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Accordi Stato Regioni per la formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro che svolgano le funzioni di RSPP

Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) prevede che il datore di lavoro garantisca che ciascun lavoratore riceva adeguata formazione in materia di salute e sicurezza; l'art. 34 consente che lo stesso datore di lavoro possa assumere direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi. Con due recenti accordi sono stati definiti in sede di Conferenza Permanente Stato, Regioni e Province Autonome, gli Accordi relativi alla formazione dei lavoratori, ai sensi dell’ art. 37, comma 2 e dei datori di lavoro ai sensi dell’art. 34, commi 2 e 3 del D.Lgs. 81/2008.

Il 21 dicembre 2011 la Conferenza Permanente per i rapporti tra Stato e Regioni ha approvato gli Accordi relativi alla formazione sulla sicurezza. Le nuove regole entreranno in vigore dopo la pubblicazione degli accordi in Gazzetta Ufficiale, prevista per gennaio.

La novità principale riguarda l’individuazione della durata della formazione in base al rischio dell’attività aziendale: basso, medio, alto.

In particolare, le imprese saranno suddivise per grado di rischio cui competeranno diversi obblighi formativi.

I livelli saranno: Basso (uffici e servizi, commercio, artigianato e turismo); Medio (agricoltura, pesca, P.A., istruzione, trasporti, magazzinaggio); Alto (costruzioni, industria, alimentare, tessile, legno, manifatturiero, energia, rifiuti, raffinerie, chimica, sanità, servizi residenziali).
Tutti i lavoratori, nessuno escluso dovranno seguire corsi specifici, con aggiornamento obbligatorio quinquennale, in base al livello di rischio: Rischio Basso: 4 ore; Rischio Medio:8 ore; Rischio Alto: 16 ore.

La formazione può essere seguita in modalità e-learning.

I datori di lavoro che svolgano funzioni di RSPP dovranno seguire corsi specifici in base al livello di rischio: Rischio Basso: 16 ore; Rischio Medio: 32 ore; Rischio Alto: 48 ore.

Preposti e Dirigenti dovranno seguire corsi di formazione specifici con aggiornamenti obbligatori.


È sempre meglio ingoiare a fatica un boccone amaro che morire di fame. E qualche volta le soluzioni indigeste potrebbero dare frutti insperati. Magari portare una ventata di fiducia a chi, come in questo caso, sta pagando più di tutti una crisi senza fine: i giovani. Così la regione Emilia Romagna, con una mossa a sorpresa cala una carta già giocata a suo tempo dal Governo Berlusconi e aspramente criticata proprio dallo schieramento politico del presidente Vasco Errani: l’apprendistato. Con qualche cambiamento, è vero, ma tutte le modifiche sono state comunque apportate previo accordo di conferenza Stato-Regioni.

UN PIANO DA 40 MILIONI. Gli interventi che la Regione si appresta a finanziare sono sostanzialmente due. Il primo sarà rivolto alla formazione di propria competenza mentre il secondo sarà orientato alla promozione dell’apprendistato e il suo contenuto formativo nell’ambito del piano straordinario per l’occupazione dei giovani (per la qualela Regione offre alle imprese che intendono assumere giovani ricorrendo al contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma 18-25 anni) e per l’alto apprendistato. Il tutto con  una serie di incentivi che ammontano a 20 milioni di euro. Il valore del sostegno, naturalmente, sarà  commisurato al genere e alle ore di formazione formale previste. L’azienda che assumerà un giovane con contratto di apprendistato 18-25 anni, ad esempio,  riceverà 5.400 euro se si tratta di un maschio e 6.000 euro sei invece ad essere assunta è una donna. Ma l’intervento regionale guarda ben oltre il periodo di apprendistato. Oltre ai 20 milioni per incentivare l’apprendistato l’intervento regionale, infatti, prevede altri 20 milioni per la stabilizzazione a tempo indeterminato dei giovani fino a 34 anni, 3 milioni per promuovere l’assunzione a tempo indeterminato di giovani tra i 30 e i 34 anni e 3 milioni per incentivare i giovani che intendono intraprendere un’attività autonoma. Complessivamente, il Piano, ha una dotazione di 46 milioni di euro.

QUALE APPRENDISTATO. Tre i tipi di apprendistato previsti: per la qualifica e per il diploma professionale e sarà finalizzato a consentire agli apprendisti collocati nella fascia 15-18 anni di conseguire una qualifica triennale o un diploma professionale e a quelli dai 18 ai 25 di conseguire una qualifica professionale ai fini contrattuali attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico professionale. In entrambi i casi la Regione parteciperà finanziariamente alla realizzazione della formazione attraverso il riconoscimento di un voucher all’apprendista da 1.500 a 3.400 euro; professionalizzante o contratto di mestiere il cui intento è quello di favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle competenze dei giovani assunti con contratto di apprendistato professionalizzante al fine di migliorarne il grado di occupabilità e spendibilità nell’impresa e nel mercato del lavoro; di alta formazione e di ricerca orientato a rafforzare lo spessore conoscitivo e professionale dei giovani e la loro spendibilità nel mondo del lavoro, attraverso l’acquisizione della laurea o di un titolo universitario post-laurea, nell’ambito del rapporto di lavoro di alto apprendistato. Un progetto ambizioso che potrebbe togliere molte castagne dal fuoco agli amministratori regionali ma che potrebbe rivelarsi anche un pericoloso boomerang: quale sarà, infatti, la risposta di aziende e giovani? Per saperlo non resta che attendere il prossimo mese di settembre.

accordo stato regioni
''Il sostegno alla ricerca capace di tradursi in innovazione, attivita' produttiva e nuove opportunita' occupazionali rappresenta una priorita' per il futuro della Toscana, a maggior ragione in un periodo di crisi economica in cui la tentazione di rinviare gli investimenti a tempi migliori rischia di compromettere la competitivita' dell'intero sistema territoriale, tanto nel privato quanto nel pubblico''. Lo sottolinea il presidente della Toscana Enrico Rossi, dopo che oggi Regione e Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, presente il ministro Profumo, hanno firmato a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze un protocollo che mette a disposizione 51,4 milioni per avvicinare sistema della ricerca, alta formazione e sistema manifatturiero, o meglio per orientare l'offerta scientifica verso i fabbisogni innovativi delle imprese, stimolandone l'innovazione, con l'obiettivo di sviluppare in particolare due settori: quello delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, geotermia compresa, e quello dell'optoelettronica, fotonica, industria spaziale e telecomunicazioni.

Al protocollo seguiranno nei prossimi tre mesi gli accordi di programma. In particolare i 30 milioni messi a disposizione dal ministero - 15 milioni in conto capitale e altri 15 milioni di credito agevolato - saranno per lo piu' utilizzati per la ricerca industriale, mentre i 21,4 milioni di fondi Fas stanziati dalla Regione si rivolgeranno prevalentemente ad organismi di ricerca pubblici. I bandi usciranno tra le fine del 2012 e l'inizio del 2013 e gli uffici stimano che i 51,4 milioni a disposizione possano generare, a caduta, altri 30 milioni di investimenti privati.

Sul fronte del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili particolare attenzione, nell'uso dei 51 milioni messi a disposizione con l'accordo di oggi, sara' garantita ai sistemi geotermici integrati a medie ed alta temperatura, una vera caratteristica distintiva della Toscana, alle reti energetiche intelligenti, ai sistemi di accumulo e conversione energetica e agli impianti su piccola scala.

Ottiche satellitari e laser per la comunicazione sono alcuni degli esempi del secondo ambito di intervento. In Toscana sul fronte delle energie rinnovabili operano trecento imprese, da piccole e medie a multinazionali: 10 mila gli addetti e 5 miliardi il giro di affari annuo. Altre cinquanta aziende e circa 2.500 addetti lavorano nel solo settore spaziale, mentre i poli di ricerca - sullo spazio, l'optoelettronica e le telecomunicazioni - si concentrano tra Sesto Fiorentino e Navacchio, coinvolgendo universita' e Cnr.

accordo stato regioni formazione d lgs 81
Accordo formazione d lgs 81
Il Ministero del Lavoro ha pubblicato un adeguamento delle linee guida degli accordi ex articolo 34, comma 2, e 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni e integrazioni.

Gli articoli del Testo Unico sulla Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che sono stati analizzati nel corso della Conferenza Stato – Regioni del 25 luglio 2012 sono:

Articolo 34. - Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi
Comma 2 - Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivita' lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo. Fino alla pubblicazione dell'accordo di cui al periodo precedente, conserva validita' la formazione effettuata ai sensi dell'articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997, il cui contenuto e' riconosciuto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in sede di definizione dell'accordo di cui al periodo precedente.

Articolo 37 - Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti
Comma 2 . La durata, i contenuti minimi e le modalita' della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

Nel corso dell’incontro tra gli organi centrali e gli enti locali è stata ribadita l’uniformità nazionale per le attività formative relative ai datori di lavoro al fine di fornire chiarimenti utili sia a chi vigila sia a chi deve adempiere alle normative vigenti.


FORMAZIONE PER DATORI DI LAVORO CHE SVOLGONO I COMPITI DI RSPP

"Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, ai sensi dell’ art. 34, commi 2 e 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81": l'accordo disciplina, ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs. 81/08, i contenuti e le modalità di svolgimento dei percorsi formativi e degli aggiornamenti per i datori di lavoro che svolgono direttamente il compito di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

I corsi si articolano su diversi percorsi formativi, di durata variabile (da 16 a 48 ore) in relazione alla natura dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e delle attività lavorative.

La formazione può essere svolta anche su piattaforme di "e-learning", purché queste rispettino specifici requisiti indicati nell'allegato dell'accordo.

I percorsi formativi saranno costituiti sempre da 4 moduli, aventi rispettivamente contenuti di carattere: normativo, gestionale, tecnico, relazionale.

Per quanto riguarda i requisiti dei docenti, pur in attesa dell'elaborazione da parte della Commissione Consultiva Permanente per la salute sul lavoro dei criteri del "formatore per la salute e sicurezza", i corsi dovranno sempre essere tenuti da docenti in grado di dimostrare di possedere, con riferimento alle tematiche specifiche trattate, un'esperienza almeno triennale di docenza in materia di tutela della salute e sicurezza.

Al termine del percorso formativo per datori di lavoro RSPP, dovrà essere somministrata una verifica, effettuata per mezzo di colloquio o di test (le modalità sono alternative fra loro).

L'organizzazione dei corsi di formazione dovrà rispettare, tra le altre, i seguenti requisiti:
- numero massimo di partecipanti pari a 35;
- assenze ammesse pari al 10% del monte ore complessivo.

L'aggiornamento periodico quinquennale, che dovranno seguire i datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP, avranno durata rispettivamente di:
6 ore per il rischio "basso"
10 ore per il rischo "medio"
14 ore per il rischio "alto"

Per i datori di lavoro già formati secondo le indicazioni del D.M. 16/01/1997, l'obbligo di aggiornamento quinquennale si calcola a partire dalla data di pubblicazione dell'accordo nella Gazzetta Ufficiale.
Precisazione importante: la formazione prevista dall'art. 32 del D. Lgs. 81/08, svolta secondo l'accordo sancito il 26/01/2006 in sede di Conferenza permanente per i rapproti tra Stato, Regioni e Provincie Autonome, pubblicato in G.U. n. 37 del 14/02/06, è alternativa a quella prevista nel presente accordo.

ACCORDO SULLA FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA PER LAVORATORI, DIRIGENTI E PROPOSTI

"Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori": l'accordo disciplina ai sensi dell'art. 37 del D. Lgs. 81/08, la durata, i contenuti minimi, le modalità della formazione e dell'aggiornamento dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti, nonché la formazione facoltativa dei soggetti di cui all'art. 21 del D. Lgs. 81/08 (che diviene obbligatoria qualora questi stessi soggetti svolgano attività lavorative in "ambienti confinati").
Le caratteristiche della formazione sulla sicurezza per dirigenti e preposti indicata nell'accordo è da considerarsi "facoltativa", ma rappresenta "lo stato dell'arte" e, quindi, i percorsi formativi conformi a tali requisiti garantiscono la certezza dell'adempimento dell'obbligo previsto all'art. 37 comma 7.

Anche per la formazione sulla sicurezza per lavoratori, dirigenti e preposti, i docenti dovranno dimostrare un'esperienza di almeno 3 anni.

L'organizzazione della formazione sulla sicurezza dovrà rispettare alcuni requisiti, tra i quali:
- la presenza di un soggetto organizzatore del corso, che può essere anche il datore di lavoro;
- la presenza di un responsabile del progetto formativo, che può essere il docente stesso;
- la tenuta di un registro dei presenti;
- l'obbligo di frequenza pari al 90% delle ore previste;
- la definizione dei contenuti tenendo presente: le differenze di genere, di età, di provenienza e lingua, nonché contrattuale. In particolare, nei confronti degli stranieri i corsi dovranno essere svolti previa comprensione e conoscenza della lingua.

PERCORSO FORMATIVO IN MATERIA DI SICUREZZA PER I LAVORATORI
I lavoratori saranno soggetti ad un percorso formativo, di fatto conforme ai contenuti previsti nell'art. 37, costituito da due moduli:
1 - Modulo di "formazione generale", di durata non inferiore a 4 ore, il quale tratterà contenuti relativi a: concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti, doveri e sanzioni, organi di vigilanza, controllo e assistenza;
2 - Modulo di "formazione specifica", sui rischi presenti in azienda, sulle procedure di lavoro, anche in situazioni di emergenza, di durata variabile da 4 a 12 ore in relazione ai rischi riferiti alla mansioni e alle caratteristiche del settore di appartenenza dell'azienda (in modo analogo a quanto previsto per i datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP).

Tale formazione è da considerarsi "di base": a questa dovrà aggiungersi la formazione "specifica" per i rischi normati dai Titoli successivi al Titolo I del D. Lgs. 81/08 (tra cui anche la formazione per l'uso di attrezzature particolari, quali ad esempio il carrello elevatore, gli apparecchi di sollevamento, etc.). Analogamente, l'addestramento è da considerarsi "aggiuntivo" ai percorsi formativi individuati dall'accordo.

Aspetto da evidenziare: nei percorsi formativi sulla sicurezza per i lavoratori non è previsto nell'accordo la necessità di una verifica finale di apprendimento.

FORMAZIONE SULLA SICUREZZA PER I PREPOSTI

La formazione sulla sicurezza per i preposti, definiti nell'art. 2 comma 1, del D. Lgs. 81/08, oltre naturalmente prevedere lo stesso percorso formativo dei lavoratori precedentemente indicato, deve essere integrata con ulteriore formazione, di durata minima di 8 ore, che si conclude con una verifica da effettuarsi per mezzo di colloquio o test.

FORMAZIONE SULLA SICUREZZA PER DIRIGENTI

La formazione per i dirigenti sostituisce integralmente la formazione per i lavoratori precedentemente descritta ed è strutturata su 4 moduli, rispettivamente aventi contenuti:
1 - giuridico, normativo
2 - gestionale e di organizzazione della sicurezza
3 - valutazione dei rischi
4 - comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori

La durata minima della formazione è di 16 ore. Al termine della stessa dovrà essere effettuata una verifica di comprensione per mezzo di colloquio o test.

AGGIORNAMENTO PERIODICO IN MATERIA DI SICUREZZA PER LAVORATORI, DIRIGENTI E PREPOSTI

Per i lavoratori, i dirigenti e i preposti è previsto un aggiornamento di 6 ore con cadenza quinquennale.

lavoratoriTABELLA DEGLI ADEMPIMENTI

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Accordo del 21/12/2011 - Pubblicato in GU n. 8 del 11/01/2012

FASE
FORMAZIONE GIA' EFFETTUATA
FORMAZIONE DA FARE EX NOVO
AGGIORNAMENTO
6 ore
Le ore sono 4 (parte generale) + 4/8/12 in funzione del rischio del settore di appartenenza e valutazione del rischio aziendale
Già assunti
Già effettuata.
Il CCNL non specifica nulla in merito a durata, modalità e svolgimento dei corsi
Esonero
Entro 5 anni dalla data di conclusione del corso.
Per i corsi fatti da >5 anni (alla data 26/01/2012) vanno conclusi entro 26/01/2013
Neoassunti o già assunti
Nessuna
Conforme all'accordo.
Da fare entro 60gg.
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
neoassunti
in altra azienda ma non documentati
Conforme all'accordo.
Da fare entro 60gg.
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Neoassunti provenienti da altra azienda
In altra azienda documentati correttamente. Stesso settore merceologico e stessa mansione
Esonero sia per la parte generale che per la parte specifica
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Neoassunti provenienti da altra azienda
In altra azienda documentati correttamente. Diverso settore merceologico o diversa mansione
Esonero solo per la pare generale.
Parte specifica da fare
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Cambio mansione stessa azienda
Documentata correttamente
Esonero solo per la parte generale.
Parte specifica da fare per i rischi non coperti da formazione già fatta
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Cambio processo, introduzione macchinari, prodotti
Documentata correttamente
Parte specifica da fare solamente per i rischi introdotti
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Impiegati che non si rechino nei reparti operativi
Non fatta
Da fare parte generale e parte specifica per basso rischio (8 ore totale)
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Impiegati che si rechino nei reparti operativi
Non fatta
Da fare parte generale e specifica in funzione dei rischi di comparto e del DVR
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Regime transitorio prima applicazione
In corso o da iniziare a breve purché con iscrizione documentata prima 25/01/2012 e da completare entro 12 mesi
Esonero
Entro 5 anni dalla conclusione del corso

ACCORDO STATO REGIONI 21/12/2011

stato regioni formazione  

Entrata in vigore degli Accordi Stato Regioni e Province Autonome del 21 dicembre 2011 relativi alla formazione dei lavoratori ai sensi dell’art. 37, comma 2, ed alla formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi ai sensi dell’art. 34, commi 2 e 3, del d.lgs. n. 81/2008, pubblicato nella GU il giorno 11 gennaio 2012.

Dopo quasi tre anni di attesa, sono stati finalmente siglati gli Accordi Stato - Regioni relativi alla formazione in materia di salute sicurezza sul lavoro così come annunciati dall’art. 34, comma 2 (datore di lavoro RSPP) e dall' art. 37, comma 2 (lavoratori, dirigenti e preposti ) del D. Lgs. n. 81/08.
 
Senza voler entrare nel merito dei contenuti dei predetti accordi, è bene cercare di fugare ogni dubbio su quando siano entrate in vigore le nuove regole in materia di formazione o, per meglio dire, da quando le stesse siano esigibili nei confronti dei soggetti destinatari di tali obblighi di formazione.

Essendo stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 gennaio 2012, la loro efficacia è immediata oppure bisognerà attendere il consueto periodo di quindici giorni (c.d. vacatio legis) per richiederne l'applicazione ?

Ora, punto di partenza imprescindibile è l'art. 10 delle Disposizioni sulla legge in generale, preliminari al Codice Civile (le c.d. “Preleggi”), il quale prevede che le leggi ed i regolamenti divengono obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia diversamente disposto, nonché l’art. 73 della Costituzione.
Di tutta evidenza come un accordo stato – regioni non possa essere assimilato in via analogica né ad una legge, né ad un regolamento, essendo tale atto (cfr. art. 4 del d. lgs. n. 281/1997) esclusivamente lo strumento con il quale Governo, Regioni e Province Autonome, in sede di Conferenza Stato-Regioni, coordinano l'esercizio delle rispettive competenze e lo svolgimento di attività di interesse comune in attuazione del principio di leale collaborazione.

La Conferenza Stato – Regioni ha compiti di informazione, consultazione e raccordo in relazione agli indirizzi di politica generale suscettibili di incidere nelle materie di competenza regionale (esclusi gli indirizzi relativi alla politica estera, alla difesa, alla sicurezza nazionale, alla giustizia).

E' da escludere, pertanto, che la conferenza Stato – Regioni possa avere un potere legislativo/normativo.

Poiché gli accordi siglati in tale sede si pongono l'esclusivo fine di realizzare obiettivi di funzionalità, economicità ed efficacia dell'azione amministrativa, è agevole concludere nel senso che la natura, senza dubbio non legislativa, degli atti della Conferenza Stato-Regioni, esclude che da essi, singolarmente considerati, possa discendere un obbligo di fare o di non fare a carico di un soggetto privato, singolo o associato.

Da tale considerazione discendono, pertanto, due situazioni astrattamente configurabili: o il contenuto dell’accordo approvato in sede di Conferenza è successivamente trasposto in una fonte primaria, eventualmente attuata od integrata con un atto di natura regolamentare, ed allora l’accordo si configura come una sorta di “fase preparatoria” della legge, dalla quale ultima legittimamente discendano obblighi (positivi o negativi); o, viceversa (e sembra questo il caso di specie), l’accordo si configura quale fonte capace di specificare, con funzione che richiama quella regolamentare, il contenuto di una legge da cui, però, già possa evincersi con sufficiente precisione il precetto in essa contenuto.
Laddove, dunque, considerassimo l’ Accordo Stato – Regioni un mero atto di indirizzo, l'interpretazione più rigorosa e costituzionalmente orientata, non avendo tale provvedimento forza di legge e, quindi, non sottostando alla disciplina di cui all’art. 73 Cost. ed all’art. 10 delle “Preleggi”, dovremmo propendere per l'immediata efficacia – a far data dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale o, comunque, dal giorno successivo – di quanto in esso stabilito.

Tuttavia, volendo (dovendo?) considerare l’Accordo Stato – Regioni atto avente forza normativa in quanto specificazione (“similregolamentare”), nel caso di specie di precetti già sufficientemente definiti agli articoli 34 e 37 del D. lgs. n. 81/2008 ed addirittura penalmente sanzionati, non potremmo negare, per la sua entrata in vigore, in assenza di diversa specifica previsione, l’applicabilità della c.d. vacatio legis.

Da ciò consegue, dunque, essendo tali Accordi parte integrante e complementare, trattandosi, fra l’altro, di elementi costitutivi di precetti penalmente sanzionati, del D.lgs. n. 81/2008, che essi entreranno in vigore, risultando validi ed efficaci, quindici giorni dopo la loro pubblicazione in GU, ossia a partire dal 26 gennaio 2012.

 


 
Accordo Stato Regioni sulla formazione dei DIRIGENTI

FASE
FORMAZIONE GIA' EFFETTUATA
FORMAZIONE DA FARE EX NOVO
AGGIORNAMENTO
6 ore
Per dirigente: 16 ore anche on-line
Già assunti
Già effettuata conforme a D.M. 16/1/97 o modulo A
Esonero
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Neoassunti o assunti con cambio di ruolo
Nessuna
Conforme all'accordo.
Da fare entro 60 gg.
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Regime transitorio prima applicazione
In corso o da iniziare a breve purché con iscrizione documentata prima 10/01/2012 e da completare entro 18 mesi (11/06/2013)
Esonero
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Neoassunti provenienti da altra azienda
In altra azienda documentati correttamente
Esonero
Entro 5 anni dalla conclusione del corso

Accordo Stato Regioni sulla formazione dei DATORI DI LAVORO – RSPP



Nomina a RSPP
Formazione già effettuata
Formazione da fare ex novo
Aggiornamento
6 ore rischio basso
10 ore rischio medio
14 ore rischio alto
Effettuata prima del 31/12/1996
Nessuna
Esonero
Entro 10/01/2014
(24 mesi dalla pubblicazione dell'accordo)
Effettuata dopo il 01/01/1997
Nessuna
Da fare secondo il rischio del settore di appartenenza (16-32-48 ore)
Entro 5 anni dalla data di conclusione del corso
Effettuata dopo il 01/01/1997
Conforme D.M. 16/01/1997 e documentata
Esonero
Entro 11/1/2017
(dall'entrata in vigore dell'accordo)

Conforme accordo Stato regioni 26/01/2006.
Moduli A, B, C
Esonero
Entro 5 anni dalla data di conclusione del corso
Nuova attività con nuova nomina
Nessuna
Completare la formazione entro max 90 gg. dall'inizio della nuova attività

Regime transitorio prima applicazione
In corso o da iniziare a breve purché con iscrizione documentata prima 25/01/2012 e da completare entro 26/07/2012 secondo D.M. 16/01/1997
Esonero
Entro 5 anni dalla data di conclusione del corso

stato regioni formazione  

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'11 gennaio 2012 diventano operativi i due Accordi per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro che la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ha approvato nella seduta del 21 dicembre scorso. Gli Accordi attuano l’art. 37 comma 2 del D.Lgs. 81/08 e disciplinano nei dettagli i requisiti della formazione dei lavoratori (inclusi preposti e dirigenti) e dei datori di lavoro che svolgono personalmente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi.
 
Anche in questo caso il legislatore ha deciso di porre attenzione sulle fasi più “critiche” (nuova assunzione, cambio mansione, novità nel processo produttivo) e sulla specificità di ogni settore, perché la formazione di ciascun soggetto sia coerente con i fattori di rischio a cui è realmente esposto.

Per questo motivo entrambi gli Accordi richiamano in Allegato una classificazione che suddivide le aziende, in base al macrosettore Ateco, in tre livelli di rischio (basso, medio, alto). Con l’aumentare del livello di rischio cresce anche l’impegno formativo richiesto, ma è comunque comune per tutti l’obbligo di aggiornare le proprie competenze nel tempo, di quinquennio in quinquennio.

In molti casi sarà possibile far valere la formazione già svolta e gli Accordi prevedono un regime transitorio per l’applicazione, e in questo periodo le Aziende avranno il tempo di adeguare i loro piani formativi nel modo più efficace. Infine, è ammessa la frequenza dei corsi mediante formazione a distanza.

- Scarica Linee applicative in Conferenza Stato-Regioni

- Scarica sintesi delle linee guide applicative

 
 
>>>> Scarica accordi Stato-Regioni sulla formazione dei datori di lavoro RSPP

>>>> Scarica accordi Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori
 
Accordo Stato Regioni sulla formazione dei PREPOSTI


FASE
FORMAZIONE GIA' EFFETTUATA
FORMAZIONE DA FARE EX NOVO
AGGIORNAMENTO
6 ore
Particolare aggiuntiva per preposto: 8 ore
Neoassunti o assunti con cambio di ruolo
Nessuna
Conforme all'accordo.
Da fare entro 60gg.
Entro 5 anni dalla data di conclusione del corso
Già assunti
Già effettuata.
Il CCNL non specifica nulla in merito a durata, modalità e svolgimento dei corsi

Entro 5 anni dalla conclusione del corso.
Per corsi fatti da >5 anni (alla data 26/01/2012) vanno conclusi entro 26/01/2013
Neoassunti provenienti da altra azienda
In altra azienda documentati correttamente
Esonero
Entro 5 anni dalla conclusione del corso
Regime transitorio prima applicazione
In corso o da iniziare a breve purché con iscrizione documentata prima 10/01/2012 e da completare entro 18 mesi
Esonero
Entro 5 anni dalla conclusione del corso

Formazione accordo stato regioni
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ACCORDO STATO REGIONI SULLA FORMAZIONE DEI DATORI DI LAVORO, DIRIGENTI, LAVORATORI E PREPOSTI

Di seguito tabella riassuntiva per formazione e aggiornamento Datori di lavoro RSPP

FORMAZIONE DEL DATORE DI LAVORO
FORMAZIONE INIZIALE 
AGGIORNAMENTO 
Durata 
Modalità erogazione 
Durata 
Modalità erogazione 
RISCHIO BASSO: 
16 ore 
Articolato in 4 moduli: 
MODULO 1: Aula o FAD 
MODULO 2: Aula o FAD 
MODULO 3: Aula 
MODULO 4: Aula 
RISCHIO BASSO: 
6 ore 
Aula o FAD 
RISCHIO MEDIO: 
32 ore 
RISCHIO MEDIO: 
10 ore 
RISCHIO ALTO: 
48 ore 
RISCHIO ALTO: 
14 ore 
CASI PARTICOLARI E SCADENZE 
SCADENZE 
Sono esonerati dalla frequenza:
- tutti coloro che dimostrino di aver frequentato i corsi di cui al DM 16/01/1997
- tutti coloro che erano stati esonerati nel DLgs 626/1994
- tutti coloro che sono in possesso dei titoli RSPP previsti dal d.lgs. 81/2008 per il settore ATECO di appartenenza
- tutti coloro che hanno frequentato, entro e non oltre 6 mesi dall’entrata in vigore del presente Accordo, i corsi di cui al DM 16/01/1997, formalmente e documentalmente approvati alla data di entrata in vigore del presente accordo
In caso di nuova attività, il DL che intende svolgere i compiti di RSPP dovrà completare il percorso formativo entro e non oltre 90 giorni dalla data di inizio attività 
- aggiornamento da effettuare entro 5 anni dalla data di conclusione del corso per i nuovi DL RSPP
- aggiornamento necessario entro 5 anni dalla data di pubblicazione dell’Accordo per tutti coloro che hanno frequentato i corsi di cui al DM 16/01/1997
- aggiornamento necessario entro 24 mesi dalla data di pubblicazione dell’Accordo per tutti coloro che erano stati esonerati nel DLgs 626/1994









La formazione dei Lavoratori, si articola in due momenti distinti: Formazione Generale di 4 ore (con programma e durata comuni per i diversi settori di attività) e Formazione Specifica, articolata in tre diversi livelli di rischio (basso, medio, alto; individuati in funzione del Settore ATECO di appartenenza)della  durata di 4, 8 e 12 ore. Tabella riassuntiva dei criteri per la formazione dei Lavoratori: 

FORMAZIONE DEI LAVORATORI 
FORMAZIONE INIZIALE 
AGGIORNAMENTO 
Durata 
Modalità erogazione 
Durata 
Modalità erogazione 
RISCHIO BASSO: 
8 ore 
Articolato in 2 moduli: 
MODULO GENERALE 
Aula o FAD 
(credito permanente, comune per tutti i settori) 
 
MODULO SPECIFICO 
Aula 
(diverso in base al settore) 
RISCHIO BASSO: 
6 ore 
Aula o FAD 
RISCHIO MEDIO: 
12 ore 
RISCHIO MEDIO: 
6 ore 
RISCHIO ALTO: 
16 ore 
RISCHIO ALTO: 
6 ore 
CASI PARTICOLARI E SCADENZE 
CASI PARTICOLARI E SCADENZE 
Sono esonerati dalla frequenza : 
- tutti coloro per i quali il datore di lavoro può dimostrare di aver svolto, alla data di pubblicazione dell’accordo, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e delle indicazioni previste nei CCNL per quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento 
- tutti coloro che hanno frequentato, entro e non oltre 12 mesi dall’entrata in vigore dell’accordo, i corsi di formazione formalmente e documentalmente approvati alla data di entrata in vigore del presente accordo 
 
In caso di nuova assunzione, il percorso formativo dovrà essere completato entro e non oltre 60 giorni 
 
I lavoratori che non svolgano mansioni che comportino la loro presenza, anche saltuaria, nei reparti produttivi possono frequentare i corsi per il rischio basso.
- Aggiornamento da effettuare entro 5 anni dalla data di effettuazione del corso 
- Aggiornamento necessario entro 12 mesi dalla data di pubblicazione dell’accordo se la formazione è stata erogata da più di 5 anni dalla data di pubblicazione dell’accordo 
Nell’aggiornamento non è compresa la formazione relativa al trasferimento o cambiamento di mansione e all’introduzione di nuove attrezzature di lavoro, tecnologie, sostanze o preparati pericolosi 









L’Accordo Stato-Regioni stabilisce che la formazione dei Preposti debba comprendere quella per i lavoratori e che debba essere integrata da una formazione particolare, in relazione ai compiti esercitati in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Tabella riassuntiva dei criteri per la formazione dei Preposti:

FORMAZIONE DEI PREPOSTI 
FORMAZIONE INIZIALE 
AGGIORNAMENTO 
Durata 
Modalità erogazione 
Durata 
Modalità erogazione 
8 ORE 
oltre alla formazione prevista per i lavoratori 
Quindi (in ore):
RISCHIO BASSO: 16 ?RISCHIO MEDIO: 20 ?RISCHIO ALTO: 24
Aula 
(credito permanente) 
RISCHIO BASSO: 
6 ore 
Aula o FAD 
RISCHIO MEDIO: 
6 ore 
RISCHIO ALTO: 
6 ore 
CASI PARTICOLARI E SCADENZE 
CASI PARTICOLARI E SCADENZE 
Sono esonerati dalla frequenza: 
- tutti coloro per i quali il datore di lavoro può dimostrare di aver svolto, alla data di pubblicazione dell’accordo, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e delle indicazioni previste nei CCNL per quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento 
- tutti coloro che hanno frequentato, entro e non oltre 12 mesi dall’entrata in vigore dell’accordo, i corsi di formazione formalmente e documentalmente approvati alla data di entrata in vigore del presente accordo 
In caso di nuova assunzione, il percorso formativo dovrà essere completato entro e non oltre 60 giorni 
In via transitoria, in sede di prima applicazione, i corsi per preposti dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla pubblicazione dell’accordo. 
- Aggiornamento da effettuare entro 5 anni dalla data di effettuazione del corso 
- Aggiornamento necessario entro 12 mesi dalla data di pubblicazione dell’accordo se la formazione è stata erogata da più di 5 anni dalla data di pubblicazione dell’accordo 








 
Infine, la formazione dei Dirigenti, così come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera d), del DLgs 81/2008, in riferimento a quanto previsto all’articolo 37, comma 7, del DLgs 81/2008 e in relazione agli obblighi previsti all’articolo 18, sostituisce integralmente quella prevista per i lavoratori.
L’accordo prevede che la durata minima del modulo per Dirigenti  sia di 16 ore, articolata in 4 moduli. Si prevede, inoltre, un aggiornamento quinquennale, con durata minima di 8 ore, in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro.
Tabella riassuntiva dei criteri per la formazione dei Dirigenti:

FORMAZIONE DEI DIRIGENTI
FORMAZIONE INIZIALE
AGGIORNAMENTO
Durata
Modalità erogazione
Durata
Modalità erogazione
RISCHIO BASSO, MEDIO, ALTO:
16 ORE
Sostituisce integralmente la formazione prevista per i lavoratori
Articolato in 4 moduli:
MODULO 1
MODULO 2
MODULO 3
MODULO 4
Per tutti Aula o FAD
(credito permanente)
RISCHIO BASSO:
6 ore
Aula o FAD
RISCHIO MEDIO:
6 ore
RISCHIO ALTO:
6 ore
CASI PARTICOLARI E SCADENZE
CASI PARTICOLARI E SCADENZE
Sono esonerati dalla frequenza:
- tutti coloro che hanno frequentato, entro e non oltre 12 mesi dall’entrata in vigore dell’accordo, i corsi di formazione formalmente e documentalmente approvati alla data di entrata in vigore del presente accordo
- tutti coloro che hanno frequentato, alla data di pubblicazione del rpesenta accordo, i corsi di cui al DM 16/01/1997 dopo il 14/08/2003
- tutti coloro che hanno frequentato corsi conformi al Modulo A per ASPP o RSPP, previsto dall’accordo Stato – Regioni del 26/01/2006
In caso di nuova assunzione, il percorso formativo dovrà essere completato entro e non oltre 60 giorni
In via transitoria, in sede di prima applicazione, i corsi per dirigenti dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla pubblicazione dell’accordo
- Aggiornamento da effettuare entro 5 anni dalla data di effettuazione del corso.