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installazione dei dispositivi di protezione in caso di ribaltamento nei trattori agricoli o forestali 

Adeguamento dei trattori agricoli o forestali ai requisiti minimi di sicurezza per l'uso delle attrezzature di lavoro previsti al punto 2.4 della parte II dell’allegato V del D.Lgs. 81/08 

Scheda 1A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello fiat 605 e simili (405, 455, 505, ecc.) (File Pdf 551 Kb)
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Scheda 2A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello fiat 120c e simili (60, 70, 80, ecc.) (File Pdf 488 Kb)
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Scheda 3A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello Lamborghini C553 (File Pdf 863 Kb)
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Scheda 4A Adeguamento dei trattori a ruote a
carreggiata standard modello Same Minitauro (File Pdf 717 Kb)
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Scheda 5A Adeguamento dei trattori a ruote a
carreggiata standard modello Fiat 640 e simili (File Pdf 1053 Kb)
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Scheda 6A Adeguamento dei trattori a cingoli
Fiat 70-65M (60-65, 80-65, etc.) e simili. (File Pdf 897 Kb)
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Scheda 7A Adeguamento dei trattori a ruote a
standard modello landini 6500 dt e simili (5500 dt, 4500 dt etc.).
(File Pdf 900 Kb)
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Scheda 8A Adeguamento dei trattori a ruote a
carreggiata standard modello same centauro. (File Pdf 747 Kb)
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Scheda 9A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello landini 6500c e simili. (File Pdf 768 Kb)
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Scheda 10A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello FIAT 1355 e simili. (File Pdf 1 Mb)
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Scheda 11A Adeguamento dei trattori a cingoli
Fiat 955 e simili (Fiat 95-55, etc.) (File Pdf 1.65 Mb)
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Scheda 12A Adeguamento dei trattori a ruote a
carreggiata standard Fiat 411R e simili ( Fiat 312R, etc.)
(File Pdf 1.16 Mb)
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Scheda 13A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello Fiat 411c e simili (Fiat 451c , Fiat 455c, etc.)
(File Pdf 621 Kb)
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Scheda 14A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello Landini 4500 CL e simili (File Pdf 367 Kb)
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Scheda 15A Adeguamento dei trattori a ruote a
carreggiata standard Fiat 450 DTH e simili
(Fiat 350 DT) (File Pdf 732 Kb)
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Scheda 16A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello fiat 765 c e simili (fiat 665 cm, etc.) (File Pdf 465 Kb)
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Scheda 17A Adeguamento dei trattori a ruote
acarreggiata standard fiat 415r e simili (fiat 215, fiat 315, etc.) (File Pdf 522 Kb)
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Scheda 18A Adeguamento dei trattori a ruote a
carreggita standard modello same corsaro 70 e simili (File Pdf 465 Kb)
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Scheda 19A Adeguamento dei trattori a ruote a
carreggita standard modello ford super dexta 3000 e simili
(File Pdf 522 Kb)
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Scheda 20A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello Lamborghini C653 e simili (File Pdf 416 Kb)
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Scheda 21A Adeguamento dei trattori a ruote
a carreggiata standard modello fiat 500 e simili
(fiat 550,fiat 600, etc.)
(File Pdf 1.34 Mb)
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Scheda 22A Adeguamento dei trattori a cingoli
modello OM 50 e simili (File Pdf 1.16 Mb)
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La competenza ispettiva in materia di salute e sicurezza, ora in capo alle Regioni, andrebbe riportata in capo allo Stato. 

Per questo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si adopererà per fare in modo che l'attività ispettiva diventi materia condivisa tra Stato e Regioni. Rispondendo al question time alla Camera in merito all'incidente mortale nella centrale Enel di Civitavecchia avvenuto due settimane fa, Sacconi ha sottolineato, il problema sta nel fatto che la competenza in materia di salute e sicurezza, con l'eccezione dell'ambito ferroviario ed edile, è delle aziende sanitarie locali. La competenza ispettiva del ministero del lavoro è residuale solo per quei due ambiti". "Noi - ha detto - stiamo cercando di realizzare opportune integrazioni. 

Ma abbiamo bisogno di qualcosa di più: questo governo, il precedente governo Berlusconi, come sapete aveva voluto cambiare la Carta costituzionale riportando al centro le materie di salute e sicurezza. Poi la bocciatura di quel cambiamento ha mantenuto le competenze totalmente in capo alle regioni. In ogni caso io mi adopererò in questo senso, anche in termini concertati con le Regioni perchè l'attività ispettiva sia condivisa: questa situazione è insufficiente". Parlando poi in particolare dell'incidente, Sacconi ha sottolineato che si è trattato di "un incidente significativo che deve indurre a riflessioni. Sta operando la magistratura che ha chiamato a collaborare la Direzione provinciale del lavoro che per altro non è competente per la verifica circa il rispetto delle regole nell'ambito della centrale nella quelle si è svolto l'infortunio. 

Le norme che si devono applicare sono quelle previste dall'articolo 26 del recente Testo unico che dicono che il datore di lavoro committente nei confronti di una ditta in appalto deve accertarsi che questa ditta appaltatrice abbia la professionalità per svolgere quel compito".

Con questo ennesimo incidente sale a 18 il numero dei morti sul lavoro in Lombardia dall'inizio del 2010, un dato piu' alto rispetto allo stesso periodo del 2009". Cosi' la Cgil Lombardia e la Camera del Lavoro di Milano commentano "un altro gravissimo incidente in Lombardia". Questa mattina in un cantiere edile a Peschiera Borromeo, in provincia di Milano, ha perso la vita un operaio italiano di 55 anni, mentre un collega kosovaro di 28 anni e' rimasto ferito.

"La realta' degli infortuni resta grave -hanno sottolineato Oriella Savoldi e Tiziana Scalco, segretarie responsabili delle politiche salute e sicurezza della Cgil Lombardia e della Cgil di Milano- nonostante la forte attenzione messa in campo dalla nuova legislazione e dagli innumerevoli protocolli d'intesa tra le parti sociali e le istituzioni. Di lavoro si continua a morire".

Per la Cgil "tra le motivazioni di questo pesante bilancio c'e' anche una corsa al risparmio sul costo del lavoro da parte delle imprese. In particolare i primi costi che vengono tagliati dalle aziende sono quelli legati alla tutela della salute e della sicurezza, considerate ancora una volta come secondarie rispetto al profitto". Il tema della salute e sicurezza "non puo' essere affrontato solo nei momenti della tragedia, ma deve essere perseguito come priorita' dai vari soggetti istituzionali e sociali che ne hanno la responsabilita'".

Venticinque morti e dieci dispersi: questo il bilancio dell'esplosione sotterranea nella miniera di carbone Upper Big Branch - di proprietà della compagnia Massey Energy -, nella West Virginia, 50 chilometri a sud di Charleston. La deflagrazione è avvenuta alle tre di pomeriggio di ieri, mentre i minatori stavano lasciando il luogo di lavoro a bordo di un veicolo. Si tratta del peggior disastro minerario negli Stati Uniti dal 1984 ad oggi. All'interno del giacimento ci sono due rifugi con cibo, acqua e aria sufficiente per sopravvivere almeno quattro giorni. Inizialmente le squadre di soccorso avevano tentato di raggiungere queste aree con la speranza che qui potessero essersi rifugiati eventuali scampati al disastro, ma un portavoce della società ha annunciato che, al momento, ogni missione di ricerca è stata interrotta.

La gravità dell'incidente ha spinto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a telefonare al governatore della West Virginia, Joe Manchin, per testimoniare la sua vicinanza ai parenti delle vittime. "Il presidente Obama ha espresso le sue più profonde condoglianze a chi ha perso i propri cari in questa tragedia", ha riferito il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, attraverso il social network Twitter. "Quindi ha assicurato a Manchin che il governo federale è pronto a offrire ogni assistenza che possa essere utile all'opera dei soccorritori".

La Massey - il cui quartier generale è a Richmond, in Virginia - è il più importante produttore di carbone negli Appalachi Centrali, con attività in West Virginia, Kentucky e Virginia. La Upper Big Branch ha prodotto 1,2 milioni di tonnellate di carbone nel 2009 e ha una forza lavoro di circa duecento dipendenti. Secondo l'ufficio responsabile della sicurezza delle miniere presso il ministero del Lavoro degli Stati Uniti gli incidenti nelle miniere di carbone hanno provocato, nel Paese, diciotto morti nel 2009, trenta nel 2008, trentaquattro nel 2007 e quarantasette nel 2006.

Quest'anno dodici minatori sono già morti a Tallmansville, una piccola città mineraria dello stesso Stato della Virginia occidentale. La tragedia di Tallmansville, oltre che per il pesante tributo di vittime, è rimasta nella memoria per l'incredibile gaffe del governatore Manchin che, in un primo momento, aveva annunciato che tutti gli uomini erano sani e salvi, salvo fare marcia indietro alcune ore più tardi e dire alle famiglie - che parlavano già di miracolo - che i loro parenti erano morti.

A una settimana dalla morte del giovane operaio Sergio Capitani nella centrale termoelettrica di Torre Valdaliga Nord l'autopsia ha stabilito che la causa immediata del decesso è stato un colpo alla base del cranio contro un palo dell'impalcatura. Ma questo è solo un primo elemento e, per capire il ruolo delle esalazioni di ammoniaca fuoriuscite dall'impianto presso il quale Capitani era impegnato in un intervento di manutenzione, occorre aspettare gli esami tossicologici. Per quanto riguarda una eventuale intempestività dei soccorsi, invece, la risposta sarà fornita entro 36-38 ore.

Ma sono ben sei le violazioni delle norme antinfortunistiche accertate dagli uomini dell'Ispettorato del lavoro di Roma che stanno svolgendo le indagini tecniche sull'incidente. Violazione di legge che figurano tra i motivi dell'iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo di undici tra responsabili dell'Enel e delle ditte appaltatrici.

Ma a Civitavecchia c'é attesa e apprensione anche per l'esito delle verifiche sulla centrale che la task force degli esperti sta facendo, prima 'a freddo' leggendo le carte e, da oggi, anche a motori parzialmente accesi, per individuare possibili criticità sul fronte delle dotazioni per garantire la sicurezza dei lavoratori durante la produzione. Da parte sua il sindaco, Giovanni Moscherini - che ha inizialmente imposto al colosso energetico un pesante stop di produzione e cantieri - afferma di "non cambiare linea". E, pur accettando la richiesta degli esperti della task force - tra cui l'INAIL - di riprendere l'attività di parte degli impianti e di anticipare i tempi rispetto alla prima ordinanza, ha assicurato i lavoratori preoccupati che un'eventuale accelerazione dei tempi possa ridurre la possibilità di controlli accurati. "Il via libera sulla ripresa di tutta l'attività ci sarà solo dopo le certezze delle verifiche", ha affermato. "I presidi tecnici non scompariranno, ma proseguiranno con un monitoraggio attento perché possa essere garantita la sicurezza di tutti".

E la centrale Enel è adesso anche oggetto d'interessamento della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro,. Da lunedì, infatti, una delegazione di parlamentari - presieduta da Oreste Tofani - si insedierà nel comune di Civitavecchia e procederà ad audizioni di tutti i protagonisti di questa vicenda con l'obiettivo di acquisire informazioni precise sulla dinamica dell'incidente. Saranno interrogati, così, magistrati, autorità competenti in materia di sicurezza sul lavoro, organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle aziende coinvolte: l'Enel e l'impresa di manutenzioni Guerrucci, di cui era dipendente l'operaio scomparso. Intanto Tarquinia, cittadina natale di Sergio Capitani, si prepara per i funerali di domani.

Giornata formativa - 23 Aprile 2010 - Auditorium S.Domenico - Piazza Lodi - Roma  
Quality Business & Consorzio Infotel
propongono
Giornata di orientamento formazione e informazione
" SGSL La QUALITA' al servizio della SICUREZZA "
( Dlgs 81/08 e smi - Dlgs 231/01 - OHSAS 18001 - UNI EN ISO 9001:2008 )
( partecipazione valevole ai fini dell'Aggiornamento RLS 4/8 ore )
Data: 23 Aprile 2010 - Orari: 09:30/18:30 - Luogo: Auditorium S.Domenico - Piazza Lodi - Roma

Scheda dell'evento

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