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Nell’ambito delle iniziative previste dal Protocollo d’intesa sulla sicurezza sul lavoro, sottoscritto nel dicembre scorso alla prefettura di Matera, si è insediato l’Osservatorio provinciale permanente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali, istituito dal prefetto Giovanni Francesco Monteleone. 

Gli obiettivi dell’Osservatorio sono stati illustrati dal prefetto Monteleone che ha evidenziato la necessità di consolidare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, perché lavorare nel pieno rispetto delle norme, oltre a tutelare la vita umana, aumenta la ricchezza di un Paese, ne riduce i costi sociali ed è motore per una sana competitività economica.

Nel corso della riunione dell'Osservatorio è stato deciso di istituire una banca dati in cui confluiranno gli infortuni, suddivisi per settore, per meglio coordinare gli interventi sia di prevenzione che di contrasto. 

È stata concordata, inoltre, l’istituzione di un primo gruppo di lavoro che curerà la pianificazione e l’organizzazione di corsi di formazione diretti a tutti i soggetti coinvolti sulle tematiche della sicurezza sul lavoro: lavoratori, ma anche imprenditori e dirigenti pubblici. Un ulteriore gruppo di lavoro, formato dai soggetti preposti alla vigilanza e al controllo, valuterà e concorderà le azioni per il ripristino delle situazioni di legalità.

L’Osservatorio, coordinato dal capo di gabinetto della prefettura di Matera, è costituito da funzionari degli enti sottoscrittori il protocollo: provincia di Matera, comune di Matera, questura, comando provinciale dei Carabinieri, comando provinciale della Guardia di Finanza, Asm, Cciaa, comando provinciale dei Vigili del fuoco, direzione provinciale del Lavoro, Inail, Inps, Inpdap, Confindustria Basilicata, Api, Confcommercio, Cna, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, ordine degli ingegneri, ordine degli architetti, collegio dei geometri, EdilCassa regionale di Basilicata e Cassa edile provinciale.

La Commissione europea ha presentato oggi le sue nuove prospettive per il futuro dell'istruzione e della formazione professionali. Circa il 50% degli studenti dell'istruzione secondaria superiore ha scelto un indirizzo di studi di tipo professionale. Sta di fatto però che occorre modernizzare il settore per accrescerne l'attrattiva e farne un'opzione qualitativamente valida, tale da impartire ai giovani le abilità necessarie per trovare lavoro e agli adulti l'opportunità di aggiornare le loro competenze in tutto l'arco della vita lavorativa. Per tale motivo la Commissione intende incoraggiare un maggior numero di persone a seguire i corsi dell'istruzione professionale e si adopererà per migliorare la qualità della formazione offerta e rendere più agevoli gli spostamenti tra diverse occupazioni e diversi paesi. I ministri dell'UE dovrebbero discutere e approvare il piano nel secondo semestre di quest'anno.

Androulla Vassiliou, Commissario europeo responsabile per l'istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, ha affermato: "Vogliamo trasformare l'immagine dell'istruzione e della formazione professionali in tutta Europa e meglio adattarle alla realtà odierna. L'istruzione e la formazione professionali sono un anello vitale tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro. Nell'attuale temperie economica è quanto mai importante concentrare i nostri sforzi e fare di questo tipo di formazione un'opzione maggiormente attrattiva per i tirocinanti, gli studenti e quanti intendono migliorare le loro abilità."
Un nuovo impulso alla cooperazione europea

I piani adottati dalla Commissione in data odierna delineano i diversi modi possibili per dare nuovo slancio all'istruzione e alla formazione professionali. Tra essi si annoverano:
  • assicurare che l'accesso alla formazione e alle qualifiche sia flessibile e aperto in tutte le fasi della vita;
  • promuovere la mobilità per rendere più agevole fare esperienza all'estero o in un diverso settore dell'economia;
  • assicurare che l'istruzione e la formazione abbiano una qualità quanto più alta possibile;
  • dare maggiori opportunità ai gruppi svantaggiati come ad esempio coloro che hanno abbandonato prematuramente la scuola, le persone a bassa qualifica e i disoccupati, coloro che hanno un retroterra di emigrazione e i disabili;
  • stimolare negli studenti un modo di pensare creativo, innovativo e imprenditoriale.
Un piano decennale
I piani della Commissione sono ispirati agli obbiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente e inclusiva e interagiranno anche con l'imminente iniziativa "Gioventù in movimento" che promuoverà più ampie opportunità di apprendimento e mobilità a vantaggio di tutti i giovani.
Essi rappresentano il contributo della Commissione a un nuovo programma decennale di riforme che rientra nel processo di Copenaghen sulla promozione di una maggiore cooperazione in tema di istruzione e formazione professionali. A dicembre il Commissario Vassiliou e i ministri dell'UE responsabili per l'istruzione e la formazione professionali si riuniranno a Bruges, Belgio, con rappresentanti dei datori di lavoro e dei sindacati per definire un'ambiziosa agenda di modernizzazione da applicarsi nel prossimo decennio oltre a fissare obiettivi a breve termine che saranno sottoposti a regolare revisione.
Il processo di Copenaghen per una maggiore cooperazione europea nel campo dell'istruzione e della formazione professionali è stato avviato nel 2002 ed è rinnovato con cadenza biennale. Esso ha promosso lo sviluppo di una strategia comune della valutazione basata sui risultati piuttosto che sulla durata degli studi o sul tipo di istituzione.


Per saperne di più:
Testo integrale della comunicazione: A new impetus for European cooperation in Vocational Education and Training to support the Europe 2020 strategy:
Sintesi per i cittadini:
Ulteriori informazioni sulle politiche della Commissione europea in materia di istruzione e formazione professionali
Per saperne di più sul processo di Copenaghen
Per maggiori informazioni v. MEMO/10/245.

 
Soluzione completa e definitiva per il monitoraggio e la gestione della salute, ambiente e sicurezza negli ambienti di lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 come modificato dal D. Lgs 106/09 .
 

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Corso per Dirigenti e Preposti appartenenti qualsiasi tipologia di azienda, non hanno la possibilità di assolvere all’obbligo formativo all’interno della propria struttura, come stabilito dal Decreto di riferimento.

Secondo l’Art. 37 del d lgs 81, Salute e Sicurezza sul Lavoro, la formazione dei dirigenti e dei preposti, a cura del datore di lavoro, deve riguardare i seguenti temi:

i principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi, la definizione e individuazione dei fattori di rischio, la valutazione dei rischi e l’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

Il corso si propone di illustrare ai partecipanti i punti fondamentali della sicurezza sul lavoro, le responsabilità insite nel ruolo e i relativi obblighi di legge, le metodologie di individuazione dei rischi ed i rischi specifici nelle attività aziendali.

La percezione del Rischio e il ruolo della comunicazione nel trasferimento della cultura aziendale alla sicurezza.
Ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 81/08, si definisce dirigente la persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa.

Ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 81/08, si definisce preposto la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa
Indice del corso
  • Definizioni
  • Normativa
  • Dirigente con delega
  • Compiti
  • Responsabilità
  • Cantieri
  • Prescrizioni minime
  • Dirigente pubblico
  • Individuazione dei fattori di rischio
  • SGSL
  • Segnaletica
  • Ruoli e competenze
  • Nozioni di primo soccorso
  • Cosa cambia con il d lgs 106 2009
  • Agenti fisici: rumore, vibrazioni, Microclima, ROA, Campi elettromagnetici
  • Agenti chimici: Rischio chimico, Rischio Cancerogeno
  • Altri rischi: Agenti Biologici, MMC
  • Quiz Game
acquista corsoAcquista CD

Corso per Dirigenti e Preposti appartenenti a micro e piccole aziende che proprio a causa di ciò non hanno la possibilità di assolvere all’obbligo formativo all’interno della propria struttura, come stabilito dal Decreto di riferimento.

Secondo l’Art. 37 del d lgs 81, Salute e Sicurezza sul Lavoro, la formazione dei dirigenti e dei preposti, a cura del datore di lavoro, deve riguardare i seguenti temi:

i principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi, la definizione e individuazione dei fattori di rischio, la valutazione dei rischi e l’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

Il corso si propone di illustrare ai partecipanti i punti fondamentali della sicurezza sul lavoro, le responsabilità insite nel ruolo e i relativi obblighi di legge, le metodologie di individuazione dei rischi ed i rischi specifici nelle attività aziendali.

Metodologia didattica

I corsi sulla sicurezza per dirigenti e preposti sono svolti con metodo altamente interattivo, in modo da coinvolgere gli allievi e sollecitarne l’interesse .

Obblighi e sanzioni per l'inadempimento

Si ricorda che la sanzione per l’inadempimento degli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37 del D. Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) consiste nell’arresto da quattro a otto mesi del datore di lavoro/ dirigente o nell’ammenda da 2.000 a 4.000 euro (violazione dell'articolo 18, comma 1, lettera l). Tali sanzioni si riferiscono a ciascun lavoratore interessato e quindi l'eventuale importo sanzionatorio va moltiplicato per il numero dei lavoratori non informati/formati/addestrati.

Indice del corso

  • Definizioni
  • Normativa
  • Dirigente con delega
  • Compiti
  • Responsabilità
  • Cantieri
  • Prescrizioni minime
  • Dirigente pubblico
  • Individuazione dei fattori di rischio
  • SGSL
  • Segnaletica
  • Ruoli e competenze
  • Nozioni di primo soccorso
  • Cosa cambia con il d lgs 106 2009
  • Agenti fisici: rumore, vibrazioni, Microclima, ROA, Campi elettromagnetici
  • Agenti chimici: Rischio chimico, Rischio Cancerogeno
  • Altri rischi: Agenti Biologici, MMC
  • Quiz Game
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