, esperto Uni per le politiche peri i consumatori. "Ci sia aspetta, quindi, un'azione innovativa a livello di sistema e non soltanto un atteggiamento di charity. La richiesta di un cambiamento strutturale è sempre più forte. I consumatori vogliono che questo cambiamento sia inserito nel processo di innovazione dei prodotti. Sono gli stessi principi di cui parla anche il mondo dell'altra economia, e cioè inserire nei meccanismi di produzione anche parametri ambientali e sociali".

(ec/roma)

Il lavoro a progetto è un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, c.d. parasubordinato, la cui prestazione dedotta in contratto è resa nella modalità a progetto.


Una delle caratteristiche principali di tale fattispecie, in quanto lavoro autonomo, è la facoltà, del lavoratore, di gestire autonomamente il suo tempo di lavoro e di determinare, salvo diverse intese col committente, il luogo della prestazione lavorativa che, pertanto, potrà anche essere il proprio domicilio.


Come il lavoro domestico ed il telelavoro, il lavoro a progetto può quindi prevedere come luogo di esecuzione della prestazione dedotta in contratto il domicilio del prestatore di lavoro.


La crescente diffusione di questa modalità di impiego si inscrive pertanto in un più ampio fenomeno di modificazione dei modelli di organizzazione del lavoro e di evoluzione di nuove forme di lavoro autonomo e parasubordinato.


Per le particolari condizioni, oggettive e soggettive, di svolgimento della prestazione, poi, questa fattispecie sembra esporre i lavoratori a peculiari criticità nella gestione della salute e sicurezza, tali da rendere costoro soggetti particolarmente vulnerabili.


A tale vulnerabilità ha cercato di porre rimedio, quanto meno sul piano meramente normativo, il d.lgs. n. 81/2008 che detta, nel nostro ordinamento, una più compiuta disciplina per la gestione della salute e sicurezza nell’ambito di questa tipologia contrattuale, ed in generale con riferimento alle nuove forme di lavoro autonomo e parasubordinato, superando la tradizionale impostazione per cui la normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro era incentrata esclusivamente sulle esigenze di tutela del lavoratore subordinato a tempo pieno e indeterminato della grande impresa.


Nonostante l’intervento legislativo, pare tuttavia persistere un insoddisfacente livello di effettività delle tutele, soprattutto per i collaboratori che svolgono la propria prestazione lavorativa fuori dai luoghi di lavoro del committente.


Silvia Spattini


Per maggiori approfondimenti si rinvia al sito di Adapt: www.adapt.it.

ll Decreto correttivo 106/09 prosegue il processo di complessiva rivisitazione e ammodernamento delle regole della sicurezza iniziato con la legge 3 agosto 2007, n. 123, e proseguito con il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.


Infatti, un fattore determinante per l’abbattimento degli incidenti sul lavoro è la creazione di un modello legale in grado di contrastare efficacemente il rischio di infortuni in ambiente di lavoro. Per tale ragione, il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da un lato, sta procedendo alla predisposizione dei provvedimenti di attuazione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, a completamento del processo di riforma intrapreso, e, dall’altro, ha emanato il decreto 106/09, diretto ad apportare al sistema di norme recentemente introdotto disposizioni correttive utili a migliorarne l’efficacia a fini antinfortunistici.

Il decreto ha quindi la finalità di dare risposta ad alcune delle numerose segnalazioni di criticità emerse nei primi mesi di applicazione del c.d. “Testo Unico” di salute e sicurezza sul lavoro e, al contempo, di migliorare le regole della sicurezza in una ottica che tenda a favorire la chiarezza del dato normativo, quale presupposto essenziale per favorirne la corretta applicazione e la sua effettività in termini sostanziali e non solo formali.

L'ottica è quella del superamento di un approccio meramente formalistico e burocratico al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro prestando maggiore attenzione ai profili sostanziali secondo un approccio al problema per obiettivi e non solo per regole. Innanzitutto, recependo le sollecitazioni provenienti dagli operatori, si è intervenuti sulle disposizioni contenute nel “Testo Unico” che, nei primi mesi di applicazione, hanno generato le maggiori difficoltà operative.

La finalità degli interventi di correzione e semplificazione è quella di rendere i precetti modificati di più agevole applicazione per i soggetti obbligati, sul presupposto che tale condizione rende la disposizione maggiormente esigibile e, in ultima istanza,efficace.

Un primo obiettivo del decreto è, dunque, quello di correggere i molti errori materiali e tecnici presenti nella attuale disciplina, alcuni dei quali suscettibili di avere ricadute gravi sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

In questo modo, si è realizzato il perfezionamento del quadro normativo, che è composto da ben 306 articoli e vari allegati che non sono sempre stati ben coordinati tra loro dando luogo a sovrapposizioni e incertezze interpretative.

Inoltre, si è rivisto l’intero impianto normativo del D.lgs. 81/2008 eliminando ripetizioni o norme sovrabbondanti.

Il focus di questo numero di Io scelgo la sicurezza è dedicato alle principali modifiche introdotte dal D lgs 106 / 09 al Titolo I – Norme generali, al Titolo IV – Cantieri temporanei o mobili e alle norme relative ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Scarica newsletter n°4 Io scelgo la sicurezza

Sicurnet Cantieri, concepito per la gestione della sicurezza in Cantieri di grandi dimensioni si pone come strumento ideale per gli Studi di Consulenza e Grandi Imprese di Costruzioni.


Gli archivi di base sono a corredo del software, suddivisi per macrosettori (Fabbricati per civili Abitazioni, Opere Stradali, Opere Idrauliche e Cantieri Navali).

Tra le caratteristiche principali:

•Redazione del POS/PSC/PSS

•Archivio di base di fasi lavorative, attrezzature, sostanze, impianti, macchine, opere provvisionali

•Valutazione delle Valutazione delle esposizioni al rumore ai sensi del D. Lgs. 195/06 tramite il calcolo del Lex, 8h livello di esposizione quotidiano e settimanale per le fasi lavorative

•Valutazione Valutazione delle rischi derivanti dall’esposizione alle vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) ed al corpo intero (WBV)

•Redazione e stampa del DVR per le imprese edili

•Redazione del DUVRI Cantiere

•NOVITA’: Modulo CAD per il Layout di Cantiere

Scarica Demo

E' uscito il quarto numero della newsletter "Sicurezza e prevenzione" realizzata dal Ministero del Lavoro in collaborazione con la redazione del Sole 24 Ore.


Questo numero realizza un approfondimento sul bilancio di un anno di attività di indagine svolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul la­voro e dà spazio alle testimonianze degli organismi attivi nel sistema di protezione e sicurezza contro gli infortuni sul lavoro.


A cura della Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro, Direzione Generale per l'attività ispettiva e della Direzione Generale per l'innovazione tecnologica e comunicazione.

Perché occuparsi di sicurezza? Perché siamo obbligati? Perché siamo interessati alla salvaguardia della vita e del benessere fisico, psicologico e sociale? Perché il lavoro è un modo per vivere e non per morire?


Si prevedono agevolazioni per tutte le aziende che investono in sicurezza - PREMIO INAIL.

Le aziende, che nel corso dell’anno abbiano effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, possono presentare istanza di riduzione del tasso medio di tariffa INAIL fino al 10%.

Il convegno è l’occasione per presentare un nuovo approccio, un metodo per ripensare la sicurezza ed il modo per entrarci in rapporto.

Potenza 4 Dicembre 2009 - Ore 09:00 Park Hotel Centro Congressi

Con il Patrocino di :

AIAS - PROVINCIA DI POTENZA - UNIVERSITA' DELLA BASILICATA - ORDINE ARCHITETTI DI POTENZA - COLLEGIO GEOMETRI DI POTENZA

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